Unione Europea: si punta a produrre celle per 7 milioni di elettriche entro il 2025
L'Unione Europea continua a spingere sul suo progetto di aumentare la produzione di celle per le batterie; entro il 2025 dovranno servire per 7 milioni di elettriche all'anno.
Non è un mistero che l'Unione Europea stia spingendo per incentivare la produzione di celle per le batterie delle auto elettriche all'interno del suo territorio. I motivi di questo piano sono molteplici. Si vuole innanzitutto promuovere la diffusione dei veicoli a batteria per raggiungere il prima possibile gli obiettivi sulla riduzione delle emissioni del settore dei trasporti. Con la crescita dei modelli elettrici c'è infatti la forte necessità da parte dei costruttori di auto di disporre di un numero crescente di batterie.
Inoltre, l'Unione Europea intende lavorare per diminuire la dipendenza dei costruttori europei soprattutto dalle aziende cinesi per la fornitura di celle da utilizzare nelle autovetture. Proprio per questo sono stati avviati diversi progetti che rientrano nell'iniziativa "European Battery Alliance". Si pensi, per esempio, al recente progetto chiamato "European Battery Innovation" che prevede finanziamenti pari a 2,9 miliardi di euro ad una serie di aziende in Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svezia.
Non si possono poi non ricordare i 4 miliardi di euro di investimenti di Italvolt per la nascita della prima Gigafactory italiana che sorgerà in Piemonte. Questo è solo un esempio, perché nel Vecchio Continente sono in fase di costruzione diverse fabbriche per la produzione di celle. L'Unione Europea avrebbe in mente un obiettivo ben preciso, frutto di questi progetti e cioè arrivare entro il 2025 a produrre celle per le batterie per almeno 7 milioni di auto elettriche all'anno.
Questo, almeno, è quanto affermano i ministri dell'economia di Germania e Francia, Peter Altmaier e Bruno Le Maire, insieme al vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic all'interno di un articolo del quotidiano economico Handelsblatt. L'Unione Europea è riuscita ad effettuare passi avanti importanti in pochi anni in questo specifico settore che diventerà strategico in futuro e, adesso, punta a diventare sostanzialmente indipendente.
Tutto questo "dinamismo" avrà effetti positivi anche sul fronte dell'economia con la nascita di nuovi posti di lavoro. In un momento di crisi economica causata dalla pandemia si tratta di una buona notizia.
Guarda con me sfondi una porta aperta, io da sempre dico che l'Europa cosi come sta messa su non può funzionare, prendi ad esempio il discorso dell'Euro, una moneta di cui non hai controllo, condivisa tra nazioni che hanno una economia molto diversa tra loro ha un costo sociale enorme che insieme alla aperture delle frontiere ha palesemente avvantaggiato alcuni paesi ai danni di altri, ci sono fiori di articoli di giornale dell'epoca, tipo fine anni 80 dove l'Italia aveva agganciato a livello produttivo la Germania, i problemi sono nati in parte proprio dall'aggancio della Lira allo SME il famoso serpentone monetario per poi passare all'ECU e infine all'euro, e sia chiaro non ritengo che il problema sia di base l'Euro o l'Europa ma sono le persone che ne hanno deciso le regole, perchè sono quelle ad essere sbagliate
Ritengo che quello del 1992 sia stato un golpe mediatico giudiziario in cui gli organizzatori avevano il preciso obiettivo di arricchire la loro combriccola svendendo il paese.
Ma questo non toglie che l'UE sarebbe fallimentare comunque. Non puoi mettere restrizioni di ogni tipo e poi aprire le frontiere a chi quelle restrizioni non le rispetta. Noi possiamo cambiare mentalità finché vogliamo, mettere i Draghi che vogliamo, ma con quelle regole europee è inevitabile che si crei un deserto indutriale.
Infatti anche la Germania è industrialmente perdente, anche loro hanno progressivamente perso tutte le tecnologie.
Non posso certo darti torto, noi stessi Italiani siamo l'emblema del fallimento politico e economico, in Italia penso abbiamo il record di eccellenze fallite o vendute a potenze straniere, c'e proprio un problema di fondo di base sulla cultura del lavoro e sull'impresa e di fondo sulla mentalità delle persone passando per la meritocrazia che almeno da noi è merca rara, motivo per cui molte aziende poi saltano vista l'amministrazione alla pene di segugio.
Ma del resto lo passiamo vedere anche nella politica, di chi governa e non parlo certo di oggi ma dalla seconda repubblica in poi è stata una ecatombe e già quelli prima non erano delle cime ma qui si è ben toccato il fondo.
Quindi si hai pienamente ragione, ma infatti io continuo a pensare che il progetto Europeo è fallimentare per vari motivi e quindi di fiducia ne ho ben poca, magari speranza quella si ma con la speranza non si vive
Appunto io non mi riferivo certo alle persone, ma all'inferiorità del sistema politico.
L'UE ha azzerato l'industria europea. Le aziende esistevano prima dell'UE in ogni campo ma appena è arrivata l'UE sono tutte o fallite oppure vendute a potenze straniere. E' un dato di fatto, visto che sei informato di storia industriale penso che non lo puoi negare.
Delr esto basta che guardi quali sono le politiche europee:
1-austerity e strozzinaggio finanziario
2-burocrazia di ogni tipo (CO2 etc..)
3-apertura delle frontiere a chi non rispetta nulla dei vincoli 1 e 2.
Ancora riponi speranze nelle chiecchiere europee? Loro fanno solo gli interessi di certe lobby finanziarie, gente che punta a produrre a 10 in paesi schiavisti e poi vuole vendere a 100 in Europa senza dazi.
Non esageriamo, abbiamo avuto e abbiamo anche noi ne nostre eccellenze anzi, potrei citare ad esempio Faggins se non sai chi è vai a vedere su wiki, semmai il problema non sono i singoli ma la produttività intesa come grande Azienda, l’Europa ha tutte le carte in tavola per competere ma si devono dare una mossa
Soldi pubblici per finanziare la produzione di tecnologie cinesi e americane?
Metto la foto di Tafazzi?
Senza Asia e USA non avresti il monitor, il PC, il telefono, il sistema operativo, i linguaggi di programmazione etc etc..
Pare che non avremmo nemmeno i vaccini perché gli strozzini dell'UE hanno fatto fallire tutte le industrie e ormai non abbiamo quasi più nulla.
Ci sarebbe Northvolt in Svezia (fondata da ex Tesla) ma non penso sia già quotata
Bene, sarebbe ora di diventare sempre più indipendenti dall'Asia e dagli Stati Uniti e non solo per le batterie delle auto, vedi il discorso delle fonderie per i chip
bravi
alla via così sperando in progresso anche per quanto riguarda i materiali utilizzati! :)