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BMW Serie 3, il cofano sarà riciclato al 70%: su i3 materiali secondari per quasi un terzo

BMW riduce l’impronta ambientale della nuova Serie 3 e della i3 elettrica: cofano con il 70% di alluminio riciclato e batterie Gen6 prodotte con energia rinnovabile

BMW Serie 3, il cofano sarà riciclato al 70%: su i3 materiali secondari per quasi un terzo
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 24 set 2026

La prossima generazione di BMW Serie 3 non cambia soltanto aspetto e tecnologia a disposizione, va più a fondo, mutando la propria filosofia costruttiva. La Casa bavarese sta intervenendo sull’intero ciclo di vita della vettura, dalla provenienza delle materie prime alla produzione, fino all’utilizzo e al riciclo. Ciò riguarderà tanto la futura i3, la variante completamente elettrica, quanto la Serie 3, rigorosamente con motore a combustione.

Uno dei dati più significativi riguarda i materiali. Il cofano sarà prodotto utilizzando circa il 70% di alluminio riciclato, mentre sulla BMW i3 50 xDrive i materiali secondari rappresenteranno complessivamente circa il 31% della vettura. Sulla versione con motore termico la quota sarà invece intorno al 25%.

Batterie Gen6 con un’impronta inferiore del 33%

Il lavoro inizia ben prima dell’arrivo dei componenti nelle fabbriche. BMW dichiara che gli interventi introdotti durante lo sviluppo hanno consentito di ridurre le emissioni di CO2e della catena di fornitura di circa il 37% per la i3 e del 30% per la variante termica.

Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove batterie Gen6. Le celle utilizzano materiali secondari per una parte di cobalto, litio e nichel, mentre energia proveniente da fonti rinnovabili viene impiegata nella produzione dei materiali anodici e catodici e delle celle stesse. Rispetto alle Gen5 della BMW i4, l’impronta di CO2e per wattora risulta inferiore di circa il 33%.

Il riciclo interessa anche componenti sottoposti a sollecitazioni elevate, tra cui cerchi, portamozzi e supporti ruota in alluminio.

Una filiera concentrata in Baviera

Un ruolo centrale è affidato al cluster produttivo bavarese formato dagli stabilimenti di Monaco, Dingolfing, Landshut e Irlbach-Straßkirchen. La vicinanza tra i diversi impianti permette di accorciare i trasporti e integrare le lavorazioni specializzate.

Da ottobre 2026 il nuovo stabilimento di Irlbach-Straßkirchen fornirà le batterie ad alta tensione della i3 secondo il principio “local for local". I componenti principali verranno realizzati vicino alla fabbrica della vettura e trasportati a Monaco con camion elettrici. Il sito non richiede combustibili fossili per le normali attività operative e non utilizza acqua nel processo di assemblaggio delle batterie.

A Monaco, inoltre, gli scarti di acciaio e alluminio provenienti dalla produzione delle carrozzerie vengono separati, riciclati e trasformati nuovamente in bobine.

Anche l’efficienza durante la guida conta

L’impronta ambientale non dipende però soltanto dalla produzione. La nuova i3 utilizzerà il sistema Heart of Joy e il BMW Dynamic Performance Control, progettati internamente. La gestione della decelerazione permette di recuperare energia in un numero maggiore di situazioni, fino all’arresto della vettura.

Nelle unità di propulsione elettrica inoltre viene utilizzata tecnologia SiC, grazie alla quale BMW dichiara una riduzione delle perdite energetiche fino al 40%. Infine, con l’avvio della produzione in serie, BMW pubblicherà la Product Carbon Footprint della nuova Serie 3, validata dal TÜV. Il documento renderà disponibili metodologia, materie prime usate ed emissioni di CO2e calcolate lungo l’intero ciclo di vita.

La nuova generazione della mitica Serie 3 diventa così anche un banco di prova industriale: elettrico e termico continueranno a convivere in modo sano, ma con una parte crescente dell’auto costruita recuperando materiali che hanno già avuto una prima vita. Un capitolo tutto nuovo.

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