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Dalla Cina all’Europa: la strategia di espansione di Xiaomi nel mercato auto

SU7 e SU7 Ultra: le supercar elettriche di Xiaomi che stanno conquistando la Cina

Dalla Cina all’Europa: la strategia di espansione di Xiaomi nel mercato auto
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Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 26 ago 2024

Il colosso tecnologico cinese Xiaomi sta facendo parlare di sé non solo per i suoi smartphone, ma anche per la sua audace incursione nel settore automobilistico. Recentemente, il CEO Lei Jun ha condiviso alcune anticipazioni sul futuro dell'azienda in questo campo, delineando una strategia ambiziosa che mira a posizionare Xiaomi tra i principali produttori di auto al mondo.

La berlina elettrica SU7, fiore all'occhiello di Xiaomi Automobile, ha già fatto scalpore sul mercato cinese. Lanciata alla fine del 2023, ha registrato oltre 50.000 ordini nei primi 27 minuti di vendita, costringendo l'azienda a potenziare rapidamente la produzione. Ma Xiaomi non si ferma qui: è in arrivo una versione ancora più potente, la SU7 Ultra, con un impressionante propulsore da 1.548 CV. Questa supercar trimotore debutterà nel primo trimestre del 2025, promettendo prestazioni da capogiro. Durante i test al Nürburgring, ha già raggiunto velocità superiori ai 350 km/h.

SI GUARDA AVANTI

Nonostante i risultati promettenti, il percorso di Xiaomi nel settore automobilistico non è privo di ostacoli. Nel secondo trimestre del 2024, la divisione auto ha registrato una perdita netta rettificata di 1,8 miliardi di RMB (circa 252 milioni di dollari). Tuttavia, le consegne della SU7 in Cina hanno raggiunto le 27.307 unità nello stesso periodo, con previsioni di crescita per la seconda metà dell'anno. L'azienda ha infatti rivisto al rialzo i suoi obiettivi di produzione, puntando a 120.000 unità annue.

Lei Jun non nasconde che Xiaomi Automobile potrebbe continuare a operare in perdita nel breve termine, una strategia volta a conquistare quote di mercato e a espandersi in Europa. L'obiettivo dichiarato è di diventare uno dei primi cinque costruttori automobilistici a livello globale, una sfida titanica per un'azienda che ha solo tre anni di esperienza nel settore.

CHINA FIRST!

Xiaomi sta tentando ciò che Apple ha solo vagheggiato: il passaggio da gigante degli smartphone a protagonista nel mercato delle auto elettriche. Mentre l'SU7 sta guadagnando terreno, Xiaomi ha già in cantiere un secondo modello, pensato per competere con la Tesla Model Y. Questo veicolo potrebbe essere la chiave per l'espansione nei mercati europei e oltre.

Per ora, tuttavia, il focus principale di Xiaomi Automobile rimane il mercato cinese. L'azienda sta consolidando la sua posizione in patria prima di lanciarsi alla conquista dei mercati internazionali. La strada per diventare un player globale nel settore automobilistico è lunga e impegnativa, ma Xiaomi sembra determinata a percorrerla con la stessa rapidità e innovazione che l'ha contraddistinta nel mondo degli smartphone.

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Commenti Regolamento
S
Skreepers 01 Jan 1970 @ 00:00

Il mondo dell'automobile è in mano dei cinesi. La storia pomposa dell'industria automobilistica occidentale ormai è allestibile solo nei musei.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Non riesco a trovare un senso a quello che hai appena scritto. Paiono parole buttate a caso e totalmente fuori contesto.

Prima hai parlato della riduzione del prezzo grazie ad una filiera che sarebbe stata innovata.
Ma nell'articolo è scritto ben altro e chiaramente dicono che per vendere a prezzi bassi vendono sottocosto.

Ora sei uscito con sta roba che trovo totalmente insensata, E non trovando un senso logico neppure riesco a commentare.

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto. In ogni caso devi aver creato un auto.

Xiaomi droga il mercato, Stellantis cosa fa? Vende una 600 a 40k euro?!

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Xiaomi persi 9.200 dollari per ogni auto elettrica venduta, ma Rivian e Ford hanno fatto peggio.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma se scavi non sei più green, i comitati del no scenderebbero subito in guerra.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Oltre alle materie prime, ci vuole la ricerca ergo o si finanziano le facoltà di ingegneria o le aziende private.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Come ho detto, manca la volontà di farle.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è poco, ma tolte quelle non abbiamo da imparare da nessuno, come ho detto, manca la volontà. Che poi per le batterie ci manca la materia prima ma ad avercela potremmo fare anche quelle.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, vabbè.
Vatti a vedere le prove di SU7, o dei taxi autonomi a Pechino, o anche solo del software di VW id3 che guardacaso in Cina funziona.
i cinesi sono avanti.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Tolte le batterie. Hai detto niente!

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutte balle per boccaloni. Tolte le batterie non c’è niente che non sappiamo fare in Europa, manca solo la volontà.

M
Max aka Akira 01 Jan 1970 @ 00:00

E fai benissimo. Sinceramente sono rimasto colpito da quanto siano diffuse (era un dato che avevo letto ma come te prendevo con le pinze senza una conferma) e di quanto poca presenza di marchi occidentali ci sia (spesso con modelli che da noi non ci sono vedi la vw Magotan). Ho visto qualche tedesca e poco altro. PS tesla a secchi e molte di colori bizzarri (wrap ?)

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Non conosco quella realtà e non mi permetto assolutamente di mettere in dubbio quello che dici, la mia era una considerazione generale su un ragionamento non sempre centrato che in molti fanno.

Se mi dici che vivi e giri la Cina e queste sono le tue impressioni sulla diffusione dell'elettrico le prendo e metto in dubbio alcune mie convinzioni probabilmente basate su informazioni non sempre imparziali e magari neppure aggiornate.
Spero di trovare altre manifestazioni che possano confermare quanto dici per dare a quanto da te appreso un grado di affidabilità maggiore.

M
Max aka Akira 01 Jan 1970 @ 00:00

Magari fosse mia la byd. Sono qui da 15 ed ho girato dalle metropoli al paesino di montagna. Credimi che a parte posti estremi dove l'elettrico.è presente ma in quantità molto ridotta, la situazione descritta è abbastanza generalizzata. 8 anni fa sono stato a Shanghai e l'etettrico c'era ma poco e i due route elettrici spesso erano mezzi vecchi riconvertiti con dei kit appositi.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

De Meo ha recentemente affermato che i cinesi rispetto a noi europei con le auto elettriche sono 2,5 generazione avanti e non l'ha detto il pinco pallino di turno al bar bevazzato. Questi ci hanno già seppelliti. Già Tesla, mio malgrado, sta prendendo le mazzate. Sono davvero tanti i cinesi ergo anche il parco tecnici è sconfinato, hanno a disposizione capitali mostruosi e lato ecologia non hanno freni. Curioso di vedere come sarà la prossima auto, potrebbe essere una pretendente con la R3x che già amo.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente è scritto come fanno in Xiaomi (ma direi nella maggior parte dei costruttori cinesi) a ridurre i listini: vendono sottocosto.

Poi qui più di qualcuno pensa che sia una condizione esportabile in UE e consolidabile nel tempo.
Il buonsenso a mio avviso però non condivide questa visione.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Non metto in dubbio quello che dici.
Però mi pare strano che tu dalla tua Byd Han possa vedere tutta la realtà di un paese avente dimensioni importanti e zone sia estremamente sviluppate sia ancora a livello rurale.

Secondo me sarebbe più realistico circoscrivere la propria esperienza all'area in cui essa è reale.

Un po' come se io da bolognese dicessi che il primo di pasta più diffuso in Italia sono i tortellini... Direi che sarebbe magari vero a "casa mia" ma non molto reale in altri posti.

M
Max aka Akira 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono in Cina in questi GG e non avete idea di cosa circoli qui. Tutto quello che ha 2 ruote è elettrico così come 3 macchine su 5. In generale le macchine di brand occidentali sono pochissime e anche se recenti, a confronto con il parco macchine cinesi circolanti, sembrano di una generazione precedente. Sto scrivendo questo post seduto in una Byd Han ... Uno spettacolo PS la SU7 dal vivo è notevole

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

È normale pensare prima alla Cina, fanno già fatica a stare dietro alla domanda, che è altissima

M
Maudit 01 Jan 1970 @ 00:00

La comprerei anche io SU7 se potessi. Esteticamente parlando non c'è paragone proprio con Model 3.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Questi stanno avanti tantissimo.

Hanno pianificato tutto nei minimi dettagli.
A Luglio, in Cina, SU 7 ha venduto più di Model 3.
Xiaomi ha fatto quello che Apple NON è riuscita a fare.

Chapeau.

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Be i listini bassi li fai innovando la filiera produttiva. Vedi i nostri marchi che non possono fare listini bassi perchè usano piattaforme e industrie non innovative ma ferme a 10-15 anni fa. Vedi il nostgro stato che guarda agli efuel mentre gli altri galoppano verso l'elettrico...

G
GianlucaA 01 Jan 1970 @ 00:00

Qua non si parla d'innovazione ma semplicemente di listini più bassi. C'è da capire per quanto riusciranno a mantenerli e come le case europee agiranno di conseguenza. Sicuro incaponirsi nel voler produrre in europa è controproducente, il settore industriale non è competitivo nel vecchio continente, ha molto più senso produrre altrove e mantenere qui solo ingegnerizzazione e parte amministrativa. In ogni caso sicuro da qui al 2035 vedremo tanti brand nascere e sparire, sia in europa che in cina.

G
GianlucaA 01 Jan 1970 @ 00:00

La strategia sarà simile ai cellulari: debutto a prezzi stracciati e dopo 3/4 anni avranno lo stesso listino delle tedesche.

D
Danilo 01 Jan 1970 @ 00:00

è stata già avvistata in autostrada in ITA

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla fine della storia, si assiste ad aziende che innovano e provano nuova strade e altre che, cullandosi su allori ritenuti incrollabili, a piano a piano calano nell'oblio.

Probabilmente i grandi marchi europei verranno inglobati in company cinesi e venduti spacciandoli per "originali". Stie MG per capirsi