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Caterham Seven 485 Final Edition: sole 85 unità per l’Europa

Sono le più potenti Caterham Seven di sempre. Le 485 e 485 CSR sono conformi alla normativa Euro 6.

Caterham Seven 485 Final Edition: sole 85 unità per l’Europa
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Marco Lasala
Marco Lasala
Pubblicato il 10 mag 2024

Le Caterham 485 e 485 SCR salutano l’Europa. A causa delle restrizioni imposte dalla normativa Euro7, le sportive inglesi cesseranno di essere commercializzate nel Vecchio Continente e in Giappone. Sono le più potenti Caterham Seven di sempre. Le 485 e 485 CSR sono conformi alla normativa Euro 6. Spinte dal noto motore Ford Duratec, il cuore delle scoperte e pepate inglesi è un quattro cilindri in linea, un due litri aspirato che sprigiona una potenza massima di 228 cavalli per 205 Nm di coppia massima a 6.300 giri al minuto. La trazione è rigorosamente posteriore, il cambio manuale è a cinque velocità. Presente un differenziale autobloccante a slittamento limitato. Visto il peso ridotto delle Caterham, nel classico 0 – 100 km/h entrambe le vetture impiegano poco più di 4 secondi per una velocità massima di 225 km/h.

DESIGN

Due modelli che si caratterizzano per un’estetica mozzafiato ma che sono anche profondamente diverse. La Caterham 485 CSR FE è disponibile unicamente con telaio allungato. Ha la sospensione anteriore push-rod mentre al retro è presente il classico schema a ruote indipendenti. Rispetto alla 485 FE è più alta di 25 mm. A rendere sostanzialmente differenti le due Final Edition inglesi, ci pensano i cerchi in lega leggera che sulla 485 CSR FE sono da 15 pollici, mentre sulla 485 FE sono da 13. Entrambe calzano pneumatici Toyo Proxes R888R. Nell’abitacolo le due sportive inglesi mostrano tutta la loro ricercatezza costruttiva. Ampio è l’utilizzo di pelle e Alcantara, la plancia ha una finitura in carbonio, immancabili le targhette numerate che riportano il numero progressivo di produzione.

LIMITED EDITION

Sul mercato Europeo la Caterham 485 FE sarà commercializzata in soli 60 esemplari, mentre la 485 CSR FE in 25 unità. Ulteriori dieci unità sono previste per il mercato giapponese. I prezzi partono da circa 67.000 euro, IVA e tasse locali escluse.

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Commenti Regolamento
P
Paolo s 01 Jan 1970 @ 00:00

Per me il problema è che non possono riempirle di adas. Ve lo immaginate l'isa, il monitoraggio angolo cieco, l'immaginetta del caffè nel cruscotto, la punizione se ti avvicini alla striscia... su una Caterham?

L
L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

La scusa è sempre quella: "eh ma sono fondamentalmente un blog di tecnologia".
L'approssimazione è la Regina dei giorni nostri, soprattutto nel giornalismo. Ah scusate: "non sono giornalisti ma blogger".
Amen.

M
Marco 1979 01 Jan 1970 @ 00:00

Ecco tutte ste buche che ci sono :D

M
Marco 1979 01 Jan 1970 @ 00:00

E soprattutto, a quanto pare, non tocca i limiti dei motori E6 ma solo altre componentid dell'auto (freni ecc)

S
SocioBros 01 Jan 1970 @ 00:00

85 per l'Europa (tranne l'Italia naturalmente)

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho fatto l'esempio di un parametro che cambia con il consumo.

Ma lo stesso vale per altri parametri che , invece , sono assoluti.

Il problema alla base è che un discorso è garantire quei valori su un veicolo appena uscito dalla linea di produzione e guidato secondo il ciclo di omologazione.

Un altro è farlo per tanti veicoli , di varie età e guidati in condizioni assolutamente difformi dallo standard ( la "flotta" ) .

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

beh ieri hanno pubblicato l'articolo sul barcone cinese Cirelli da ben 210 g/km di CO2 quindi dubito il problema siano le emissioni

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Uhm .... occhio che ci sono anche altri parametri in gioco, non solo i valori di emissioni standard .

Per esempio, se non sbaglio , c'è un report recente riguardo l'uso degli ibridi , segnale che ora si comincia anche a monitorare la flotta circolante .

Ipotesi :
- prima dovevi rispettare 100 gCO2/km , ma solo per il test di omologazione.
- ora tutta la flotta deve rispettare 100 gCO2/km.

A parità di valore teorico , la seconda condizione diventa estremamente più difficile da raggiungere ...

P
Palux✔♛ 01 Jan 1970 @ 00:00
Per diverse disposizioni Euro 7 sono stati inseriti specifici tempi di applicazione, legati all’entrata in vigore di tutta la normativa secondaria prevista – ovvero dopo 36 mesi per i veicoli leggeri e dopo 60 mesi per i veicoli pesanti. La normativa attualmente in vigore (Euro 6/VI) si applicherebbe fino al 1° luglio 2030 per auto e furgoni, e fino al 1° luglio 2031 per autobus e camion (rispetto rispettivamente al 2025 e al 2027 proposti dalla Commissione Ue), consentendo tutte le disposizioni Euro 7 applicabili fino a quella data (comprese quelle per i piccoli produttori entro il 2030/2031).

Direi che l'Euro 7 possa c'entrare relativamente, mancano ancora anni su anni.
Si parla di 2030/2031.

M
Marco Rossi 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche perché l'Euro7 non parte domani mattina, ci vorrà ancora un po' di tempo ... e siccome è uguale all'attuale Euro 6E non dovrebbe essere difficile rientrare nella normativa, basterebbe qualche accorgimento al motore ...

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...A causa delle restrizioni imposte dalla normativa Euro7, le sportive inglesi cesseranno di essere commercializzate nel Vecchio Continente e in Giappone...."

Strano, però.

Se non sbaglio , per i piccoli produttori c'era la possibilità di deroga fino al 2030 ...

G
Gigiobis 01 Jan 1970 @ 00:00

non premono forse verso la strada?

(ahahahhahahha)

U
UnIForM 01 Jan 1970 @ 00:00

X la Redazione:
le sospensioni sono di tipo Push-Rod e non Push-Road
(addirittura in grassetto)

r
roby 01 Jan 1970 @ 00:00

Cool!!!

u
u ɐ ı ʇ s ı ɹ ɔ 01 Jan 1970 @ 00:00

Madò, chissà che divertimento...

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Costa la metà di quella di Gianni Spettacolo di ieri :D