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Viaggi in Svizzera? Attenzione al "Sat Speed": ti lascia senza patente

Nuovi controlli in Ticino con il sistema Sat Speed. Distanza di sicurezza azzerata e sanzioni severissime. Si perde la patente

Viaggi in Svizzera? Attenzione al "Sat Speed": ti lascia senza patente
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 25 giu 2026

Viaggiare “sfanalando” e restando attaccati a chi precede, sulle autostrade del Canton Ticino, adesso costa carissimo. C’è il ritiro immediato della patente. La Polizia cantonale ha deciso di fare sul serio lungo la tratta verso il Nord Europa, azzerando i margini di tolleranza con un nuovo sistema di controllo, il “Sat Speed“. Si tratta di una tecnologia che riprende i veicoli e misura al millisecondo lo spazio che li separa, lasciando a piedi chi non rispetta le distanze e senza possibilità di fare ricorso.

I dati diffusi dal Governo cantonale dicono chiaramente che non si tratta di una minaccia teorica. Tra l’inizio del 2023 e la metà del 2025, gli agenti hanno fatto 118 posti di blocco mirati, collezionando 15 ammonimenti e ben 44 patenti ritirate, con stop alla guida che vanno da uno a tre mesi.

Le soglie di legge e le sanzioni

In condizioni ottimali, la distanza di sicurezza minima richiesta dal Codice svizzero è di 1,8 secondi. Sotto questo limite scatta l’illecito, diviso dalla giurisprudenza in tre fasce:

  • tra 1,8 e 0,8 secondi (infrazione semplice): sanzione pecuniaria o ammonimento;
  • tra 0,8 e 0,6 secondi (infrazione di media gravità): revoca della patente per 1 mese;
  • meno di 0,6 secondi (infrazione grave): revoca della patente per 3 mesi.

Nessuna eccezione per frontalieri e autotrasportatori

Le pattuglie non fanno sconti a nessuno. Che si tratti di un’utilitaria, di una moto o di un TIR, il trattamento è lo stesso. Una linea dura che tocca da vicino soprattutto i tantissimi frontalieri e gli automobilisti italiani che usano le strade ticinesi per muoversi verso il Nord.

Avere fretta o essere in ritardo non serve come scusa. Gli agenti, infatti, non si limitano a guardare il timer del computer, ma analizzano lo scenario completo. Chi pensa alla solita scusa della polizia che vuole “fare cassa”, qui si sbaglia: l’Esecutivo ha precisato che i soldi delle multe vanno a finire nel bilancio comune dello Stato. L’unica vera priorità è far decelerare chi corre troppo, prima che provochi un incidente.

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