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BMW, bastano cinque minuti per un pieno di idrogeno da 750 km

BMW scommette sull'idrogeno, una tecnologia da affiancare all'elettrico puro nel nome di una mobilità sempre più pulita

BMW, bastano cinque minuti per un pieno di idrogeno da 750 km
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 10 giu 2026

Il domani della mobilità non è una strada a senso unico, ma un dedalo di soluzioni complementari. È questo il messaggio trasmesso con energia durante il BMW Hydrogen Day tenutosi a Milano, presso la House of BMW Italia. L’evento, intitolato “Powering Italy’s Green Future: The role of hydrogen and fuel cell technology in future mobility”, ha posto l’attenzione su un vettore energetico che mira a divenire il pilastro della resilienza industriale europea: l’idrogeno.

Oltre l’elettrico a batteria

Per il BMW Group, l’idrogeno non è un contendente dell’elettrico, ma una tecnologia necessaria per costituire un’offerta di decarbonizzazione completa. Come spiegato dai vertici del Gruppo, un unico approccio tecnologico non può soddisfare le esigenze di ogni automobilista, specialmente di chi si misura con climi rigidi, necessita di elevate capacità di traino o non ha accesso facile alla ricarica a domicilio. Per questa ragione la Casa bavarese ha sviluppato la BMW iX5 Hydrogen, che debutterà ufficialmente nel 2028.

L’Energy Master

La rivoluzione all’idrogeno avviene principalmente sotto la carrozzeria. Il componente chiave di questo sistema è l’Energy Master, una centralina di controllo altamente complessa la cui produzione pre-serie è appena stata avviata nello stabilimento di Landshut, in Baviera. Questo dispositivo funge da interfaccia intelligente tra il sistema a celle a combustibile, la batteria ad alta tensione e i motori elettrici. Gestisce i flussi di energia e dati, ma garantisce il piacere di guida che è un vanto e un punto di forza del marchio.

Celle a combustibile e serbatoi piatti

Il sistema a celle a combustibile di settima generazione (Gen3) è il frutto di una collaborazione strategica con Toyota. Grazie a questo sviluppo congiunto, il sistema è diventato più potente e più piccolo del 25% rispetto al passato.

Un’altra innovazione fondamentale riguarda lo stoccaggio: il sistema BMW Hydrogen Flat Storage utilizza serbatoi piatti capaci di contenere 7 chilogrammi di idrogeno. La genialità di questo design risiede nelle dimensioni, identiche a quelle di un pacco batteria standard, permettendo così di produrre motorizzazioni diverse (elettriche o a idrogeno) sulla stessa identica linea di montaggio senza sacrificare spazio nell’abitacolo.

Prestazioni e indipendenza

I numeri della BMW iX5 Hydrogen parlano chiaro: l’autonomia stimata raggiunge i 750 chilometri (ciclo WLTP) e il rifornimento completo richiede meno di cinque minuti, un tempo paragonabile a quello di un’auto a benzina.

Oltre alle prestazioni, BMW sottolinea il valore della resilienza: l’idrogeno permette all’Europa di ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche necessarie per le batterie, spesso provenienti dalla Cina. Gran parte del know-how utile per sensori, valvole e sistemi di raffreddamento è già patrimonio dei fornitori europei, che possono così convertire in modo facile le proprie competenze dai motori termici a quelli a idrogeno, garantendo una maggiore indipendenza industriale al Vecchio Continente. Con l’avvio della produzione in serie dei sistemi a celle a combustibile previsto a Steyr per il 2028, la sfida per una mobilità pulita e sicura è ufficialmente lanciata.

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