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Pizzicato all'esame della patente con microcamera e auricolare, ma non è bastato

Un aspirante automobilista è stato denunciato per tentata truffa aggravata: aveva microcamera e auricolare per superare l'esame patente

Pizzicato all'esame della patente con microcamera e auricolare, ma non è bastato
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 26 giu 2026

Un quarantenne, esasperato dall’ennesimo tentativo di esame teorico per prendere la patente, si è presentato con un auricolare e addirittura una microcamera al test. Sono stati costretti a intervenire i Carabinieri di Bergamo su richiesta del personale della Motorizzazione che aveva dubitato dell’uomo dopo alcune azioni sospette.

Nonostante i tecnologici marchingegni il protagonista di questa triste vicenda è stato denunciato dopo una bocciatura. Un tentativo dispendioso e inutile di aggirare i controlli preliminari che operano mediante apposita strumentazione per rilevare eventuali dispositivi elettronici nascosti.

Preso in flagranza

Il personale, con il supporto dell’addetto alla vigilanza incaricato dei controlli preventivi sui candidati, si era insospettito. L’uomo ha attirato l’attenzione per il comportamento tenuto durante il controllo e per la presenza di anomalie all’altezza del polsino della camicia. In alcune aule di esame sono stati installati dei disturbatori di frequenze per bloccare le comunicazioni con l’esterno.

Non è la prima volta che si scoprono suggeritori esterni per beffare la Motorizzazione. Per questo motivo ci sono delle verifiche preliminari mediante apposite strumentazioni per rilevare eventuali dispositivi elettronici nascosti. Nonostante il sofisticato sistema predisposto per ricevere i suggerimenti dall’esterno, il furbetto non aveva superato la prova.

Doppia beffa

Oltre alla bocciatura, l’uomo ha anche ricevuto subito dopo il controllo dei Carabinieri. Una microtelecamera è stata scoperta sotto il polsino sinistro della camicia e fissata con nastro adesivo, oltre a un trasmettitore portatile e un piccolo auricolare nascosto all’interno dell’orecchio, attraverso il quale avrebbe dovuto ricevere le risposte giuste.

Gli agenti hanno sequestrato l’apparecchiatura elettronica al quarantenne di origini indiane. Anche un secondo candidato è stato segnalato e controllato, ma la perquisizione personale è risultata una pignoleria. Non sono state riscontrate irregolarità nei suoi confronti. Il colpevole, invece, dovrà rispondere di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 del Codice Penale) e, a seconda dei casi, possono essere contestati anche altri reati.

Di recente, a Brunico, un ragazzo di 19 anni egiziano è stato pizzicato subito dopo aver terminato l’esame teorico. I Carabinieri lo hanno trovato con un mini router in tasca, un auricolare e una microcamera a bottone fissata alla maglia. Spesso si tratta di stranieri che sono disposti a tutto pur di ottenere la patente, requisito necessario per lavorare in svariati settori.

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