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L'industria chiede un indirizzo politico certo per incentivare l'elettrificazione

Serve un indirizzo politico chiaro per guidare la transizione.

L'industria chiede un indirizzo politico certo per incentivare l'elettrificazione
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 23 dic 2021

L'industria italiana chiede al Governo un chiaro indirizzo politico per incentivare l'elettrificazione. Questo è quanto emerge dal nuovo report "E-mobility Industry survey – La transizione della filiera della mobilità e il ruolo delle politiche industriali" promosso da MOTUS-E, ANFIA, ANIE Federazione, ANCMA e dell’Università di Ferrara che sarà presentato nei dettagli nel corso del mese di gennaio 2022. Uno studio che arriva in un momento in cui si discute molto della decisione dello stop alle vendite delle endotermiche in Italia dal 2035.

I PRIMI RISULTATI

L'indagine ha coinvolto 122 imprese su scala nazionale che operano sia nella filiera della mobilità tradizionale e sia in quella elettrica. I primi dati del rapporto mettono in evidenza che le aziende chiedono un chiaro indirizzo politico (30% delle risposte), liquidità per gli investimenti (29%) e competenze (13%). Il report, dunque, permette di scattare una fotografia della fase di transizione dell'industria automotive italiana.

L'indagine mette nero su bianco le priorità delle aziende, ma anche le diverse velocità di risposta alla sfida industriale e culturale dell’elettrificazione della mobilità all’interno della filiera.

Dal report emerge anche che per il 65% degli operatori della componentistica la mobilità elettrica non è ancora una priorità, mentre il 40% degli operatori che si stanno ri-specializzando più rapidamente sono OEM (Original Equipment Manufacturers).

Il report, inoltre, approfondisce e analizza la domanda di formazione delle imprese, la necessità di realizzare linee produttive per il mercato della mobilità elettrica e gli ostacoli che le aziende incontrano nell'accedere agli strumenti pubblici di sostegno ed evidenzia la centralità delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione come requisiti indispensabili per affrontare la transizione: il 94% dei costruttori di veicoli finiti sta già investendo in questa direzione.

Questa nuova indagine permette dunque di quantificare l’effettiva portata delle trasformazioni in corso e delle opportunità e criticità connesse. Partendo da questi risultati, il report propone alcune raccomandazioni per il mondo politico che dovrà guidare la fase di transizione.

  • Istituzione di un tavolo di lavoro che si occupi seriamente dell’analisi e della valutazione degli strumenti di politica industriale e di supporto alle imprese
  • Apertura di una collaborazione e dialogo con l’Agenzia delle Entrate e Invitalia per la condivisione dei dati consuntivi sull’andamento delle misure, per capire quali vengono utilizzate di più e quali sono più efficaci
  • Aumento del contributo per ricerca & sviluppo (soprattutto di base), innovazione e formazione 4.0
  • Potenziare i dottorati industriali per l’inserimento di figure altamente specializzate
  • Defiscalizzazione dell’assunzione di personale esperto (under 35)
  • Ripensare agli attuali meccanismi di supporto
  • Utilizzo della formazione ITS (formazione tecnica postdiploma non universitaria) per l’upskillling e incentivazione fiscale per il reskilling dei lavoratori
  • Supporto informativo per accompagnare le piccole e medie imprese per accedere ai fondi
  • Estensione territoriale dei perimetri dei Contratti di sviluppo
  • Introduzione di strumenti fiscali per agevolare le aggregazioni tra imprese e la crescita dimensionale delle aziende
  • Estensione temporale dei finanziamenti ottenuti a 15 anni

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Commenti Regolamento
S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Anch’io pensavo all’idrogeno, ma ci vorrà tempo.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono molti metodi già in uso. Ad esempio le centrali dotate di enormi motori a scoppio, da avviare nei momenti di caduta di tensione improvvisa. Oppure le centrali a gas a ciclo aperto: sono uguali alle turbine di un aereo e si avviano istantaneamente producendo tantissima energia. Non sono molto efficienti ma sono centrali economiche e servono solo a gestire dei brevi picchi di domanda.

Per il futuro è probabile che subentreranno anche sistemi a idrogeno, che ha il vantaggio di essere accumulabile in grande quantità per periodi di tempo molto lunghi (al contrario delle batterie).

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Come gestisci l’aleatorietà della produzione energetica rinnovabile?

Il pompaggio dell’idroelettrico è un eco-abominio, quindi lo escludo.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

La Francia attualmente è a rischio blackout e ha ben 80 centrali nucleari. Noi ne avevamo solo 4 e ci sono costate tantissimo.
La Francia sta pagando l'energia elettrica il 20% in più rispetto a noi e non finisce lì. Per gestire il nucleare e le sue scorie prelevano fortissime somme dalla fiscalità generale, tanto che è uno dei paesi con le tasse più alte. Molto più alte delle nostre.
Loro rientrano in parte dei costi vendendo impianti nucleari e servizi affini a paesi terzi (anche noi abbiamo inviato in Francia le nostre scorie da gestire). Il programma di Berlusconi di costruire nuove centrali nucleari aveva affidato gli appalti proprio ai francesi. Sono 5-6 miliardi per ogni centrale, una cifra che non recuperi nemmeno dopo 40 anni, e in più devi aggiungere i costi delle scorie. Di sicuro non si può dire che è conveniente.

L'eolico è l'energia che costa meno (dopo l'idroelettrico) ma anche il fotovoltaico ha raggiunto tariffe inferiori al nucleare. Nei prossimi 10 anni si pensa che il fotovoltaico abbia margini per diminuire i prezzi di un ulteriore 40%, andandosi a posizionare vicino ai costi dell'idroelettrico.
Che serve spazio è vero, ma guarda l'impianto che c'è lungo l'autostrada del Brennero, è lungo solo un km per ora. Di margini per aumentare la produzione ne abbiamo.

Ritengo invece ridicolo sprecare soldi pubblici per incentivare il micro-fotovoltaico sopra i tetti delle abitazioni.
Sono troppo piccoli e scomodi per poter avere un buon rapporto costi benefici.

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Noi avevamo un nucleare di tutto rispetto, poi, a causa del blocco deciso con un referendum…

I costi alti li hanno anche le rinnovabili, almeno il nucleare ha un output stabile, alto e consuma poco spazio.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Van di pari passo. Se devi pagare meno tasse per un tuo dipendente puoi anche alzagli un po' lo stipendio quando te lo chiede (vabbè che oggigiorno c'è talmente tanta disoccupazione che qualcuno disposto a lavorare sottopagato lo trovi sempre)

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Le aliquote fiscali sono già bassissime in Italia e il costo del lavoro è molto inferiore rispetto a Francia e Germania.
Fonte: Il Sole 24 Ore (giornale della confindustria)

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche il nucleare avvantaggia aziende straniere (leggi Francia).
In più ha dei costi talmente alti che lo stanno abbandonando tutti, tranne chi ha stupide velleità militari (che gli si ritorceranno contro).

x
xpy 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, infatti parlo di aziende private, che ora magari non riescono neanche a trovare dipendenti qualificati perché non possono offrirgli stipendi decenti

x
xpy 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, se scendono le spese che un azienda deve pagare per assumere un dipendente allora può permettersi di pagarlo di più

L
Light 01 Jan 1970 @ 00:00

Solita industria italiana che piange per colpa della sua stessa immobilità e compiacenza mentre il mondo va avanti

P
PincoPalla 01 Jan 1970 @ 00:00

direi... senza incentivi un'auto elettrica segmento medio supera i 45.000 € con autonomia ancora discutibile e rete di ricarica fast presente solo nelle aree densamente abitate
per adesso sono interessanti per chi abita nelle metropoli con un reddito molto buono

R
Ratchet 01 Jan 1970 @ 00:00

Come sempre in qualsiasi cosa.

S
SmallSize 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti la mia era una critica, l'auto elettrica chiude solamente il lavoro di elettrificazione. E' un processo che non parte dall'auto elettrica, se non con costi enormi.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema é, che puoi incentivare l'elettrico quanto vuoi e disincentivare il termico quanto vuoi, m se il mercato dell'elettrico non é pronto (e non lo é), al massimo ottieni solo una ulteriore riduzione delle vendite.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla proposta delle auto elettriche 🤭

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S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo stato (se proprio deve intervenire) dovrebbe investire nella produzione di energia elettrica, preferibilmente nel nucleare; gli incentivi per le auto elettriche avvantaggiano aziende straniere, dato che l'unica italiana (per 1/4) è indietro con l'elettrificazione, e favoriscono i ceti abbienti che potrebbero permettersela già di suo.

Invece favorire la produzione di energia elettrica ha un impatto positivo sul territorio, e riduce le bollette anche ai ceti bassi.

L
L' Amore pensato 01 Jan 1970 @ 00:00

quante altre supposte dobbiamo farci mettere per fare guadagnare sempre i soliti ?

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

A cosa ti riferisci?

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

La supercazzola porta a quello

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

metà della roba è fuffa per dare una patina di innovazione... non vogliono perdere soldi alla fine

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me han chiesto il mondo sperando di ottenere almeno qualcosina.

Comunque "Defiscalizzazione dell’assunzione di personale esperto (under 35)" è forse l'unica cosa sensata

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto 😅
(vabbè che anche se non ci avessero pensato i politici, tra non molto si sarebbe disincentivato da solo. I pozzi non possono durare per sempre)

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sembra ragionevole che l'industria chieda una tabella programmatica per quanto riguarda l'elettrificazione del parco auto.
Le richieste fatte invece sono ridicole.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci credo...Non hanno avuto risposte dal mercato...hanno capito che a queste condizioni non le vuole nessuno

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Di fatto stanno dicendo, siccome ci costa enormemente investire nell'elettrico, dobbiamo essere sicuri di venderle le auto e guadagnarci altrimenti il gioco non vale la candela :)

Hanno capito benissimo da tempo che questa transizione potrebbe essere letale per loro

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci avevano gia provato anche ai tempi di Stanlio e Olio, ma non ci erano riusciti ...ora ci stanno riprovando

S
SmallSize 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla buona vecchia maniera! Disincentiviamo il fossile per incentivare l’elettrico! L’inflazione non ci basta

L
L'illuminato 01 Jan 1970 @ 00:00

si tratta solo di soldi.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

tradotto: "datece er grano"

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Traduzione: stiamo imponendo un nuovo trend di mercato, ma il mercato non lo accetta, mettete delle regole che lo impongano così almeno ci arrivano dei bei soldini.

PS che tanto svuotare il mare col cucchiaino non fa abbassare la marea

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Di certo c' è solo Certosino