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BMW R 1300 R Superhooligan: il tributo "estremo" che profuma di storia a Daytona

A Daytona, cinquant’anni dopo la storica doppietta Superbike del 1976, BMW riporta in pista lo spirito della R 90 S

BMW R 1300 R Superhooligan: il tributo "estremo" che profuma di storia a Daytona
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 3 mar 2026

Il weekend dell’84° edizione della Daytona 200, in programma dal 5 al 7 marzo 2026, per BMW Motorrad avrà il sapore di un passato glorioso. Perché sarà presente una moto speciale, nata e creata per ricordare un’impresa che risale esattamente a cinquant’anni fa.

Un ritorno a Daytona, mezzo secolo dopo

Il 6 marzo 1976, sul tracciato di Daytona, Steve McLaughlin vinse infatti la primissima gara Superbike mai disputata su quel circuito. Ed in sella alla BMW R 90 S del team Butler & Smith, con il quale precedette di pochissimo il compagno di squadra Reg Pridmore. Fu una doppietta che fece rumore.

La stagione si chiuse poi con un altro risultato pesante. Quello di Reg Pridmore che conquistò il titolo nel primo campionato AMA Superbike. Una combinazione di intuizione tecnica, lavoro in officina e una squadra che, al netto delle risorse limitate rispetto ai colossi giapponesi, aveva trovato un equilibrio raro. Nel 2026, su quello stesso asfalto, BMW Motorrad torna con un modello che non nasconde l’intento celebrativo: la R 1300 R Superhooligan.

La BMW R 1300 R Superhooligan

La base tecnica e stilistica è quella della BMW R 1300 R da 145 CV (107 kW). Ma reinterpretata dal BMW Motorrad Custom Speed Shop in chiave più estrema. L’estetica riprende le superbike “quasi nude” di cinquant’anni fa. Tabelle portanumero, manubrio largo, impostazione asciutta. Il numero 83 richiama la vittoria del 1976. I parafanghi anteriori e i pannelli laterali del serbatoio adottano una livrea che rimanda direttamente alla mitica R 90 S dell’epoca.

Sul piano prestazionale, la moto dichiara 275 km/h di velocità massima. E poi c’è tanto carbonio. La ruota anteriore in carbonio deriva dalla M 1000 RR, mentre numerosi componenti in fibra di carbonio provengono dal catalogo BMW Motorrad e da Ilmberger Carbon Parts. La forcella upside-down Wilbers, completamente regolabile, è estesa di 30 mm per aumentare la luce a terra; la molla dell’ammortizzatore riprende la stessa tonalità blu che caratterizza telaio posteriore e pinze freno.

Completano il pacchetto leve regolabili Advik, pedane fresate BMW Motorrad e scarico in titanio Akrapovič con terminale in carbonio. Più che una show bike, sembra una dichiarazione tecnica. Anche Nate Kern, ambassador del marchio, la porterà in pista nella serie Mission Foods Super Hooligan, nell’ambito della MotoAmerica Daytona 200.

Butler & Smith, tecnica e intuizione

Ma torniamo a 50 anni fa. Perché per capire il senso dell’operazione bisogna tornare proprio al 1976. L’AMA Superbike Series era appena nata. Butler & Smith, che erano importatori BMW negli Stati Uniti. Ed insieme intuirono che quella categoria poteva rafforzare l’immagine sportiva della BMW R 90 S. Il lavoro fu affidato a Udo Gietl, preparatore motori e figura centrale nel progetto, con Todd Schuster sulla ciclistica.

Gietl, emigrato in Florida dopo la guerra, aveva lavorato anche su progetti legati alla NASA e ai sommergibili Polaris. In ambito BMW si era già fatto notare con risultati importanti alla fine degli anni Sessanta. Nel 1976 il team schierava tre centauri. McLaughlin, Pridmore e Gary Fisher. Le moto erano curate nei dettagli, senza eccessi ma con molta sostanza. La vittoria arrivò con un sorpasso finale che lasciò poco spazio ai commenti. Purtroppo Fisher, dopo aver guidato la gara per diversi giri, dovette ritirarsi per un problema al cambio. Una tripletta sfiorata.

Un anniversario che riporta tutti in pista

A distanza di mezzo secolo, alcuni protagonisti di quella stagione torneranno a Daytona. Parliamo proprio di McLaughlin, Pridmore, Heidi e Kimberly Fisher, oltre a Udo Gietl e altri ospiti legati a quel capitolo sportivo.

E accanto alla R 1300 R Superhooligan sarà esposta la BMW R 90 S del team Butler & Smith, proveniente dal BMW Group Classic e dal BMW Museum, preparata nella officina interna dedicata alle competizioni per essere presente alla Daytona 200.

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