Torna il mondiale di F1, si accende lo scontro Mercedes-Ferrari
Dopo la lunga pausa estiva la Formula 1 torna in Olanda, dove si riaccende il duello mondiale tra Mercedes e Ferrari
Dopo la pausa estiva (il compianto Marchionne avrebbe chiosato magari “pausa da che?”), si riaccendono i motori, pardon, le unità ibride a Zandvoort.
Come recita il comunicato Ferrari “La pista olandese, lunga 4.259 metri, si sviluppa tra le dune affacciate sul Mare del Nord ed è caratterizzata da una sequenza di curve veloci, da cambi di direzione e da tratti sopraelevati che la rendono unica nel calendario. La carreggiata stretta e il disegno tortuoso rendono i sorpassi molto complessi: la qualifica sarà dunque fondamentale. Il poco spazio a disposizione e la presenza della ghiaia immediatamente oltre i limiti della pista richiedono inoltre grande precisione, mentre vento e condizioni meteorologiche possono costituire ulteriori variabili nel corso del fine settimana”.
Giova inoltre ricordare che si tratterà, per la gioia di Stefano Domenicali e dei suoi “nuovi tifosi”, di un fine settimana con la gara sprint, e quindi solo una sessione per sistemare il set up delle monoposto, cosa che potrà sparigliare ancora di più le carte (spettacolo, spettacolo, spettacolo!).
Cosa aspettarsi dalla gara
Fatta questa lunga premessa, i motivi per attendere questa gara e la seconda parte del mondiale di F1 sono soprattutto legati a Mercedes vs Ferrari. Mercedes non ha ammazzato il mondiale (i pessimisti come me dicono: non ancora).
Monoposto migliore del lotto nella sua globalità, ma con un problema di affidabilità lato ibrido grande come una casa. La vera domanda è se d’ora in poi i tecnici della stella a tre punte siano riusciti a risolvere questi problemi. Plausibilmente, non del tutto.
Ferrari è ancora in lotta per entrambi i mondiali ma ragionevolmente potrà competere, salvo disastri Mercedes, per il solo mondiale costruttori. E sarebbe comunque un risultato importantissimo. Soffermiamoci proprio sulla casa di Maranello. Vasseur è riuscito a plasmare una squadra molto aggressiva soprattutto dal punto di vista degli sviluppi. Ma nel team permangono ancora eredità del passato per quel che riguarda la gestione del muretto “live”, sia in qualifica che in gara. Molti punti si sono persi per questo.
Tuttavia, la SF-26 ha due armi formidabili. Probabilmente il miglior telaio del lotto e una PU che sembra praticamente indistruttibile, con un’affidabilità degna dei migliori Diesel (speriamo che qualche ambientalista non storca troppo il naso).
Il ruolino di marcia della Rossa prevede la probabilità di un nuovo fondo proprio nel gran premio di casa di Max Verstappen.
Questo nuovo fondo è un’evoluzione di quello già portato a Barcellona a giugno. Non è un pezzo completamente diverso, ma migliora soprattutto la parte davanti e il diffusore (la zona posteriore del fondo, che “spinge” l’aria verso il basso). L’obiettivo è dare più aderenza su un circuito come Zandvoort, che ha tante curve (alcune inclinate) e asfalto un po’ scivoloso. Ci sono anche piccoli ritocchi alle ali, soprattutto quella posteriore: prevista una versione “ad alto carico” (simile a quella vista in Ungheria), ma un po’ meno estrema, perché a Zandvoort serve tanta aderenza ma non al livello massimo. Perché ora? Anche se è un weekend Sprint (poca prova libera, solo una sessione), vogliono testare subito questi pezzi per capire se funzionano e recuperare punti. Per i tecnici della Ferrari c’è ancora margine di miglioramento sul telaio.
Le modifiche al motore
E veniamo al motore endotermico che potrà sfruttare, tutti dicono a Monza (il gran premio di casa della Ferrari), il secondo gettone di sviluppo ADUO. Ricordiamo Cos’è l’ADUO: è un “permesso speciale” della FIA. Se il tuo motore è un po’ indietro rispetto agli altri (in questo caso la Ferrari rispetto a Mercedes e altri), ti danno la possibilità di fare due aggiornamenti extra durante la stagione, senza sforare i limiti di budget. La Ferrari ha già usato il primo (in Austria, con guadagni piccoli). Questo è il secondo (ADUO-2). Cosa possiamo ipotizzare?
Un nuovo turbo: stesso diametro di base, ma con palette diverse per numero e inclinazione. Serve a far entrare meglio l’aria e dare più spinta ai massimi regimi.
Modifiche alla camera di combustione: aumento della temperatura in fase di esplosione della miscela e maggiore pressione per più potenza. E ultimo, ma non meno importante: una nuova benzina Shell, pensata apposta per questo motore, che migliora l’efficienza della combustione.
Quanto guadagno si può ragionevolmente sperare? Dai test al banco (in fabbrica) si parla di 13-15 cavalli in più. I più ottimisti parlano anche di 20 cavalli. A Monza è tanta roba. Ma non è tanto quello il punto. Il punto è, come ha mostrato Mercedes, che un motore endotermico potente, associato ad un sistema ibrido ottimizzato con un software (centralina) che gestisce bene tutte queste variabili porta ad un ciclo virtuoso. Cerchiamo di spiegarlo proprio terra-terra e con un’estrema semplificazione: poca potenza motore a scoppio, ibrido che deve essere ricaricato prima, minore velocità alla fine dei rettilinei (super-clipping).
Molta potenza motore a scoppio, ibrido che può essere ricaricato più tardi, maggiore velocità alla fine dei rettilinei (minore super-clipping). Immaginate, potenzialmente, cosa può significare associare il migliore telaio del lotto ad un sistema propulsivo più potente. Potrebbe significare una vera lotta, gara per gara, contro Mercedes.
Questa, in definitiva, è la vera sfida che rende teoricamente aperto il mondiale. Senza dimenticare gli altri due top team: Red Bull e McLaren (soprattutto quest’ultima in grande spolvero). Non ci resta che attendere.