White Paper 2026 sulla mobilità sostenibile: +46% per le auto elettriche
Il decimo White Paper sulla mobilità sostenibile di Repower fotografa la crescita delle full electric grazie agli incentivi e alla rete di ricarica più capillare.
Il 2025 si è chiuso in negativo (-2,1%) per il mercato dell’auto italiana. Ma non per tutte le alimentazioni. In controtendenza con questo dato, infatti, il mercato dell’auto elettrica in Italia è tornato a crescere dopo un biennio complesso, segnato da rallentamenti e incertezze. La ripresa non ha avuto lo stesso impatto ovunque, ma i numeri mostrano un cambio di passo chiaro. Questo il quadro che emerge dal White Paper 2026 sulla mobilità sostenibile di Repower.
I numeri del mercato delle BEV
Le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto quota 94.000 unità. L’incremento è stato del 46% rispetto alle 64.000 dell’anno precedente. La quota di mercato delle BEV si attesta al 6,2%. L’aumento è di due punti su base annua.
La spinta decisiva è arrivata negli ultimi mesi dell’anno, quando a novembre la quota BEV ha superato il 12% e a dicembre si è mantenuta intorno all’11%. Una parte importante di queste immatricolazioni è stata sostenuta dagli incentivi statali, che hanno generato circa 55.000 acquisti.
Accanto all’elettrico cresce anche l’ibrido. Le vetture ibride chiudono l’anno con una quota del 44,4% che sale al 50,9% includendo le plug-in hybrid. Un dato che conferma come una nuova auto su due sia ormai elettrificata. Nello stesso periodo benzina e diesel continuano a ridursi, con la benzina al 24,3% e il diesel al 9,4%. La transizione appare graduale, ma è evidente.
Le cause della crescita
Il rafforzamento della rete di ricarica è uno dei principali elementi che hanno trainato questa crescita. I punti di ricarica pubblici in Italia raggiungono quota 70.272 unità, con un incremento del 16% nei dodici mesi precedenti. Metà delle nuove installazioni è di tipo veloce o ultraveloce, mentre il rapporto tra veicoli elettrici circolanti e colonnine si attesta a 17 a 1, un valore leggermente superiore alla media europea che si ferma a 14 a 1. In due anni i punti di ricarica sulle autostrade sono triplicati e il Ministero ha lanciato l’applicazione PUN Maps per consentire la consultazione della rete nazionale.
La trasformazione riguarda anche il mondo aziendale. Nell’UE circa il 60% delle nuove immatricolazioni è riconducibile alle flotte. Tanto che la Commissione Europea ha presentato una proposta per introdurre quote obbligatorie di elettrificazione a partire dal 2027. L’obiettivo è quello che entro il 2030 almeno il 45% delle nuove auto aziendali sia elettrico. In Italia la Legge di Bilancio ha ridotto la tassazione dei fringe benefit per le BEV al 10%, rendendo più conveniente la loro adozione nelle imprese. Le flotte diventano così un canale strategico anche per alimentare il mercato dell’usato elettrico, favorendo una diffusione più ampia nel tempo.
Lo scenario europeo mostra un’evoluzione ancora più marcata. Nel 2025 la quota delle auto full electric nell’Unione raggiunge il 17,4%, mentre le ibride diventano la prima alimentazione con una quota del 44%. A livello globale ricordiamo il sorpasso di BYD su Tesla nelle vendite mondiali di BEV e in Cina la quota di veicoli elettrificati si colloca tra il 40% e il 50%.
Sul fronte tecnologico prosegue l’evoluzione delle batterie agli ioni di litio. Ma si punta allo sviluppo delle batterie allo stato solido entro la fine del decennio. L’intelligenza artificiale entra sempre più nei sistemi di bordo e nelle infrastrutture, mentre soluzioni come smart charging e vehicle-to-grid (V2G) vengono indicate come strumenti per migliorare la gestione della rete elettrica.
Risultati positivi ma…
Resta però una distanza tra potenziale e diffusione reale. Secondo l’indagine YouGov realizzata per Repower solo il 17% degli italiani possiede oggi un’auto elettrificata, ma il 51% dichiara di valutarne l’acquisto. Una parte della popolazione (26%), ha già provato un’auto elettrica. Le barriere principali restano il costo elevato (62% del campione), i tempi di ricarica giudicati lunghi (50%) e la percezione di una rete ancora insufficiente (47%). Solo il 17% si considera ben informato sul tema e persistono convinzioni errate su incendi, durata delle batterie e impatto sulla rete. Proprio per questo il White Paper dedica un focus specifico proprio a queste narrazioni distorte, riportando dati che mirano a ridimensionare alcune delle paure più diffuse.
- Statisticamente, gli incendi che coinvolgono i veicoli elettrici sono molto meno comuni di quanto si pensi: i dati parlano di circa 25 episodi ogni 100 mila auto elettriche, contro oltre 1.500 ogni 100 mila vetture a benzina o diesel.
- Sul fronte dell’usura degli pneumatici, il peso superiore delle elettriche incide effettivamente di più rispetto alle termiche, ma la frenata rigenerativa azzera quasi completamente le polveri da freno, rendendo il bilancio ambientale complessivo comunque favorevole.
- Le batterie agli ioni di litio non finiscono in discarica: le normative europee già oggi impongono il recupero di almeno il 65% del litio e dell’80% di nichel e cobalto, e le tecnologie più avanzate riescono a recuperare fino al 95% dei materiali critici.
- Quanto alla durata, il degrado medio delle batterie si attesta sotto il 2% annuo. Una batteria ha infatti ancora circa l’80% della capacità dopo 10 anni e più di 200.000 km di utilizzo.
- Smart charging e il vehicle-to-grid non rappresentano un rischio per il sistema energetico. È una risorsa concreta per stabilizzarlo, soprattutto nelle ore di picco.
I numeri stanno dando ragione all’elettrico, ma le resistenze culturali e pratiche restano il vero ostacolo da superare.
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