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Luca de Meo, per salvare l'auto europea serve un'Airbus delle city car elettriche

Il manager italiano continua ad insistere sulla necessità di puntare sule piccole elettriche e suggerisce una grande alleanza in stile Airbus

Luca de Meo, per salvare l'auto europea serve un'Airbus delle city car elettriche
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 11 ott 2024

Pochi giorni fa Luca de Meo, CEO del Gruppo Renault e presidente di ACEA, aveva parlato della necessità di tornare a puntare su auto più compatte e leggere. Adesso, il manager italiano, attraverso il suo profilo su LinkedIn, ribadisce l'importanza delle piccole elettriche per il mercato che potrebbero rappresentare la soluzione alle sfide industriali più urgenti dell'Europa. Addirittura, Luca de Meo parla della possibilità di poter andare a creare un'Airbus delle piccole auto elettriche, cioè un'alleanza tra costruttori, una società appunto sul modello Airbus per andare a realizzare questa tipologia di vetture.

Non è la prima volta che il numero uno del Gruppo francese parla di realizzare un'alleanza tra marchi europei per superare le sfide del settore automotive. Questa volta, però, punta su di un'alleanza più specifica per andare a produrre piccole auto elettriche.

LE AUTO SONO TROPPO GRANDI

Secondo il manager italiano, per ridurre l'impatto dei trasporti bisogna optare per veicoli più compatti e leggeri. Per questo usa come esempio la futura nuova Twingo elettrica che ha un'impronta di carbonio inferiore di quasi il 75%, all'interno di tutto il suo ciclo di vita, rispetto alla media delle auto vendute oggi. Il problema, secondo De Meo, è che da 20 anni la regolamentazione spinge tutto il sistema in Europa a realizzate auto più grandi e pesanti che non sono poi certamente adatte alle nostre strade.

Il numero uno di Renault fa anche alcuni esempi. L'auto media europea è il 60% più pesante rispetto a 20 anni fa. Inoltre, il prezzo d'ingresso nel mercato delle nuove auto è aumentato del 60% in 10 anni.

De Meo menziona anche lo studio di Tommaso Pardi e dei suoi colleghi di GERPISA – Le Réseau International de L'Automobile – favorevole alla produzione di veicoli elettrici piccoli, economici e sostenibili in Europa. Il manager italiano afferma che tale studio non poteva essere più tempestivo visto il rallentamento del mercato delle elettriche che mette a rischio gli obiettivi di decarbonizzazione e i posti di lavoro delle imprese europee.

Cosa fare? Queste sono le raccomandazioni dello studio su cui Luca de Meo concorda e che permetterebbero di spingere sulle vendite dei modelli elettrici.

  • Creare una nuova categoria di veicoli con dimensioni, peso e potenza specifici, come le keicar in Giappone.
  • Adeguare le normative sulle emissioni di CO2 per supportare i piccoli veicoli elettrici, compresi gli obiettivi di valutazione del ciclo di vita per tutti i segmenti.
  • Sviluppare un Eco Score per i veicoli, valutando il loro impatto ambientale e l'impronta di carbonio durante l'intero ciclo di vita, dalla culla alla tomba. Ciò influenzerà la progettazione OEM verso piccoli veicoli elettrici.
  • Sostituire le pressioni normative che ostacolano la produzione di automobili più piccole con politiche di supporto.
  • Definire incentivi per i clienti per i veicoli di piccole dimensioni, come un'assicurazione più competitiva, parcheggi gratuiti e nessuna penalità per l'ingresso nei centri urbani.

A tutto questo Luca de Meo aggiunge la proposta di costituite un'Airbus delle piccole auto elettriche…

Quindi, perché non rendere di nuovo grandi le piccole auto?

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Commenti Regolamento
C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Sudo quando uso la bici per fare sport quindi sopra i 20 o i 30 orari (con MTB) . In auto il clima sarà a palla ma dove ho lavorato fino ad ora non c'era mai un posto all' ombra quindi l'auto superava anche i 50 gradi internamente a voglia raffreddarla soprattutto avendo un pezzo di strada urbana. Nell' ultimo lavoro poi era totalmente strada urbana e quindi in bici facevo enormemente meglio.
E come dicevo non sopporto il caldo, fuori lavoro giro già in canotta con 22-23 gradi.
Però non lavoravo su turni, quindi potevo uscire la mattina presto e poi il pomeriggio per tornare a casa senza dover uscire a ora di pranzo.

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

come fai a non sudare pedalando?
cmq d'estate la macchia ha il clima a palla!

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono mai arrivato così sudato da dovermi lavare e cambiare né quando ci andavo al liceo né a lavoro (circa 15km, o poco meno , tra andata e ritorno). Vedo poca gente che ci va in bici ma qualcuno ci va lo stesso, ovviamente potevo fare strade basse o di città, non tangenziali . E io non sopporto il caldo, però ad una andatura sotto i 20 orari non sudo e intanto in piena estate pure la macchina è una fornace.

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

ah sicuramente, un corso di tennis va dai 500 ai 1000€...
cmq i miei hanno sempre avuto una berlina o sw medio/grandi e una utilitaria x mia mamma...ora che sono in pensione hanno un suv e basta...io e mia moglie una sw e una fiesta...ma quando saranno da cambiare sarà un bel dilemma...ma poi la bici, magari per andare a lavoro (non io che faccio 70km a/r), ma arrivi tutto sudato, dove e come ti cambi???

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho detto che un un auto in casa o pure un paio non servono anche se credo che un segmento b sia sufficiente come quando ero piccolo io o diversi miei amici (e non 50 anni fa). Per quanto riguarda la bici dipenderà dalla città, dove sto io la viabilità fa schifo ma bene o male si gira e ho girato un po' anche in qualche altra città del nord(Mantova e Torino in particolare). In generale è un mezzo economico e comodo.
Poi sicuramente si può parlare ed anzi iniziare a pretendere delle strade e dei percorsi ciclabili decenti adatti ad un paese europeo nel 2024 (come in Baviera ove sono andato spesso).
Al di là che sono tanti gli aspetti che in questo paese andrebbero cambiati e ammodernati, per esempio (me l'hai fatto venire in mente col commento) lo sport per i figli costa troppo e lo stato non aiuta nulla. Una mia amica fa l'istruttrice di pallavolo e mi parla di rette troppo alte. In molti altri paesi è collegato alla scuola e non parlo dei 100minutu settimanali di ginnastica. Le famiglie vanno aiutate in più modi.

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

sì e no, cioè è giusto potenziare i mezzi pubblici, ad esempio mia moglie fa 3km per andare in stazione e deve prendere per forza l'auto perchè alle 6.30 non c'è il pullman...poi come porti il bambino a fare sport?
invece a scuola ci va a piedi in 10 minuti, altri lo portano in auto che abitano anche più vicino...si curo non mi metto su un monopattino o su una bici rischiando di farmi investire, piuttosto mi faccio una passeggiata di 30 min se è vicino e non piove...detto questo, nelle famiglie serve comunque un'auto "grande" (almeno un segmento C) e una piccola (seg. A e B), il problema è che tutti i segmenti stanno diventando SUV...

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu vuoi ridurre quello che va bene a te ma non agli altri.
Allora egoisticamente ti potrei dire che le città le potrebbero anche chiudere tanto io vivo in periferia e di andare in centro poco mi interessa, preferisco farmi una passeggiata sul lungomare

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Capisco cosa intendi, e in parte sono d'accordo: nessuno è costretto a vivere in un incrocio trafficato, e sicuramente alcune scelte personali influiscono sul nostro stile di vita. Però la questione dello smog e del traffico non riguarda solo chi vive vicino a quelle zone, ma l'intera città e la qualità della vita per tutti.

Per quanto riguarda i SUV, è vero che sembrano esagerati in certi contesti urbani, ma va anche detto che una parte del loro design, con più materiale ‘morbido’ tra pedoni e le strutture in metallo dell'auto, è pensato proprio per aumentare la sicurezza e salvare vite in caso di incidenti. Altrimenti, torneremmo a guidare cubi di ferro degli anni '20 o, peggio, qualcosa di simile ai ‘carrarmati’ in acciaio stile Cybertruck.

Detto questo, ridurre il numero di auto e incentivare mezzi più piccoli e meno inquinanti potrebbe comunque migliorare la vivibilità delle città. E puntare su trasporti pubblici efficienti farebbe la differenza. Alla fine, serve un approccio complessivo che renda le città più vivibili per tutti

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Capisco le tue obiezioni, ma permettimi di spiegarmi meglio. Ridurre il numero di auto in città non significa rinunciare a tutte le comodità, ma piuttosto cercare soluzioni più efficienti e sostenibili per tutti. L'energia può essere prodotta e utilizzata in modo più intelligente, e meno smog significa una qualità della vita migliore per tutti.

Ti invito a riflettere: e se ci fosse un'altra prospettiva valida? Iniziare a porsi domande potrebbe aprire a nuove possibilità. Vale la pena considerarlo

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

E tu vorresti vivere senza auto, senza riscaldamento, senza telefonino, e tutte le comodità che hai ?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

1) Non ti hanno costretto a stare in quell'icrocio. Sei tu ad aver deciso di vivere lì. Non fare come quelli che comprano casa a due soldi vicino alla ferrovia e poi pretendono che si sposti la ferrovia.
2) Ridurre le auto mi sembra una buona idea. Invece stanno incentivando con soldi pubblici (o obblighi di legge) la proliferazione di enormi SUV elettrici .Li esentano dal bollo e gli consentono pure di entrare e parcheggiare in centro.

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma ti chiedo, vorresti vivere in un incrocio di roma con tutto lo smog che attualmente c'è o vorresti iniziare a togliere almeno un terzo di quelle auto? Rispondimi

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

La maggior parte di cose che posto qui, sono riportate dalle maggiori testate giornalistiche, quindi se hai qualcosa da recriminare potresti rivolgerti tranquillamente ai loro canali di contatto.
Inoltre, molte delle notizie che riporto in anteprima, dopo 2 o 3 giorni, vengono riportate anche da Hdblog, quindi se giudichi queste notizie come disinformazione senza strumenti critici o culturali per coerenza dovresti uscire da questo blog o perlomeno, mostrare dissenso contro la redazione...questo è quanto , ciao 🙋‍♂️

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Actarus, proprio ieri, a fine di un incontro tra autorità competenti e operatori, dalla platea è uscito un "Actarus" che, convinto di quanto pensasse, asseriva, convintamente, alcune palesi sciocchezze scientifiche sanitarie.

Ti dico questo perché, ahimè, se non hai strumenti critici o culturali, non si è in grado di capire effettivamente come funziona le cose. Si pensa, il più delle volte erroneamente, che si è nel giusto, ma ahimè, si è nel torto.

Con questa tua storia, dimostri quanto tu ti concentri sul dito e non sulla luna

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma quale impatto ambientale, ancora ci credi, quelli che te le impongono e quelli che te le vendono viaggiano in jet privati e yatch

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Il saper fare carrozze quando il mondo vuole auto, non è una scusante.

Se al momento si cerca l'auto con il minor impatto possibile sull'ambiente circostante, è inutile che sappiano fare endo termiche tradizionali.

O sanno fare elettriche/ibride serie o spariranno dalla circolazione. Ed è un dato di fatto, non una moda Green come si cerca, strenuamente, di dire.

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

Caro Luca Marameooo, dacci una Clio RS e magari anche una Megane RS.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

I motori li sanno fare, è che il green team non li vuole

f
fedemc79 01 Jan 1970 @ 00:00

Visto che L'Europa è ormai un continente di poveri questa idea mi sembra interessante, considerando anche il traffico. Fare una classe di auto nuova come le key car in Giappone con dimensioni prezzi e pesi contenuti e senza l'obbligo stupido di dotazioni che stanno cercando di imporre a tutto il mercato.. incentivi per parcheggiarli e per comprarle ma soprattutto per essere prodotte, così si ritornerebbe a una produzione e ad un acquisto consapevole e non saremmo invasi da bidoni di due tonnellate giganteschi e orribili, comprati per la maggior parte da persone ignoranti che pensano che serva loro Un Suv soltanto perché hanno la fidanzata è incinta.

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Be considera che il 70% delle cose che ognuno ha, non gli serve davvero. È tutto moda e marketing

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è che non le sanno più fare... Auto da 4.40m con un buon motore ibrido o plug in o anche elettriche con buone autonomie sembrano quasi utopiche

S
Salvatore 01 Jan 1970 @ 00:00

? Come puoi aver capito questo dall'articolo? Dove è scritto che il tuo furgone civile sia abbandonato? Dove è scritto che non verranno più venduti ducato 3 cilindri Hybrid a benzina?
nell'articolo si parla di come reintrodurre auto che non pesino 2000kg a vuoto per andare da casa a lavoro da soli!
ed è una cosa che chiunque abbia un minimo di sale in zucca vorrebbe. Qui si parla di come la normativa spinga oggi verso macchine enormi spacciandole per green, quando invece anche solo per smaltirle si inquina più che una VW diesel del 2005 che fa il 50-100 in quinta marcia.

D
Daniele Brescia 01 Jan 1970 @ 00:00

QUindi mi sta dicendo che devo abbandonare il mio suv (acquistato con la nascita dei figli) e comprarmi una vettura piccolina? Così quando vado in viaggio con la famiglia (e auto piccola) ne dobbiamo comprare un'altra per dividere in una macchina padre e figlio n1 + valigie e nell'altra auto madre e figlio n2 + altre valigie. Ottima idea

W
WauMau 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma forse si riferisce ai monopattini che centrano tutti i punti elencati

A
Alexv 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non costano quanto un suv a diesel va bene.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Farà la fine di Tavares

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe meglio pensassero ad allearsi per prodotti specifici.... come una citycar a prezzi abbordabili e non a fondersi per creare un pachiderma.
Stellantis e Renault Groupe insieme sarebbe un grosso errore sociale.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Indovina chi ha ucciso le citycar?
Il poco margine, la transizione ecologica due cose....le prime che mi sono venute a mente....cui i costruttori si sono adattati velocemente.
Trasformano le utilitarie in citycar.... e alzano il listino.
Peccato che poi il costo fa diminuire le vendite...
Come il cane che si rincorre la coda.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

I quadricicli sono sempre costati un botto fin dalla notte dei tempi.
La fai facile....

a
auscia 01 Jan 1970 @ 00:00

Qualcuno ha venduto al mondo benestante una ideologia e il mondo benestante (anche se molti, realmente, non lo sono) l'ha stoltamente accettata... e mo' so ca44i!

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedo che in Brasile hanno funzionato alla grande i dazi e che l'economia è fiorente, la gente vive bene e la povertà non esiste.

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Più che altro per salvare l'economia dell'Europa, più che i marchi europei, dei quali me ne frega il giusto (cioè pochissimo).

W
Watchmen 01 Jan 1970 @ 00:00

Assolutamente d’accordo. Continuerò ad usare il mio 2.0 aspirato 4 cilindri ed il mio W12 benzina.

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Fino a quando la legge me lo consentirà e l'elettrica non supererà la praticità della termica girerò a benza, quando il paradigma si invertirà la comprerò.
Così funziona il mercato quando si evolve un settore, non con le leggi/imposizione stupide e dissennate.

W
Watchmen 01 Jan 1970 @ 00:00

Batterie che possano garantire 300 km per i segmenti A, 400 km per i segmenti B, 500 km per i segmenti C e che questo kilometraggio sia reale.
Che si possano caricare dal 20% all’80% in 5 minuti.
Allora possiamo parlarne.

W
Watchmen 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero, anche se trovo sempre sbagliata questa soluzione.

L
Luca_Abo 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta tassarli e vedrai poi come spariranno

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Per salvare l'auto Europea dovreste rifare auto che vuole la gente

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedo già tanti b SUV scarni e non con assemblaggi perfetti e se si va su c suv costano e il 90% delle persone non lo usa mai veramente per le sue dimensioni ma lo prende solo per moda.

S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

Eppure sarebbe così semplice: vuoi guidare in città? La tua auto non può superare i 1500 kg. Fine.
Si chiamano "city car" perchè il contesto è quello. Guidare in città. I SUV non sono mai stati concepiti per la città, non hanno senso di esistere in città e quindi è sacrosanto lasciarli fuori.
Vedrete dopo quanto impenneranno le vendite di segmento A e B.

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me c'è da cambiare abitudini e urbanizzazione di conseguenza. Bisogna smetterla di usare l'auto o il quadriclo pesante che sia per spostamenti minuscoli ed iniziare a girare di più in bici (quindi con più ciclabili e rimesse per bici) o mezzi pubblici. Già che tanti comunque hanno bisogno dell' auto perché lavorano lontano (veramente, non 3/4km) quindi comunque tanto circoleranno lo stesso ma quantomeno ricalibrare le abitudini. Che pure da me in un paesino in campagna vedo vicini che per andare in comune a 300 metri prendono l'auto o gente che parcheggia fra un po' dentro il forno o il bar perché non vogliono fare 2 metri a piedi.
poi sicuramente rimpicciolire le auto e tornare a capire che in casa per il 90% delle famiglie due segmento b sarebbero sufficienti invece che spacciare per piccolo il nuovo Ford Explorer servirebbe. Intanto in occidente non abbiamo le famiglie che hanno in india per dire.

W
Watchmen 01 Jan 1970 @ 00:00

Stanno preparando il terreno alla politica europea, ai legislatori e all’opinione pubblica delle mosse che verranno.
Ovvero Renault nel gruppo Stellantis, mantenendo comunque la partnership con Nissan e con i marchi cinesi per la produzione di motori endotermici.

Tornando alle auto più piccole e leggere, sarà difficile far riabituare le persone. Le hanno fatte abituare a quei cassi di SUV sempre più grossi e pesanti e adesso dovranno camminare in auto più piccole e, immagino, scarne?
Perché le auto elettriche di base sono pesanti, quindi immagino lo schifo di interni che avranno, tra portiere e plance di plastica croccante e imperiali di cartone.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Intanto prenditela comoda per far uscire la nuova Twingo...

A
AlphAtomix 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche a 15k un'auto elettrica se non hai il box non la prendi

W
WOrld1 01 Jan 1970 @ 00:00

M0tor1 riporta 3.75 x 1.73 ed alta 1.47
Comunque è ancora concept non versione di serie

a
andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

auto pesanti e grosse.. grazie, ci volete vendere solo suv o crossover.. che novità.. al 70% delle persone non serve un SUV..

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Una “alleanza” sui prezzi mi sembra che siano già riusciti ad attuarla senza problemi…

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma restano entrambi veicoli cittadini per portare al massimo due persone e uno costa più del doppio dell'altro.

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente avrà fatto i suoi conti, ma per quanto utopico in questa società deviata, la cosa non sarebbe male.
Andrebbe abbinata ad una scelta politica di fornire uno sharing a prezzi onesti (2 euro l'ora frazionabile al minuto, massimo) e a livello regionale, oltre ad un divieto per auto "non city" di girare in "city" a meno di rari permessi ben motivati, da cui lo sharing cui sopra in modo che uno può scambiare il suo eventuale SUV in molti luoghi prima di entrare in zona urbana.
IN questa maniera hai anche un mercato certo di mezzi comprati (e il ricambio) quindi pure l'economia di scala.
Riduci il falso problema della sicurezza, che comporta mezzi più pesanti, dato che devi considerare meno che ci vada a battere un camion, che poi non ha comunque senso dato che nessuno vieta moto (con passeggero) in cui tutta quella protezione non l'hai comunque. Sono regole sempre più stringenti per motivare il ricambio di auto, ma non c'è più una lira bambole, mentre i prezzi sono esagerati.

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma la AMI base ha velocità e autonomia ridicola per pensare possa sostituire una seconda auto. AMI attuale sostituisce a malapena uno scooter grazie alla maggiore sicurezza abitacolo e protezione intemperie

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Servono batterie che si caricano in 10 min e ovunque, poi l'auto elettrica si vende da sola.

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh appunto: il discorso è che non si può avere tutto. Favorire una mobilità a basso costo di citycar elettriche vuol dire accettare vetture potenzialmente meno sicure. Un mini-crossover parte da 25k ed è l'unica macchina nuova che viene prodotta oramai.

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

la Ami costa 7.7k senza incentivi che è un prezzo tutto sommato onesto. Sono gli altri che han prezzi folli, la yoyo costa 10k in più della AMI e ne fai sostanzialmente lo stesso uso.

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

La Ami in effetti è una scatoletta ma la Yoyo, non fosse per il prezzo, e la mobilize se mantiene le promesse non sono delle pessime vetture anche per extraurbano.
Chiaro che devi sempre pregare che ti tamponi al massimo una bici e non una smart

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Non credo che quelle macchine possano fare grandi volumi di vendita, neppure a 6/7k Euro.

Forse se ci riferiamo a chi vive nelle grandi città e come seconda auto ok, ma non so se sarebbero sempre adatte per chi vive fuori città.
Per queste 2 considerazioni dico trovo difficile immaginarle come auto da numeri importanti.

Personalmente le parole dette da De Meo non mi sembrano affatto eresie. Anzi trovi tanti spunti che possono essere molto interessanti.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...quadricicli... una sola di queste piattaforme ..."

Il problema è che , in generale ( a parte alcuni casi particolari ), i quadricicli non hanno una vera e propria piattaforma . Non hanno un pavimento stampato in lamiera o paraurti fatti con stampi ad iniezione in grandi numeri per cui più ne produci più abbassi il prezzo unitario.

Sono fatti con telai tubolari, in cui , in genere, il lavoro manuale di saldatura o di spostamento rappresenta la gran parte del costo, per cui più ne fai, più ti costa .

Sono fatti con plastiche in termoformatura , per cui abbassi tanto i costi degli stampi , ma durano meno e la precisione non è la stessa .

Anche perchè , a 20 o 30 mila pezzi /anno , difficile riuscire ad ammortizzare impianti da milioni di €/£/$ .

z
zzzz 01 Jan 1970 @ 00:00

tralasciando le vetture elettriche dal peso bomba credo che l'incremento di kg sia dovuto alle normative sulla sicurezza o sbaglio? sempre più dispositivi a bordo (che incidono comunque poco), ma soprattutto vetture più lunghe per assorbire e deformarsi limitando danni agli occupanti.
La vedo dura un telaio o motore in alluminio sui segmenti minori, anche per la riparabilità a seguito incidente.

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

quello è sicuro, ma alcune citycar ci sono ancora, tipo la i10 o la picanto...quelle vanno anche a velocità ragionevoli la volta che devi uscire dalla città, io con una ami non girerei nemmeno se mi dessero dei soldi...men che meno con a bordo un bambino...

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Esistono quadricicli a 4 posti, non so se ci stanno i seggioloni o altro. Come seconda auto non ti serva faccia oltre 90km/h e più di 100km.
La progettazione la lascio a chi fa quel lavoro ma il discorso è che i primi ad aver ucciso le citycar sono loro che si sono concentrati sugli assurdi SUV/crossover perché garantivano maggior margine

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

la seconda auto, di norma, la usa la donna, che ha probabilmente 1 o 2 figli, cosa se ne fa di un quadriciclo?

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

le misure di questa twingo?

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è che si vogliono abboffare .

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Basterebbe dare ai quadricicli un prezzo giusto e non assurdo come fate AMI/Mobilize/Yoyo etc.

Prendete una sola di queste piattaforme le producete in grossi volumi, indipendentemente dal marchio, e le vendete a 6/7k max con 150km/autonomia e ricarica 11kw

Le seconde auto vengono sostituite in tempo zero