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NIO supera il traguardo delle 2.900 stazioni di scambio batterie in Cina

Li Auto e NIO: espansione nell'infrastruttura di ricarica elettrica e scambio batterie

NIO supera il traguardo delle 2.900 stazioni di scambio batterie in Cina
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Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 30 dic 2024

NIO ha annunciato di aver superato il traguardo delle 2.900 stazioni di scambio batterie attive in Cina, confermando l'obiettivo ambizioso di ampliare la rete del sub-brand Onvo, con 1.000 stazioni operative entro la fine del 2024. La 2.900esima stazione è stata inaugurata a Sanmenxia, nella provincia di Henan, una tappa significativa nel piano “Power Up Counties” dell'azienda.

Presentato il 20 agosto durante l’evento Power Up 2024, il progetto punta a garantire la copertura della rete di scambio batterie in oltre 2.300 contee di 27 amministrazioni provinciali entro la fine del 2025, mentre l’intera rete di ricarica di NIO dovrebbe raggiungere tutti i comuni della Cina entro il 30 giugno 2025.

ATTIVAZIONE IN CORSO

La giornata odierna ha visto l’attivazione di 18 nuove stazioni di scambio, portando il totale a 2.905, di cui 929 situate lungo le principali arterie autostradali del Paese. Dal 2023, l'azienda ha aggiunto 589 nuove stazioni, un ritmo inferiore rispetto al piano originale che prevedeva l'installazione di 1.000 nuove strutture nel 2024.

Nonostante il ritardo in alcune aree, NIO ha raggiunto un traguardo chiave per Onvo, aggiungendo 80 stazioni di scambio dal 23 al 29 dicembre e portandole esattamente a 1.000, rispettando così l’obiettivo stabilito per la fine dell’anno. L'espansione accompagna il debutto del SUV elettrico Onvo L60, consegnato a partire dal 28 settembre e già distribuito in oltre 20.000 unità nei suoi primi 100 giorni di vendita.

RICARICA? MEGLIO LO SCAMBIO

Un altro sviluppo significativo è stato l'introduzione della quarta generazione delle stazioni di scambio di batterie lo scorso giugno, compatibili nativamente con i veicoli Onvo, mentre le versioni di terza generazione necessitano di aggiornamenti per raggiungere lo stesso livello di interoperabilità. Parallelamente alla rete di scambio batterie, NIO gestisce una delle infrastrutture di ricarica più imponenti in Cina: attualmente conta 2.545 stazioni con 11.740 colonnine di ricarica rapide e altre 1.672 stazioni di ricarica di destinazione con 13.042 colonnine.

Anche Li Auto, concorrente diretto di NIO, sta accelerando sul fronte infrastrutturale. L'azienda ha recentemente attivato la sua 1.500esima stazione di ricarica, portando il totale a 1.518 impianti, di cui 714 lungo le autostrade e 786 in aree urbane. Pur segnando progressi, Li Auto resta ancora indietro rispetto al target dichiarato di 2.000 stazioni entro la fine del 2024 e 5.000 entro il 2025.

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Commenti Regolamento
S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Di suo così, molto probabile, ma da vedere cosa occorrerebbe per renderle compatibili
Sinceramente quando progettano queste cose, presumo che tengano conto pure che potrebbero fallire, quindi la vendita ad un concorrente è un'opzione per recuperare parte del capitale, quindi avranno pure messo cose diverse che impediscono allo stato attuale di far fare lo scambio ad auto della concorrenza, ma è anche possibile che bastino poche modifiche per adattarsi.

P.S. cercando in rete, pare che il capo di Li Auto sia un ex investitore di NIO, e stando ad alcuni commentatori le due compagnie stanno proprio pensando a uniformare i sistemi di scambio, cioè creare uno standard
In fondo i cinesi sono intelligenti

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

vanno bene solo per le nio

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Dubito siano compatibili, se non tra marchi dello stesso gruppo.
Forse CATL potrebbe allargare i marchi compatibili visto che fornisce molte case

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Siamo a 2931 stazioni di swap e (ad ora) quasi 61.500.000 swap effettuati. https://chargermap.nio.com/pe/h5/static/chargermap#/

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Buono
Sarebbe da sapere quanto le stazioni di scambio siano compatibili tra i diversi marchi o quanto servirebbe per renderle adatte (tipo se uno fallisce oppure due si fondono)
Sono quelle robe che dovrebbero essere realizzate da una struttura pubblica unica standard che imponga un modello standard, ma che sia finanziato dalle aziende (le quali avranno relativo diritto sulle stazioni) o, volendo, che si decida uno standard (almeno di compatibilità) e poi i privati autonomamente decidano di farsi le stazioni