F1, Scheckter in problemi seri: guai con il fisco per l’ex campione Ferrari
Jody Scheckter, vincitore del titolo nel 1979, dopo un flop della sua azienda di cibo biologico, ha accumulato un debito di 1,6 milioni di euro
Dopo una brillante carriera nel Motorsport, il pilota sudafricano si è lanciato in nuove attività ad alto rischio. Ha investito 65 milioni di euro per 3.000 acri di terreno per una produzione alimentare bio. Le perdite con profitti derivanti da altri business hanno esposto Scheckter a livello fiscale. La fondazione di un’azienda di simulazione di armi negli Stati Uniti (Fats) e la creazione di un allevamento di bufale nel Regno Unito non hanno preso la piega sperata.
L’amore per “la produzione di cibo biologico purissimo e di altissima qualità” ha spinto l’ex campione della Ferrari ad accumulare un deficit economico elevato negli ultimi anni. Il nativo di East London è nel mirino dall’Agenzia delle Entrate britannica per aver compensato indebitamente le perdite della sua società agricola con i profitti derivanti da altre sue attività, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2010. Dopo una lunga diatriba in tribunale, in appello Jody Scheckter ha perso la causa, palesando un debito fiscale di 1,4 milioni di sterline, ovvero 1,6 milioni di euro.
La decisione del giudice
Il ricorso a seguito della decisione del Tribunale di primo grado ha confermato l’esposizione finanziaria con il fisco britannico. Il giudice Tony Beare ha annunciato che risulta impossibile essere stati coinvolti nel caso senza aver avvertito “una notevole tristezza” per la conclusione del progetto di Scheckter. Quest’ultimo è partito con i migliori propositi in questa attività, ma dovrà pagare le conseguenze dei suoi sbagli.
“Era estremamente appassionato e desiderava che l’azienda diventasse un modello. Ha affermato di aver commesso degli errori. Aveva pensato di poter replicare il successo ottenuto con Fats negli Stati Uniti, ma ha sottovalutato le differenze tra le due attività e le difficoltà che ne sarebbero derivate. Dobbiamo riconoscere il nostro profondo rammarico per come si sono svolti i fatti”, ha dichiarato il giudice Tony Beare.
Una carriera al top
Dopo le affermazioni in Formula Ford, il pilota sudafricano prese parte al campionato di Formula 3 britannica, arrivando al terzo posto nella classe Lombard North. Veloce, costante e determinato, riuscì a farsi notare da McLaren, esordendo in Formula 2 e totalizzando appena una vittoria. La Casa di Woking gli propose di fare il suo esordio in Formula 1, mettendogli a disposizione una terza vettura per il Gran Premio degli Stati Uniti.
Nel 1973 si cimentò in Formula 5000, riuscendo a vincere il titolo all’esordio. La sua storia nel circus, dopo le esperienze con McLaren, Tyrrell e Wolf, si concluse in Ferrari. Un primo anno indimenticabile di convivenza con Gilles Villeneuve che gli consentì di vincere il titolo, per poi ritirarsi nel 1980. Ci sono voluti più di 20 anni per trovare un suo erede a Maranello, ma l’epopea di Michael Schumacher è un’altra storia.