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Motus-E, in Italia sono oltre 45 mila i punti di ricarica per le auto elettriche

Negli ultimi 12 mesi sono stati installati 14.506 punti di ricarica

Motus-E, in Italia sono oltre 45 mila i punti di ricarica per le auto elettriche
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 7 lug 2023

Continua a crescere la rete di ricarica per le auto elettriche in Italia. Secondo il nuovo rapporto di Motus-E, sono 45.210 i punti di ricarica ad uso pubblico per i veicoli elettrici. Solo nel secondo trimestre del 2023 sono stati installati 4.037 nuovi punti di ricarica. Complessivamente, da gennaio a giugno, sono stati installati 8.438 nuovi punti di ricarica a uso pubblico, contro i 4.680 dello stesso periodo del 2022 (+80%).

Un incremento che secondo Motus-E dovrebbe accelerare ulteriormente grazie alle infrastrutture che saranno realizzate attraverso il PNRR.

LA RETE DI RICARICA IN ITALIA

Entrando più nel dettaglio del nuovo rapporto, degli attuali 45.210 punti di ricarica, 39.759 sono in corrente alternata con potenze uguali o inferiori ai 43 kW, 2.233 in corrente continua con potenze comprese tra 44 e 99 kW e 3.045 con potenze superiori ai 100 kW. Complessivamente, negli ultimi 12 mesi sono stati installati 14.506 punti di ricarica.

A livello di macroaree, il Mezzogiorno continua a recuperare terreno. Sud e Isole contano infatti il 23% del totale dei punti di ricarica italiani, scavalcando il Centro (21%) e rosicchiando un altro punto percentuale sul Nord Italia (56%).

Guardando alla diffusione dell'infrastruttura a livello delle regioni, al primo posto troviamo la Lombardia (7.657 punti di ricarica), davanti a Piemonte (4.514), Veneto (4.420), Lazio (4.351) ed Emilia-Romagna (3.966). Tuttavia, è la Campania a crescere più di tutte nel secondo trimestre del 2023 (+54 rispetto al primo trimestre dell'anno). Troviamo poi Lombardia (+15%), Liguria (+11%), Lazio (+8%) e Sicilia (+7%).

Il rapporto va poi a soffermarsi sulla ricarica in autostrada con l'infrastruttura che finalmente comincia a crescere in maniera importante. Secondo Motus-E, alla fine di giugno erano presenti 657 punti di ricarica (+422 rispetto a un anno fa) distribuiti in 121 aree di servizio sulle 476 totali. Oltre il 77% dei punti di ricarica in autostrada hanno una potenza superiore a 43 kW e il 58% supera i 150 kW.

RICARICA CASALINGA

Per la prima volta, il rapporto di Motus-E prende in esame anche i dati sui dispositivi per la ricarica domestica che sono cresciuti di ben 8 volte in soli due anni, grazie anche alle incentivazioni connesse alla riqualificazione energetica degli edifici. I punti di ricarica per auto elettriche presenti nelle case degli italiani hanno superato infatti quota 400.000, con 304.000 installazioni collegate ai bonus edilizi.

Per l'associazione, ci sarà un'accelerazione non appena saranno resi disponibili gli incentivi, già stanziati e in attesa solo dei decreti attuativi, per le infrastrutture di ricarica a uso domestico per privati e condomìni. Risorse che, evidenzia l'associazione, andranno a vantaggio anche dell'economia nazionale visto che più del 70% delle wallbox vendute in Italia sono infatti prodotte nella Penisola e oltre il 50% del costo chiavi in mano è appannaggio dell'installazione, svolta da aziende e professionisti locali.

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Commenti Regolamento
C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma non esistono solo le cittá e chi si muove in cittá con l'auto anche quando potrebbe avere altre soluzioni (spesso pure piú comode), questo é il problema.

A
Alfonso 01 Jan 1970 @ 00:00

E' vero che dovranno essere di più, ma non di tanto. Qua a forlì i supercharger sono spesso vuoti.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Se é per quello sono anche poco presenti nei thread dove si parla di limiti infrastrutturali, almeno quelli che ripetono che é tutto a posto.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Dieci anni fa è già tanto se c'erano la Tesla Roadster e la BMW i3, e le batterie costavano dieci volte quello che costano adesso. Chi te l'ha raccontata questa frescaccia?

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

dove sono finiti quelli che dovevano fare il cambiamento già da 10 anni fa ?

m
moichain 01 Jan 1970 @ 00:00

oppss adesso rileggendo ho capito!

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

In 13 anni, non dopodomani

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono giusto quelli rimasti che dovrebbero fare il cambiamento

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti stava facendo notare che i guidatori di ev non espongono gli aumenti o altre problematiche perché fondamentalmente sanno di aver preso una incool8

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Eggià, hai arruolato nella gioiosa armata degli amici del brum-brumm tutti quelli che per un qualunque motivo non possono ancora comprare un'auto elettrica ma lo farebbero ben volentieri... Complimenti, a te Salvini te fa le #####!

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Quattro amichetti miei più il 95% degli italiani

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Magari...
Zona nord c'è un buco che arriva fino in Emilia

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

È servita. La cartina mostra solo le free To X. Ma se prendi una qualsiasi app e metti da 150kw in su vedrai che anche la Toscana è ben servita. Al contrario del Sud.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Che nessuno acquisterà auto a pistoni lo sanno tutti, in primo luogo i produttori, che nessuno acquisterà auto elettriche lo dici solo tu e gli altri quattro scombinati degli amichetti tuoi

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà i distributori di benzina spesso sono in posti isolati... Le colonnine non necessitano di un distributore

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti sei dimenticato della gente che carica a casa.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Credici...se nessuno acquista auto elettriche e a pistoni non ne fanno più, cosa vendono?

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Ancora non hai capito che "non venderanno più nulla" di auto a pistoni, e questo anche prima del 2035?

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, in Italia. Ed a Roccasecca di sotto com'è la situazione?

M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sa che non hai compreso il mio commento.

m
moichain 01 Jan 1970 @ 00:00

Informati da agosto ci sono aumenti sia per gli abbonamenti e anche per la sola sosta del veicolo, io non ho una EV ma mi informo

M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00

Chissà come mai sono sempre i non guidatori di elettrica che parlano degli aumenti di costi dei vari abbonamenti.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Attenzione, io non sto giustificando l'inerzia, al contrario la sto denunciando perché ne vedo fin troppa.
E molta di questa inerzia, IMHO, è causata dal troppo ottimismo e da un approccio ideologico pensando che da qui al 2035 le criticità saranno risolte, ma senza indicare come o muoversi per risolverle.

La transizione è un lancio con il paracadute, solo che noi ci siamo lanciati senza nemmeno verificare di aver preso il paracadute o lo zaino, non abbiamo verificato nemmeno se il paracadute era stato caricato sull'aereo e se fosse funzionante, scopriremo se ci schianteremo solo quando arriverà il momento di tirare la cordicella, ma a quel punto sarà tardi.
Ed a chi ha fatto notare queste criticità, è stato risposto che da qui al 2035 tanto impareremo a volare, però non stiamo nemmeno provando a sbattere le braccia come se fossero ali.

È fattibile, come un lancio dal paracadute, ma le preparazioni vanno fatte prima di lanciarsi (ovvero di fissare la data), non dopo.

Sulle materie prime critiche ti cito a memoria il passaggio a cui mi riferivo.
Uno dei punti riguarda la diversificazione della provenienza delle materie, si impone (giustamente, eh?) Di non legarsi ad un solo fornitore e di limitare al massimo del 10% l'approvvigionamento da un singolo stato.
Tutto corretto in principio, ma se una materia è concentrata in meno di 10 stati?
Se non è possibile fornirsi da 10 stati con misura massima del 10% nelle quantità necessarie per la produzione?
Che si fa?
Ancora una volta un approccio ideologico, basato su principi correttissimi, che però nessuno si è preoccupato di verificare che fossero applicabili sempre nel mondo reale.
Ed infatti il critical raw materials act, al momento, è solo un annuncio, ma non legge.
Ed intanto il tempo passa ed il terreno si avvicina.

E sui lavoratori dell'indotto...
Ok, si riconvertono, ancora una volta giustissimo in principio...
Come si riconvertono? Per cosa?
Chi investe?
Che succede se non tutti venissero riassorbiti? Che impatto avrebbe sulla nostra economia e sulla società?
Qualcuno ci ha pensato?
Qualcuno ci sta pensando?
No! "Tanto impareremo a volare".

Ti ripeto, non sono contro la transizione, sono assolutamente terrorizzato e sbigottito dal modo in cui questa è pensata e gestita in UE.

Nel frattempo, in USA, hanno banalmente messo sul piatto un bel po'di soldi e tutti cinsi stanno buttando a pesce, senza vincoli temporali, ma con risultati, sotto gli occhi di tutti, decisamente migliori.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

IMHO, nessuna fast sarà mai abbastanza fast, quante ne servirebbero, con quali costi? (Ovviamente a regime)
Mentre invece lavorare sulla sosta e ricarica in contemporanea è decisamente più fattibile e prevedibile.
Costa meno, puoi mettere molti più punti di ricarica senza dover rifare le linee elettriche di zona, livella abbastanza i tempi di ricarica, che tenderanno ed essere quelli della sosta media senza creare problemi del tizio con la taycan che deve aspettare la ricarica di quello con l'utilitaria che carica a 50kW, etc.
In contemporanea, puoi pure mettere un paio di fast ad ogni distributore di benzina, da usare se necessario, ma IMHO non saranno la modalità di ricarica principale.
Devi replicare l'esperienza d'uso di ci carica a casa per tutti, per renderle davvero comode.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

E pensare che l'utente a cui rispondi vende bici. Da non credere certa ottusità. Bah

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Soluzione ?...l'hai trovata?...dove vivo l'aria non è inquinata, se aspetti il cambiamento fai prima a cambiare residenza

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è questione di fobia, sono i 40.000 morti l'anno che non sono tollerabili, se poi a te sta bene mi raccomando, quando sei in giro respira a pieni polmoni

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Puoi sognare quello che vuoi, quando ti svegli la situazione è sempre la stessa...se hai questa fobia solo la maschera antigas ti può salvare

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Saranno pure sogni lunghi ma meglio degli incubi di oggi sull'aria che respiriamo

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse per la scarsità del servizio la delinquenza che imperversa a tutte le ore

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Saranno i consumatori finali a decidere...quando nn venderanno più nulla si farà marcia indietro

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo dicevano già 10 anni fa e siamo ancora a meno del 5% in Italia

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Stai facendo sogni a lunghissimo termine

m
moichain 01 Jan 1970 @ 00:00

intanto da agosto aumenti di oltre il 15% per glia abbonamenti sulle colonnine enel x! io vado a gasolio e sono felicissimo del mio naftone!

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Io invece vedo proprio le AC come tetto.
Preferisco avere una base solida DC Fast

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Il futuro non è scritto e dipende da noi, credo che il realismo sia lecito ma non giustifica l'inerzia che stiamo avendo, mentre il mondo corre su rinnovabili, innovazione e elettrificazione. Tutto ciò che non di converte in fretta non ha futuro, i nostri figli faranno lavori oggi non esistono, i cambiamenti sono molto più veloci del passato. Le materie prime critiche, per fortuna, sono anche in Europa, oltre al fatto che il sodio e il silicio ne abbiamo in abbondanza e anche di litio potremmo estrarlo dalle salamoie geotermiche che abbiamo in Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Germania. Noi abbiamo solo da guadagnarne in termini economici e ambientali dalla transizione, anzi chi rema contro si consegna ad una sudditanza economica alla Cina. L'industria automobilistica italiana (quello che ne rimane) lavora per le case tedesche per la maggior parte, quindi o quelle 14.000 persone si riconvertono o restano a casa. Lo stesso vale per i distributori e le officine

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma partire da quelle è voler costruire le casa dal tetto

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

In ambito urbano serve tutto nelle giuste "dosi"

M
Marco B. 01 Jan 1970 @ 00:00

quindi che si lagnano? basta che non tolgano parcheggi e fanno quello che vogliono, ma tanto le auto a pile le comperano solo i radical chic.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh...
Le fast in ambito urbano sono l'ultima cosa che serve, servono le AC in una fetta ampia di parcheggi.
Qualche fast ci sta, ma non possono e non devono rappresentare la modalità di ricarica tipica giornaliera in ambito urbano.
Sulle superstrade, male, che si muovano a correggere.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh...
Perché invece la Toscana mi sembra proprio piena di pallini blu.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non dire così.. 🤭🤭

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Parlo di tutto:
Prezzi delle auto
Infrastrutture
Sviluppo tecnologico
Costo e accesso alle materie prime critiche
Impatto sull'occupazione e sulla nostra industria automobilistica e indotto.

Non ho il tuo ottimismo e gli anni non mi sembrano poi così tanti come si pensa.
Il punto è che gli anni, da soli, non fanno niente, c'è da correre, investire, programmare, costruire, quindi la visione "le previsioni degli analisti dicono così, quindi tutto ok" non mi convince.
Di cose che possono andare storte, investimenti che non portano frutti o situazioni geopolitiche che stravolgono tutto ce ne sono a valanghe e non vedo piani di contingenza.
Da cittadino, purtroppo, la percezione è che la UE stia un po' sottovalutando la cosa e trattandola in maniera un po' troppo ideologica (vedi gestione del critical raw materials act "), per non parlare del governo italiano che proprio la sta osteggiando.

Scusa lo sproloquio, comunque il punto è che non condivido nemmeno il discorso del "chi non può si arrangerá, ci sarà il TPL", credo fermamente che, oltre al TPL, si debba fare di tutto perché tutti possano.

M
Meandmyself 01 Jan 1970 @ 00:00

Oppure tenersi la sua bella cara auto termica e sbattersene di questi frullini grossi e sovrapprezzati..

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Se parli dei prezzi delle auto ti do ragione, tuttavia parliamo di 13 anni, non 2 giorni, molti analisti prevedono un crollo delle motorizzazioni termiche ben prima a di quella data, proprio per via dell'inversione dei prezzi tra termiche e bev per via degli investimenti in siti produttivi, economie di scala e innovazione nei processi produttivi e tecnologici (megacasting, batterie al sodio, stato solido, miniaturizzazione di varie componenti come motori, inverter...). I prezzi delle materie prime critiche sono in forte calo, si aprono altre miniere in tutto il mondo e si innova ogni giorno nella diminuzione o eliminazione di sostanze chimiche rare e critiche, non esiste casa auto mondiale che non stia investendo miliardi di euro nelle bev... in pochi anni vedrai che ci saranno persone alle quali converrà una bev perché meno costosa di una termica e la comprerà pure a prezzo del disagio di doverla ricaricare con tempi più lunghi del rifornimento.
Sulla sostenibilità economica e sociale non c'è storia: nessun analista serio potrebbe dirti che per noi sia conveniente restare alle termiche nei prossimi 15 anni

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Molto bene la rete di ricarica galoppa e questo sarà un ottimo investimento per il futuro.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutte le case auto, ormai anche le giapponesi e americane, hanno deciso di virare quasi completamente sulle bev, semplicemte perché sono il futuro e non possono certo tenere in piedi 2 filiere produttive. Ti dirò di più: sono state le case auto europee a spingere i politici comunitari verso un tutto elettrico, per avere un mercato sicuro per i loro investimenti. Pensi davvero che l'Europa possa andare contro alla principale industria tedesca senza che la stessa sia non solo d'accordo ma anzi principale sponsor della transizione per ovvi motivi strategici?

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

beh il caso scoppiò sul Garda ma l'articolo poi riportava che fosse un mal costume piuttosto diffuso in Italia...

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuno ha detto che il futuro non sia elettrico, ma resto convinto che la transizione o si fa per bene, o non si fará affatto.
Quindi l'interesse di tutti e farla per bene, considerando anche la sostenibilitá economica e sociale.
Se questo vorrá dire investire di piú da parte di stati e UE o rivedere i tempi del ban, sará necessario farlo.
Non puoi pensare di farla sulle spalle di chi non se lo potrá permettere, perché ad oggi sono la maggioranza.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti, lo scopo è quello, scoraggiare il traffico auto e incentivare la micromobilità. Non mi sembra un brutto mondo quello di città piene di bici, pedoni e mezzi pubblici in luogo di automobili private. Molte persone non ci pensano nemmeno ad usare bici e mezzi pubblici per via delle troppe auto in giro

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Decisa dalle case auto? Bella questa. E io che pensavo che l'avessero deciso a tavolino i politici europei, visto che è l'unico continente ad aver deciso di bandire le auto ICE, quando nel resto del mondo sono ben lontani a prendere simili decisioni scellerate.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Rassegnati, il motore termico è morto e la sua morte l'hanno decisa le case auto, quindi possono fare le leggi che vogliono ma il futuro è scritto. Inoltre non capisco, a noi italiani non conviene minimamente restare alle auto termiche: abbiamo grandi potenzialità rinnovabili e scarsissime risorse fossili, per non parlare dell'inquinamento. Va bene attendere tempi migliori per la maturazione di una tecnologia ancora acerba per velocità di carica e autonomia, ma non è che per difendere 14.000 scarsi posti di lavoro sui motori termici (altro che 70.000 o più come dicono in giro, oltre a non considerare tutti i posti di lavoro che si possono creare con annessi e connessi del settore bev) ci giochiamo il futuro della nostra industria automobilistica in generale. Vorrei ricordarti, inoltre, che la maggior parte delle aziende di componentistica italiane lavorano per i gruppi tedeschi, non certo per Stellantis, visto che la maggior parte delle case tedesche interromperà la produzione di termiche ben prima del 2035 mi fai capire a chi gioverà tutto questo?

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Bologna a 30, sarà solo un ottimo modo per fare cassa con le multe. Se tutti andassero a 30, faresti prima in bici. A quel punto fai prima a chiudere completamente al traffico motorizzato.

La misura d'uomo la fai con i mezzi pubblici capillari e funzionali, e ordine pubblico.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

E mancheranno per molto tempo ancora, in Italia, se continuano a costare così tanto

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Potremmo sfruttare questa incongruenza del numero di distributori riconvertendoli a stazioni di ricarica multiservizi, speriamo solo che il legislatore faccia bandi per la riconversione più fattibili di quelli di giugno inerenti i fondi pnrr

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene sempre buone notizie.

Però che scempio da Salerno in giù.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

La velocità ideale delle auto bev! Se tutti andassero a 30 ci sarebbero centinaia di morti in meno in città. La tendenza è quella, Bologna è l'apripista, seguiranno tutti i grandi centri e dal 2030 anche le città medie, per una mobilità a misura d'uomo, che si riappropria degli spazi a lui sottratti dalle auto

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Al supermercato invece sono utili, eccome. In provincia di Udine hanno installato un centinaio di caricatori nel parcheggio di un centro acquisti, sia fast che quick, ovviamente senza riservare il parcheggio alle bev. Questo sarà il futuro, parcheggi pieni di centinaia di caricatori per chi non può ricaricare a casa. Oggi, invece, chi non ha un parcheggio privato sconsiglio vivamente una bev, ancor di più una plugin, che va ricaricata ogni giorno. Paradossalmente per chi non ha un posto auto sarebbe più comoda una elettrica di una plugin

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Intendi abituarsi all'idea di andare a piedi?

Vedremo, i cosidetti povery sono la maggioranza, e da qui al 2035 ci saranno altre elezioni al parlamento europeo.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma anche meno come toni.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Le colonnine dovranno per forza essere di più delle p0mpe carburante. Semplicemente perche puoi far benzina in 3 minuti, mentre ti ci vogliono almeno 30-60 min in media per avere una minima parvenza di carica, visto che la maggioranza dei charger sono lenti.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

doppio

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene così, soprattutto per le ricariche private e quelle in autostrada. Per i povery senza posto auto, ebbene avranno tutto il tempo di abituarsi all'idea e, infine, rottamare i loro distributori di veleni nei prossimi 15-20 anni, posto che mi auguro nella scomparsa di una 15na di milioni di auto nel lungo periodo, sostituite grazie agl'investimenti nel tpl

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah beh certo, il Garda, l'esempio della 'tipica' periferia italiana :D .

A parte il fatto che con il traffico che c'è, potrebbero fare il hypermiling da quelle parti, visto che si procede ad una media di 30km/h.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Quanti di questi sono lenti, messi in parcheggi deserti, o piazzali dei centri commerciali, o altri posti dove di sera non ti avventureresti a piedi? :D

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
In linea di massima vale il principio che più ce ne sono meglio è.


Per l'utente certo, però non costano poco e poi ci devi fare manutenzione e se hai esagerato con il numero di stalli quelle "fuori servizio" restano così per molto tempo.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

si apri anche un certo dibattito...
la realtà è che se anche ci pensarono, decisero tutti di far finta di niente...

I
Il Robottino 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah, ora ricordo. Strano che nessuno ci avesse pensato prima a questa inconvenienza.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

la storia per sommi capi è questa:
nella zona del garda c'è un supermercato, mi pare che sia un lidl ma poco importa, dove ci sono le colonnine per la ricarica...
il supermercato è vicino a molte case e di conseguenza gli abitanti della zona, tra cui la famosa signora, posteggiavano la macchina per ore e ore attaccate alla colonnina ovviamente stando loro a casa e non al supermercato...
beh un giorno si è trovata le gomme squarciate...

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

In linea di massima vale il principio che più ce ne sono meglio è. A differenza delle pompe di benzina, le colonnine occupano poco posto e non presentano rischi per la sicurezza quindi l'unico freno al metterne una in ogni parcheggio del paese è sul fatto di doverle cablare.

I
Il Robottino 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so che ha fatto la crucca di cui parli.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

ehm no per via degli abitanti...
c'è stato un articolo anche qui...
vero che la signora è tedesca ma abita in Italia da molto tempo e comunque non lo fa solo lei...
e non avere pensieri maliziosi robottino se no vai in corto!!!
eheheheeh

I
Il Robottino 01 Jan 1970 @ 00:00

Per via della gente ricca?

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Bisogna anche tener conto che in Italia il numero di distributori è elevato.
La Germania per esempio ne ha meno di 15000
Mi sa che le 6 "pompe" in media è un valore giusto.
Fare un calcolo giusto di quanti punti di ricarica servono per milione di auto è un po' complicato per questo ci deve essere una burocrazia più snella.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

beh sul garda, e non solo lì, tanto inutili non sono!

M
Meandmyself 01 Jan 1970 @ 00:00

Compresi quelli “inutili” nei suoermercati immagino…

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia ci sono circa 22.000 distributori. Non so il numero di pompe ma penso che saremo nell'ordine delle 100.000/150.000 (non credo che mediamente ci siano più di 6 pompe per distributore).

I punti di ricarica sono ancora pochi in proporzione ma ha senso considerato che le auto elettriche sono molto poche sul totale, poche centinaia di migliaia a fronte di 40 milioni di auto totali. Anzi, da questo punto di vista le colonnine sono tantissime, ce n'è praticamente una ogni 5 o 6 auto elettriche.

A
Alfonso 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe interessante un confronto con il numero di distributori di carburante e annesse pompe di servizio.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Mancano le auto

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Ni, ricorda che i bandi erano 2, ambito urbano e superstrade.
Il primo ha finanziato 4700 colonnine che devono essere >90kW, puntavano a 4000 colonnine.
Il secondo ha qualche paletto troppo restrittivo, bisognerebbe vedere quali sono i problemi e correggere.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Un incremento che secondo Motus-E dovrebbe accelerare ulteriormente grazie alle infrastrutture che saranno realizzate attraverso il PNRR.

Intende gli stessi fondi per cui i bandi sono stati un fiasco totale?