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Nuova KTM X-Bow 2027: aggiornamenti mirati e più potenza

La nuova KTM X-Bow vanta 592 CV dopo il restyling sotto la nuova proprietà. Scopriamo le caratteristiche della biposto.

Nuova KTM X-Bow 2027: aggiornamenti mirati e più potenza
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 29 ott 2026

Il costruttore di Mattighofen ha scelto di concentrarsi sull’industria delle due ruote, preferendo vendere la sua divisione di auto sportive. A seguito della crisi finanziaria KTM ha rivisto le sue strategie commerciali e, dopo un periodo di amministrazione controllata ha scelto di accettare la proposta degli indiani di Bajaj. La divisione, ufficialmente battezzata KTM X-Bow Onroad GmbH, è stata ceduta a un gruppo di investimento belga guidato dal pilota di rally Guillaume de Mévius, la cui famiglia conta una quota in Anheuser-Busch InBev, società madre di birrifici come Budweiser, Corona e Stella Artois.

Sulla nuova X-Bow spiccano le nuove specifiche Factory 600 ed Evo, che hanno permesso un incremento di potenza e la maturazione del concetto “less is more”. Bassa, larga e leggera, la vettura impreziosita dal pacchetto Factory 600 può fare affidamento su un collettore di aspirazione, un turbocompressore e un intercooler potenziati, aumentando la potenza del cinque cilindri da 2,5 litri di derivazione Audi di 99 CV sino a 592 CV. Come optional c’è un sistema di scarico prodotto dall’azienda tedesca Capristo.

Il kit aerodinamico dell’Evo

La vettura da corsa di classe GT2 è impreziosita da uno splitter anteriore più estremo, alette canard e inedite prese d’aria sui parafanghi. Tutte le X-Bow vantano uno schermo infotainment da 7 pollici con Apple CarPlay e Android Auto ed elementi che esaltano un look racing che su strada non lascia indifferenti. Le modifiche all’interno dell’abitacolo sono nate per garantire un accesso più intuitivo al navigatore e ai contenuti multimediali.

Non risulta più di serie la telecamera posteriore, anche perché la nuova l’X-Bow ha degli specchietti retrovisori laterali ripiegabili. I passi in avanti rispetto alla serie precedente sono notevoli anche sul piano aerodinamico. La prima esperienza della casa produttrice di motociclette nel campo automobilistico venne presentata quasi 20 anni fa al Salone dell’Automobile di Ginevra nel 2007. Con l’aiuto dell’azienda italiana Dallara la X-Bow venne prodotta nello stabilimento di Graz.

Evoluzione della specie

Il biposto austriaca, senza tetto né finestrini, era nata per divertire. Con un peso di appena 720 kg la X-Bow vantava 237 CV, grazie a un motore centrale Audi 4 cilindri 2.0 TFSI, che consentiva una velocità di 217 km/h, garantendo uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e da 0 a 160 km/h in 8,5 secondi. Il carico aerodinamico generato a 100 km/h era di 48 kg, a 200 km/h era di 193 kg, toccando 1,23 g di accelerazione laterale, dichiarati dopo un test a 178 km/h su una curva di raggio costante di 200 metri.

Nel 2008 venne lanciata una versione perfezionata da un cambio automatico di derivazione Audi di tipo DSG con doppia frizione e la possibilità di utilizzo sequenziale, con un incremento della potenza a 270 CV, e ulteriore alleggerimento complessivo dell’auto, con un peso sulla bilancia di 700 kg secchi. La KTM lanciò la X-Bow in pista nella classe Sports Light al GT4 European Cup della FIA tramite il gruppo Reiter Engineering.

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