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Stellantis, 2025 anno nero per la produzione in Italia: meno di 380 mila unità

Sprofonda la produzione di Stellantis nel 2025 in Italia; lo scorso anno sono state prodotte solamente 213.706 auto

Stellantis, 2025 anno nero per la produzione in Italia: meno di 380 mila unità
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 8 gen 2026

Tempo fa si parlava dell’obiettivo di portare la produzione di Stellantis in Italia ad un milione di veicoli all’anno. La realtà è però ben diversa e il 2025 si è chiuso in profondo rosso con una produzione complessiva di appena 379.706 unità tra autovetture e veicoli commerciali, pari ad un calo del 20% rispetto al 2024. Insomma, una situazione molto difficile e secondo i sindacati l’anno avrebbe potuto chiudersi in modo peggiore. Il lancio produttivo nell’ultimo trimestre della FIAT 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi ha infatti consentito di recuperare qualcosina. Anche i veicoli commerciali hanno fornito un contributo positivo, recuperando circa 10 punti percentuali nell’ultimo trimestre del 2025. In ogni caso, l’anno appena terminato si è chiuso molto negativamente. In meno di due anni, le produzioni si sono dimezzate rispetto al 2023, quando si attestavano a 751.384 veicoli.

Il crollo della produzione, come conseguenza diretta, ha portato Stellantis ad utilizzare sempre di più gli ammortizzatori sociali. Più nel dettaglio sono state prodotte 213.706 auto (-24,5%) e 166.000 veicoli commerciali (-13,5%). Andiamo adesso a vedere la situazione dei diversi impianti produttivi italiani di Stellantis.

SEGNALI POSTIVI A MIRAFIORI

L’arrivo della nuova FIAT 500 ibrida sta aiutando Mirafiori ad uscire da una situazione critica. In poco più di un mese sono state prodotte 4.580 unità, un volume pressoché in linea con quanto dichiarato da Stellantis. Questo ha consentito di invertire il trend negativo registrato fino al terzo trimestre del 2025 rispetto al 2024. Di conseguenza, nel 2025 lo stabilimento di Mirafiori risulta l’unico sito italiano in crescita rispetto al 2024. Sono state prodotte 30.202 unità, con un incremento del 16,5% rispetto alle 25.920 unità del 2024. Di queste, solo 140 unità riguardano le Maserati GranTurismo e GranCabrio, realizzate prima del trasferimento della produzione a Modena. In ogni caso per i sindacati non basta, si deve fare di più. La nuova categoria europea delle E-Car apre nuovi scenari interessanti e secondo i sindacati si aprono nuove opportunità produttive per Mirafiori in ottica futura.

Passiamo alla fabbrica di Modena dove nel 2025 dove sono state prodotte circa 200 Maserati pari ad una flessione del 23,1%. A partire dall’ultimo trimestre del 2025, l’assemblaggio delle Maserati GranTurismo e GranCabrio è rientrato nello stabilimento di Modena. Questa scelta dovrebbe, in prospettiva, ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali; tuttavia, non vi sono ancora certezze in merito alla completa saturazione produttiva del sito.

CROLLO DELLA PRODUZIONE A CASSINO

Spostiamoci a Cassino dove nel 2025 la produzione è crollata a 19.364 unità pari ad un -27,9%. A titolo di confronto, nel 2017, primo anno con le produzioni Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, si raggiunsero 135.263 unità. Da quattro anni lo stabilimento opera su un solo turno, con un impatto negativo crescente sull’occupazione e su un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. Le produzioni delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio si sono attestate a 14.378 unità, pari a circa tre quarti dei volumi complessivi dello stabilimento. Le Maserati Grecale prodotte sono state poco meno di 5.000 unità, con la versione full electric che rappresenta poco più del 4% del totale. Nel corso dell’anno si sono registrate oltre 105 giornate di fermo produttivo. In questa fabbrica si costruiranno le vetture con piattaforma STLA Large, cioè le future Alfa Romeo Stelvio e Giulia. Come sappiamo, questi modelli sono stati rimandati e oggi non c’è una data sul loro arrivo.

A Pomigliano, invece, sono state prodotte 131.180 vetture pari ad un calo del 21,9%. La Fiat Panda, con 112.690 unità, resta il modello Stellantis con i volumi più elevati, coprendo da sola il 53% della produzione automobilistica nazionale. Tuttavia, anche su questo modello si registra una flessione del 14%. Solo 17.200 Alfa Tonale prodotte, pari ad un calo del 32%. Tuttavia, è stata registrata una ripresa dei volumi nell’ultimo trimestre grazie all’arrivo del restyling del SUV. La produzione del Dodge Hornet, destinato al mercato nordamericano, risulta invece praticamente ferma, attestandosi a 1.360 unità da tre trimestri consecutivi.

Male anche Melfi dove la produzione è crollata del 47% pari a 32.760 unità complessive. Tuttavia, nell’ultimo trimestre dell’anno è partita la produzione della nuova Jeep Compass, che ha già determinato una ripresa dei volumi nella parte finale del quarto trimestre e che rappresenterà il principale contributo produttivo nel 2026. Nel corso del 2025, la produzione dei tre modelli oggi fuori produzione: Jeep Compass (vecchia generazione), Jeep Renegade e Fiat 500X – è stata complessivamente pari a 28.125 unità, circa la metà dei volumi del 2024. I nuovi modelli, DS8 e Nuova Jeep Compass, sono stati invece prodotti in 4.635 unità complessive.

Infine, ad Atessa, dove si producono i veicoli commerciali, nel 2025 sono state prodotte 166.000 unità pari ad una flessione del 13,5%. Attualmente sono in produzione i seguenti modelli: Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel/Vauxhall Movano e Toyota Proace Max. Si registrano tuttavia segnali di una possibile ripresa produttiva, in particolare a partire dai cabinati, che, se confermati, potrebbero consentire allo stabilimento, nei primi mesi dell’anno, una parziale riattivazione del terzo turno, con un incremento della produzione giornaliera di circa 180 veicoli.

SERVE UN NUOVO PIANO INDUSTRIALE

La situazione è quindi molto difficile. Per tale motivo, i sindacati sollecitano un nuovo piano di Stellantis che vada a rafforzare gli investimenti previsti per il nostro Paese.

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