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Airbus si affida al vento per le navi transoceaniche

La soluzione implementata dallo spin-off Airseas permetterà di ridurre drasticamente costi ed emissione di CO2.

Airbus si affida al vento per le navi transoceaniche
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Stefano Bontempi
Stefano Bontempi
Pubblicato il 10 set 2018

Airbus ha sviluppato una soluzione che consentirà all’azienda con base a Tolosa di ridurre notevolmente i costi di trasporto dei pezzi di aereo dal Vecchio Continente a Mobile, località dell’Alabama in cui vengono assemblati i velivoli a corridoio singolo. L’idea è infatti quella di affidarsi al vento, dotando gli enormi cargo che solcano l’Oceano Atlantico di (altrettanto enormi) vele che contribuiranno a “trainare” i giganti del mare minimizzando il consumo di carburante.

La vela Seawing sarà installata sulla nave Ville de Bordeaux, avrà una dimensione di 500 metri quadrati e permetterà ad Airbus di risparmiare fino a 1 milione di euro ogni anno, contribuendo nel contempo a tagliare l’emissione di CO2 di circa 8 mila tonnellate all’anno. Risultati sorprendenti, sia dal punto di vista economico che ambientale, considerando il fatto che la International Maritime Organization ha imposto un miglioramento dell’efficienza energetica della flotta navale pari al 30 per cento. Il consumo di carburante per ogni viaggio (di 13 giorni) sarà del 20%, così come la riduzione di CO2.

Quella di Airbus non è l’unica idea implementata per ridurre costi e impatto ambientale: la danese Maersk installerà ad esempio su alcune sue petroliere delle strutture alte circa 30 metri per sfruttare l’energia eolica, risparmiando così il 6% di carburante. La britannica Rolls-Royce Holdings, invece, si affida a batterie di accumulo in attesa di sviluppare in futuro soluzioni basate sullo sfruttamento del vento.

Lo spin-off di Airbus che ha realizzato la vela ha già progettato una soluzione più imponente di 1000 metri quadrati, pensata per muovere cargo di dimensioni ancora maggiori. Non solo: la vela integra anche diversi sensori in grado di fornire utili indicazioni sulla posizione della nave e della vela stessa al fine di sfruttare il vento nel modo ottimale.

La vela entrerà in servizio definitivamente nel 2021. Intanto lo spin-off Airseas rivela che l’investimento per l’acquisto sarà ripagato interamente nell’arco di 5 anni.

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Commenti Regolamento
t
tincool59 01 Jan 1970 @ 00:00

hahaha i soliti fessi finti ecologici, risparmiano 1 milione e ne spenderanno 2 per le vele, che per farle tecnologiche inquineranno il doppio

S
Signor Citrus 01 Jan 1970 @ 00:00

? ? ? ? ? ? ? ?
Ma dove vivi me lo spieghi?
La pasta qui la facciamo localmente e soddisfa tutta la popolazione.
Grano estero qui la gente ne compra poco.
Caffè non si guasta, può restare anche un mese di viaggio, e comunque c'è un eccesso di consumo di caffè per cui sarebbe anche meglio che limitassero la cosa (io manco lo bevo se non a casa di altri, rigorosamente amaro). Tutta la frutta esotica ovvio, ma tu parli di rinunce… Ma quali sono queste rinunce? Qui abbiamo arance, mandarini, mele, pere, angurie, meloni, bacche, mandorle, noci, arachidi, per passare ai legumi, abbiamo le giuggiole, corbezzolo, pesche, ciliegie e tanti altri frutti. E mi vieni a parlare di rinunce… Per l'elettronica vabbè 6 mesi te l'ho detto ma in realtà una nave con vele e solare oggi la traversata dell'atlantico la fa in meno di 6 mesi. Ora non ricordo quanto impiegassero le navi del 1500-1800.

S
Signor Citrus 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora, io la vedo cosi; per i generi alimentari (quindi tutti soggetti a putrefazione) andrebbero promossi quelli locali e regionali e quindi già cosi i tempi sono molto ridotti. Il commercio globale di piante e animali é un commercio irresponsabile e anti-ambientale. Ci restano tutti gli altri oggetti, compresi quelli elettronici, che possono impiegare mesi o anni ad arrivare sarebbero comunque perfetti, se ben trasportati. Per cui, il problema non si porrebbe neanche se si facesse cosi, e per le navi basterebbe sole e vento per viaggiare.

S
Signor Citrus 01 Jan 1970 @ 00:00

In mare aperto basta energia solare e del vento.
Prima era giusto metterci mesi (i viaggi lunghi arricchiscono di più l'esperienza rispetto a un viaggio veloce e breve) ora é giusto metterci di meno ma non per forza dobbiamo usare petrolio o carbone sapendo che l'energia si può ricavare praticamente da qualsiasi cosa

G
Giovanni Giorgi 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, infatti il parapendio ha bisogno di un costante flusso d'aria dal basso per volare; se il vento si muove orizontalmente, come fa di solito in natura non può stare in volo...

Evitiamo di dire ca**ate. La vela come quella dell'immagine funziona come un profilo alare, esattamente come le vele triangolari. Se il vento arriva di traverso o bolina, il flusso d'aria che scorre su di essa crea una zona d'alta pressione internamente e bassa esternamente

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh si, va bene, Airbus ha messo su un intero team di teste di c a z z o che non ha nemmeno immaginato che potesse esserci vento contro..

M
Mr. Lag 01 Jan 1970 @ 00:00

vai di bolina con una vela triangolare, mentre con una vela come quella della foto vai di poppa. la vela in foto è paragonabile ad uno spinnaker, vela che non avendo alberi o paterazzi a tenerla ferma su uno dei tre lati vaga liberamente gonfiandosi con il vento [in poppa, altrimenti non gonfi nulla].
Tieni anche conto che 500mq di vela sono niente per navi di quel tonnellaggio e dimensioni.

M
Mr. Lag 01 Jan 1970 @ 00:00

dipende dalla forma della vela e dello scafo.
una vela come quella nell'immagine ti permette solo un'andatura di poppa.

y
ydlale 01 Jan 1970 @ 00:00

Una vela anche se enorme 5 milioni sono tanti, 1 al massimo 2 anni basterà ripagare

M
Men In Black ✔ ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

🤣🤣🤣🤣🤣🤣

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non va completamente controvento, ma magari va di bolina di lo stesso, usando i motori (che sarebbero accesi comunque, non muovi 30.000t a vela e basta) per creare momento o magari non con la stessa efficienza di quando il vento è di poppa piena, ma quel tanto che basta a rendere la cosa comunque conveniente. È questo il punto: non hanno rimpiazzato i motori con le vele.

d
davidebravo 01 Jan 1970 @ 00:00

A volte non capisco se sono io poco chiaro o se il mio interlocutore fa volutamente finta di non capire. Ho scritto che il cargo non va contro vento solo con l'aiuto di quella vela, così come non puó farlo una tavola di schiuma. Ovvio che con l'aiuto di altre forze può farlo, ma sicuramente ad un costo ben diverso. Dubito che queste forze possano escludere un motore, non essendoci possibiltà di sfruttare un momento come quello originato dalla barca a vela o dalla spinta di un uomo su un kite. Sulla bontà del progetto, su vele che cadono in acqua, sulle capacità dei progettisti ti sei fatto un bel film, però io parlavo di spinta a vela contro vento.

s
scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Presto si scoprirà la ruota, ne sono sicuro.

E
Esclarrogativo 01 Jan 1970 @ 00:00

Colombo --> Venezia --> Atene --> I fenici
*cough*
Ironia questa sconosciuta

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

E quindi una nave cargo con motori, timone, e un sistema di controllo progettato da gente che una laurea l'ha presa sul serio e non su disqus invece non potrà fare nulla che un omino su un pezzo di resina e schiuma fa, e semplicemente vedrà sua la costosissima vela cadere in avanti, incastrarsi sotto la chiglia e magari anche bloccare l'asse elica. 👍👍

Per altro.. La tua descrizione calza per qualunque forma di spostamento che includa un essere umano al comando: l'umano esercita una spinta per ottenere una risultante avanti. Vale per la bici, il kite, persino l'automobile se vuoi.

d
delpinsky 01 Jan 1970 @ 00:00

Cazzi quella gomena!!! (cit.)

d
davidebravo 01 Jan 1970 @ 00:00

Non avevo pensato alla possibilità di compensare con il motore, questo effettivamente può aiutare.

d
davidebravo 01 Jan 1970 @ 00:00

Il kite va di bolina perchè la persona sopra esercita una spinta sulla tavola in modo da ottenere la risultante in avanti, altrimenti col cavolo che ci andrebbe.

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

Proprio questo è il punto: ci riesce un kite che ha una deriva minuscola, forza limitata, niente motori e nessun timone, a maggior ragione ci riuscirà una nave da 30 mila tonnellate con motori principali, timone, motori di manovra, una rete di sensori e un sistema automatico di controllo.
C a z z o riescono a far volare aerei e droni praticamente da soli e non riescono a usare una vela che hanno progettato loro?

G
Giovanni Giorgi 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti, la porta container gia di suo affonda per qualche metro nell'acqua e fornisce una buona superfice che contrasta movimenti laterali. Kite e windsurf non hanno questo vantaggio.

Poi la barca non deve andare solo a vento, può combinare l'uso dei motori ed essere comunque più efficiente di una porta container tradizionale

c
camillo777 01 Jan 1970 @ 00:00

Un kite un windsurf una barca svela è un conto

Una porta container da 30.000 tonnellate è un po' diverso

D
Dado 01 Jan 1970 @ 00:00

Waterlworld

G
Giovanni Giorgi 01 Jan 1970 @ 00:00

Con quella tipologia di vela la forza è applicata abbastanza in basso, in questo caso la deriva non deve contrastare il ribaltamento, deve solo evitare che la barca trasli di lato.

Considerando la lunghezza di quella tipologie di navi, non penso che sia necessaria una deriva particolarmente profonda.
Poi eventualmente quelle navi dispongono di motori anche a prua per agevolare la virata, magari potranno essere usati anche per contrastare movimenti indesiderati

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi un kite può prendere e andare al largo ma poi sta al largo fintanto che non cambia il vento giusto?

d
davidebravo 01 Jan 1970 @ 00:00

Quella non è una barca a vela, senza deriva il vento lo puoi sfruttare solo se lo hai in poppa.

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

E viene gestita a mano invece che con macchine e sensori dal peso di qualche quintale almeno...

Z
Zeronegativo 01 Jan 1970 @ 00:00

vabbè ma anche tu a occhio peserai qualche tonnellata in meno di una nave cargo

Z
Zeronegativo 01 Jan 1970 @ 00:00

certe aziende dovrebbero smettere di sperperare milioni di euro in ricerca e sviluppo e iniziare a leggere i commenti di hdblog.

A
Alessio Ferri 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, hai ragione

G
Giovanni Giorgi 01 Jan 1970 @ 00:00

No, le vele funzionano anche se il vento arriva a 45° dalla prua: Si chiama BOLINA. Quindi puoi anche procedere controvento

E la posizione del vento più efficiente è il Lasco (circa 45° da poppa) con cui si può anche superare la velocità del vento

E
Esclarrogativo 01 Jan 1970 @ 00:00

Direi che si tratta di una tecnologia ben più vecchia 😂

k
kenzorollo 01 Jan 1970 @ 00:00

Di sicuro nn lo chiudono a mano. manco i Coppa America si fa più. Con le macchine giuste il sistema di chiusura apertura e gestione è tutto automatizzato

k
kenzorollo 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi porto avanti: la prossima innovazione saranno i foil sui transatlantici e la fibra di carbonio

k
kenzorollo 01 Jan 1970 @ 00:00

Considera che questo tipo di vele vanno a prendere venti i quota che hanno una intensità di molto superiore. La stessa differenza che passa tra un kite e un windsurf

R
ReArciù 01 Jan 1970 @ 00:00

Io comprerei qualche azione della compagnia delle Indie Occidentali, sembra promettente

P
Petaloso 01 Jan 1970 @ 00:00

certo ma la vela del kitesurf sarà di 4 metri quadrati, non 500 o 1000

P
Petaloso 01 Jan 1970 @ 00:00

esattamente quello che pensavo...

M
M_90® 🐲🎮 01 Jan 1970 @ 00:00

benvenuti nel 1300

M
Men In Black ✔ ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

E tutto a dritta 👌

c
camillo777 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma devi avere sempre vento in poppa

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Useranno una vela come quella delle navi dei pirati, non un paracadute. Anche perché se non tira vento quel coso cade in acqua e succede un disastro

M
Maurizio Mugelli 01 Jan 1970 @ 00:00

prova a realizzare una vela di 500 metri con la normale stoffa e soprattutto un cavo capace di collegarla ad una nave normale che non pesi decine di tonnellate con normale fibra vegetale e ne riparliamo.
e infine prova a controllare la geometria e dinamica di quella vela senza un computer ed una rete di sensori.

per creare queste cose servono tecnologie e industrie, per creare le industrie servono altre tecnologi e industrie e cosi' via.

L
Lupo1 01 Jan 1970 @ 00:00

Minimo è idrorepellente

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero, la nave scuola Amerigo Vespucci l'hanno costruita gli alieni! Sempre quelli delle piramidi :(
Pensa con una superficie di vele ancor superiore a quelle che stanno per uscire!

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Si dice che i più bravi capitani riescano a far alzare la nave dalle acque e saltare sulle onde.

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Vendiamo subito le spezie che ora con le futuristiche navi ne arriveranno anche troppe e scenderà il prezzo!

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Per ora credo che si sia vista solo sulla barca di Kevin Costner in Waterworld quando scappa dagli smokers :D

Edit: Mi dicono anche nelle spiagge dei maggiori laghi italiani in versione micro, detto kitesurf :)

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

il trevo di maestra (la vela principale) misura in media 350MQ... quindi 500MQ dell'attuale non fanno gridare al prodigio, ne abbiamo più di una nei porti Italiani che supera questa metratura sulla singola vela...

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Poi si vocifera che per il trasporto di materiali ingombranti, per non usare gli inquinantissimi camion abbiano deciso di aprire dei solchi nel terreno, riempirli d'acqua e farci navigare delle navi trainate da muli.
Secondo indiscrezioni di The Verge il nome potrebbe essere "Navigli" e il progetto pilota sarà fatto a Milano da una startup innovativa detta "Fabbrica del duomo" per costruire un'edificio di comunicazione diretta uomo/divinità.

P
Petaloso 01 Jan 1970 @ 00:00

ma mi chiedo come sia possibile ritirare a bordo una vela come quella in foto... secondo me cadrebbe in mare e si bagnerebbe diventando troppo pesante per essere recuperata...

E
Eugenio1900 01 Jan 1970 @ 00:00

Parliamo di vele dai 500 ai 1000 metri quadrati, non giocattoli

R
ReArciù 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo cambia tutto, finalmente la rotta per le indie è aperta!!!!

a
andrea acciarini 01 Jan 1970 @ 00:00

Molto probabilmente non vi rendete conto di cosa significa gestire una vela di 500 o 1000 metri quadri senza la tecnologia odierna sarebbe praticamente impossibile

H
Honoré de Balzac 01 Jan 1970 @ 00:00

pazzesco, una vela, com'è che non ci ha mai pensato nessuno prima? con delle vele potremmo solcare i mari in maniera più economica e rispettosa dell'ambiente, molto meglio degli schiavi ai remi che si usano oggi...

M
Marco Revello 01 Jan 1970 @ 00:00

Non percorrono certo la stessa rotta, nel percorso Europa-America prendono la corrente della Groenlandia orientale (la rotta che faceva la compagnia olandese delle indie occidentali). Nel percorso inverso la corrente del golfo.

S
Signor Citrus 01 Jan 1970 @ 00:00

La natura ha già messo a disposizione quasi tutto. Le sue tecnologie sono impareggiabili, confrontate con quelle primitive umane

F
Francesco Venturini 01 Jan 1970 @ 00:00

ah quindi fanno come i mega camion che trasportano sabbia: moto elettrici alimentati da generatori elettrici e non il motore collegato direttamente alla trasmissione?

z
zioale 01 Jan 1970 @ 00:00

La stragrande maggior parte delle navi da crociera moderne utilizzano dei motori che altro non sono che generatori elettrici.
Tale energia poi viene suddivisa in parte per l’infrastruttura es i servizi di bordo, ed in parte per i motori che muovono le eliche i quali, di fatto, sono elettrici

C
Callea 01 Jan 1970 @ 00:00

Con gli enormi motori che si ritrovano le navi da crociera non credo abbiano bisogno di pannelli solari per produrre energia elettrica. Avrebbero un impatto energetico irrilevante.

D
Depas 01 Jan 1970 @ 00:00

magari in piccola parte, ma fondamentalmente no

C
ChIP_83 01 Jan 1970 @ 00:00

Leggendo questa notizia mi sono chiesto...ma le navi da crociera utilizzano i pannelli solari per produrre energia necessaria per la nave stessa?

G
Gabriele 01 Jan 1970 @ 00:00

1400, quasi 1500 (cit.)

A
Alessio Ferri 01 Jan 1970 @ 00:00

I venti oceanici sono stabili e sti cosi devono passare da A a B e tornare indietro

M
Maurizio Mugelli 01 Jan 1970 @ 00:00

considerando tutti gli "strati" di tecnologia necessari per realizzare quella vela, e' praticamente impossibile senza la tecnologia e infrastruttura moderna.

M
Massi91 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma dai, che idea innovativa!! mi chiede quanti ingegneri hanno utilizzato x capire che con una vela (di 500m2 x giunta) avrebbero ridotto i consumi di carburante. Non credo che qualcuno ci sarebbe arrivato!!

Per tornare seri alla fine sull'oceano, a parte nella zona equatoriale, c'è sempre vento, i vantaggi sarebbero altissimi!

M
Marcomanni 01 Jan 1970 @ 00:00

Kitesurf

N
Nick126 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensate se avessimo avuto questa tecnologia ai tempi di colombo, o dei fenici...

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

Usare l'energia eolica per trasportare petrolio che verrà bruciato in larghissima parte nei motori.

Parere mio, sarebbe meglio smettere di sprecare petrolio nelle auto. In questo modo anche le superpetroliere consumerebbero zero visto che ci sarebbe bisogno di una frazione dei trasporti.

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa è una idea "geniale" alla Elone Mascherone, sicuri non sia un plagio?

L
Lucano 01 Jan 1970 @ 00:00

di ritorno al 1500

m
maxforum 01 Jan 1970 @ 00:00

ritorno al passato.. in effetti non è che servisse un genio