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Immatricolazioni in calo: l’impatto dei dazi sulle auto elettriche cinesi

Auto elettriche: declino delle immatricolazioni cinesi e le ripercussioni sui marchi occidentali

Immatricolazioni in calo: l’impatto dei dazi sulle auto elettriche cinesi
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Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 20 ago 2024

L'impatto dei nuovi dazi europei sulle vetture elettriche di produzione cinese si sta già manifestando in maniera significativa. Secondo un'analisi di Automotive News, basata su dati Dataforce, le immatricolazioni di marchi cinesi come BYD e MG hanno subito una flessione del 45% a luglio rispetto al mese precedente nei 16 Stati membri dell'UE che hanno già pubblicato i dati di vendita.

Questa contrazione potrebbe essere in parte attribuibile anche a un'accelerazione delle consegne da parte dei concessionari nel mese di giugno, in previsione dell'entrata in vigore dei dazi avvenuta il 5 luglio. Il report evidenzia come il declino dei brand cinesi si inserisca in un contesto di generale rallentamento del mercato delle auto elettriche, che ha registrato una diminuzione del 36%. L'effetto si è esteso anche a marchi occidentali come BMW, Stellantis e Tesla, che producono alcuni modelli in Cina e sono quindi soggetti alle nuove tariffe.

LA CINA AVANZA. COMUNQUE

Nonostante ci si aspetti che questa tendenza negativa possa proseguire – seppur in misura ridotta – anche ad agosto, le ambizioni di espansione dei costruttori cinesi in Europa non sembrano affievolirsi. Dal 2019 ad oggi, marchi come MG e BYD hanno mostrato una crescita costante, raggiungendo una quota di mercato dell'8,5% a luglio, con un incremento dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In particolare, BYD ha triplicato le sue vendite rispetto a luglio 2023, mentre MG ha subito una contrazione del 20%.

BYD sta adottando strategie aggressive per consolidare la sua presenza in Europa, come la sponsorizzazione degli europei di calcio e l'imminente apertura di uno stabilimento in Ungheria, mossa che le permetterebbe di aggirare i dazi.

ANTI-DUMPING E REAZIONI

L'introduzione di queste tariffe, avvenuta il 5 luglio, è il risultato di un'indagine anti-dumping condotta dalla Commissione Europea, che ha accusato Pechino di fornire sussidi statali ai propri produttori consentendo loro di mantenere prezzi artificialmente bassi. Questi dazi diventeranno permanenti a partire da novembre 2024, salvo improbabili accordi tra l'UE e la Cina.

La reazione di Pechino non si è fatta attendere: oltre a imporre contromisure su vari prodotti europei, non limitandosi al settore automobilistico, ha presentato un reclamo all'Organizzazione Mondiale del Commercio contro l'Unione Europea. Nel frattempo, in Europa, costruttori e associazioni di categoria hanno esortato Bruxelles a riconsiderare la propria posizione.

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Commenti Regolamento
P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Io abito in lombardia, e molto hanno l'auto elettrica...

Eh quindi?

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo l’Europa e la California.

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma questo studio dove l’hanno fatto?, Io abito al sud Italia, e nessuno vuole l’auto elettrica…

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

E dimenticavo Tesla è teutonica.

Che poi ha un senso la cosa. L'automotive europeo è rimasto indietro non avendo puntato sull'elettrificazione.
Quello USA lo stesso, togliendo Tesla.

Ma ovviamente basta mettere indazi e si costringono i costruttori esteri ad aprire stabilimenti sui territori.

Gli USA non si sono accontentati di questo hanno varato l'IRA e stanno tentando il recupero sulla Cina.
C'è da dire che anche portare i cinesi qui potrebbe essere una buona strategia e magari funziona meglio e costa meno che varare centinaia di mld€ di sgravi fiscali per chi fa batterie in EU.
Magari fra 10 anni ne sapremo quanto ai cinesi proprio perché abbiamo lavorato nelle loro fabbriche impiantate in Europa.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora anche BYD sarà europea dal 2026. Leapmotor da Settembre 2024, Chery dal 2025 e SAIC anche dal 2026.

Quindi DR è made in Italy.

Ottimo e abbondante.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono già adeguato, non dovrò acquistare nessuna auto, ti dico invece che si dovrà adeguare chi le vende, perché non venderanno più auto.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende su cosa verte il tuo discorso, se il problema è che non ci saranno costruttori europei o non si produrranno più auto in Europa

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo consideriamo per quello che è un costruttore giapponese con know-how giapponese che produce in EU.
O Tesla mo è diventata europea perché fa la Model Y a Berlino?

g
galletto73 01 Jan 1970 @ 00:00

2035 ti dice qualcosa?ti adeguerai come faremo tutti

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

addirittura fine anno?
i costruttori europei saranno ancora decisamente avanti te lo posso già dire.
Poi il primo costruttore non europeo è toyota che però ha 8 impianti di produzione in Europa quello come lo consideriamo?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai che a fine anno controlleremo quanto hanno ve dato le europee (in totale non solo nel tuo quartiere), quanto hanno venduto le giapponesi e quanto hano venduto le europee.
E vediamo che può festeggiare e chi invece darsi una regolata.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

che?
ti contraddici una riga con l' altra ci hai fatto caso?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà che ho una visione distorta ma il termico è morto anche a obbligare per legge a comprarlo i cinesi lo producono a 30/40% in meno di costo DOVE ANDRANNO GLI EUROPEI? Venderanno 4 auto nell'EU e verranno polverizzato negli altri 75mln di mercato?

Non producono batterie, non hanno esperienza di HEV (eccetto Renault).
Sulle PHEV i cinesi sono una spanna avanti, sull'elettrico due spanne.

L'automotive europeo è caduto col dieselgate.

E qualunque cosa proveranno a fare dovranno scontare questo errore.

Il diesel fuori dall'EU non lo ha comprato nessuno e un mercatino si miseri 12mln di pezzi NON può sostenere una tecnologia da sola a differenza dei 30mln di pezzi cinesi.

Quindi NO fuori dall'elettrico non vedo possibilità per le europee.
Per l'ibridonè tardi e comunque non hanno ne piattaforme ne batterie. Tolta la solita VWbche è l'unica che si è addentrata sul serio nell'elettrico.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

Se togli le pugin ti accorgerai che c'è il Chile...
no sense

V
Volpesalva 01 Jan 1970 @ 00:00

Come detto e ridetto da tantissimi negli ultimi anni il problema della non grandissima diffusione dell'auto elettrica continua ancor oggi ad essere principalmente la scarsissima offerta di modelli di fascia medio/bassa (C/B) con buona efficienza ed a prezzi ragionevoli. STOP. Per il resto viaggiare in elettrico è oggettivamente molto meglio che viaggiare col termico a parità di categoria, per prestazioni, comfort, costi di mantenimento e sostenibilità. Addirittura, soprattutto fuori dall'Italia come al solito, i punti di ricarica sono già in gran numero per le esigenze future.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Poi c'è ad esempio la cina e l'australia che stanno facendo la transizione senza ban

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00
B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

La globalizzazione ha aiutato la loro economia mentre distruggeva la nostra. A noi è sembrato tutto rose e fiori perché abbiamo smesso di comprare europeo e abbiamo iniziato a comprare esclusivamente cinese. Ma i nodi vengono al pettine prima o poi..

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

Quali sono le nazioni non europee che hanno l' obbligo di stop alla vendita delle endotermiche al 2035?

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Le Plug in range extender, sono elettriche che usano il motore endotermico come generatore

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, è colpa dell'europa se Vw ha un Sw disastroso, Tavares sta distruggendo ogni cosa ecc...

Guarda che non è solo l'europa che sta facendo questa transizione...

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

hai una visione completamente sbagliata della cosa.
L' elettrico se non imposto non lo vuole quasi nessuno che possibilità sarebbe?
Senza gli investimenti a perdere e le quote co2 imposti dall' ue le endotermiche mica costerebbero cosi tanto

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è stata una globalizzazione... Dovremmo rafforzarla collaborando tra tutti, e invece puntiamo a una recessione con ogni popolo isolato dagli altri...

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

La colpa è dell' UE che ha imposto l' elettrico senza la minima idea delle conseguenze se no a parte il 10% tutti gli altri continuerebbero a farsi grasse risate

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

E quindi per evitare lo spauracchio dell'aumento dei prezzi (tutto da dimostrare) distruggiamo tutto quello che resta in europa? E poi con quali soldi compri le cinesate? Manco quelle ti potrai più permettere.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Tanto chi se ne frega se ci aumentano i prezzi...

Ci divertiremo pure con l'america, se Trump vince...

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

L'automotive europeo non tornerà mai più competitivo sul termico.

I giapponesi li asfaltano sull'ibrido e i cinesi al prezzo di una Panda portano Bsuv dove ci sta una famiglia comoda.

Una possibilità era l'elettrico ma a quanto pare tota VW non so come ne usciranno le altre.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Noi abbiamo interesse nel difendere la nostra economia e l'industria dell'auto è un settore strategico che conta decine di milioni di lavoratori in tutta Europa. Vendere il telefonino ciaomì a 100 euro non causa un danno all'economia europea. Vendere una MG4 a 25/30 mila si.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Vai a vederti l'import/export tra italia e cina o tra UE e Cina. Abbiamo un disavanzo di 3-400 miliardi a favore loro. Noi dipendiamo dai loro prodotti, loro dal nostro denaro.
La vogliamo smettere UNA BUONA VOLTA di credere che noi siamo gli sfygati, i suddyti, i deboly ?
Noi abbiamo la nostra volontà, abbiamo i nostri interessi. È tempo di difenderli, non di aprirsi le natiche e dire "prego".

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

No, la colpa è dei produttori europei che più di 10 anni fa, deridevano l'elettrico, sparavano grandi cavolate, per poi arrivare ad oggi che sono anni indietro ai cinesi

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

Di aver creato questa situazione...
I cinesi si sono comprati gli endotermici di Renault costretta a investimenti per l' elettrico altrimenti non penso gli avrebbero venduto il know how.
Queste sono tutte conseguenze di decisioni politiche UE

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma i cinesi al massimo faranno l ' assemblaggio finale. Poi non è che c'è tutta questa voglia di elettrico se togliessero il blocco torneremmo competitivi, anche se nel frattempo i cinesi si sono comprati i motori di Renault

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Le elettriche... peccato che solo il 24% dell'export auto cinese è elettrico.

Abbiamo fermato 170MG4 al mese in Italia ma continuano a vedere 3000 ZS a benzina.

Veramente dei geni del male ahahahah

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Le Plug in range extender, sono elettriche che usano il motore endotermico come generatore

Rispetto a un'auto "tradizionale" non elettrificata

+ Consumi ridotti
+ Emissioni allo scarico ridotte
+ Maggiore potenza
+ Prestazioni migliori
+ Piacere di guida elettrico

- Peso maggiore
- Meccanica più complessa
- Prezzo superiore

Rispetto a un'auto ibrida plug-in (ibrido parallelo)

+ Maggiore autonomia elettrica
+ Maggiore potenza
+ Prestazioni migliori
+ Piacere di guida elettrico in ogni condizione
+ Consumi ridotti (range extender plug-in)
+ Emissioni allo scarico ridotte (range extender plug-in)
+ Motore termico di cilindrata e potenza minore
+ Motore termico meno ingombrante
+ Assenza di una trasmissione vera e propria

- Motore elettrico più grande e pesante
- Il generatore elettrico aggiunge peso
- Possibili perdite di efficienza per il doppio passaggio energia meccanica-elettrica ed elettrica-meccanica

Rispetto a un'auto elettrica

+ Maggiore autonomia totale
+ Ansia da autonomia ridotta
+ Minore dipendenza dalla rete di ricarica
+ Prezzo ridotto per via di una batteria più piccola

- Minore autonomia elettrica
- Più rumorosità di marcia, per via dal motore termico
- Presenza di emissioni allo scarico
- Meccanica più complessa

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Se guardi oltre al tuo naso vedrai chi

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Lol...
quindi, alla fine, i dazi più alti li prende VAG?

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Tante belle parole che rimangono tali, la realtà ci dice che in Italia dopo 10 anni le auto elettriche sono ancora al 4%
Se non si inventeranno qualcos'altro sarà difficile fare di meglio.

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

ma se gli rispondi così ti dai la zappa sui piedi, a quel punto non fai che dargli ragione.
Lo devi controbbattere su altre affermazioni che ha fatto, non sul numero attuale di vendite di auto elettriche, che a Luglio praticamente è quasi azzerato.
Sono altri i discorsi da fare...

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

di quale fallimento stai a parlare, non c'è nessun fallimento della mobilità elettrica, in primis perchè si è solo agli inizi, tutto da divenire, il fenomeno è appena partito, la tecnologia è in continuo evoluzione soprattutto per le batterie. Non vorrei che tu o qualcun altro ti confendessi con i problemi finanziari di qualche casa produttrice di auto elettrica, che non c'entra nulla, oppure con la drastica riduzione di vendite delle auto elettriche dopo l'esaurimento degli incentivi. Se per questo c'è stata una grossa riduzione delle vendite anche per le auto termiche. Ma siamo su 2 pianeti diversi, per le termiche siamo in un fenomeno in tramonto, per le elettriche siamo solo all'alba. E non mi riferisco soltanto per il fatto che la UE abbia stabilito lo stop della produzione delle auto termiche nel 2035. Già da diverso tempo ci sono case automobilistiche che hanno programmato la chiusura delle catene di produzione delle auto termiche.
Attualmente, la scarsa vendita delle auto elettriche è dovuto alla stessa ridotta produzione delle stesse, e di conseguenza ai prezzi stellari, che esclude dal mondo elettrico almeno tre quarti della popolazione. Prezzi che però le stesse case di produzione prevedono saranno fra qualche anno livellati a quelli delle auto termiche. I costi delle batterie dal 2021 al 2023 sono più che dimezzati, le case europee non hanno ridotto i loro prezzi per via degli incentivi statali in arrivo e per via appunto della scarsa produzione di auto elettriche e domanda comunque superiore alle auto prodotte (con tempi di consegna infatti spesso superiori ai 6 mesi). Oltre alla riduzione dei costi delle batterie, nel frattempo la tecnologia sta facendo ottima passi in avanti, con raddoppio della densità di capienza e quindi incremento di autonomia, oltre che riduzione rilevante dei tempi di ricarica, due elementi che fino all'altro giorno creavano forti perplessità ai possibili potenziali e interessati acquirenti di auto elettriche.
A proposito di interesse, al contrario di quello che tu affermi, sono sempre di più le persone interessate all'auto elettrica, non solo per una questione di riduzione di inquinamento dell'aria purtroppo sempre più tossica in Italia, ma soprattutto per cercare di rendersi più indipendenti possibile dai distributori di carburante e dai loro sovraprezzi spesso ingiustificati, e per questioni anche economiche sfruttando si gli incentivi ma anche gli impianti fotovoltaici già installati.
La maggior parte della gente non è interessata all'acquisto oggi di un'auto elettrica anche perchè ovviamente vuole quantomeno sfruttare nel frattempo l'auto in loro possesso, spesso pagata anche cara e a rate.
Non dico nel 2025 ma già dal 2026 quando il prezzo dell'auto elettrica sarà quasi paragonabile a quello dell'auto termica, e con le vendite delle auto cinesi 'prodotte' in Europa in modo da eludere i dazi, sono pronto a scommettere che la maggior parte delle persone propenderà per l'acquisto di un'auto elettrica. Sono altrettanto sicuro che per il 2026 anche i costi delle ricariche elettriche saranno molto più abbordabili per tutti, man mano che ci saranno sempre più venditori delle colonnine nel mercato.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sai manco che dici poveretto.
Volvo pensi sia Svedese vero? E MG che in Italia vende più di Suzuki pensi sia inglese vero.

L'importante che ne sei convinto.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma chiiiii, ma veramente ancora credi che in Italia ci siano il 96% di poveri...

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Devi rassegnarti tu ...le plug-in non sono auto elettriche

N
Non lo so 01 Jan 1970 @ 00:00

termico che vendono in russia e in africa 🤡🤡🤡🤣🤣🤣

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutte commesse pubbliche o flotte aziendali pagate coi soldi dei contribuenti (super ammortamento 140%).

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono ignoranti: stanno tutelando le rendite dei soliti oligarchi.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Inoltre l'UE consente di mettere le sedi nei paradisi fiscali per schivare le tasse.
Il fatto che i dazi contro la Cina abbiano motivazioni pretestuose è dimostrato dal fatto che le VW e Tesla prodotte in Cina hanno avuto una sostanziale esenzione.

m
marius 01 Jan 1970 @ 00:00

Un'auto su cinque venduta nel mondo è elettrica o plug-in: è il 20%, non lo 0,0000.. Devi rassegnarti, mi spiace.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non è politichese è la realtà.
Mettere gli incentivi, per esempio, per comprare l'auto però escludi tutte le auto prodotte all'estero o che non hanno celle prodotte in Cina è una sovvenzione "diversa".
Ma mica ci sono solo queste cose, si può prendere come esempio quello che hanno fatto gli USA con IRA per capire più o meno quello che la Cina ha fatto in questi circa 20 anni.
Ancora ora la Cina da crediti alle case che esportano.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

È la realtà, sono gli italiani che dicono che la vogliono, appena scende di prezzo la comprano, e inutile che lo neghi

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

È roba che sostengo pure io, quello che non l'ha ancora capito è Actarus

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto vero.
peccato che di BEV da 20k con 300-500km di autonomia non ce ne siano.
e peccato che non si arrivi al 55% di possibilità di ricarica a casa.
Quindi?

hai scoperto l'acqua calda, ripeto queste cose da anni, ma vengo tacciato per no-watt.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Si.. poi ti svegli e dopo 10 anni ti accorgi che nella vita reale le auto elettriche sono sempre il 4%

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi sarebbero lo 0,0000 e qualcosa...considera pure quelle che hanno rottamato o che sono parcheggiate da qualche parte perché invendibili

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Tipo 7500$ se le batterie le fai negli USA?

A gia quello NON è aiuto di stato quello è .... SGRAVIO FISCALE ahahahahahahahahahahaha

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

E' tardi per i mea culpa. E poi non servono a niente, ormai la minc***ta del diesel è fatta.

Bisogna costringere solo i cinesi a vendire in EU a produrre.

Filiere e know-how ce li porteranno loro.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedo tante persone preoccupate per i cinesi ahahahahha il 74% dell'export automotive cinese è TERMICO non BEV.

Purtroppo i dazi sono solo sulle elettriche... e ammesso che questi dazi resisteranno alle votazioni per la ratifica, cadranno per chi produce in EUROPA.

Tranquilli ne vedrete smpre più per strada.

m
marius 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono state vendute 1,416,678 auto completamente elettriche nel mondo... solo nel mese di giugno 2024.

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Eccolo…, quando non si sa più argomentare si usa il politichese 👏

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ogni mese da 10 anni si annuncia il fallimento dell'elettrico, ma non arriva mai...

Gli italiani vogliono le auto elettriche, ma anche più autonomia e prezzo di 20.000 euro

Cosa pensano gli europei, precisamente cittadini di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, delle auto elettriche come alternativa a benzina e diesel?

Si scopre che il 57% vorrebbe comprare un'auto elettrica entro i prossimi 5 anni. Considerando solo le risposte italiane, la fetta si riduce, ma non di molto: 48%.

Per gli italiani un prezzo giusto sarebbe di circa 20.000 euro, mentre per una termica sarebbero disposti a spendere circa 15.000 euro.

C'è poi la questione autonomia, che circa metà degli italiani vorrebbero superiore ai 500 km, mentre un po' meno, il 34%, si accontenterebbero di una quota compresa tra 300 e 500 km.

Interessante notare anche che molti vedono la ricarica casalinga come il metodo preferito per recuperare autonomia.
Ben il 55% vorrebbe utilizzare una wallbox presso la propria abitazione, ed aggiungendo come fonte anche una normale presa di corrente domestica, la quota sale addirittura all'80%.

Rilevanti anche i pareri di chi già guida un'auto elettrica.
Circa il 60% ha definito "facili" o "molto facili"le esperienze di ricarica in viaggio, ed un terzo di chi ricarica presso colonnine pubbliche non ha mai dovuto attendere, e nel caso chi trova occupato il punto di ricarica preferisce non aspettare e guidare verso una postazione successiva.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

La questione è che loro ci fanno più male, di quello che noi facciamo a loro. Da poco hanno bloccato export di antimonio, che avrà ripercussioni pesantissime su tantissimi settori produttivi fondamentali…

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Sovvenzioni= in Europa non ci sono vero …?

Le sovvenzioni non sono tutte uguali.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

I politici non c'entrano, è il popolo che non le vuole

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ogni mese una scusa per giustificare il fallimento della mobilità elettrica...ma non è che ci voglia uno scienziato per capire che non interessano alla maggior parte delle persone...mentre per tutte le altre raddoppiando i prezzi cosa si potevano aspettare 🤷‍♂️

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Dumping= leggi sopra
Sovvenzioni= in Europa non ci sono vero …?

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

1- il Dumping nel settore automobilistico da parte dei cinesi non esiste, tutte le auto Cinesi importate in Europa, ancora prima dei nuovi dazi avevano un prezzo doppio rispetto al mercato interno. Per definizione questo non è dumping…
2- i prodotti Cinesi costano molto meno che in Europa e a noi sta bene così dato che abbiamo le case piene di prodotti Made in Cina, scarpe, vestiti, accessori vari e elettronica … Ipocrita è pretendere di applicare dazi così alti solo sulle auto elettriche…
3- le case automobilistiche europee hanno chiesto esse stesse di non applicare i dazi …

Ora ti è più chiaro ?

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

O forse è meglio che tu dica le cose come le pensi senza lasciare alla fantasia degli altri l'ingrato compito di intuire cosa ti passa per la testa.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

emh

The European Commission's role in achieving open and fair trade includes the defence of European production against international trade distortions such as subsidisation or dumping
U
U.S.A.❤️🇺🇸❤️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Come è abissale il divario tra USA e Cina (a favore della prima), quindi rafforzare i rapporti con gli USA, proprio come ha fatto Volkswagen con Rivian

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio se rilegge i miei post…

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh noooo eh….
Il Trade Defence EU ha il compito di verificare che un determinato prodotto non venga venduto al di fuori del proprio paese di produzione a un prezzo inferiore a quello applicato nel paese di origine. Non mi risulta che le Auto Cinesi in EU costino o costavano meno che in Cina…

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi se io posseggo un prodotto Made in China vuol dire che il dumping non esiste?
Ma che ragionamento del menga è questo?

U
U.S.A.❤️🇺🇸❤️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Benissimo!!! Ora, rafforzare la cooperazione con gli USA

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Se tu fossi onesto ti guarderesti intorno in casa, quanti articoli Made in China vedi …?

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Mea culpa di cosa? Non si può più tornare indietro, e i Cinesi stanno arrivando anche con l'endotermiche

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

non vale per le auto e infatti, se fossi un pochino più onesto, vedresti che indagini simili sono state fatte e stanno venendo fatte anche in altri settori.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

emh no, quello delle auto è semplicemente più mediatico.
Prova ad andare sul sito Trade defence EU e puoi notare quante investigazioni ci sono XD

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà le case automobilistiche si sono opposte ai dazi…!

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi evitare il “dumping” vale solo per le auto ???
È un filino ipocrita, non trovi!

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

In Europa invece no eh….

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

A titolo informativo, è appena arrivato un aggiornamento OTA di Byd, che aggiunge le soste di ricarica nel suo navigatore, ora è da testare

https://uploads.disquscdn.c...

M
MattJ 01 Jan 1970 @ 00:00

concordo con te...secondo me per molti anni le case automobilistiche europee si sono adagiate sugli allora, adesso che nel giro di pochi anni sono arrivate case koreane e cinesi con standard di qualità al pari quasi delle europee a prezzi più bassi le case automobilistiche europee iniziano a piangere e pestare i piedi....si fossero svegliati fuori prima e avessero investito in ricerca e innovazione invece di far fare tutto in cina lasciando che i cinesi imparassero e innovassero, magari non saremmo a questi passi...il vantaggio se vogliamo è che chi non sta al passo verrà spazzato via....magra consolazione, ma il commercio è sempre stato così in tutti i settori

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

l' Ue può solo fare mea culpa

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

L' UE doveva pensarci prima di inserire obblighi assurdi a caso (che spero salteranno ).
I marchi europei faticheranno a competere persino con i dazi.
che poi i soldi di questi dazi a chi finiscono?

M
MisterB 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà colpa dei dazi ma io di auto elettriche cinesi ne vedevo pochissime prima e continuo a vederne pochissime adesso, e sono in giro per mezza Italia tutti i giorni.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Puoi rallentare la Cina, ma non fermarla.
E il divario tecnologico tra le cinesi e l'europee è abissale

X
Xylitolo 01 Jan 1970 @ 00:00

c'è il capitalismo senza democrazia...significa che tutto è in mano allo stato senza se e senza ma, nessun diritto per nessuno, importante è crescere calpestando chiunque.
Competere nel mercato globale con tali carenze è facile, sfruttamento dei lavoratori, nessun diritto umano, nessun investimento privato= prezzi bassi di vendita=guerra commerciale. non servono sempre i missili per conquistare!

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

si certo, credevo si riferisse agli altri marchi, pensavo fosse ovvio che leapmotor essendo cinese producesse.. in cina :)

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

La situazione potrà cambiare per quanto riguarda le aziende cinesi, soltanto se i dazi andranno in fumo, oppure con la pseudo (in realtà più che altro faranno assemblaggi) produzione nei Paesi europei (Serbia, Ungheria, ecc. ecc.)

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

qui si parla esclusivamente di auto elettriche non ibride.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

è una situazione momentanea, vedrai che torneranno a crescere in tempi brevi.

Ieri Byd con la sua nave Explorer No.1, ha scaricato 1000 Song+ DM-i, in modo da "attaccare" con le plug in che non hanno dazi

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

In attesa della votazione di novembre, che per me salterà tutto

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah ecco, nell'articolo sopra è riportato: "BMW, Stellantis e Tesla, che producono alcuni modelli in Cina e sono quindi soggetti alle nuove tariffe"

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

ha circa il 20% di LeapMotors e 51-49 della JV che verrà usata per esportare

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

ma la tua non è polemica, è assoluta verità. Sono altri che fanno in modo altamente ipocrita polemiche sui sussidi cinesi. Tavares, il sommo ipocrita, ovviamente lo fa per interessi propri, ed è comprensibile per quanto miserabile. Ma gli altri? Ignoranza? Dabbenaggine? Demenzialità? Senso ridicolo patriottico?

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
bonus, sgravi, incentivi, salvataggio da parte dello stato di varie imprese legate al mondo auto che "sono troppo strategiche per lasciarle fallire"

Se fossero solo queste nessuno avrebbe da ridire.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ne produce

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che molti filo-cinesi non vogliono accettare è che l'UE sta cercando di difendere il suo mercato dal dumping, senza per questo innescare una guerra commerciale.
Invece per molti è tutto nero e bianco.

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Nulla di sorprendente, nulla di nuovo, tutto già previsto e scontato.
Tra fine incentivi statali sull'elettrico e dazi per le auto cinesi elettriche, qualcuno si aspettava degli esiti diversi?
Solo per curiosità, ma Stellantis che modelli elettrici produce in Cina???

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è esatto. In alcuni casi il Governo Cinese ha finanziato in modo considerevole l'attività

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

yep
questa parte è importante

The possibility for several Chinese exporters and certain joint ventures with EU producers – which did not yet export at the time of the investigation period – to benefit from the lower duty rate foreseen for their related cooperating companies; and
The decision not to retroactively collect countervailing duties.
B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

I dazi sono stati aggiornati dalla commissione. Ecco i nuovi:
- Tesla 9% (prima era 20,8%)
- VW 21,3% (dal 37,6% perché non era rientrata nel campione analizzato)
- BYD 17% (dal 17,4%)
- Geely 19,3% (dal 19,9%)
- Saic 36,3% (dal 37,3%)

Per le altre: chi ha collaborato 21,3%, chi non ha collaborato 36,3%.

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma infatti è così …
L’aiuto di stato è un pretesto che non sta in piedi , la verità è che costano poco e perciò si applicano i dazi…PUNTO

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

A proposito di dazi Tesla 9%

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

tesla 19%
byd 27%
Geely 29,3%
Saic e le altre 46,3%

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

vai sul sito e vedi.
In ogni caso hanno appena deciso di abbassare i "nuovi" dazi a Tesla dal 20 al 9% e qualcosina sulle VW prodotte in cina.
La situazione è tutta in divenire

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

quindi una model 3 prodotta a shanghai e venduta in europa oggi quanto costa?

leggo che per tesla il dazio è salito dal 10 al 19%, poi Byd dovrà pagare un’addizionale del 17%, Geely (proprietaria di Volvo e Smart), il 19,3% e Saic (controllante di MG) il 36,3%. Tutte le altre aziende saranno sottoposte a una tariffa aggiuntiva del 21,3% se hanno cooperato con l’indagine, del 36,3% se invece l’hanno ostacolata. I gruppi più penalizzati vedranno così salire la gabella a loro carico fino al 46,3%