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Futuro incerto per lo stabilimento Stellantis di Termoli e la gigafactory ACC

Il futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli tra speranze e incognite

Futuro incerto per lo stabilimento Stellantis di Termoli e la gigafactory ACC
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Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 7 mar 2025

Il destino dello stabilimento Stellantis di Termoli e le prospettive del settore automotive in Molise sono stati al centro di un incontro a Palazzo Piacentini tra il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, e l’assessore regionale Andrea Di Lucente. Al centro del colloquio, il recente annuncio di Stellantis: dal 2026 partirà a Termoli la produzione di cambi eDCT per auto ibride. Un segnale positivo ma non sufficiente, secondo Urso, per garantire la piena occupazione dello stabilimento.

UN SUPPORTO NECESSARIO

Decisamente più incerto è il futuro della gigafactory di Automotive Cells Company (ACC), progetto attualmente sospeso. L’impianto, destinato alla produzione di batterie per veicoli elettrici, è considerato strategico per il rilancio industriale del Molise. Urso ha sottolineato la necessità di una politica industriale europea che sostenga lo sviluppo delle gigafactory, come richiesto dall’Italia nel proprio “non paper” inviato a Bruxelles. Un tema ripreso anche nel Piano d’azione per l’industria automotive UE, che punta a rafforzare la produzione di batterie in Europa.

SORPASSO FRANCESE

A complicare i piani italiani, le dichiarazioni di Patrick Pouyanné, CEO di TotalEnergies, partner di Stellantis e Mercedes nel progetto ACC. Pouyanné ha suggerito di concentrare gli investimenti sull’impianto di Billy-Berclau, in Francia, a causa del rallentamento della domanda di veicoli elettrici in Europa. Un segnale preoccupante per il Molise, che rischia di vedere sfumare un’opportunità strategica.

Durante l’incontro sono stati affrontati anche altri dossier industriali rilevanti per l’area di crisi complessa di Venafro-Pozzilli. Il futuro del settore automotive molisano appare dunque appeso a un filo, in attesa di decisioni che dovranno arrivare tanto da Bruxelles quanto dai vertici di Stellantis.

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Commenti Regolamento
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jimbomix 01 Jan 1970 @ 00:00

E anche migliaia di lavoratori a casa? Ma vergognati...

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Del milione e duecento mila solo 600 mila arrivano dal Sudamerica.
Dimentichi che FIAT vende in Turchia quanto in Italia e addirittura l'Algeria è vicina ai loro numeri.
Nonostante la sua gamma scarsa è il 21° marchio come vendite globali e il primo di Stellantis
L'errore su Abarth è nato dalle contraddizioni europee.
Sono elettriche e tutte destinate ( 500, 600, Ypsilon HF e Junior Quadrifoglio) a vendite scarse.
Fosse dipeso da me la Junior non doveva essere prodotta.
Al contrario avrebbero dovuto farla marchiata LANCIA vedendo così il marchio ritrovare le perdite numeriche avute... prevedibili peraltro... da Ypsilon.
Alfa Romeo... visto l'elevato numero di modelli di segmento B.... deve veder partire la sua gamma dal segmento C e non inseguire i numeri.
Lancia secondo me ritroverà la strada e per quanto riguarda la Punto dimenticarla!

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

FIAT vende tantissimo in America del sud i veicoli che produce nelle fabbriche dell'America del sud. In Europa, Fiat è un marchio relativamente marginale che vende praticamente soltanto in Italia. La sua gamma europea fa letteralmente schifo, per non parlare della controllata Abarth, che ormai è caduta oltre il ridicolo con quel trabiccolo di 500e che fa 100 KM con una ricarica e vende meno di una Urus.

Stellantis, e qui mi mangeranno la faccia, secondo me sta rilanciando benissimo Alfa Romeo. Al di la dei puristi, quelli che vorrebbero soltanto V6 e V8 da 400 cavalli e trazione posteriore, stanno lanciando modelli sensati, esteticamente riconoscibili (belli o brutti è una questione di gusti) e senza snaturare il marchio.

Il problema è che dovrebbero lasciar perdere i marchi inutili. Lancia era da lasciar morire, al diavolo le grandi glorie del passato, con le lacrimucce di nostalgia non si va da nessuna parte. La nuova Ypsilon la potevano chiamare Punto, aggiungere meno fronzoli inutili e metterla in gamma Fiat, avrebbe avuto molto più senso.

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Mah, guarda, ti dirò... DR e EVO avevano il problema della scarsa reperibilità dei ricambi che oggi si è molto affievolito. Ho avuto il piacere di guidare il pickup della EVO e devo dire che, per quello che costa, è un mezzo costruito veramente bene, robusto, semplice, proprio come deve essere un mezzo da lavoro 4x4.

Non mi risulta poi che esista un problema sistemico alle valvole dei motori MG, anzi, sono motori che mediamente vanno molto bene.

Anche se fosse, comunque, non ci sarebbe niente di sorprendente: ho cambiato tre catene di distribuzione alla mia vecchia BMW. Difetto di fabbrica riconosciuto, che si sono portati avanti per 10 anni, del motore diesel 2.0 sigla N47. Eppure è uno dei produttori europei più blasonati, quindi...

Non è che se una ciambella cinese esce senza buco è più grave rispetto ad una europea. Se si fa industria, ogni tanto capita il progetto sbagliato, ma questo non rende MG un cattivo produttore, anzi...

A
Andy 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì...basta che anche quelle le facciano bene....non come le DR/EVO o le MG che bruciano le valvole dopo 5 Mila km😂

A
Andy 01 Jan 1970 @ 00:00

.....devono soltanto fallire questi finti green....spero in un fallimento spettacolare di stellantis....tutti a casa incompetenti!!!!!

M
Matteo De Giuseppe 01 Jan 1970 @ 00:00

La transizione sta avvenendo, ma al contrario e crescono le vendire dell'usato, altro che gigafactory

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Fiat è il primo marchio come vendite all'interno di Stellantis.
Fiat è il ventunesimo marchio al mondo.
Pensa alla sua gamma globale e immagina cosa potrebbe fare se trattato adeguatamente.
Stellantis nonostante l'assalto cinese è il 4°gruppo a livello globale nonostante non riesca a far decollare nessuno dei suoi marchi premium.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Rallentano perché il mercato delle elettriche non decolla nonostante tutto.
Quelle che hanno o comprano evidentemente sono sufficenti.

L
LuiD 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi vuole un'auto elettrica deve costruirsi da solo la sua batteria. Alessandro Volta l'aveva fatto con la prima pila secoli fa.

R
Redvex 01 Jan 1970 @ 00:00

Discorso troppo sensato e logico per essere preso in considerazione purtroppo

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

I marchi più in difficoltà sono quelli italiani, non c'è molto da stupirsi.

Alfa Romeo va meglio di qualche anno fa ma non possiamo ancora parlare di rilancio. Maserati è praticamente fallita, se fosse indipendente sarebbe già sotto due metri di terra da un pezzo. Abarth idem. Lancia idem.

FIAT non si capisce ancora che cosa vuol fare da grande, di appetibile ha a listino giusto la Panda, che è un progetto vecchio di anni, i veicoli di nuova concezione (600e, 500e) non vendono manco regalati, e per ragioni più che ovvie e più che valide.

Peugeot, Citroen e DS, al contrario, non vanno così male, quindi...

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto l'automotive europeo è destinato al tracollo, soprattutto se si continua, sia a livello aziendale, sia politico, a portare avanti politiche di auto-sabotaggio che, ormai, rappresentano la firma dell'Unione Europea.

Intendiamoci, io sono a favore dell'elettrico, sarebbe un sogno avere città libere dallo smog, ma il mercato non è pronto, sia per una diffidenza generale nei confronti della propulsione elettrica, sia per la totale mancanza di un'infrastruttura di ricarica capillare.

A questo punto, tanto vale continuare a produrre macchine concrete a benzina e a GPL, in modo che le persone possano continuare ad acquistare veicoli nuovi e non a girare con mezzi di vent'anni rattoppati con lo scotch.

I produttori e la politica hanno scommesso tutto sull'elettrico, scaricando gli immensi costi di ricerca e sviluppo sulle casse dei governi (e quindi sui cittadini) e sui listini delle termiche (e quindi sui cittadini). Il risultato è che l'elettrico continua a non vendere per le ragioni di cui sopra, e le termiche rimangono invendute a causa dei listini gonfiati per supportare lo sviluppo dell'elettrico e le relative perdite miliardarie che le case sono costrette a subire.

Tra l'altro l'attuale situazione sta, per assurdo, peggiorando le cose anche dal punto di vista ambientale: il parco circolante è sempre più vecchio, quindi sempre più inquinante, perché una termica di 20 anni fa inquina sicuramente più di una attuale.

D
Dai Tano IV 01 Jan 1970 @ 00:00

Urso è un ministro molto stimato da Meloni.
Quindi deve essere in gamba.
Un pò come la Santanchè o suo cognato.

D
Dai Tano IV 01 Jan 1970 @ 00:00

Per forza.
Stellantis in Francia invece va alla grande.

v
virtual 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi l'avrebbe mai pensato? Di sicuro non Urso, a quanto pare.

h
haru69 01 Jan 1970 @ 00:00

Colpa delle cinesi che non sono ancora arrivate 😂 😂 😂

D
Dark Entries 01 Jan 1970 @ 00:00

In pratica sono già indietrissimo con le batterie e gli esperti di Stellantis consigliano di rallentare ulteriormente...

A
Account usato 01 Jan 1970 @ 00:00

Possono farci i carri armati col puretech

W
Watta 01 Jan 1970 @ 00:00

compreranno gli americani

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non avevamo dubbi

A
Andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

Che strano, tutti gli stabilimenti in Italia (tra cui il mio) a rischio e quelli francesi invece tutto a posto.