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Peugeot pensa a una nuova ammiraglia sopra la 5008

Non è da escludere una nuova ammiraglia, ma i rischi sono diversi.

Peugeot pensa a una nuova ammiraglia sopra la 5008
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 27 gen 2026

Le parole di CEO di Peugeot, Alain Favey, sembrano orientate a lasciar intendere qualcosa di più sul futuro del marchio. Così come avvenuto parlando del possibile ritorno delle station wagon, ora Favey non ha escluso la possibilità di creare un modello collocato sopra l’attuale 5008. Quindi una nuova ammiraglia. Il punto, come spiegato dal numero uno di Peugeot, riguarda la necessità di proporre qualcosa di realmente diverso. Una vettura che non rischi di perdere contro la concorrenza.

Ambizioni, rischi e qualche certezza

Quanto avvenuto con la 508 potrebbe insegnare qualcosa. Il modello, infatti, è uscito di scena sei mesi fa e lo ha fatto nonostante un pacchetto tecnico credibile. La berlina non è riuscita a emergere in un mercato dominato da rivali come Audi A4 e BMW Serie 3. Per un marchio generalista come Peugeot entrare nella fascia D (che comprende le berline e crossover di medie dimensioni con ambizioni premium) significa affrontare un territorio in cui il valore percepito pesa più di ogni scheda tecnica. Non basta offrire un prodotto valido. Serve un’identità che il cliente riconosca come tale.

Favey non esclude che Peugeot possa guardare al vasto patrimonio tecnico di Stellantis. Le piattaforme del gruppo permetterebbero di sviluppare una vettura di fascia superiore senza partire da zero. La domanda, però, è un’altra. Ha senso farlo? La risposta per molti è meno scontata di quanto sembri, perché la gamma Peugeot è già ampia e richiede uno sforzo comunicativo costante. Il dirigente cita l’esempio della 408, un modello capace di attirare gli sguardi ma rimasto in ombra sul piano della comunicazione. Un segnale chiaro del rischio di disperdere l’attenzione su troppi fronti.

La prospettiva di una nuova ammiraglia Peugeot è interessante. Anche perché riflette l’andamento del mercato. Un mercato nel quale i segmenti premium continuano a essere presidiati da diversi marchi con una continuità che penalizza chi prova a inserirsi dall’esterno. La stessa mobilità elettrica, pur aprendo nuove opportunità di posizionamento, non cancella il valore dei marchi storici rendendo complicato inserirsi.

Peugeot si trova quindi davanti a un bivio. Da una parte c’è la possibilità (e il desiderio?) di creare un modello simbolo, una vettura capace di rappresentare un salto di categoria. Dall’altra c’è la consapevolezza di avere un ruolo ormai consolidato nei segmenti B e C. Questi sono i settori dove le vendite di Peugeot funzionano meglio. Non sappiamo quale sarà la direzione scelta da Peugeot, ma è chiaro che ogni opzione comporta dei rischi che il marchio sta valutando per capire come procedere nei prossimi anni.

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