BMW va oltre al touch: arrivano gli ologrammi 3D nell'abitacolo?
BMW deposita un brevetto che rivoluziona l'abitacolo: ologrammi 3D a mezz'aria, assistenti virtuali e tasti invisibili con feedback tattile ad aria
Se la sola idea di uno schermo touch vi sembra già superata, preparatevi a quello che BMW ha in serbo nei suoi programmi. L’ufficio brevetti tedesco ha appena depositato dei documenti, scovati dai colleghi di CarBuzz, che mostrano dove si sta già indirizzando la casa di Monaco. Niente più semplici schermi sul parabrezza, ma veri e propri ologrammi 3D che galleggiano al centro dell’abitacolo.
Un volto virtuale in mezzo all’auto
Gli attuali head-up display promettono la “terza dimensione", ma in realtà si limitano a proiettare mappe e frecce su un vetro piatto. Il brevetto BMW cambia invece le regole del gioco. Usando proiettori laser, sensori a infrarossi e divisori ottici, l’auto proietta immagini tridimensionali nello spazio vuoto tra i sedili.
Tra le idee descritte c’è un assistente virtuale con le sembianze di un volto umano sferico che fluttua a mezz’aria. Un’immagine che a prima vista può far quasi impressione (anzi senza il quasi), ma pensata per rendere la comunicazione con l’auto decisamente più immediata.
Manopole create dal nulla e scosse d’aria sulle dita
I comandi gestuali visti finora sulle auto non hanno mai convinto del tutto per via della mancanza di precisione. BMW prova a risolvere il problema creando tasti, rotelle e slider olografici. L’utente muove le mani nell’aria e i sensori registrano l’azione come se stesse toccando un pulsante fisico.
La vera chicca riguarda il tatto. Per evitare la sensazione di “vuoto”, il sistema sfrutta un generatore di getti d’aria. Si parla di piccoli impulsi sparati sulle dita che simulano la resistenza di un tasto reale. Questa tecnologia torna utile anche per il gaming a bordo. Chiaramente da usare a vettura ferma o in modalità autonoma, dove il conducente può impugnare un joystick del tutto virtuale ricevendo un riscontro tattile dinamico.
Più fiducia nelle auto che guidano da sole
Oltre all’intrattenimento, gli ologrammi dovrebbero risolvere un grande problema della guida autonoma: la sfiducia di chi siede a bordo. Proiettando in tempo reale l’ambiente esterno con corsie, ostacoli e le sagome esatte delle altre vetture, i passeggeri riescono a capire all’istante cosa “vede" la macchina e perché sta compiendo una determinata manovra.
L’utilità pratica di avere un volto fluttuante sulla plancia resta ancora da dimostrare, ma dal punto di vista dello spettacolo visivo l’effetto probabilmente è garantito.