Volkswagen riscrive le regole dell’efficienza: l’elettrica che consuma meno di uno scooter
Il nuovo Volkswagen Mission Efficiency raggiunge un coefficiente aerodinamico record di 0,158 Cx, il più basso mai ottenuto da un’auto omologata
Per tanto tempo il nome Volkswagen è stato associato a modelli di grande diffusione, infarciti di razionalità e in grado di conquistare il mercato in modo trasversale e senza affanno. Tuttavia, nonostante i chiari di luna odierna, a Wolfsburg non hanno smesso di sperimentare. Lo dimostra il nuovo Mission Efficiency, un prototipo sviluppato sulla base della ID. Polo che ha appena stabilito tre record legati all’efficienza energetica, riportando alla memoria uno dei progetti più visionari della storia recente del marchio: la XL1.
Chi rammenta quella vettura sa di cosa si parla. Prodotta in appena 200 esemplari, la XL1 era stata progettata per consumare meno di un litro di carburante ogni 100 chilometri. In quel frangente il carburante prescelto fu il diesel. Oggi VW torna a inseguire lo stesso obiettivo, ma nel mondo della mobilità a batteria.
Un’aerodinamica da primato
Il dato che colpisce più di tutti è il coefficiente aerodinamico. Il Mission Efficiency raggiunge infatti un valore di appena 0,158 Cx, il più basso mai registrato da un’auto omologata per la circolazione stradale. Almeno finora. Un risultato ottenuto senza ricorrere a soluzioni estreme o poco pratiche.
Gli ingegneri hanno persino mantenuto gli specchietti tradizionali derivati dalla ID. Polo, rinunciando alle telecamere esterne sfruttate da alcuni modelli ad alte prestazioni aerodinamiche. La carrozzeria lunga 4,78 metri è stata modellata come una goccia d’acqua. La parte anteriore, il sottoscocca e le ruote sono stati ottimizzati per ridurre al minimo le turbolenze. Anche i tergicristalli sono nascosti sotto il cofano e le maniglie delle porte risultano a scomparsa. Tutto è stato studiato per fendere l’aria come una spada.
Tre record in un colpo solo
Il primato aerodinamico è soltanto uno dei risultati ottenuti dal prototipo teutonico. VW dichiara infatti un consumo record di appena 6,89 kWh ogni 100 chilometri, escludendo le perdite di ricarica, durante una percorrenza di 1.278 chilometri effettuata su strade aperte al traffico. La velocità media è stata di 67,7 km/h, con punte fino a 138 km/h.
In condizioni ideali il dato è sceso ulteriormente fino a 6,48 kWh/100 km, un valore che rappresenta uno dei migliori risultati mai ottenuti da un veicolo elettrico. Secondo il ciclo WLTP il consumo omologato è pari a 8,4 kWh/100 km, comunque un riferimento assoluto nel panorama delle auto a batteria.
Tecnica derivata dalla futura ID. Polo
Sotto la carrozzeria ultra-aerodinamica si trovano componenti destinati alla produzione di serie. Il Mission Efficiency utilizza infatti la piattaforma MEB+, la stessa architettura sulla quale nascerà la futura ID. Polo. Il motore elettrico sviluppa 99 kW, equivalenti a 135 CV, mentre la batteria NMC ha una capacità netta di 54,9 kWh.
L’autonomia teorica supera abbondantemente i valori delle compatte elettriche attualmente in commercio grazie ai consumi estremamente ridotti. La velocità massima raggiunge i 160 km/h e lo scatto da 0 a 100 km/h viene completato in 9 secondi. La ricarica rapida in corrente continua arriva fino a 105 kW.
Abitacolo pratico e tanta attenzione alla realtà
A differenza di molti concept, il Mission Efficiency è stato progettato pensando anche all’utilizzo quotidiano. Volkswagen sottolinea che il veicolo rispetta i requisiti di sicurezza e ha affrontato test di stabilità e dinamica. Tra le soluzioni più interessanti figurano il tetto solare, che oggi alimenta i sistemi di bordo ma potrebbe in futuro contribuire anche alla ricarica della batteria, e numerosi vani portaoggetti distribuiti lungo la carrozzeria.
Il bagagliaio offre 481 litri di capacità, ai quali si aggiungono altri 120 litri nel vano inferiore. Abbattendo gli schienali posteriori si arriva a 1.090 litri complessivi. Per ora il Mission Efficiency resta un laboratorio tecnologico, ma il messaggio lanciato da Volkswagen è chiaro: l’autonomia delle auto elettriche non si aumenta soltanto con batterie più grandi. A volte basta farle attraversare l’aria nel modo più intelligente possibile.