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Stop endotermiche tra dubbi e polemiche. Ne parliamo con UNRAE e Motus-E

Abbiamo parlato con Motus-E e con UNRAE del tema scottante dell'addio alle endotermiche nel 2035

Stop endotermiche tra dubbi e polemiche. Ne parliamo con UNRAE e Motus-E
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 3 mar 2023

Il tema dello stop alle vendite delle nuove auto endotermiche nel 2035 sta facendo discutere tantissimo, con diverse polemiche anche a livello politico. Proprio in questi giorni abbiamo visto varie dichiarazioni da parte del Governo italiano su questo delicato argomento e sappiamo pure che l'Italia è impegnata a livello europeo per cercare di rallentare il processo di transizione e per dare spazio anche ad altre tecnologie di alimentazione, puntando maggiormente sul concetto della "neutralità tecnologica".

Affrontando il tema del "2035" si è discusso molto dei rischi economici legati all'addio ai motori endotermici. Rischi che riguardano, per esempio, il futuro di alcune aziende specializzate nella componentistica dei motori a benzina e diesel e dei loro lavoratori. Si è parlato anche della difficile adozione delle auto elettriche in Italia e delle cause che stanno rallentando le vendite di queste vetture.

HDMotori ha dunque voluto approfondire un po' queste tematiche parlando con UNRAE e Motus-E.

NON SI PUÒ TORNARE INDIETRO

Sui rischi delle imprese italiane e dei loro lavoratori, la posizione dell'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (UNRAE), è molto chiara. Per affrontare la transizione in maniera corretta è necessario un coordinamento tra le istituzioni sia a livello europeo e sia a livello nazionale. In caso contrario, i rischi supereranno le opportunità.

La decisione del Parlamento europeo non ha fatto che confermare l’indirizzo già intrapreso dall’unione europea l’anno scorso. Si tratta di un passo dovuto che va nella direzione di garantire gli steps necessari verso la decarbonizzazione. D’altro canto nell’automotive gli ingenti investimenti per la transizione energetica sono cominciati da anni ed in questi ultimi si stanno facendo sempre più ingenti verso le nuove tecnologie e verso una mobilità sostenibile. E’ chiaro che si tratti di una conversione epocale ed è altrettanto chiaro che un coordinamento tra il settore e le istituzioni a livello europeo e nazionale sia necessario. Mercati in salute in grado di accogliere le nuove tecnologie e supporti efficaci per la riconversione industriale, sarà questa la ricetta per cogliere le opportunità economiche sociali ed ambientali di questa transizione. Differentemente, soprattutto in caso di assenza di una agenda di politica economica, i rischi supereranno le opportunità.

Per Motus-E, quello che mette davvero a rischio le imprese e i lavoratori italiani è il clima di incertezza che si sta diffondendo in Italia. Il pericolo è quello di non comprendere le grandi opportunità che offre lo sviluppo industriale connesso all'elettrificazione. Bisogna supportare l'evoluzione della filiera in tempi brevi, altrimenti saranno altri a sfruttare le nuove opportunità.

In realtà quello che davvero potrebbe mettere a rischio imprese e lavoratori italiani è il clima di incertezza che si sta diffondendo nel Paese verso una trasformazione dell’industria ormai ineluttabile. In tutto il mondo i costruttori si stanno già muovendo da tempo verso la mobilità elettrica e molti raggiungeranno il traguardo del full electric ben prima del 2035. Il vero pericolo è quello di non riuscire a comprendere le enormi opportunità di sviluppo industriale connesse all’elettrificazione, che altri Paesi stanno facendo a gara per cogliere. In Italia gli occupati del settore automotive sono in contrazione da circa trent’anni e questa discontinuità tecnologica rappresenta una leva per invertire la tendenza. Uno studio che abbiamo realizzato con l’Università Ca’ Foscari Venezia, che chiunque può consultare e da cui è nato un Osservatorio permanente del comparto, dimostra proprio questo: i veri costi sono quelli del “non fare”. Bisogna supportare l’evoluzione della filiera e farlo in tempi brevi, altrimenti saranno altri a sfruttare queste nuove opportunità.

In Italia si stanno comprando poche auto elettriche. Colpa solo dei prezzi troppo alti, degli incentivi non ben strutturati o c'è ancora altro? Per UNRAE una parte della responsabilità va agli incentivi mal strutturati con limiti dei prezzi delle auto da acquistare che non hanno senso. Serve poi anche spingere sulla rete di ricarica. A tutto questo, si aggiunge anche un dibattito in Italia che ha portato solo a confusione.

Gli incentivi, come sosteniamo da tempo, hanno privilegiato i canali meno “portati” al cambiamento, e cioè quello dei privati, in più stabilendo tetti ai prezzi che non hanno senso. Le aziende dovranno essere i vettori del cambiamento ma necessitano di agevolazioni fiscali come negli altri paesi europei. Le infrastrutture di ricarica saranno anche fondamentali, soprattutto quelle ad alta potenza ed in autostrada. Per ultimo il dibattito in Italia ha portato solo confusione creando schieramenti a favore e contrari che non hanno nessuna utilità, togliendo serenità nelle scelte agli automobilisti.

Anche per Motus-E, il problema delle vendite è legato a più fattori. Per l'associazione una parte della responsabilità va ricercata negli incentivi la cui discontinuità ha disorientato gli automobilisti. La struttura degli incentivi ha poi penalizzato il mercato del noleggio e delle flotte. Oltre a questo, anche Motus-E punta il dito su di una battaglia ideologica che si sta consumando in Italia e che non esiste altrove.

Nel mese appena trascorso abbiamo assistito a un certo recupero delle vendite, ma sicuramente bisogna fare di più per stare al livello degli altri grandi Paesi europei con cui dobbiamo confrontarci. L’andamento anomalo dell’Italia è frutto di una serie di fattori. In primis la discontinuità degli incentivi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, che ha finito per confondere gli automobilisti. Sempre su questo versante, inoltre, ha inciso la poca attenzione rivolta nel recente passato al mercato del noleggio e delle flotte, con agevolazioni arrivate in ritardo e “dimezzate”, che hanno penalizzato un canale di vendite molto importante, anche per dare vita a un mercato dell’usato elettrico fresco e di qualità. Infine, c’è anche un tema più complesso, che merita però grande attenzione: sull’auto elettrica si sta consumando in Italia una battaglia di retroguardia puramente ideologica che non esiste altrove, spesso portata avanti da chi nella realtà non ha mai neanche provato questa tecnologia. E tutto questo potrebbe creare in prospettiva dei problemi per il nostro Paese, che rischia di scivolare nella Serie B del mondo dell’auto, con effetti economici che a tendere potrebbero essere molto pericolosi.

E sulla possibilità di tornare indietro, UNRAE è molto chiaro: non si può e non si deve. Il progresso va sempre abbracciato e le nuove tecnologie rappresentano sempre un'opportunità.

No e non si deve. Il progresso va abbracciato e le nuove tecnologie sono, come sempre, una opportunità. La decarbonizzazione è un impegno per tutti, giusto e improrogabile. Ognuno dovrà fare la sua parte con tutte le tecnologie a disposizione. Nell’automotive, dall’elettrico all’idrogeno, come in tutti gli altri settori e, soprattutto grazie a protocolli internazionali di intesa in arrivo, in tutte le aree produttive del mondo.

Dello stesso pensiero anche Motus-E che avverte che c'è il rischio di avvitarsi in un dibattito fuori dal tempo, mentre il resto del mondo va avanti.

Gli osservatori più attenti e gli addetti ai lavori sanno bene che – indipendentemente dalla data “totem” del 2035 – l’industria dell’auto è già proiettata interamente verso l’elettrico. Basta un numero per capirlo: nei prossimi anni sono previsti circa 1.200 miliardi di euro di investimenti su questa tecnologia. La strada è segnata e non si tornerà indietro, anche perché come testimoniano tutti i più autorevoli studi effettuati a livello globale l’elettrico a batteria ha dimostrato ampiamente di essere la soluzione più efficiente ed economica per decarbonizzare i trasporti. È inevitabile che di fronte a una trasformazione così vasta possano crearsi delle ritrosie. Il rischio più grande però è quello di avvitarsi in un dibattito fuori dal tempo, mentre il resto del mondo va avanti. Un esempio sono gli Stati Uniti, che hanno messo in campo investimenti enormi per cavalcare questa transizione e beneficiarne a livello economico. Non è un caso poi che anche le parti sociali, le prime interessate a proteggere il lavoro, stiano chiedendo alla politica di non perdere tempo e di accelerare sulle politiche per crescere sull’elettrico. L’Italia ha un tessuto industriale eccellente, con tutte le carte in regola per primeggiare a livello globale sulla e-mobility. Dovremmo esserne orgogliosi e remare tutti in questa direzione, per non farci tagliare fuori da un mega trend globale inarrestabile e lasciare che siano altri sfruttare queste nuove opportunità. Quello sì che sarebbe un pericolo.

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Commenti Regolamento
A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

I mezzi pubblici come alternativa all'auto sono e saranno sempre una fantasia per chiunque viva fuori dalle grandissime città.

Ovvio che in una nazione come l'italia fatta di piccole cittadine e tantissimi paesi il numero di auto pro capite sia molto alto.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto: non hai e continui a non portare nulla alla discussione.
Potrei risponderti: vai in qualunque università e ti spiegheranno del dettaglio.

Se proprio non hai niente da dire sei libero di non scrivere.
Se invece hai qualcosa di interessante da dire sarò lieto di leggerti.

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

Io faccio 40km al giorno per lavorare e nel weekend andando in giro. Ricarico massimo 2 volte a settimana in inverno a casa. Bisogna incominciare a capire che non servono "Stazioni di benzina per elettroni" ma si cambia logica. Ovvero ricarica quando la macchina è ferma non quando la stai usando. Che tu possa o meno ricaricarla a casa. Non siamo ancora nel 2035 e visto l'andazzo Italiano l'infrastruttura di ricarica non è ancora completa. Ma mi auguro per il bene dell'economia Italiana che questo cambi e in fretta altrimenti L'Italia diventerà la prossima Polonia.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusto, ho perso un "no".

Ma per tutto il senso logico del discorso non cambia proprio nulla: non hai portato nessun contributo alla discussione ma pretendi di aver ragione.

Dai forza e coraggio: dai una tua versione sulla domanda che ti ho già più volte posto. Ignorare le cose che non comprendi non servirà ad aumentare il tuo grado di conoscenza ;-)

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente hai detto che ci tieni lezioni... Si capisce che non sai neppure ciò che scrivi ma pretendi di aver ragione senza portare un singolo dato su cui confrontarsi.
Ad ogni modo io ci sono andato. E mi hanno detto che cercano proprio gente come te!

P.s. ma giusto per parlare dell'argomento, almeno ti sei dato una risposta sensata sul perchè l'UE, visto che vuole premere sulla transizione verso le EV, non insista sulla riduzione dell'inquinamento ma solo sulla riduzione delle emissioni di CO2?

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Pure la produzione di batterie non inquina solo con CO2. Tu guardi solo l'ultimo tratto della catena e ripeto, sul fatto che l'inquinamento sia ridotto é ovvio e non si può non essere d'accordo.
I motivi per cui si spinge l'elettrico sono altri però e sicuro non é la panacea a tutti i mali. Sta al mercato trovare il suo equilibrio

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma infatti il punto è cercare la soluzione che inquina meno e già ora solo le EV. È stato calcolato che in Europa, col nostro mix attuale, già inquinano circa la metà di un'auto a benzina, in media.
Poi ribadisco, la benzina non inquina solo con la CO2 ma con molti altri composti

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo stesso discorso puoi farlo con la produzione delle batterie. Emetterà sempre CO2, e tanta

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non puoi migliorare la benzina, nel senso che continuerà a emettere CO2 e un sacco di altre cose.
Gli additivi non cambiano la situazione di molto.
La generazione di elettricità per produrre le batterie in maniera più sostenibile può invece diventare sempre più pulita virando gradualmente alle rinnovabili

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

son d'accordo. Per gli altri inquinanti non si è trovata una correlazione abbastanza forte da portare a sostegno della causa green. Pensare che il clima sia governato da una sola variabile è ridicolo e antiscientifico.
Le due cose secondo me vanno distinte: inquinamento e "presunto impatto climatico". L'elettrica migliora l'inquinamento (comunque hai le polveri dei freni ma vabbè), tutto il resto è una favola a parte

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

non è vero. Al massimo non puoi "migliorare la benzina" (comunque falso perchè potresti trovare nuovi additivi o carburanti sintetici) ma puoi migliorare il motore e l'uso della benzina

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Chissà perché ci soffermiamo poi sempre sulla CO2 e basta. Le auto a combustione hanno costi sanitari enormi perché emettono un sacco di simpatiche sostanze. Gli ossidi di azoto per esempio sono altamente irritanti per le vie resiratorie, gli aromatici sono cancerogeni, così come le polveri sottili. C'è anche un po di ammoniaca.. Me ne accorgo tutte le mattine, stando in coda. Quanta m...a ci respiriamo e nemmeno ci pensiamo

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo. Pero con la benzina non possiamo migliorare. Questa invece è una certezza

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

quel "enormemente" è più una speranza che un fatto però

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Han già calcolato un apio di anni fa che il pareggio si raggiunge prima dei 50k km. C'è però un punto cruciale: i produttori sono tutti impegnati ad abbassare le emissioni e specie riguardo le batterie, si sta virando verso le LFP sempre di più, con impatti più bassi.
Inoltre stanno uscendo ora le batterie al sodio: primo esemplare commerciale in Cina appena mostrato.
In sintesi, la spinta verso l'elettrico si accompagna a spinta verso le rinnovabili e anche verso tecnologie e modelli produttivi meno impattante.
Ossia possiamo migliorare enormemente, cosa che naturalmente la benzina non può fare.

C
Condiloma Peperlizia 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie, perfetta per l'utente medio.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

quello è un punto discutibile. La produzione della carcasse dell'auto è uguale in termini di CO2 emessa mentre la produzione di batterie supera enormemente la produzione di un motore.
A Km 0, un'auto a batterie ha già prodotto più CO2 di una termica. Questo vuol dire che se usi poco l'auto esiste la possibilità che tu non raggiunga mai il break-even e che di conseguenza l'auto a batterie abbia avuto un impatto superiore.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel frattempo Tesla e le cinesi stanno tutte abbassando i prezzi. Ultima news il lancio commerciale delle batterie al sodio, che costano meno.
Utilitarie cinesi vendute da loro a meno di 10k euro.
Insomma, se non ci diamo una mossa a capire cosa accadrà nel breve, di transizione ne faremo unaltra: da g7 a paese in via di sviluppo...
Sveglia

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

A parte quelli sulle emissioni?

g
gianni drt 01 Jan 1970 @ 00:00

Cari amici supergreen, al posto dell'elettrica, se fossi in voi, acquisterei un TAPPETO VOLANTE, sempre però di tessuto naturale.😀

g
gianni drt 01 Jan 1970 @ 00:00

Megatend fatto soprattutto di interessi economici internazionali molto lontani dalla realtà e dalle necessità e problematiche dei comuni cittadini.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sto parlando, sto rispondendo.
Ti ho segnalato al moderatore, addio

T
Teomondo@Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00
T
Teomondo@Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00
T
Teomondo@Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Bravo il riso abbonda sulla bocca degli tolti. 🤷‍♂️

T
Teomondo@Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00
T
Teomondo@Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00
T
Teomondo@Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è differenza tra made in Cina da ditte occidentali e made in Cina da ditte direttamente cinesi, se non lo capisci vuol dire che sei differentemente intelligente.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Mentre tu dove stai scrivendo? GENIO!

M
MisterB 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusto poter avere una scelta alla macchina elettrica e sperimentare alternative quale idrogeno ed efuel

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Bravo, finalmente qualcuno che smonta questi falsi miti. Guido elettrico da 2 anni ed è la cosa migliore che mi sia capitata con le auto, avendo provato benzina, diesel e metano

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

complimenti per la profonda e meditata analisi economica

C
Condiloma Peperlizia 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahahahahaha proverò

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

però per "godere"

devi fare come i fanno i massmedioti italiani con le loro inchieste "reality" sull'auto elettrica .

la scarichi fino all'1%
e poi la carichi con il carichino infilato in una ciabatta cinese a 6A

vedrai che goduria Tafazzi ,

passerai qualche giorno a guardare il contatore dell'enel

anzi è probabile che andrà a fuoco la ciabatta cinese prima

e potrai dire con soddisfazione a tutti gli amici dell'osteria che hai provato un elettrica

ed era una vera m...

ho ho ho hooo ho hooooo !

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

capisci che stai spammando fud su auto

che supereranno abbondantemente la prova del tempo

più di qualsiasi termica attuale con millemila centraline ..

no mi sa che non lo capisci ..

quindi

plonk
cambia nick pure tu

sono vecchio e per oggi ho finito la pazienza della settimana

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

plonk ,
cambia nick

C
Condiloma Peperlizia 01 Jan 1970 @ 00:00

Si certo, proverò anche l'ebbrezza di attendere che si ricarichi.

a
ameft 01 Jan 1970 @ 00:00

Come no, neanche le lampadine a led sono state imposte per legge, figuriamoci.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

gli incentivi dovrebbero essere indirizzati alle colonnine stradali e domestiche, con detrazione dall'imponibile e rimborso in 730 dell'anno successivo.
Questo sarebbe un'incentivo. Per il resto sta al mercato fare le proprie scelte ma non ha senso spingere per l'adozione massiva di una tecnologia da oggi acerba e la cui evoluzione é piú una speranza che una certezza. Togliendo gli ideali dal ragionamento, non c'é un solo dato economico favorevole alla transizione

a
ameft 01 Jan 1970 @ 00:00

Prima di fare la raccolta differenziata, dovrebbero dimostrare DI QUANTO verrà ridotto l'impatto ambientale grazie al mio sacrificio. 🤦

p
pol206 01 Jan 1970 @ 00:00

Un altro a cui se si tocca il giocattolo inizia a frignare.
Le elettriche sono esenti da incidenti stradali? Ovvio che ci siano più incidenti con le termiche quando il rapporto su strada è praticamente 1 a 100 se non meno.

Prega che il tuo pacco batteria sia fatto come si deve e che in caso di incidente il litio resti dove è, ben sigillato.

Se scendi dall'alto del tuo sgabello, occhio a non cadere col muso per terra... signore dalla sapienza suprema.

E rilassati che la mia era una risposta ironica al commento di Cpt. Obvious.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Capisci vero che il 99% della gente non si mette a sostituire la roba da sola, e non ha 'amici/parenti' che le possono dare una mano?
Le batteria scadono. Vuoi un esempio? Ad un seminario tecnico Bosch per le batterie eBike (che poi sono celle di grado automotive, ma va beh), il loro tecnico mi ha detto che per loro sono pensate per durare 7-8 anni. Questa vale un'po per tutti, chi più chi meno. Poi che duri più o meno è una questione di fortuna.

Comunque vero che la fai molto facile, quando poi nella realtà i numeri dicono cose diverse. Ancora peggio se hai roba tipo Tesla, dove non puoi nemmeno avere i pezzi di ricambio fuori dalla rete ufficiale, e ti disabilitano funzioni dell'auto se non compri una loro batteria certificata. Ricordo ancora l'articolo dove hanno 'riparato' la batteria di una Tesla. Parecchie migliaia di dollah. Investili pure su un auto di 10-15 anni, sto qui ad attendere .

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Ognuno si compra la macchina che vuole e puo' permettersi e non rompa li cccolllllioni

G
Giampiero Guarnerio 01 Jan 1970 @ 00:00

Ogni grammo di CO2 risparmiato è un vantaggio.

Non chiederti cosa possono fare gli altri per te: chiediti cosa tu puoi fare per gli altri!

Con quel ragionamento, si potrebbe dire: date al sottoscritto un miliardino di euro. All'umanità costerebbe 20 centesimi a testa, quindi lo 0,0000000001% del PIL mondiale. Mentre a me la situazione cambierebbe in meglio di tantissimo e ve ne sarei grato, a tutti, per tutta la vita. Io, i miei figli e le due / tre generazioni successive...

G
Giampiero Guarnerio 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo lo si può fare a prescindere...

G
Giampiero Guarnerio 01 Jan 1970 @ 00:00

perchè tu spenderesti 10-15k per una 500 a combustione di 10 anni fa?

G
Giampiero Guarnerio 01 Jan 1970 @ 00:00

La mia ha perso il 6,6% dopo 125.000 km.

A parte che ho recuperato il 5% montando pneumatici a basso coefficiente di resistenza al rotolamento (classe "A") e quindi sono a meno 1,6%, è provato che il degrado maggiore è all'inizio, e poi proporzionalmente minore.

Quindi prima di scendere al 70% dovrei superare i 568.000 chilometri, senza tener conto del recupero da gomme più efficienti e della decrescita del degrado nel tempo.

Tenendone conto, è probabile che arriverei a 1 mln chilometri.
Decisamente muore prima l'auto della batteria

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti. Sono le Università ad avere interesse per te. Forse per volerti studiare? ;-)

G
Giampiero Guarnerio 01 Jan 1970 @ 00:00

Prova una tesla come esempio (è gratis). Sono convinto che cambierai idea..

L
Lupo1 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi fa pochi km

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

no , perchè io sono un perito elettronico
e ho un fratello meccanico che lavora all'assistenza Iveco ..

farei un check con gli strumenti di cui sopra

e se il prezzo è giusto

la comprerei , sostituendo eventuali moduli in crisi

con moduli rigenerati

la garanzia minima su tutte le EV è 7 anni

non credo che una batteria sia una mozzarella da consumare preferibilmente entro il ..

la longevità si misura in cicli di carica e scarica

le statistiche dicono che una batteria ,"vecchia"

con solo 2000 cicli dura

100.000/200.000 miglia

o da 15 a 20 anni

ripeto le leaf , da 28kWh , cambiando un connettore

possono diventare leaf con 40 kWh o addirittura 62kWh

cosa che ha fatto con successo il fondatore Fully Charged

sulla sua leaf prima serie importata dal giappone più di 10 anni fa , il bello è che la "vecchia" batteria ha un valore residuo importante che viene valutato nella riparazione/rigenerazione

le auto elettriche avendo le competenze , sono più facili da riparare di qualsiasi termica

i costi di riparazione dipenderanno dalla diffusione dei modelli o meglio della piattaforma

la piattaforma meb2 usa attualmente 7 o 9 moduli

sostituire un modulo significa spendere un settimo dell'intero pacco batteria

il modulo è composto da 92 celle
sostituire qualche cella costerà un 92esimo *X del pacco batterie e un po di soldi di manodopera per l'elettrauto qualificatoin grado di fare quel lavoro

my 2 cent di smettila di spammare fud

L
Lupo1 01 Jan 1970 @ 00:00

Non partono da 0 sono già in produzione le ev

E
Eltar XWT 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è che blocchiamo riforme per un continente perché l'Italia ci mette decenni per fare un passo. Considera che sono contro questo blocco del 2035 xchè è una vera boiata, ma dovete anche darvi una svegliata. Snellire e velocizzare

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono certo che le migliori università sul ns. Pianeta facciano a gara ad averti nei loro atenei.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma smettila. Prima di tutto, non sono i km quelli che contano, ma gli anni. Le batterie hanno una scadenza naturale. La batteria di una Prius è microscopica a confronto. Un pacco batteria sigillato da 40-60-90Kwh non si ripara se non a carissimo costo, che sicuramente supera il valore dell'auto dopo 10-15 anni. E se non si ripara, si sostituisce, a prezzi ancora maggiori. E per le batterie non esiste il 'test' perfetto, specie quando hanno tanti anni. E' letteralmente una lotteria: può durare ancora anni, oppure può morire domani. Tu spenderesti 10-15k per una 500 elettrica di 10 anni, con il 70% di autonomia residua, sapendo di dover sicuramente spendere almeno altri 7-10k di batterie di lì a poco?

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

So che alcuni concessionari, tedeschi, sbrigano direttamente la reimmatricolazione con targa italiana della regione di residenza di chi acquista

altri che prendo la macchina con targa straniera
con una assicurazione provvisoria vengono in italia

e poi fanno fare la reimmatricolazione a una agenzia

per chi vuol fare da se spendendo il minimo

questa è la guida ACI

https://www.aci.it/i-serviz...

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

messa così è correttissima

io penso che oramai siamo in fase di preparazione alla diffusione di massa

ci sono già da un anno due modelli in commercio con le batterie Litio Ferro Fosfato

e i produttori si accingono a sostiturle con Litio Manganese Ferro Fosfato e le misteriose M3P di catl

che aumentano densità energetica a parità di costi

o diminuiscono i costi e i pesi a parità di energia immagazzinata

imho ,
il taglio intorno ai 55kWh è e resterà il bersaglio di tutti i costruttori

tesla ha dimostrato che si possono superare i 450 km ciclo WLTP con quella batteria

V
Valeriano 01 Jan 1970 @ 00:00

Sulle auto elettriche le polveri sottili prodotte dai freni sono molto inferiori, perchè il motore elettrico agisce anche da freno in condizioni di decelerazione, inoltre un auto elettrica non ha tutte le meccaniche di un motore endotermico, altra riduzione di polveri sottili.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

🙄

V
Valeriano 01 Jan 1970 @ 00:00

Non conosco i prezzi delle elettriche europee e americane, figuriamoci di quelle cinesi 😁😁
Sarà un problema di prezzi dopo il 2035!

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

ma non alla fine non dovrebbero arrivare le cavallette ?

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

Fake di qua e Fake di là

non esiste una macchina elettrica usata con le batterie esauste
non camminerebbe

puoi trovare una macchina elettrica con batterie sotto il livello nominale

che puà fare meno km di quelli che faceva uscita dalla fabbrica
con una carica completa

ma li fà caricando ,tutti i costruttori garantiscono almeno il 70% di carica residua e 160000 km
quindi in caso di batteria difettosa sostituita in garanzia ,
l'auto usata potrà fare ancora molti,moltissimi km

le auto EV più vecchie e più fanno almeno 200000 km normalmente con un pacco batterie

Per le più recenti batterie si stimano addirittura un milione di km di percorrenza .

Inoltre , le più vecchie Leaf in primis

sono le più facili da riparare e addirittura espandibili come autonomia ,

possono essere dei veri affari per molti

il problema è la cultura degli utenti e degli autoriparatori

mi dicevano la stessa cosa 14 anni fa quando acquistai una prius

ora chi ha una prius anche vecchia , sa o dovrebbe sapere, che può riparare la batteria di trazione con poche centinaia di eur sostituendo solo i moduli di batteria guasti

presso un elettrauto qualificato

per chi vuole controllare lo stato di usura di una batteria di un'auto elettrica

ci sono app da installare sul cellulare , l più famosa

Power Check Control (Sviluppatore Italiano)

o basta portarla da un elettrauto esperto di cui sopra

con strumenti come Test Aviloo rilasciano un certificato sullo stato della batteria

imho i venditori di auto usate farebbero bene a cominciare ad attrezzarsi ..

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma infatti finirà esattamente come per la banda larga, con i piccoli centri privi di infrastrutture di ricarica.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

L’ascesa della Cina é inevitabile… hanno capitali, hanno capitali umani, infrastrutture e negli ultimi 30 anni gli abbiamo fornito il know how…
Noi siamo sempre più poveri, sempre più vecchi e le industrie le delocalizziamo tutte
Stanno pensando adesso a come riuscire a chiudere i recinti… ma i buoi sono già scappati da un pezzo🤷‍♂️
Poi aspetto seduto con i pop corn il giorno in cui all’Europa verrà in mente di fare una guerra di dazi ai prodotti Made in China…😂

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

le do una notizia , nel 1971 hanno inventato il micro-processore
negli utimi decenni il business dei semiconduttori è orientato sui sensori di tutti i tipi

una batteria di un'auto moderna ha uno o più microprocessori e decine di sensori ,tensione temperatura ,pressione ecc..

inoltre le auto con batterie al litio sono circolanti doa più di un decennio

e in un paese grande come gli usa fanno numeroda un pezzo

dagli usa arrivano questi numeri :
"I veicoli con motore termico (benzina, gasolio) sono al secondo posto con 1.530 incendi ogni 100.000 auto vendute e i veicoli elettrici al terzo posto, con solo 25 incendi ogni 100.000 auto elettriche vendute"

Fonte azienda brokeraggio case assicurative Americane

1530 contro 25
termiche vs ev

chi vince ?

P
Paul'S 01 Jan 1970 @ 00:00

12 anni non sono molti se per convertire un'intera filiera e predisporre l'infrastruttura di ricarica (se poi vogliamo anche l'energia completamente "green" peggio ancora)
il passaggio al digitale (internet, web marketing, smartphone per tutti, banche on line, collegamenti 4G-fibra, ecc....) ha richiesto un ventennio è non è ancora completo, specialmente nella P.A. e nei collegamenti dei Comuni piccoli e medi

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Daccordo.
Vedo che hai una conoscenza superiore del tutto e quindi non ti serve utilizzare il metodo scientifico per dimostrare le tue convinzioni. Vanno semplicemente accettate e condivise.
A posto così, buone cose.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Consono con Gianluigi ed anche col tuo nickname, che vuoi di più?

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Non confondere quello che si faceva prima con adesso.
Gli aiuti di stato sono fortemente regolati nella EU.
è da tempo che si può solo incentivare e senza discriminare.
Non si può essere così ingenui da pensare che l'EU senza un politica di aiuti seri possa contrastare l'ascesa della Cina nel settore auto e adesso bisogna preoccuparsi anche degli USA visto che con IRA stanno sovvenzionando tutta la catena di produzione delle celle.
Cioè adesso le aziende possono arrivare a prendere 35$ per kWh di celle prodotte + 10$ per kWh per i moduli.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Il plasma però era infintamente migliore per la qualità di immagine

È servito l'oledb per superarlo.
se le bev sono le LCD, allora aspetto volentieri le OLED

c
c3nk0 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so a quale usato ti riferisci, ma una macchina usata con batterie esauste chi se la compra??? Pensa che goduria un auto spacciata per avere autonomia (teorica) di 400 km ridotta al 60/70%...
Venghino signori, venghino!

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Più probabile l'abbattimento totale delle specie bovina.

Ma giusto perchè sc0rregg1ano anche a Bruxelles...

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Era esattamente quello che mi aspettavo da dei 🤡🤡. 😆

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non sbaglio non ci sono ancora statistiche affidabili sugli incendi delle elettriche. Quello che è certo, è che una batteria può prendere fuoco tranquillamente di notte nel garage, mentre si sta caricando. Consigliano di non lasciare il telefono in carica la notte, ma la macchina si? :D
Certo, se non è in carica, ci sono meno pericoli. Ma allora che senso ha?

A
Andrea Ganzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me gli sforzi economici per dare credibilità alla transizione ecologica in Italia dovrebbero essere fatti soprattutto su 2 fronti:
1. sviluppo e diffusione delle rinnovabili
2. sviluppo e potenziamento della moblità sostenibile

Dal punto di vista delle risorse energetiche siamo potenzialmente uno dei paesi migliori d'Europa. Abbiamo il sole, abbiamo il mare, abbiamo il vento....tecnicamente potremmo essere uno dei paesi più evoluti dal punto di vista delle rinnovabili. E invece stiamo sfruttando solo una piccolissima parte del nostro potenziale.

Dal punto di vista della mobilità l'Italia è uno dei paesi con il maggior numero di automobili in funzione del numero di abitanti. Questo succede perchè se escludiamo le città più grosse, avere la macchina non è un'opzione ma una necessità. Io per esempio vivo in Pianura padana, in un paese da 20mila persone. Le ciclabili sono fatte da cani e sono piene di punti pericolosi, i mezzi pubblici non esistono se non per il trasporto degli studenti, la mobilità condivisa (car sharing, bike sharing, monopattini, etc.) non esiste. Se devo fare uno spostamento che non può essere fatto a piedi perchè troppo lungo, le mie opzioni sono la bici (rischiando una camionata ogni volta) oppure l'automobile. Fine. Su questo si può e si deve lavorare. Anche perchè una migliore mobilità che esclude l'automobile riduce il numero di auto in circolazione, alleggerisce il traffico, riduce le emissioni e tante altre cose.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma se non chiudiamo l'Ilva...
Davvero credi che facciano tutto ciò per ridurre i tumori?

E dopo come lo alziamo il PIL se poi cala la spesa per le cure?

H
Hockey 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh volenti o nolenti, di fatto hanno già possesso del mercato auto dato che immagino che gran parte di quello che guidiamo di diritto o di rovescio arrivi da lì. Per il resto, vedremo. A me sinceramente se una macchina sia cinese, marziana o europea frega poco, non sono una persona particolarmente abbiente quindi ho bisogno di macchine che sul mercato dell'usato costino poco. Per ora quindi tra me e l'elettrico c'è un vuoto incolmabile e tra l'altro in Italia le persone come me sono la stragrande maggioranza.

H
Hockey 01 Jan 1970 @ 00:00

Cosa intendi dire?

H
Hockey 01 Jan 1970 @ 00:00

Meno male che ci sei tu che alzi la media

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

E questo assunto da cosa è dimostrato?

Non pensi che se fosse certamente così punterebbero anche su questo punto?

Ma non lo fanno. Prova a chiederti perchè, la risposta non te la voglio fornire così puoi provare a fare i tuoi ragionamenti libero da condizionamenti.

D
Davide Nobili 01 Jan 1970 @ 00:00

Me lo auguro che ridiscudano il tutto, il passaggio all'elettrico potrà essere completato solo quando tutti potranno permetterselo.
Ad oggi però hanno deciso così.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Non capisco perchè dici "se si parla..."

E' esattamente come ho scritto. Se non mi vuoi credere sulla fiducia (giustissimo, sono sempre un anonimo su internet) vai sul sito delle UE e leggi te perchè hanno votato questo bando.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

È solo CO2, per gli inquinanti la norma è euro 6d, poi euro 7, che non escludono i termici (seppur sarà dura produrne a prezzi decenti)

D
Developer 01 Jan 1970 @ 00:00

c'é da dire che sono posti dove tutti hanno delocalizzato le produzioni perché costa di meno e ci sono meno controlli. l'europa se continua cosí diventerá green perché non produce piú nulla ed inoltre sará soggetta ad una dipendenza estera non indifferente.
per come la vedo é una boiata incredibile solo elettrico nel 2035. blocca la circolazione di veicoli con piú di 15anni(ovviamente gli sconti i nuovi mezzi), incentiva sistemi ibridi ed elettrici. obbliga la riduzione dei trasporti su gomma,fai aggiornarne le flotte navali, investi decisamente su fonti rinnovabili, crea centri di riciclo e come sappiamo crea bacini idrici. obbliga costruzioni di nuove abitazioni di classe energetiche top ect. Ma questo non con programmi biennali ma sino al 2050 garantiti
da come la spacciano sembra che dal 2035 non avremo piú problemi 😂

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

oggi sono in vena di rispondere agli sparaballe da divano , io sono su uno sgabello , un pelo più in alto

l'incidenza di incendi sulle EV è NETTAMENTE INFERIORE alle termiche PUNTO

ci sono modelli in commercio da poco più di un anno che sono ancora più sicure

dato che hanno chimiche che non degenerano in incendi anche se perforate

s
salvatore esposito 01 Jan 1970 @ 00:00

dovrebbero essere percorse più strade e sicuramente lo smartworking (ove possibile) dovrebbe essere incentivato ma valutato caso per caso perché c'è anche gente che pensa che lo smartworking significhi "faccio niente tanto non guarda nessuno".
oltre questo ci sono altre possibilità non limitate alle auto elettriche con tutte le loro scomodità e limitazioni

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

É 50 anni che finanziamo con soldi a pioggia il settore auto italiano e adesso vogliamo fare le pulci alla Cina perché fa lo stesso ?🧐

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Passo però estremamente influenzato da sovvenzioni di stato o pensi che la Cina, e adesso anche gli USA, è arrivata a questo punto senza immettere una barca di soldi nel settore?

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

arriverà dal nord Europa

già oggi ci sono appassionati con "budget corto"
che comprano in altri paesi europei

qualche ora di treno e si torna in macchina elettrica

che che ne dicano i massmedioti italici
che non si può fare un viaggio lungo con una EV.

comunque le flotte aziendali e noleggio
sono molto interessate alle ev , per via dei costi di gestione

e il mercato dell'usato è alimentato soprattutto da queste

p
pol206 01 Jan 1970 @ 00:00

2 le fai fuori in incidenti, 2 prendono fuoco... resta poco si. Ottimo motivo per alzare i prezzi dell'usato 💪💪💪

D
Deku 01 Jan 1970 @ 00:00

certamente... certamente

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Intanto questo commento lo hai scritto con un dispositivo elettronico su una piattaforma web non lo hai inciso nella pietra con un sasso.
forse non sono così inutili....
Ma sei libero di postare spedendo una lettera od un piccione viaggatore, se riesci.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Con le quattro BEV che si vendono in Italia e con le 6 ICE che si vendono al momento, tra 5 anni di usato ce ne sarà ben poco.

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

per me il "plasma" delle automobili sono quelle a idrogeno

una nicchia costosa per pochi, energivora e poco pratica

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo non sai ciò di cui parli ma parli di ciò in cui credi.

Il bando ai motori termici al 2035 fa parte del pacchetto "Fit for 55" che ha lo scopo di ridurre del 55% le emissioni di CO2.

Non c'è un solo punto in cui si parli di inquinanti, ma solo di gas serra responsabili dell'innalzamento della temperatura terrestre.

C
Condiloma Peperlizia 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla fine chi decide è l'acquirente. Se iniziano ad acquistare in massa le schifezze elettriche, si fanno l'autogol.

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

la massa compra auto usate in Italia da un pezzo ..
dato che 2 auto su 3 sono vendute usate

quindi tra 5 anni avranno da scegliere anche loro

V
Valeriano 01 Jan 1970 @ 00:00

E come no!

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Che le auto per la massa stiano per arrivare, non lo so, ma sul resto concordo totalmente

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, tutto bello. Salvo non è quello il fulcro attorno a cui ruota la questione per il parlamento europeo.

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

le elettriche non le devono comprare la massa ORA,
tranne i pochi che le trovano convenienti per il TCO
le DEVONO comprare soprattutto la classe media alta
devono fare da apripista , con pochi problemi
dato che hanno box per ricaricarle
posto auto aziendale ecc. ecc.

le auto Elettriche per la massa , stanno per arrivare

o c'è l'usato , perfetto per l'uso cittadino di una seconda auto

l'Italia si deve dotare di infrastruttureper le EV migliori ,

perchè c'è il capitolo TURISMO

è importante e non avere infrastrutture per le EV adeguate

significa perdere quote di turisti che arrivano dal nord europa

dove le quote di EV sono già molto significative

non investire o intralciare le EV

è perdente su molti fronti

anche se non ve ne frega niente dell'aria più respirabile in città

e del riscaldamento globale

my 2 cent di petrol dollari unti , bisunti e puzzolenti

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Vista l’evoluzione industriale cinese degli ultimi 20 anni, non mi sorprenderebbe se prendessero possesso anche del mercato auto…
Direi che non ci tocca che aspettare e vedere che succede…
Male che vada a dicembre 2034 compreremo un diesel così fino al 2050 non dobbiamo porci il problema🤷‍♂️

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

E' una intelligenza artificiale.
Ancora non è perfetta, a volte dice cose poco sensate.

I
I.A. 01 Jan 1970 @ 00:00

fiuto che non hai un grande acume.

H
Hockey 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu invece cosa fiuti, madre Teresa

I
I.A. 01 Jan 1970 @ 00:00

Nei centri urbani il grande traffico è dato dagli spostamenti casa lavoro,
di tante persone che non vanno in fabbrica o a zappare la terra, ma in ufficio.
Se agevolassimo lo smart working di sicuro ridurremmo il traffico e i km percorsi, senza obbligare la gente a costosi cambi auto.
Come si fa? incentivando le aziende, perchè le aziende fiutano solo una cosa. il soldo.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Da utente infatti ho un atteggiamento pragmatico…
non me ne può fregare di meno della questione ambientale…
L’elettrico si imporrà sui mercati solo se garantirà vantaggi economici…

H
Hockey 01 Jan 1970 @ 00:00

Può essere, vedremo. Ma sinceramente non ci spero molto

V
Valeriano 01 Jan 1970 @ 00:00

Poco quanto nulla, se ci va bene possiamo solo addentrarci nella mitigazione dei cambiamenti climatici, purché anche il resto del mondo segua una politica green di zero emissioni di Co2,in caso contrario ci addentreremo nell'adattamento dei cambiamenti climatici con tutte le conseguenze immaginabili ed inimmaginabili.

H
Hockey 01 Jan 1970 @ 00:00

Lol ma va là. Lo fanno per intascare ancora di più di quanto intascano adesso, nessuno di loro, e di noi, è madre Teresa

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Il 2035 non é domani… e al momento i cinesi si sono solo affacciati timidamente…

H
Hockey 01 Jan 1970 @ 00:00

Mamma mia quante chiacchiere e parole al vento, quando la questione è una sola: le tasche degli italiani sono vuote

M
Macco26 01 Jan 1970 @ 00:00

Onestamente se avessero offerto le auto elettriche con un aggancio ISO delle batterie standardizzato non ci avrei pensato un attimo. Es. qualsiasi auto arriva alla stazione di ricarica, da sotto, un orpello automatico sgancia la tua batteria esausta, ne aggancia un'altra carica. Paghi il noleggio della batteria carica (o meglio della differenza di % di carica che stai ottenendo) e vai via. Le batterie verrebbero seguite, fatta la revisione etc. dal distributore. Le batterie servirebbero solo come contenitore dell'energia che tu compri al dettaglio.
No, invece, l'auto devi ricaricarla tu tutte le sere o poco ci manca. Con mezz'ora di tempo di attesa minimo. Ma immaginati tutta la gente che vive a Trastevere o quartieri del genere, con il parcheggio dove capita; dove le troverà le paline per caricarsi la macchina tutte le sere (o anche fosse una volta a settimana)? Deve mettersi in conto una pausa di 45 minuti tutte le volte al "distributore"? l'EU dovrebbe spingere per un qualcosa del genere: affitto batterie, aggancio standardizzato EU, altro che storie.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

E' questo la contorsione del discorso.
I sostenitori delle EV dicono che sono migliori e quindi si scelgono, ma al contempo dicono che tutte le altre (di qualunque ordine e grado, tutte le vetture devono essere elettriche) vanno vietate.

Abbiamo il pacchetto "fit for 55" che prevede di ridurre del 55% le emissioni di CO2 rispettando :
- garantire una transizione giusta e socialmente equa
- mantenere e rafforzare l'innovazione e la competitività dell'industria dell'UE assicurando nel contempo parità di condizioni rispetto agli operatori economici dei paesi terzi
- sostenere la posizione leader dell'UE nella lotta globale contro i cambiamenti climatici

E poi il bando dei motori termici che prevede di ridurre del 100% le emissioni di CO2 al 2035. Dove si indica pure che nel 2026 sarà valutata anche la possibilità di mantenere motori ibridi o che utilizzano gli ecocarburanti (e-fuels).

Dove è la logica e la coerenza? Qui c'è un interesse economico non un interesse ambientale.

H
Hockey 01 Jan 1970 @ 00:00

Lol guarda i prezzi altro che costare meno

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Se il mercato europeo non sarà più competitivo giustamente verrà affossato come tutti i settori economici che non tengono il passo 🤷‍♂️

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma se dopo 5 minuti che hanno votato il divieto di vendita stanno già ridiscutendo tutto 😂😂😂
Ribadisco il successo dell’auto elettrica lo determinerà (come sempre, per ogni prodotto) solo il mercato…

C
Comparsa 01 Jan 1970 @ 00:00

Posso solo riportarti quello che spendo io: dalla provincia di Livorno a Saronno (entrando in autostrada a Livorno) ho speso circa 30 euro in inverno (fino a -2° in alcuni tratti) e con CCA a 130 km/h. Circa 780 km, partenza da casa al 90%e ricarica in AdS con flat Enel X a 31 cent a kWh.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

No, non è una questione di salute pubblica. E' stato ribadito più volte che si tratta di una misura per ridurre la CO2. Le polveri sottili rimarranno, visto che sono per lo più prodotte da gomme e freni, e vengono sollevate dall'asfalto dalle auto che circolano. Lavare le strade aiuterebbe di più la salute pubblica.

T
Taycan 01 Jan 1970 @ 00:00

I limiti euro hanno però aumentato ogni volta il costo delle auto. Questo ha comportato si un taglio delle emissioni nei nuovi modelli ma altresì ha comportato un importante invecchiamento del parco auto circolante. Dieci anni fa il parco auto aveva in media 8 anni, oggi ne ha 12,un aumento del 50% che non farà che aumentare...
Va bene regolamentare ma con criterio, cosa che non sta per nulla accadendo. Qui si vuole affossare il mercato automobilistico europeo.

D
Davide Nobili 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è se, a prescindere dal prezzo, affidabilità, ecc, dal 2035 avremo queste e basta

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Prima di introdurre il divieto alle auto ICE, dovrebbero dimostrare DI QUANTO verranno ridotte le emissioni di CO2 a livello mondiale, grazie al nostro sacrificio.

Vorrei ricordare alla gentile clientela che un paese intero come UK, con tutte le industrie, gente che repira, incide per il 2% sulle emissioni globali. La Cina da sola fa 30%, ed in aumento. Poi c'è l'India dietro l'angolo, e l'Africa in pole position per rubargli il primato.

V
Valeriano 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è una questione di progresso tecnologico, ma di salute pubblica e salute del pianeta,pur ammettendo che è improprio bollarlo così .
Un po' come i pannelli di amianto imposti per legge alla dismissione e alla sospensione e sostituiti man mano con varie tipologie di pannelli isolanti.
Per legge ci sono stati imposti diversi progressi tecnologici, per esempio il digitale terrestre di prima e seconda generazione.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto…
Un domani se le elettriche saranno affidabili, funzionali e garantiranno un vantaggio economico rispetto alle altre alimentazioni si imporranno automaticamente sul mercato 🤷‍♂️

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

La politica deve dare le linee guida.
Le leggi euro X non sono divieti a produrre. Ma leggi che dicono che devi produrre rispettando certe regole.
Uguale per la senza piombo. Non hanno detto che non si puo produrre benzina, ma che non si puo usare il piombo.
L'industria poi deve tecnicamente dare risposta e attuazione a queste leggi.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Direi che dopo 50 anni di aiuti statali al settore auto italiano, la misura é colma🤷‍♂️
Se il settore auto italiano é una sorta di Alitalia che non riesce a camminare sulle sue gambe é giusto che soccomba 🤷‍♂️

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

La cosa più idiota che si porta in primis è il discorso ecologico, che se a livello locale potrebbe portare dei benefici nei centri urbani, di fatto non risolverebbe una beneamata fava visto che sono gli edifici che fanno innalzare o abbassare le polveri sottili.
Basta vedere in periodo lockdown che non girava quasi nessuno od in estate, avete mai visto un blocco (e manco piove per pulire l'aria).
Ci stiamo martellando i koglioni da soli, sicuramente qualcuno si sta ingrassando di soldi alla faccia nostra.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

E non dicono neppure quanto saranno abbassate e cosa si aspettano da questa transizione.

Leggendo bene si vede: parlano solo di aspetti economici mascherati dietro al greenwashing.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Il punto a mio avviso è un altro.
La politica (questa è una scelta politica) deve occuparsi di decidere in che direzione andare.

La decisione è la decarbonizzazione.

Questo va bene. Ora sta all'industria e al mercato portarci lì rispettando i paletti imposti dalla politica.

Ora invece è cambiato tutto, la politica sta imponendo i piani industriali che dovrebbero competere alle industrie e sta vietando al contempo altre opportunità che porterebbero sempre alla strada della decarbonizzazione.

Qui non frega molto del pianeta, qui sono in ballo interessi economici e le parole dette da questi enti se lette obiettivamente parlano solo di interessi economici e mai di quale obiettivo si intende raggiungere, di quanto si devono abbassare le emissioni di CO2, di come queste scelta avrannoun impatto sul clima terrestre...

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

"Breve termine" 12 anni? Ma quando vai al cesso quanto ci metti, una settimana?

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma questo non è vero, anche perché l'ipotesi è di carica a bassa potenza ovunque.

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

Fatevene una ragione. Il tempo c'è e va ben oltre il 2035 visto che non è stato imposta la rottamazione o il divieto di circolazione. Gli Italiani come sempre si lamentano di tutto e fanno sempre i bastian contrari a prescindere. Il solito atteggiamento che poi porta via innovazione e posti di lavoro.

V
Valeriano 01 Jan 1970 @ 00:00

Se costeranno meno e saranno accettabili in termini di qualità, ben vengano le auto elettriche made in China.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Se è per questo, nel parcheggio dove lascio l'auto basta un c-suv per mangiarsi automaticamente lo spazio nei posti a fianco.
Magari facciamo anche parcheggi decenti, non è vietato.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Radek Jelinek, president e ceo di Mercedes-Benz Italia a proposito dello stop alla vendita delle auto a motore endotermico dal 2035:


È vero, come sostiene il governo italiano, che si tratta di un obiettivo irraggiungibile in così poco tempo?


«Se partiamo con questa mentalità perdiamo in partenza. È vero, l’Italia è in ritardo rispetto a gran parte dei paesi europei, ed è proprio da questo gap che dobbiamo partire. L’industria automobilistica è pronta, ma i clienti sono disorientati da tanta confusione e incertezza e il compito delle istituzioni è dare chiarezza, agevolando in più direzioni la transizione ecologica. Questo anche attraverso una sorta di mobility alliance che coinvolga tutti gli attori in campo: dai costruttori ai provider di energia».


Fonte: https://www.open.online/2023/03/02/auto-elettrica-radek-jelinek-mercedes-italia-intervista/

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma il progresso va abbracciato e le nuove tecnologie sono, come sempre, una opportunità. (cit.)
Non capisco perchè non abbracciamo la ricarica ad induzione per qualunque tipo di batteria?
O perchè non decidiamo oggi che gli aerei non possono più essere prodotti dal 2050 per abbracciare i Volocopter?

Io queste frasi usate solo per fare scalpore ma che in realtà non hanno senso le detesto.

Nessuno che parli di quanto diminuiremo le emissioni di CO2 e che miglioramento ciò comporterà per il pianeta. Solo tanta fuffa.

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi tutti i vari limiti a Euro 4,5,6,7 ecc non sono un imposizione di legge? Anche questo ha portato a un innovazione nel consumo e nell'emissione di CO2 o sbaglio? Vogliamo parlare del divieto di vendita di carburanti contente piombo? Quello di affermi non è vero.

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

Le colonnine rubano spazio, i parcheggi in Italia sono piccoli. Ad esempio nel mio parcheggio fronte casa per mettere due posti di ricarica hanno cancellato tre parcheggi.

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

No, stanno combattendo contro il mulini a vento. Tutta la storia è basata sull'ideologia e non sui fatti. Il problema è incentrato sulle emissioni di CO2. Peccato che le auto europee incidono si e no per il 2% delle emissioni mondiali. Di fatto non contiamo niente. Stiamo spendendo decine di miliardi per fare un buco nell'acqua, quando si dovrebbe investire altrove.

r
ramess72 01 Jan 1970 @ 00:00

l'alternativa a quello che hai detto? comprare tutto dai cinesi. Quindi o ci adeguiamo o soccombiamo.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Il punto è proprio che è necessario mettere abbastanza colonnine da rendere parcheggio e ricarica una sola cosa.
Devi poter caricare ogni volta che parcheggi (ovviamente per soste di almeno una mezz'ora) e devi potercela lasciare quanto necessario senza dover andare a spostarla mentre sei in riunione o dall'altro capo della città

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

per non essere dipendenti dai cinesi vanno estratte e lavorate le materie prime direttamente in Europa.
Significa devastare immensi territori per costruire gigantesche cave e mettere in piedi dei processi altamente inquinanti, energivori e che necessitano di molta acqua. Senza questo dovremo pagare altri per inquinare a casa loro.

P
Paul The Rock 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che praticamente siano tutte in roaming tra di loro. Ad esempio con la prepagata EnelX carichi praticamente su tutte le colonnine nazionali di tutti gli operatori (Eni/Becharge, EnelX, Ionitu, etc.) e non solo su EnelX. E lo stesso vale per gli altri. Con il prezzo che resta quello di EnelX

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

no, il regolamento è incentrato sulla CO2 che non è una emissione inquinante

r
ramess72 01 Jan 1970 @ 00:00

proprio per non consegnare il mercato in mano alla Cina che è necessario investire subito qui da noi nello sviluppo dell'auto elettrica. Diversamente saremo costretti alla dipendenza cinese per i prossimo 50 anni almeno.

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

no questo è proprio un paradigma che va distrutto dal regolatore in quanto rende necessario un numero di colonnine ancora maggiore visto che l'utente non potrà in nessun modo sfruttare le opzioni più convenienti con tutte le compagnie.

D
Drogba_11 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente è stato chiesto a due associazioni totalmente obiettivi e che non hanno nessun tipo di interesse nel mercato delle auto elettriche. (Sono ironico).
Un po' come chiedere all'oste se il vino è buono.

P
Paul The Rock 01 Jan 1970 @ 00:00

Non lo fanno tanto per il progresso tecnologico, ma per abbassare le emissioni inquinanti in ambito cittadino.
Detto che questa è solo una delle cose da fare e non l'unica (es. adeguamento dei riscaldamenti con quelli meno inquinanti, etc.).

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

Aggiungere colonnine significa togliere parcheggi e le colonnine non possono essere utilizzate come parcheggio (a fine ricarica l'auto va spostate) rendendo quindi estremamente difficile possedere un auto non avendo un posto auto riservato.
I meno fortunati dovranno uscire di notte e di giorno, con il sole, la pioggia o la neve, con quaranta gradi o meno 10, per spostare l'auto dopo la ricarica in uno dei sempre più rari parcheggi liberi rimasti.

P
Paul The Rock 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è proprio vero perché qui cambia il paradigma... sarebbe come se per la telefonia pagassi tutto a consumo perché quello è il "prezzo di listino" e non gli abbonamenti...
E già il prezzo di listino sarebbe comunque opinabile perché cambiando l'operatore con cui paghi porta ad un cambiamento di prezzo... (potresti pagare meno pagando con EnelX rispetto a BeCharge ad esempio).

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessun progresso tecnologico è stato imposto per legge, anzi i veri progressi si sono imposti nonostante la lentezza di adattamento delle leggi.
Se le auto elettriche sono superiori si diffonderanno senza incentivi e disincentivi se questo non avviene significa che non sono ancora superiori.

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

pure comprando i buoni benzina a sconto del 10% avrebbe potuto spendere meno di gasolio.
Lasciamo perdere le promozioni, i prezzi vanno considerati puliti, senza convenzioni, o sconti particolari.

A
Andrea bortolin 01 Jan 1970 @ 00:00

Articolo volutamente denigratorio. Comprando un semplice pacchetto di kw da EnelX o Plenitude, avrebbe potuto spende UN TERZO di quella cifra (usando le stesse colonnine!) e cioè meno di 40€. Poi che i tempi di allunghino, quello è pacifico, ma non è un viaggio che si fa ogni giorno.

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R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

'la grande opportunità di consegnare il mercato dell'auto in mano ai Cinesi'

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Ormai giornali e TV, a parte rarissime eccezioni, sono vecchi che parlano ad altri vecchi di "dove andremo a finire signora mia, ai miei tempi era tutto migliore" su ogni argomento. E vecchio non è solo una condizione anagrafica ma anche, e soprattutto, mentale. Poi ci sono i gruppi economici/partiti dietro TV e giornali che pilotano proprio per malafede il pensiero.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Bah...
Che la strada sia segnata è indubbio, pensare che le discussioni del governo di questi giorni creino incertezza mi pare semplicistico.
È assolutamente evidente che qualunque azienda del settore non possa non investire nell'elettrificazione fin da oggi, indipendentemente da date o voti.
Quello che è in discussione è la data limite e come gestire tutte le aziende dea filiera che, per loro naturaù non saranno riconvertibili. Quello è un problema enorme, ma di sicuro la soluzione non potrà essere non fare nulla e mantenere i termici a tempo indefinito,anche nell'ipotesi 90% di riduzione la maggior parte di queste sarebbe a rischio.

Sulle vendite, inutile dare la colpa agli incentivi non esiste e non è mai esistito incentivo adeguato perchè, semplicemente, ancora non c'è offerta di BEV decenti nel segmento che va per la maggiore in italia.

In ultimo, la questione infrastruttura ... Citano la rete ad alta velocità in autostrada che è quella che servirà di meno che comporta meno problemi nella realizzazione e che al momento si sta realizzando in maniera rapida ed ottima.
il vero problema sar gestire la ricarica giornaliera per i milioni di veicoli che dovranno caricare su suolo pubblico e che necessiteranno di colonnine anche in centri abitati piccolissimi e sperduti (magari pure con scarsa copertura di rete, per rendere l'installazione di colonnine ai privati ancora più difficile)

A
Andrea bortolin 01 Jan 1970 @ 00:00

Un altro ostacolo alla diffusione in Italia delle auto elettriche è l'estrema disinformazione che fanno i principali media e giornali, alcuni sono solo disinformati, altri sono proprio in malafede.

M
M_90® 🐲🎮 01 Jan 1970 @ 00:00

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tranquilli che con l'elettrico si risparmia HAHAHAHAHAH