IONITY sceglie ABB per la seconda fase del suo progetto di espansione

11 Gennaio 2020 8

IONITY ha scelto ancora ABB per la "seconda fase" del suo piano di espansione in Europa. La joint venture tra BMW, Daimler, Ford e il Gruppo Volkswagen con Audi e Porsche ha in progetto di realizzare 400 stazioni di ricarica rapida in tutta Europa per consentire alle auto elettriche di poter viaggiare senza problemi anche su lunghe distanze.

Le colonnine delle stazioni IONITY, tutte con connettore CCS Combo, erogano sino a 350 kW di potenza con cavi raffreddati a liquido. Sino ad ora sono state installate in Europa 202 stazioni, anche in Italia come quella che si trova a Carpi. (Qui la guida su come si ricarica un'auto elettrica)

ABB ha quindi ricevuto dalla joint venture un ordine per 324 nuove colonnine che saranno installate, tutte, entro la fine del 2020. Per ABB si tratta di un'importante conferma.

La società era già stata scelta nel 2018 come partner tecnologico per fornire 340 colonnine ad alta potenza a IONITY. I dettagli finanziari dell’ordine non sono stati resi noti.

IL PROGETTO IONITY

Questo annuncio è importante soprattutto perché dimostra come il progetto IONITY non si sia fermato. Per le auto elettriche questa rete rappresenta un'importante occasione di disporre di un'infrastruttura di ricarica rapida in tutta Europa per poter viaggiare senza problemi, soprattutto adesso che stanno arrivando modelli in grado di supportare potenze di ricarica in corrente continua molto alte per fare un pieno di elettroni in poco tempo.

Da un certo punto di vista, IONITY può essere vista come la risposta europea ai Supercharger di Tesla che presto aumenteranno ancora di numero. Tutte le stazioni prevedono più colonnine ed il rifornimento può essere gestito attraverso una semplice applicazione dedicata.

Anche l'Italia può già oggi beneficare di questa rete. Sono già state aperte una serie di stazioni ed altre arriveranno in futuro grazie ad un'intesa con Enel X e ad un importante accordo di collaborazione con Eni.

Una rete che permetterà, assieme a quella di Enel X, di potersi muovere con le auto elettriche in Italia senza mai temere o quasi l'ansia di ricarica.

Il 5G che non rinuncia a niente? Motorola Edge, in offerta oggi da Tecnosell a 455 euro oppure da Unieuro a 542 euro.

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Commenti

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axoduss

Supporto al pagamento con carta di credito no?

Aristarco

bravo, finalmente i numeri che dimostrano a tutti qui sul blog, che l'idrogeno per il momento non ha futuro, aggiungo che andrebbero riconvertite tutte le stazioni di servizio con relative difficoltà nella distribuzione e nello stoccaggio, rispetto a delle normali prese di corrente

Aristarco

si crea la fusione del nocciolo con conseguente fallout nucleare nel raggio di 200km

mauriziogl

Confermo, unico problema attuale penso siano le riserve di litio limitate e disponibili solo in alcune parti parti del mondo

sbiki85

Per me resta una pazzia. Non oso immaginare cosa resti dell'auto quando si riversano 350kw in essa se c'è un malfunzionamento o un danno del sistema di ricarica.

Andre

Complimenti per la risposta articolata e competente..Molto esaustiva!!

R_mzz

L’auto ad idrogeno non è sostenibile e non ha futuro. Ti spiego il perché.
La Mirai e la Nexo sono auto costruite con il solo scopo di promuovere il marchio.
Con 1 kg di idrogeno si percorrono circa 100 km.
Per produrre 1 kg di idrogeno (per elettrolisi) sono necessari 63 kWh di elettricità.
È richiesta altra energia per comprimere e trasportare l’idrogeno.
Con 63 kWh una Tesla Model 3 percorre 350 - 400 km.

100 km con una Mirai —> €15
100 km con una Model 3 —> €3

E un auto ad idrogeno non è neppure economica.
Il costo delle batterie è sceso da 1000$ per 1 kWh nel 2010 a 100$ nel 2020, migliorando contemporaneamente le prestazioni.

Recentemente ho assistito ad una conferenza sulle batterie a litio.
Si parlava del problema della distribuzione delle materie prime nel mondo, che sfavorisce l’Europa.
Diverse aziende (anche italiane) sono interessate a produrre batterie in Europa ed hanno trovato la soluzione a questo problema nel riciclo delle batterie.
Pertanto immagino che in futuro si verrà pagati per smaltire un pacco batterie.

Marco FB

Il futuro è ibrido ad idrogeno, i costi di produzione e smaltimento delle batterie su larga scala non sono convenienti

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