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Volvo valuta un nuovo SUV di grandi dimensioni, erede dell’XC90

Il marchio svedese considera l’ipotesi di un’ammiraglia ibrida.

Volvo valuta un nuovo SUV di grandi dimensioni, erede dell’XC90
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 28 gen 2026

È un momento di transizione per il settore auto. Lo sappiamo, ma sono gli stessi CEO dei grandi march automobilistici a confermarlo. Recentemente il numero uno di Peugeot ha raccontato della possibilità che il marchio francese possa proporre una nuova ammiraglia (e una nuova station wagon) e ora il suo pari in Volvo ha parlato di un prossimo modello del marchio svedese. Håkan Samuelsson ha infatti raccontato che un SUV di segmento superiore rientra nelle riflessioni che sta animando l’azienda.

La notizia è interessante non solo per la possibilità di un nuovo modello, ma anche per le caratteristiche. Volvo, infatti, è da sempre prudente nell’espansione verso modelli più imponenti, mentre ora scopriamo che sta valutando l’ipotesi di una nuova ammiraglia ibrida posizionata sopra l’attuale XC90. Il progetto di un SUV ibrido di segmento F non ha ancora un nome ufficiale, ma tra gli addetti ai lavori viene indicato come una sorta di X7 scandinava. Un modello pensato per soddisfare le preferenze dei clienti che richiedono spazi generosi e soluzioni tecniche avanzate.

La gamma Volvo

Questa tipologia di auto, i SUV di grandi dimensioni, rappresenta una fascia di mercato che negli Stati Uniti e in Cina continua a crescere. Per questo Volvo osserva con attenzione il mercato e valuta la possibilità di proporre un nuovo modello.

La proposta di Volvo attualmente prevede l’EX90 e l’XC90. Si tratta di modelli che in Cina e negli USA potrebbero non bastare per presidiare una fascia che vede crescere rivali come BMW X7 e Mercedes-Benz GLS. Il rischio è di rimanere fermi. Farlo però significherebbe lasciare spazio ai concorrenti, che si stanno già muovendo con decisione in questo segmento e stanno raccogliendo i primi risultati.

Perché un SUV ibrido

L’eventuale motorizzazione sembra già delineata nelle intenzioni del marchio. La preferenza dei clienti verso soluzioni ibride, più che elettriche pure, sta orientando la strategia. Su vetture che superano i cinque metri la trazione esclusivamente elettrica richiederebbe pacchi batteria molto pesanti. Questo limite tecnico inciderebbe sull’autonomia e sui costi, quindi l’ibrido ad alte prestazioni appare la scelta più realistica.

Non è un caso che all’interno del gruppo Geely stiano emergendo progetti capaci di offrire indicazioni tecniche interessanti. La recente Zeekr 9X rappresenta l’esempio più evidente. Utilizza un motore 2,0 litri turbo abbinato a tre unità elettriche che generano una potenza complessiva vicina ai 1.400 CV e consentono un’autonomia elettrica, grazie alla batteria da 70 kWh, che può raggiungere i 302 km circa. Un’impostazione di questo tipo potrebbe ispirare la definizione tecnica del futuro modello Volvo.

C’è poi un altro aspetto rilevante. Se il progetto dovesse ottenere il via libera, la produzione sarebbe molto probabilmente affidata allo stabilimento di Charleston. La scelta rientra nella strategia industriale di costruire negli Stati Uniti i modelli destinati a quel mercato. Il vantaggio competitivo sarebbe immediato, perché permetterebbe di aggirare i dazi e di accorciare i tempi di distribuzione. Lo stesso impianto realizza già modelli basati sulla piattaforma SPA2, cioè proprio XC90 ed EX90, una base tecnica che potrebbe sostenere anche il nuovo SUV. Senza escludere del tutto l’ipotesi che Volvo possa guardare anche alle altre soluzioni tecniche sviluppate nel gruppo Geely, non solo alla SPA2.

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