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Xiaomi e BYD: vendite crollate a febbraio, ma non è crisi. Ecco perché

I dati di BYD e Xiaomi parlano di una riduzione delle vendite, ma il quadro complessivo è meno negativo.

Xiaomi e BYD: vendite crollate a febbraio, ma non è crisi. Ecco perché
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 2 mar 2026

Cosa dicono i dati di febbraio del mercato elettrico cinese? Lo scorso mese alcuni marchi cinesi hanno registrato un importante calo a doppia cifra. In particolare, BYD ha chiuso febbraio con vendite in calo del 41% su base annua. Xiaomi ha fatto segnare poco più di 20.000 consegne contro le 39.000 unità di gennaio e le 50.000 di dicembre 2025. Questi numeri sembrano preoccupanti, ma non lo sono.  Vanno infatti contestualizzati: così si scopre che ad essere determinanti sono stati il calendario e una fisiologica fase di transizione.

La situazione di BYD

BYD ha chiuso il mese di febbraio con 190.190 unità vendute. In calo del 41% rispetto a febbraio 2025. E del 9,5% rispetto a gennaio. Di mezzo però c’è stata la pausa del Capodanno cinese. Quest’anno la festività ha fermato la produzione dal 15 al 23 febbraio. C’è stata una riduzione delle giornate lavorative. I numeri interni pesano, certo, ma le esportazioni raccontano una storia diversa. Le spedizioni all’estero superano le 100.000 unità per il quarto mese consecutivo, con una crescita del 50,1% su base annua.

All’interno del portafoglio prodotti, gli ibridi plug-in continuano a prevalere sulle elettriche pure. Le PHEV si attestano a 108.243 unità. Le BEV raggiungono le 79.539. Un equilibrio che BYD ha scelto consapevolmente, specialmente nei mercati internazionali (come quello europeo) dove la domanda di elettrico puro è ancora discontinua.

Più complessa la situazione in Cina. Qui, infatti, all’inizio dell’anno è stata introdotta una nuova tassa del 5% sui veicoli NEV (New Energy Vehicle, termine usato in Cina per indicare tutti i veicoli a nuova energia), una misura che ha aumentato la pressione sulla domanda. BYD ha risposto con piani di finanziamento a sette anni a tasso ridotto. Entro fine mese sono attesi anche il lancio della Blade Battery 2.0 e della seconda generazione delle colonnine Flash Charge.

E quella di Xiaomi

Xiaomi ha dichiarato di aver consegnato più di 20.000 unità nel mese di febbraio. Anche qui un calo importante. Nello specifico la riduzione c’è stata rispetto alle 39.002 di gennaio e al record di 50.212 toccato a dicembre 2025. Il rallentamento però era atteso. La prima generazione della SU7 ha concluso la produzione a inizio febbraio e la nuova versione è attesa per aprile, con aggiornamenti al sistema di guida assistita e alle configurazioni hardware. Nel mezzo, la YU7 regge quasi da sola il volume delle consegne. A gennaio il SUV elettrico aveva coperto il 97,1% delle consegne totali del brand, con 37.869 unità. Nel 2025 Xiaomi EV ha consegnato complessivamente 411.837 veicoli. L’obiettivo per il 2026 è fissato a 550.000 unità, con diversi nuovi modelli in arrivo nel corso dell’anno.

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