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Sogni di guidare la prima monoposto F1 di Michael Schumacher? All’asta è un affare

La carriera di Michael Schumacher nel Circus è cominciata nell’abitacolo di una Jordan 191. Uno dei sette esemplari finirà all’asta

Sogni di guidare la prima monoposto F1 di Michael Schumacher? All’asta è un affare
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 12 ago 2026

Il 7 volte iridato di Hürth, oltre ai riconoscimenti iridati in F1, ha detenuto per anni i record del maggior numero di giri veloci in gara e di hat trick, pole position e vittorie. L’attuale pilota della Scuderia Ferrari, Lewis Hamilton, ha eguagliato e superato numerosi primati di Michael Schumacher, eppure tutto iniziò nel 1991 al volante di una modesta Jordan.

La squadra irlandese aveva bisogno di sostituire Bertrand Gachot, arrestato a Londra dopo una lite con un tassista, ed il boss Eddie Jordan diede fiducia al giovane tedesco. Il manager di Michael, Willi Weber, assicurò che il driver conosceva benissimo il circuito di Spa-Francorchamps, ma in realtà il Kaiser, come poi venne battezzato in Ferrari, non ci aveva mai girato prima. Michael lasciò tutti a bocca aperta, riuscendo a strappare la settima posizione in griglia e inserendosi tra i veterani della massima categoria dell’automobilismo.

La nascita della leggenda

La velocità impressionante nel giro secco non solo impressionò Eddie Jordan, ma anche tutto il Circus. Sfortunatamente, la gara del tedesco si concluse dopo soli 500 metri a causa di un guasto alla frizione. Tuttavia, le prestazioni offerte durante il fine settimana belga attirarono l’attenzione di Flavio Briatore, direttore della Benetton, che gli offrì subito un contratto per affiancare la prima guida Nelson Piquet.

La Verdona sponsorizzata 7Up riprendeva alcuni principi comuni a diverse monoposto coeve. La 191 fu una delle rivelazioni della stagione ed Eddie Jordan provò a far firmare a Schumacher un precontratto con opzione per proseguire il legame a medio-lungo termine. Il manager Weber gli consigliò di legarsi alla Benetton, sebbene l’esperto pilota brasiliano Piquet espresse il proprio malumore alla prospettiva di doversi confrontarsi con un enfant prodige.

Briatore, ammaliato dalle qualità di Schumacher, decise di girare il secondo driver Moreno alla Jordan a titolo gratuito, continuando a pagargli l’ingaggio fino al termine della stagione. Eddie Jordan era entrato in F1 nel 1991, dopo le esperienze maturate in Formula 3 e nel campionato allora denominato Formula 3000. Weber ci aveva visto lungo, perché, negli anni successivi, Schumacher portò alla Benetton due titoli mondiali prima di compiere l’epocale passaggio alla Scuderia Ferrari, mentre la Jordan non riuscì nell’impresa. Il resto è storia.

Un’asta da non perdere

Michael Schumacher guidò la Jordan 191 in qualifica con il telaio numero 6 nel 1991. Trent’anni dopo, nel 2021, suo figlio Mick seguì simbolicamente le orme del padre pilotando la vettura originale sull’iconico tracciato di Silverstone. Questo telaio fu battuto all’asta nel 2023 per 1.495.000 euro.

Il terzo telaio della Jordan 191 verrà messo all’asta da Bonhams al Goodwood Revival di Chichester nel settembre 2026. La monoposto progettata da Gary Anderson ha un prezzo stimato basso, compreso tra i 410.000 e i 610.000 euro. Il motivo? Michael Schumacher non si è mai calato nell’abitacolo del telaio numero 191/3. Fu guidata principalmente da Andrea de Cesaris, nel 1991.

Un problema alle sospensioni determinò un grave incidente al Gran Premio di Gran Bretagna, dopo il quale la vettura fu trasformata in un cimelio da esposizione e, in seguito, venduta a un collezionista in Giappone. Il motore Ford originale è andato perduto, ma potrebbe rappresentare un invito a nozze per gli appassionati di F1.

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