Stellantis punta sulle batterie LFP. Joint venture con CATL per produrle in Spagna
Le batterie con celle LFP sono guardate con sempre più interesse da parte delle case automobilistiche. Costano di meno e nel tempo, grazie allo sviluppo, hanno ridotto alcuni svantaggi rispetto agli accumulatori con celle NMC. Anche Stellantis
Le batterie con celle LFP sono guardate con sempre più interesse da parte delle case automobilistiche. Costano di meno e nel tempo, grazie allo sviluppo, hanno ridotto alcuni svantaggi rispetto agli accumulatori con celle NMC. Anche Stellantis punta sulle batterie LFP e adesso è arrivata la notizia che ha raggiunto un accordo con CATL per investire fino a 4,1 miliardi di euro in una joint venture al fine di costruire un impianto europeo di batterie al litio ferro fosfato (LFP) su larga scala a Saragozza, in Spagna.
IN PRODUZIONE NEL 2026
Dunque, Stellantis lavorerà con il più grande produttore di batterie per realizzare un impianto dove saranno prodotte celle del tipo LFP che poi saranno utilizzate sulle sue auto elettriche. L'avvio della produzione è atteso per il 2026 e la capacità dell'impianto potrebbe raggiungere i 50 GWh ma "dipenderà tutto dell’evoluzione del mercato elettrico in Europa e del continuo sostegno delle autorità in Spagna e dell’Unione Europea".
La joint venture Stellantis CATL sarà 50:50 e rivestirà un ruolo molto importante per i piani di elettrificazione del Gruppo. Della collaborazione tra Stellantis e CATL se ne parlava già un anno fa quando le due aziende firmarono un Memorandum of Understanding (MoU) non vincolante per la fornitura locale di celle e moduli di batterie LFP per la produzione di veicoli elettrici in Europa.
Progettato per essere completamente neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio, l’impianto di batterie sarà realizzato in diverse fasi e successivi piani di investimento.
DOPPIA STRATEGIA PER STELLANTIS
Grazie alla creazione di questa joint venture, il Gruppo potrà portare avanti una "strategia a doppia chimica": nichel manganese cobalto (NMC) e litio ferro fosfato (LFP), per soddisfare le esigenze dei suoi clienti. Dal canto suo, CATL potrà rafforzare la sua presenza in Europa. L'azienda cinese, infatti, può contare su stabilimenti in Germania ed in Ungheria, entrambi già operativi. Su questa importante partnership, il Presidente di Stellantis John Elkann, ha commentato:
Stellantis si impegna per raggiungere un futuro decarbonizzato attraverso l’utilizzo di tutte le tecnologie avanzate di batterie disponibili, in modo da offrire ai nostri clienti prodotti competitivi per i veicoli elettrici. Questa importante joint venture con CATL permetterà di produrre batterie innovative in uno stabilimento già leader nel settore dell’energia pulita e rinnovabile, contribuendo al funzionamento di un approccio sostenibile a 360 gradi. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo annuncio, comprese le autorità spagnole per il loro continuo sostegno.
Tra l'altro la Spagna ha dismesso 2 centrali nucleari e ha pianificato di spegnere anche le altre 5.
Stellantis sa benissimo di questa decisione visto che il governo francese fece molto pressing su quello spagnolo per convincerlo a cambiare idea.
Stellantis mi pare produca circa 1 milione di auto in Spagna (dati 2023 tra Zaragoza, Vigo e Madrid ) , mi pare quasi tutte nel segmento B/C del mercato.
50 GWh di LFP , a 75 KWh fanno circa 670 mila vetture/anno .
Spero che sia solo per la produzione locale ....
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A chi parla di Spagna più concorrenziale per costi , logistica e simili rispetto all'Italia, faccio notare che nonostante Tavares ritenesse gli stabilimenti spagnoli tra i migliori d'Europa del gruppo come efficienza e costi, quasi 2 mesi fa ha dichiarato :
"...The competition is Morocco, today; maybe very soon Algeria, Tunisia, and Egypt, that’s where the competition is, and of course, Turkey....." riferendosi agli impianti spagnoli .
La spiegazione è semplice: quando si fa concorrenza al ribasso, su produzioni a basso valore aggiunto e pensate altrove, c'è sempre quello che ha più fame di te .
L'unico problema dell'Italia è che questa corsa al ribasso la poteva fare 40 o 50 anni fa.
La Spagna l'ha seguita di pochi anni.
Poi è toccato ai Paesi dell'Europa dell'Est . Ora è il turno del Nord Africa e Turchia .
Poi sarà il turno di altri ancora più poveri .
Ma NOI ITALIA NON STIAMO INVESTENDO IN FER.
Io non ho compreso dove noi stiamo INVESTENDO sulle FER.
In Sardegna hanno dichiarato inadatto il 99% della superficie regionale e sono andati oltre arrivando al 107% perchè hanno compreso pure il mare.
Dove sono gli investimenti in FER?
Il TAP? Il transmed? I rigassificatori?
Il problema italiano è proprio quello, ossia NON INVESTIRE IN FER.
Il nucleare lo devi comprare non lo puoi avere perchè non hai il tempo oltre che i soldi per fare le centrali.
Ma 30 anni non li hai.
Per cui nei prox 10 anni sarebbe da stare a testa bassa e investire in EO, FV, Idro da pompaggio, accumuli chimici e accumuli statici. Valutare il geotermico e pianificare il nucleare con tempi a trenta anni.Oggi il nucleare non c'è sul tavolo.
Ma infatti il nucleare non serve oggi a coprire piu del 10-40% del mix energetico nei paesi europei, perché cosi conviene. UK, Francia, Finlandia e molti altri si stanno investendo nel nucleare perché cosi conviene. Nel mondo lasciamo perdere, perché alcuni stati fanno a 100% a gas e gasolio, non mi sembra occorra prendere esempio, ma comunque anche stati energivori e tutt'altro che green come China, India, USA, stanno investendo pesatamente sul nucleare per affiancare le rinnovabili nel mix.
60-100 anni per costruire centrali? Ma manco in Italia, le tempistiche si parla dai 8 ai 15 anni.
Alternative possibile e funzionanti tu cosa suggeriresti? Investire nelle FER sarebbe un ottimo inizio, ma non basterà.
Concordo che le aziende straniere, , in generale, non vogliono investire in Italia .
Ma definire la logistica italiana , fatta ad uso e consumo della ex Fiat , come "poco sviluppata" , mi sembra abbastanza arduo . Le Jeep in America ed i Ducato in tutta Europa mica ci arrivano a dorso d'asino .
A parte quello , ho già seguito più casi di nuove fabbriche di batterie e il fattore fondamentale nelle scelte fatte fino ad ora , è stato sempre e solo uno : i contributi dello Stato. Il resto sono foglie di fico ...
Guarda che nel mondo il nucleare non arriva a coprire il 10% dell'energia , mi pare siamo al 9. 30 anni fa era il doppio. E' in declino da decenni xke per fare una centrale servono 15-20 anni e costa una fortuna . Se noi domani mattina decidessimo di rientrare nel nucleare e per farlo servono leggi ed un quadro normativo che non ancora c'è, se va bene tra 20 anni potremmo avere il primo kWh di energia cioè arriverebbe quando la transizione dovremmo già averla fatta, sottraendo risorse alle tecnologie veloci pronte ed economiche che già disponiamo. In italia parlare di nucleare è una perdita di tempo. Ma per avere un vantaggio minimo per coprire il livello di base servirebbero,circa il 20% del consumo, 60-65 TWh di energia . Una centrale di grandi dimensioni per un tempo di uso del 85-90% produce 4-7 TWh, parliamo di 10-15 centrali, circa 20 30 reattori. Quanto tempo ci metti per realizzarle? Se ne costruisci 3-4 in parallelo, dai 60 ai 100 anni: E' una roba che in italia non ha senso!!
Ma infatti nessuno qui sta sostenendo che le FER non debbano essere incentivante, anzi.
Dai tedeschi stiamo seguendo ideologie antiscientifiche contro il nucleare da decenni.
Sto dicendo, che per diminuire il prezzo dell energia non é possibile avere il 100% di nessuna energia, bisognerebbe avere un mix energetico funzionale, sostenibile ed indipendente.
Per far questo non solo bisognerebbe abbandonare i combustibili fossili e puntare sulle rinnovabili, quello é già chiaro. Ma non basta. Senza una soluzione che bilanci il carico di base come nucleare, si fa una fine peggiore della Germania.
La Germania che (giustamente) ha investito molto sulle FER, adesso ha un costo dell energia spropositato perché non riesce a bilanciare il carico di base, se non bruciando carbone per sostituire il gas russo a basso prezzo mancante, ma non basta neanche quello, e risulta uno dei paesi piu inquinanti.
La Francia e Spagna questi problemi non ne hanno, non solo perché hanno investito adeguatamente sulle FER, ma anche perché vi é sempre il nucleare che bilancia il mix, che deve sempre essere intorno a quel 10-40% del mix a seconda dei casi.
Il problema italiano é che non ha investito su abbastanza sulle FER, non ha l'idroelettrico della Norvegia, ne il nucleare della Francia/Spagna/Finlandia/etc, e nemmeno il carbone della Germania.
E adesso l'unica risorsa é il gas che si deve comprare a caro prezzo come si fa?
Perdonami viviamo nello stesso Stato?
NOI prendiamo a modello i tedeschi? I tedeschi producono 270/280 TWh/anno da FER.
NOI poco piú di 100. Se mi dici dove vedi una similitudine.
Di solo eolico la Germania produce piú di tutte le FER italiane.
Il nucleare in EU esiste ed è sufficiente siamo al 23/24% della produzione. Mancano le FER e mancano proprio di paesi come l'Italia che invece di investire GW di FER si inventa leggi e leggine per fermare il solare, l'EO ecc ecc di contro va in giro per tutto il nord-Africa a raccattare gas e petrolio. Demonizza le auto elettriche e tu mi dici che ci ispiriamo alla Germania?
In Cosa esattamente?
Ma il problema é infatti avere un mix energetico INDIPENDENTE E SOSTENIBILE che garantisca prezzi bassi, se per raggiungere gli obiettivi di neutralità dovessimo domani togliere il gas, altro che 60TWh anno dovremmo importare...
Senza nucleare che bilancia il carico di base voglio vedere solo con le rinnovabili arrivare a prezzi bassi riducendo il gas al minimo.
Dovremmo prendere come riferimento i francesi dal punto di vista energetico, invece l'Italia sta prendendo come riferimento la politica fallimentare tedesca riuscendo a fare pure peggio non avendo il carbone a basso prezzo.
Lasciamo stare la Spagna, che é facile parlare quando si hanno decine di centrali in funzione oggi, e forse domani le spegneranno essendo pero completamente dipendenti dal eolico in portogallo (se funzionerá come dicono).
Cambiare sistema potrebbe non essere la soluzione: le aziende che istallano rinnovabili come fotovoltaico ed eolico sono sempre a chiedere sussidi perché l'investimento sia sensato e questo avviene già ora col sistema del marginal price elettrico (che non è un vero e proprio marginal price) che è, di fatto, un incentivo a queste fonti di energia; non sono convinto che basti cambiare il sistema di formazione del prezzo perché, considerando che abbiamo da aumentare la quota di rinnovabili nel nostro mix energetico, rischierammo che più nessuno installi grandi quantità di fotovoltaico ed eolico.
Potremmo fare l'esempio della California o della Germania che, non per motivi di politiche di mercato ma per quantità di FER, si ritrovano in una situazione simile a quella di cui parli. Infatti parliamo di due stati che per parecchi giorni all'anno riesco a fare tutte le ore di luce senza che il gas o il carbone entri nel sistema del marginal price, quindi l'energia ha prezzi effettivamente molto bassi in quelle ore... beh, hanno entrambi bollette altissime.
Peccato che le rinnovabili non potranno mai raggiungere il 100% di fabbisogno.
Il nucleare é necessario normalmente dal 10 al 30% del mix energetico per coprire il carico di base, che va a bilanciare i prezzi medi. Che sia giorno o notte il carico di base va bilanciato, non me lo invento io, le possibilità di mix energetico possibili sono già state calcolate, senza nucleare é impossibile arrivare ad essere neutrali. (Almeno di non avere l'idroeettrico della Norvegia, il carbone della germania, o il vento del portogallo).
Al momento non siamo neanche lontanamente in grado di produrre la capacità di batterie necessarie, al giorno di oggi sarebbe impossibile dal punto di vista economico, se no lo starebbero gia facendo in massa.
Perdonami noi compriamo il 97% del gas ed il 93% del petrolio che consumiamo e ti poni il problema di 60/70 TWh/anno di corrente?
Abbiamo comprato gas a 345€ a megawattora altro che il nucleare francese.
Il nucleare infatti deve stare nel mix tra il 10-30% per essere conveniente a seconda delle disponibilità delle fonti rinnovabili del paese. Di piú o di meno della percentuale "ideale" ed i prezzi medi del energia aumentano.
Senza il bilanciamento del carico di base i prezzi medi non potranno mai essere scendere.
Il piano della spagna é praticamente di sostituire piano piano il nucleare col vento che arriva dal portogallo in aggiunta a qualche sistema di accumulo economico, ma se non dovesse funzionare fanno sempre in tempo a ritardare lo spegnimento di qualche centrale. Ad oggi come e se il piano funzionerà e tutto da vedere.
Intanto la svizzera ha spostato lo spegnimento, la Finlandia ne apriranno di nuove a breve, e la Francia sta facendo affari vendendo ad Italia, Germania e Olanda, che sono costretti a comprare ai prezzi dettati dai francesi per assenza di nucleare proprio.
Infatti la cosa che cambia drasticamente il prezzo dell energia é la disponibilità dell energia, non il costo dell energia.
Il motivo del perché in Francia e Spagna il costo del energia é basso non é (principalmente) perché le rinnovabili costano poco (che é vero), ma che il nucleare rattoppa il carico di base, bilanciando il prezzo medio al ribasso.
Quel 20-30% di nucleare fisso é indispensabile in paesi come Francia, Svizzera o Italia per garantire il miglior prezzo medio.
Non ce nessuna disinformazione, il mix energetico di chi ha il nucleare fornisce un costo medio del energia piu basso, ad oggi non ci sono alternative per bilanciare il carico di base a meno che non si ha idroelettrico quasi infinito come in Norvegia, tanto vento sempre come in portogallo, o tanto carbone da bruciare come in Germania.
Certo che i laureati vanno via per quello ma, di conseguenza, diventa anche difficile trovare personale se vuoi investire in Italia.
Ma l'altro giorno non puntavano alle batterie al litio/zolfo?
Ti dirò,, molti laureati vanno via perchè l'Italia non paga stipendi adeguati per la mansione. Sono fra quelli e all'estero spesso il merito viene premiato meglio (e a volte molto meglio) che in Italia. Credo sia un problema culturale.
Fabio, di notte è quando la domanda di energia è al livello più basso in assoluto. Faccio presente che il vento soffia, specialmente di notte. Anche se il vento fosse poco e pagassimo la corrente il costo di farla tutta da gas, saremmo esattamente nella situazione attuale (dato che paghiamo sempre quel costo).
"Spendere miliardi per batterie e inquinare l'impossibilie....": le batterie in scala industriale hanno un ciclo di vita di almeno 20 anni, spesso si parla di molto di più. Dobbiamo sempre fare il confronto con la situazione attuale, ossia la produzione da gas. Beh, guarda caso, sul ciclo di vita (LCA), i calcoli dicono che con le batterie si inquina e si spende meno. Questo perchè le tecnologie moderne usano le LFP per il BESS.
"Adesso si brucia gas e altri combustibili...." : stiamo installando le FER e siamo a oltre il 40% di elettricità pulita. La Spagna sta già al 60%. Se lo fanno gli altri, possiamo farlo anche noi. O vogliamo essere più fessi?
Nucleare ai prezzi che decidono loro: beh, il nucleare francese, EDF, è stato statalizzato per coprire i buchi di bilancio, dato che le centrali stanno invecchiando e richiedono costi di manutenzione via via crescenti.
Cosa più importante, la Spagna produce 3 milioni di auto, quindi è evidente che la fabbrica la metti in piedi dove ci sono siti produttivi.
Il carico di base? Secondo te di notte non tira vento, non c'è acqua negli invasi delle dighe neanche quella ri-pontata di giorno, le batterie sono scariche i boiler freddi, tutti i sistemi di accumulo non esistono e pure il biogas e la biomassa a km0 non esistono. Cioè siamo cosi stupidi ed inetti da non poter aver un accumulo energetico per un giorno o una settimana o un mese, ma cosi bravi ed intelligenti da poter gestire e proteggere rifiuti nucleari pericolissimi per 250 mila anni?? Il consumo di base in italia sono dalle 15 alle 30 centrali nucleari, Se poi si vogliono usare i fantimatici SMR che non ancora esistono, moltiplica per 10: dove li metti ?.Lo spieghi tu alla popolazione? .. E poi, vedo già la fila di investitori privati che sgomitano :-D
Il nucleare è la fonte più cara in assoluto, aoprattutto la terza generazione, non facciamo disinformazione. Che sia un'energia costante e non aleatoria ok, ma non certo i prezzi sono bassi per il nucleare. Hanno tanto fv ed eolico a basso costo, hanno meno tasse sull'energia, hanno meno industrie energivore
Il costo della manodopera tra Spagna e Italia è pressoché equivalente. Per il resto concordo
In realtà è proprio quello che stanno facendo gli spagnoli.
Hanno una produzione FER oltre il 50% il nucleare è circa il 22%.
Gli unici che producono massicciamente (35%) da gas indovina chi è?
Ti aiuto quelli con le bollette fra le piú alte d'Europa.
Con una logistica poco sviluppata, problemi di approviggionamento idrico (la Spagna ha i dissalatori, per cui è al sicuro da eventuali siccità), costo dell'energia tra i più alti d'Europa (perchè siamo tra i pochi senza nucleare e gli investimenti nel fotovoltaico sono sempre meno), manodopera non così economica e comunque piena di diritti, stato che non investe assolutamente in nulla e dà poche garanzie, ma chi vuoi che venga ad investire qui?
Ci sono centrali molto vecchie che costano molto in manutenzione, e per questo verranno aperte delle nuove nei prossimi anni in Francia.
Nel mentre non solo il costo del energia é uno dei piu bassi in Europa, ma é anche uno dei paesi con meno emissioni.
Meglio spendere 10 Miliardi per garantire energia pulita ed economica alla popolazione francese, garantendo investimenti e di conseguenza ritorni economica di gran lunga maggiori, che spendere quasi 80 Miliardi per sussidi ai combustibili fossili come si fa in Italia , creando energia sporca e relativamente costosa (La Francia a confronto, avendo il nucleare, per i combustibili fossili ne ha spesi solo 25).
La Spagna chiuderà le centrali nel 2035 ma sembra avere un piano (si vedrà come e se funzionerà) di usare energia eolica dal portogallo (dove il vento tira quasi sempre) con delle batterie enormi per compensare il carico di base, e nel caso non funzionasse del tutto vi é sempre tempo per estendere la chiusura delle centrali o comprare energia dalle centrali nucleari francesi.
Per esempio, in Germania si é iniziato a bruciare carbone come se non ci fosse un domani dalla chiusura delle centrali nucleari, ma almeno il carbone costa davvero poco anche se inquina tantissimo (e comunque la politica energetica continua a non funzionare).
In Italia quale sarebbe il piano senza nucleare?
Ma non doveva investire in Itaglia? Pagliacci
Finalmente si torna a puntare sul TERMICO AHAHAHAHAHAHA
Il problema é sempre il carico di base, di notte senza vento le rinnovabili non servono a niente e il costo del energia schizza in alto come di giorno in basso. Non si può pagare meno solo quando fa comodo, se no tutte le aziende energetiche andrebbero in fallimento.
Come non si puó spendere miliardi di miliardi e inquinare l'impossibile per produrre batterie per coprire il carico di base, non avrebbe senso ne economicamente ne ambientalmente, se no lo starebbero già facendo da molto tempo se fosse cosi facile.
Adesso si brucia gas e altri combustibili fossili per compensare, e quando non basta si compra energia dalle centrali nucleari francesi (a prezzi che decidono loro).
perchè noi vogliamo i vantaggi (investimenti e posti di lavoro) senza gli svantaggi (fare regole di installazione realistiche, che non richiedano l'approvazione per esempio della sovrintendenza beni culturali in area industriale....)
vero. Per esempio bisognerebbe chiedersi come viene formato il prezzo dell'energia in Italia: si paga per tutte le fonti, il prezzo di quella più cara (ad oggi il gas).
Una cosa che si potrebbe fare, per essere più competitivi, sarebbe cambiare il metodo di calcolo. Far pagare energia prodotto da rinnovabile decisamente meno, pur garantendone la redditività e calcolare il costo del kwh da gas solo per la frazione usata.
In altre parole, quando abbiamo forte sole (di giorno in tutti i mesi centrali dell'anno) e/o vento, i prezzi di produzione crollano, tanto che aziende sarebbero costrette talvolta a pagare per far ritirare energia dai clienti.
Se pagassimo l'energia, per buona parte, da rinnovabili, vedresti come la gente cercherebbe contratti con i produttori solo da FER.
E vedresti come enel e gli altri installerebbero FER+accumuli come non ci fosse un domani.
In Francia l'energia elettrica è sussidiata dallo stato (cioè dai cittadini stessi). Inoltre EDF la società che detiene le centrali nucleari è stata nazionalizzata dallo stato nel 2022 perché sull'orlo del fallimento a causa dei mostruosi costi di manutenzione e smantellamento delle centrali stesse. Quanto alla Spagna, ha deciso di chiudere le sue centrali nucleari a partire dal 2027.
In realtà in Spagna è già programmato il progressivo spegnimento di tutte le centrali entro il 2035.
E intanto i cassaintegrati in Italia stanno a guardare... coi soldi loro.
Ci sono dei motivi ben precisi per aprire lo stabilimento in Spagna e non altrove. Bassi costi di manodopera e dell' energia sono tra i principali, ed a differenza di qualcuno che commenta a caso su questo articolo non avendo idea di come funzioni il costo dell'energia, il nucleare fornendo un carico di base affidabile e ad impatto ambientale praticamente nullo, contribuisce ad un basso prezzo del energia.
Poi certamente ci sono altri svariati motivi burocratici, ma oggi la Spagna ha degli ottimi investimenti internazionali perché ha molto da offrire.
La Francia nonostante il costo piu alto della manodopera, riesce (grazie principalmente al nucleare) ad essere una delle nazioni piu green e col prezzo del energia piu basso, essendo quindi competitiva.
Bisognerebbe iniziare ad interrogarsi cosa potrebbe offrire l'Italia per essere competitiva, oggi evidentemente non ci sono molte care in tavola.
la tua osservazione è terribilmente dolorosa per quanto realistica :/
Possibile che qualunque articolo pubblichi questa testata diventa occasione per commenti a favore del nucleare? Non vi sembra stiate diventando un tantino stucchevoli?
Ottimo, meno male che la Spagna, al contrario dell'Italia, pensa al futuro e non al rimanere ancorata al passato...
al momento ci troviamo in una situazione in cui le rinnovabili non coprono completamente il fabbisogno, non c'è un piano per accumulare energia prodotta dalle rinnovabili per tamponare i cali di produzione o i picchi di consumo, e la messa in opera di una centrale nucleare richiede troppi anni.
Paghiamo le scelte effettuate in passato,ma come dici tu sembra anche che viviamo in un immobilismo proprio per questo.
E' più basso, ma non certo grazie al nucleare, non facciamo disinformazione. Piuttosto, forse non aiuta gli investitori stranieri il fatto di avere un governo così apertamente ostile all'elettrico, che per questioni ideologiche ha bloccato negli ultimi due anni qualsiasi investimento.
Hai ragione, in italia c'è troppo nimbi ma se le popolazioni non accettano l'eolico offshore a 35 km dalla costa di Oristano a 12 km dalla fantastica costa di Rimini piena di cemento alberghi ed hotel, come si puo' pensare di far accettare 15-30 centrali nucleari ? Il nucleare in italia è solo una perdita di tempo, abbiamo potenzialità di rinnovabile come se non di più della Spagna ma loro passano dal 50 al 60% in meno di anno e noi siamo piantati al 36-42% da 5 anni e non facciamo altro che ostacolare le rinnovabili e promuovere trivellazioni, gasdotti e rigassifigatori estoccaggio della CO2 e disincentivare la trazione elettrica in tutti i modi. Poi xo vogliamo le gigafactory di batterie ed auto elettriche???
No è falso !! in spagna non è affatto il nucleare che abbassa le tariffe: sono le rinnovabili insieme ed un sistema tariffario diverso che abbattono le tariffe. Le rinnovabili a metà 2024 coprono il 60% del fabbisogno elettrico contro lo scarso 20% del nucleare. In Spagna i sette reattori sono delle vecchie carrette che saranno dismesse di anno in anno fino all'ultima nel 2035. In pratica prima del traguardo degli obbiettivi di decarbonizzazione, il nucleare darà contributo nullo ed un mare di costi per la dismissione, bonifica e gestione dei rifiuti. L'anno scorso le rinnovabili coprivano il 50% del fabbisogno a meta' 2024 siamo al 60%, mentre non è prevista la costruzione di alcune centrale nucleare, ne ora ne fra 10 anni. Il motivo è esattamente l'opposto di quello che affermi: costa troppo rispetto alle rinnovabili e da troppi problemi
viviamo in una nazione in cui il governo ha dovuto emanare una legge per impedire ai sindaci di bloccare l'installazione delle antenne per il servizio radiomobile.
Ragionare con una media nazionale di questo tipo è difficile
No, non è solo una questione di energia. L'Italia attrae pochissimi investimenti stranieri perché ha politiche fallimentari su praticamente tutto oltre ad una certa schizofrenia amministrativa.
Abbiamo una burocrazia senza senso, una giustizia lentissima e ogni anno o due viene fatto un completo dietrofront sulle politiche industriali adottate per mettere questa o quella bandierina politica. In più ci mancano le figure professionali perché in Italia si laureano in pochi e di quei pochi molti scappano.
C'è un enorme lavoro da fare su tutti i livelli, ma mancano amministratori competenti per farli.
Logicamente lo stabilimento lo fanno in un paese dove il costo dell'energia è più basso grazie al nucleare.
Non c'è futuro industriale in Italia senza energia elettrica a basso costo.