Dal freddo glaciale al caldo torrido: il test affrontato dalla Nissan Ariya
Nissan Ariya: test estremi per mostrare le capacità del SUV elettrico
Nissan Ariya ha affrontato gelidi test presso il Nissan Technical Center North America (NTCNA), situato vicino a Detroit. In questa struttura, progettata per riprodurre condizioni climatiche estreme, la temperatura può variare da -40°C a +80°C, come spiega Jeff Tessmer, senior manager per i veicoli a zero emissioni di Nissan.
"Queste condizioni estreme ci permettono di simulare scenari peggiori di quelli che i nostri clienti incontreranno nella vita reale, assicurandoci che il veicolo funzioni impeccabilmente in ogni situazione," ha dichiarato Tessmer.
TRA FREDDO E CALDO
Uno dei test più impegnativi è il "cold soak", in cui i veicoli vengono lasciati per 24 ore a temperature glaciali. All'inizio del 2024, una Ariya con il 17% di carica della batteria è stata parcheggiata in una camera a -20°C, senza essere collegata né utilizzare il riscaldatore della batteria. Il risultato? Dopo un giorno, la carica era rimasta stabile al 17% e il veicolo si è avviato immediatamente.
L’Ariya è dotata di un sistema di gestione termica: nelle giornate calde, la batteria è raffreddata da un sistema a liquido, mentre nei climi freddi un riscaldatore la mantiene a temperature ottimali. Grazie all'app MyNISSAN, i conducenti possono pre-riscaldare il veicolo, controllare le temperature interne e programmare la ricarica per ottimizzarne l'efficienza.
TUTTO SOTTO CONTROLLO
"La possibilità di preparare l'auto in anticipo è fondamentale," spiega Ansu Jammeh, ingegnere del team Zero Emissions di Nissan. "Inoltre, riscaldare il veicolo mentre è collegato alla rete consente di preservare l'energia della batteria per il viaggio." Oltre al comfort interno, l'Ariya offre altri vantaggi nei climi freddi, come la trazione integrale e-4ORCE e un abitacolo che si scalda molto più rapidamente rispetto a un motore a combustione interna.
Con un'esperienza che parte dal lancio della Nissan LEAF nel 2009, Nissan continua a dimostrare che i veicoli elettrici possono comunque essere utilizzati in qualsiasi condizione climatica. "Con l’Ariya," conclude Jammeh, "i nostri clienti possono contare su prestazioni costanti ogni giorno, ovunque si trovino."
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"......In 24 h puoi arrivare anche con la batteria calda, si raffredderá a bassissime temperature nel giro di pochissimo....."
Quel pochissimo puoʻ durare da pochi secondi a molte ore , a seconda di quali erano le condizioni di partenza del veicolo, non specificate . Potrebbe essere arrivata "fredda" come aver appena compiuto un ciclo "Arizona a +50°C" nella cella di fianco ( se ne esiste una ) .
E non sappiamo cosa ne è stato di quella batteria .
Perdonami se ti sembro diffidente, ma Nissan sarebbe anche quella dell'elettrica senza spina , che tutti gli altri costruttori continuano a chiamare ibrida .
Il test è stato fatto in una apposita camera climatizzata, costruita per eseguire test a temperatura e umidità impostabili. La vettura è stata messa in questa camera a - 20 per 24h. In 24 h puoi arrivare anche con la batteria calda, si raffredderá a bassissime temperature nel giro di pochissimo.
Al termine del test, la batteria aveva lo stesso livello di carica.
Sul l'accensione "immediately" hanno specificato di non aver eseguito nessuna procedura né di aver spostato l'auto.hanno semplicemente acceso l'auto.
Immagino che la "diffidenza" sia dovuta anche al fatto che l'elettrica per eccellenza di Nissan ( la Leaf di inizi 2010 ) per anni non ha avuto un raffreddamento decente delle batterie, per cui che siano passati da soluzioni anni dietro la concorrenza a soluzioni che sembrano andare perfino contro le temperature minime di funzionamento , suona strano.
Faccio qualche ipotesi .
La vettura era parcheggiata con la batteria al 17% e temperatura esterna di -20°C e non ha utilizzato il proprio riscaldamento, ma prima di essere parcheggiata ha fatto un ciclo specifico per cui ha portato tutto il complesso batteria vicino alla massima temperatura Per cui poi è riuscita a conservarsi per quasi 24 ore .
Oppure.
La vettura si è accesa immediatamente , ma non mi pare si dica se poi , quella batteria, è sopravvissuta per altri km o è finita direttamente al riciclo .
Oppure.
Tra quando l'hanno trovata al 17% e quando hanno acceso la vettura "immediately" , hanno fatto qualche procedura per portare la batteria ad una " temperatura minima di funzionamento" ?
Andando sulle testate americane (dato che il test è stato fatto a Detroit e l'intervista in inglese):
"During a 24-hour cold soak, the Ariya was parked in -4 °F weather with a 17% battery charge. It also wasn’t plugged in or using its battery heater. After the team returned the next day, the electric SUV still had a 17% charge and started up immediately."
Quindi parcheggiata a -20°C (-4°F) per 24 ore, con il 17% di stato di carica. Dopo 24h era ancora a 17% e l'auto si è avviata subito, senza che fosse stata collegata alla spina e senza utilizzare il sistema di riscaldamento delle batterie (sarebbe il BMS).
C’è qualche gioco di parole che confonde nella spiegazione dell’esperimento. Di sicuro non è stata fatta passare l’auto da temperatura maggiore a -20 e accesa a -20 il giorno dopo. Non esistono attualmente batterie che non degradano col freddo.
Peccato che in autostrada consuma come un TIR...
Per una volta il nome c'entra qualcosa con i test che fanno.