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Dal Giappone lo pneumatico smart che recupera l'energia cinetica

Subitomo Rubber Industries ha annunciato una nuova tecnologia che promette di recuperare energia direttamente dagli pneumatici

Dal Giappone lo pneumatico smart che recupera l'energia cinetica
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 30 lug 2019

L'evoluzione del settore automotive passa anche per gli pneumatici: dopo aver conosciuto il prototipo Michelin Uptis, lo pneumatico senza aria che non si buca, ci spostiamo in Giappone dove la Sumitomo Rubber Industries – il quinto produttore al mondo di pneumatici (include i marchi Dunlop e Falken) ha annunciato una nuova tecnologia che promette di recuperare energia direttamente dall'interno delle gomme.

Sviluppata dagli ingegneri del colosso giapponese, guidati dal Professor Hiroshi Tani della Kansai University, la tecnologia Energy Harverster prevede il recupero dell'energia cinetica prodotta dalla deformazione dello pneumatico, per esempio durante le curve. Si sfrutta dunque la carica elettrostatica dovuta all'attrito delle gomme sull'asfalto, e lo si fa attraverso un dispositivo che viene installato all'interno della carcassa dello pneumatico. 

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Secondo gli ingegneri della Subitomo, la tecnologia Energy Harvester permette di recuperare una quantità di energia tale da alimentare i sensori utilizzati per il monitoraggio della pressione degli pneumatici, oppure per altri dispositivi della vettura, senza dunque la necessità di utilizzare delle batterie. La ricerca che ha portato alla formulazione di questo progetto è stata selezionata dalla Japan Science and Technology Agency, che supporterà lo sviluppo avanzato della tecnologia Energy Harvester per accelerarne l'industrializzazione. 

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Commenti Regolamento
𝓐
𝓐𝓭𝓻𝓲𝓪𝓷𝓸 జ్ఞ‌ా 01 Jan 1970 @ 00:00

Quei sensori costano una fortuna e spesso non puoi nemmeno cambiargli la batteria. Inoltre tengono tra gli 8 e 10 anni.
Ancora sto cercando dei sensori fake da incollare sotto la vettura, visto che non voglio spendere 200€ per i sensori invernali :P

I
Iba21 01 Jan 1970 @ 00:00

Io la moto elettrica, con un midi che simulasse il rumore del motore per non scoraggiarne l'acquisto, oppure versione meccanica con tamburello e bracci collegati al motore

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Energia che togli però all'oggetto in movimento...
Da piccolo ho avuto la geniale idea di attaccare delle turbine eoliche ai tetti delle automobili, così avrei potuto produrre energia infinita...

R
Rocco Siffredi 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerando quanta gente fa girare i cogIioni, se facessero un generatore testicolare avremmo risolto i problemi energetici del mindo

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Orribile
Il Polo - - > Lo Polo

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutti ciò che è in movimento può essere utilizzato per creare energia.
C'è solo l'imbarazzo della scelta.

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Non per sminuire il lavoro, ma è una cosa veramente inutile da applicare agli pneumatici se poi alimentano qualcosa che grazie a minuscole batterie ha una vita che è dieci volte quella dello stesso pneumatico...

È un po' come quegli orologi da polso che sfruttavano un generatore termoelettrico. Certo, fighissimo e tutto il resto, ma veramente inutile visto che gli orologi con una economicissima batteria a bottone duravano tre o più anni...

Poi, ricordiamo che il recupero di energia non è che sia magia nera, l'energia recuperata deve provenire da qualche altra parte...

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Però si può leggere bene.

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Volevo fare una battuta su Roma, ma mi rendo conto che scriverne una sola sarebbe riduttivo.

S
SoUlSnAkE 01 Jan 1970 @ 00:00

Tranquillo, a Roma con tutte le buche che ci stanno avoglia a energia da recuperare

u
utente 01 Jan 1970 @ 00:00

È la forma corretta ed è anche la più facile da pronunciare.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti ha detto sentire non leggere :-)

M
MartinTech 01 Jan 1970 @ 00:00

da un punto di vista formale, l'uso del sostantivo LO/GLI(1°) al posto di IL/I(2°) è più corretto, specialmente nel registro scritto-formale. Il primo però si "scontra" anche con l'uso più comune del termine, che è invece il secondo. Sarebbero corretti entrambi, anche se formalmente e nel registro scritto è più corretto dire LO...ovviamente nel parlato nessuno ti romperà le scatole, men che meno il tuo gommista, se gli dici che vorresti cambiare "il" pneumatico, ma anzi ti proporrà la soluzione più costosa per te e più economica per lui :P

S
Sergio Amato 01 Jan 1970 @ 00:00

Consolati, non credo saresti diventanto milionario

N
Neuzzo 01 Jan 1970 @ 00:00

Power Harvesting è una figata assurda, anche se poi a livelli funzionali è veramente difficile sfruttarlo!

e
eppak 01 Jan 1970 @ 00:00

Tipo due al bar:
"per cosa bevi?"
"io bevo per dimenticare..."
"dimenticare cosa?"
"non me lo ricordo più..."