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Le batterie del futuro si sviluppano anche in Italia. ENEA apre un laboratorio a Roma

Per il laboratorio saranno investiti 27 milioni di euro.

Le batterie del futuro si sviluppano anche in Italia. ENEA apre un laboratorio a Roma
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 16 mag 2022

Per l'Europa, una delle priorità è quella di diminuire la dipendenza dalla Cina per quanto riguarda le batterie per le auto elettriche, andando a creare una filiera industriale tutta europea. Per questo era nato il progetto European Battery Innovation (EuBatIn) che ha coinvolto Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Francia, Grecia, Germania, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svezia e che è stato finanziato con 2,9 miliardi di euro.

Ne avevamo già parlato in passato e abbiamo anche visto che per l'Italia partecipano realtà come ENEA e Istituto Bruno Kessler sul fronte ricerca, oltre a 12 aziende: Endurance Spa, Enel X Srl, ENGITEC Technologies Spa, FIAMM Energy Technology, Fiat Chrysler Automobiles, Fluorsid Alkeemia Spa, FPT Industrial, Green Energy Storage Srl, Italmatch Chemicals Spa, Italy Srl, MIDAC Spa e Solvay.

E proprio ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha fatto sapere che da questo mese di maggio inizieranno le sue attività di ricerca nell'ambito di tale progetto, che dureranno ben 5 anni.

LE ATTIVITÀ

Entrando nello specifico, ENEA, in collaborazione con un team multidisciplinare di esperti e ricercatori, si occuperà di sviluppare soluzioni da trasferire alle imprese con particolare riferimento alla durata, ai materiali innovativi e ad alta efficienza, al miglioramento delle prestazioni ambientali, economiche, di sicurezza e per ottimizzare la catena del valore e la sostenibilità, all’implementazione di procedure e metodologie di riutilizzo e per recuperare i materiali critici a fine vita.

Ma non è tutto, perché come parte del progetto di ENEA è prevista la costruzione all'interno del Centro Ricerche ENEA Casaccia (Roma) dell’Advanced Battery Laboratory (AB-Lab). Si tratta di un laboratorio che servirà per fornire un banco di prova alle imprese durante la fase di prima implementazione industriale.

In particolare, all'interno di questo laboratorio sarà possibile svolgere l’intero processo produttivo: dalla realizzazione di batterie di nuova concezione alla gestione ottimizzata del fine vita, dagli aspetti legati all’economia circolare ai materiali avanzati allo sviluppo di elettrodi, celle e moduli innovativi, dal riciclaggio allo smaltimento fino alla chiusura del ciclo. Per la sua realizzazione, racconta ENEA, saranno investiti circa 27 milioni di euro.

L’AB-Lab fornirà consulenze, analisi dei materiali, dei componenti e dei sistemi, immagini macroscopiche, microscopiche o termiche tramite la tomografia assiale computerizzata e rilievi tridimensionali. Inoltre, competenze e attrezzature innovative potranno essere utilizzate dalla comunità scientifica e universitaria oltre che dagli operatori del settore.

Dunque, questo laboratorio farà da ponte tra le attività di ricerca e la produzione industriale, dando impulso al trasferimento tecnologico e all’industrializzazione di prototipi di laboratorio come spiega il responsabile ENEA del progetto, Pier Paolo Prosini.

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Commenti Regolamento
i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è che perdo molto, eh... Anzi direi proprio che non perdo nulla

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

In ignore list!

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

E questo dimostri di essere

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo sai :(

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

Era in ritardo come sempre il bus da me per andare a scuola.

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora e' impossibile.

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

Giura.

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

Nulla.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto per questo devono investire tutti questi soldi, GENIO!

D
Dario Perotti 01 Jan 1970 @ 00:00

E' colpa mia che quando prendevo il treno per andare a scuola non era mai in orario.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi spieghi cosa ci trovi di divertente in quello che fai?

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma ti sembra bello spalare sempre e comunque sterco sulle aziende italiane? L'Italia ha una delle più estese reti ferroviarie al mondo, il gruppo Ferrovie dello Stato fattura qualcosina come 12 miliardi di Euro all'anno ed è persino in utile di 193 milioni!

D
Dario Perotti 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma comandano degli italiani?
Allora è impossibile.

D
Dario Perotti 01 Jan 1970 @ 00:00

Adesso giuro!
Come la ex di Allegri.

D
Dario Perotti 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh lo so :(

N
Ngamer 01 Jan 1970 @ 00:00

tranquillo se non 6 imparentato o conosci qualcuno dentro non ci entrerai mai

N
Ngamer 01 Jan 1970 @ 00:00

dovrebbero cominciare anche a produrre le bat agli ioni di sodio sarebbero ideali per accumulo rinnovabili un po meno per le auto elettriche ( per il momento) hanno l enorme vantaggio di usare elementi abbondanti in natura ( niente litio) durata fino a 25 volte rispetto a quelle al litio ( tantissima roba) tempo di ricariche dimezzate rispetto al litio e costi inferiori
lo svantaggio piu grande è la densità quasi dimezzata rispetto a quelle al litio ( cmq stanno migliorando sotto questo punto di vista) ed è per questo motivo che nelle auto al momento non conviene sarebbero grosse e pesanti , inoltre non prendono fuoco .

P
Paolo M72 01 Jan 1970 @ 00:00

La penso esattamente come te. Senza contare che a mio avviso non si é neanche cercato queste materie come si dovrebbe. Tu guarda solo in italia.. Siamo il paese di no a tutto. No alla tav, no al tap, no alle trivellazioni, no ai parchi eolici, no hai termivalorizzatori ( vedi roma) e il risultato é questo.. La piu totale dipendenza x la qualunque. Se si fa un buco ed esce un chiodo Romano tutto si blocca per anni, per poi scoprire dopo che in quel sito vi era solo quel chiodo. Per trovare le materie prime bisogna sondare il territorio e rinunciare magari a volte al territorio. L'energia come le materie prime servono per progredire e se non si e disposti a fare qualche sacrificio tanto vale staccare la spina e tornare al medioevo.

V
Vittorio C. 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma sai, è la solita storia della gente che si sveglia tardi...

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma li non ci possiamo andare dal Capo Juventino e da quello che lavora in Giardino.

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

Per me e' no.

R
RubenDiaz89 01 Jan 1970 @ 00:00

Gura che e' la Vera verita'.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel 2020, nonostante il Covid, hanno investito 9 miliardi e indetto gare d'appalto per 21, le Ferrovie dello Stato sono una grande azienda con grandi cifre:
https://www.repubblica.it/economia/2021/03/31/news/bilancio_fs_investimenti_per_9_miliardi_e_nuove_gare_per_21-294543037/

D
Dario Perotti 01 Jan 1970 @ 00:00

19 miliardi e 4 mila assunzioni all'anno ti sembrano credibili?
Per me no. Poi vedremo.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

E per le batterie non c'è nessun problema di scarsità di materiali, visto che se ne adopera una per ogni auto (salvo guasti) e che sono pure riciclabili in ottima percentuale

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

un sacco di cose è lo 0% ma qui si parla di batterie :-)

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma conoscono persone che hai compreso nel grafico che non sono d' accordo :-)
L' ideale per me sarebbe non dover più comprare un auto ma noleggiarla al volo per gli spostamenti da fare

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensa che col petrolio è lo 0%...

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ho visto bisognerà capire il costo che avranno secondo me essere concorrenziali sarà difficile

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi sembrano cifre così spaventose, anzi sono doverose visto lo stato della nostra rete ferroviaria. E poi le 40.000 assunzioni vanno sottratte a quanti ferrovieri andranno in pensione nel periodo

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00
R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Principalmente a causa di brevetti non validi in Cina, quindi assenza del costo delle licenze.
Questi brevetti erano tutti in mani occidentali (es. Università del Texas e Hydro-Québec), ora gran parte di questi brevetti sono scaduti.
Ora diverse aziende stanno aprendo fabbriche di batterie LFP in Europa e Nord America.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

tu e chi?

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

il 90% delle LFP sono fatte in Cina

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Abbiamo un motivo in più per proibire la vendita di auto endotermiche.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

non ho letto di piani di indipendenza sulle marmitte catalitiche

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

ma qui si parla di batterie anche quello è un problema comunque

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Potremmo anche parlare delle terre rare, Cerio e Lantanio, contenute nelle marmitte catalitiche (contengono anche palladio, rodio e platino).
Potremmo parlare del cobalto usato della raffinazione dei carburanti.
Potremmo parlare del lantanio usato nel cracking del petrolio.

Potremmo parlare dei motori ad induzione che non contengono magneti permanenti.
Però fare disinformazione è un lavoro molto più semplice.
Walter

D
Dario Perotti 01 Jan 1970 @ 00:00

Cambia molto.
dday è molto più credibile.

D
Dario Perotti 01 Jan 1970 @ 00:00

Bazzecole rispetto ai 190 miliardi di euro di investimenti e 40 mila assunzioni in 10 anni di Ferrorie dello Stato.
Giuro che l'hanno detto.

S
Slartibartfast 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma in ritardo, avrebbe avuto molto più senso 5 anni fa

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

lol sto tizio spara solo cavolate
Poteva parlare dei magneti dei motori invece delle terre rare che ora servono per fare l'oggetto con cui sta scrivendo lol

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

...

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, continui a postare ca**ate.
Chiaramente hai preso quest'informazione dal sito di Fabio Orecchini, lui si riferiva esclusivamente alle auto ibride con batterie NiMH.
Le auto elettriche hanno chimiche differenti (LFP, NCA, NCMA, NMC).

Metà delle Tesla vendute nell'ultimo trimestre aveva batterie LFP, le LFP non contengono neppure cobalto (che NON è tra le terre rare).

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

come no In una batteria per auto di 1-2 kWh, ci sono 2-3 chilogrammi di Cerio, Lantanio, Neodimio.
poi ci sono anche nelle comuni batteria aa aaa eccc

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

comunque non è il 100 e serviranno sempre più batterie
poi più riciclano meglio è ma l' indipendenza mi sembra utopia se non non usare le batterie

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

ben fatto! :)

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Le batterie non contengono terre rare.
Sei completamente fuori luogo.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei fuori luogo, il gas non è riciclabile.

In Norvegia è stato appena inaugurato un impianto per il riciclo di batterie, Hydrovolt, joint venture tra Hydro e Northvolt (produttore di batterie e fornitore di diverse case automobilistiche).
Recuperano il 95% delle materie prime contenute in una batteria.
Attualmente possono gestire 12.000 tonnellate l'anno.

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

C'era la notizia di batterie che saranno commercializzate l'anno prossimo con nuovi materiali. Non ricordo se qui o dday.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

https://uploads.disquscdn.c...

Le riserve di terre rare mondiali sono stimate tra 120 e 150 milioni di tonnellate e si trovano principalmente in Cina, Russia, Stati Uniti, Australia, Brasile, India, Malesia, Tailandia, Vietnam, Canada e Sudafrica (vedi figura in basso)
la Cina ha il 37% delle riserve.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

un po come il gas nel mediterraneo al di la delle battute i materiali devono esserci per essere estratti

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

tutta l'Europa non credo sia senza uno o più possibili siti minerari, per ora conveniva far fare o importare tutto per costi e menate ambientaliste

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

si l' avevo capito il sarcasmo ma l' ho ignorato, sono un po scettico su queste ricerche contento di essere smentito nel caso

V
Vittorio C. 01 Jan 1970 @ 00:00

E' cosa buonissima e giustissima.

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Non hai colto il sarcasmo mi sa.
Ci sono diverse ricerche anche sull'uso di materiali differenti che siano meno inquinanti, più facili da reperire, da riciclare e che offrano performance migliori.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

1. le materie prime si possono estrarre anche in Europa
2. si possono riciclare le materie prime contenute nelle auto da rottamare

N
Nick126 01 Jan 1970 @ 00:00

Penso si punti a studiare batterie con meno materie importate da fuori, e nel mentre magari recuperare con il riciclo quelle già importate.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

bisogna dirlo a chi li dirige casomai.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

non sapevo ci fossero miniere in europa

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

in teoria il progetto serve a diventare indipendenti partendo dall'estrazione.
la filiale dell'ENEA fa solo R&D

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Finalmente qualcuno che capisce il vero problema!
Diglielo a quei ricercatori lì! E' tutto inutile!

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

ma a cosa serve una filiale se non si hanno le materie prime? si dipende sempre dalla cina