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Costruisce una replica di una FIAT 131 Abarth, l’impresa di un appassionato

Un uomo ha impiegato 20 anni per partorire una fedele replica della FIAT 131 Abarth con l’idea di installarci un motore V8 Maserati

Costruisce una replica di una FIAT 131 Abarth, l’impresa di un appassionato
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 16 set 2026

La 131 Abarth di Dante Dagostini può rientrare direttamente nei libri di storia, avendo scritto una delle trame romantiche più emozionanti dell’era recente. Nonostante tutto, nel 2026, ci sono ancora veri amanti dei motori e dei gioielli italiani. Ci sono voluti 20 anni a un appassionato americano per far diventare una normale FIAT 131 del 1976 una evoluzione dell’iconica auto da rally 131 Abarth.

La Casa dello Scorpione elaborò la berlina FIAT 131, costruita tra il 1976 e il 1978 in 400 esemplari. Divenne leggendaria nell’immaginario collettivo per i successi nel campionato mondiale rally, ottenendo tre mondiali costruttori, una Coppa FIA Piloti ed un mondiale piloti, tutti tra il ’76 e il 1982. Il progetto di trasformazione è cominciato in Utah con l’acquisto di un rottame per appena 650 dollari (poco più di 550 euro al cambio attuale) e solo dopo anni di lavorazioni artigianali e modifiche estreme un esemplare di 131 si è trasformato in un bolide da rally.

Belva da corsa

L’Abarth inizialmente aveva creato un prototipo su base X1/9. In seguito la Casa torinese scelse di puntare sull’evoluzione della “131”, allo scopo di promuovere l’immagine di una pepata berlina. La base non lasciava presagire un futuro roseo. La scocca venne alleggerita, la carrozzeria allargata e il peso diminuito. Al debutto nel 1976 l’auto montava un quattro cilindri da due litri con doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro.

Nella sua versione stradale la vettura si attestava sui 140 CV, mentre le vetture da competizione erano dotate di iniezione meccanica Kugelfischer e toccarono i 225 CV e in seguito i 245 CV a seconda delle modifiche. La trasmissione era dotata di un cambio a cinque marce e di un differenziale autobloccante. I risultati nel WRC furono brillanti. L’auto collezionò successi nelle tappe in Finlandia, Portogallo, Corsica, Sanremo e Monte Carlo, accumulando ben 18 vittorie.

Il protagonista di questa storia, Dante Dagostini, si innamorò di questo gioiello da ragazzino, guardando una sfida nei rally. Dopo anni di ricerca, 20 anni fa, l’appassionato acquistò una FIAT 131 del 1976 a El Paso, in Texas. La vettura si trovava in pessime condizioni, sebbene sul contachilometri avesse appena accumulato 30.000 miglia (meno di 50.000 km). L’uomo decise che sarebbe diventata la base della creazione di una replica della 131 da rally.

Trasformazione spettacolare

Come ammirerete nel video in basso, pubblicato dal canale YouTube Petrolicious, il progetto per arrivare alla sua forma definitiva dovette attendere anni. Nonostante le tante disavventure, l’uomo non ha mai mollato il suo sogno. La vettura, battezzata Milo, è la sua interpretazione del Gruppo 4. Il look è esattamente quello degli anni d’oro dei rally, impreziosito da sospensioni moderne e soluzioni all’avanguardia, come l’adozione di quattro dischi Wilwood. I parafanghi e il cofano sono prodotti in fibra di vetro per replicare le linee iconiche dell’Abarth.

Al posto del motore due litri della 131 Abarth, l’uomo ha installato un moderno quattro cilindri turbocompresso di produzione Ford/Mazda. Il sogno di Dante Dagostini sarebbe quello di equipaggiare la vettura con un potente motore italiano, Ferrari o Maserati. “Ho comprato una macchina da cucire industriale e ho fatto tutto da solo. Ho dovuto realizzare gli indicatori e fare tutto in italiano”, ha spiegato l’uomo che ha costruito una strumentazione specifica, non tradendo l’atmosfera interna di una autentica auto da corsa. Godetevi lo spettacolo.

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