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Topi morti lanciati nelle auto al semaforo: il nuovo metodo dei ladri a Napoli

L'agghiacciante stratagemma avrebbe lo scopo di indurre gli automobilisti ad uscire dall'auto spaventati per poi prendere possesso del veicolo con estrema rapidità. Ci sono segnalazioni in diverse zone del capoluogo campano.

Topi morti lanciati nelle auto al semaforo: il nuovo metodo dei ladri a Napoli
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 28 lug 2026

In una città dove molto spesso l’immaginazione supera la realtà si possono raccogliere notizie e fatti che hanno dell’incredibile. A Napoli, città baciata dal sole e dalla brezza marina, continuano a nascere persone che si impegnano a sporcare l’immagine di una realtà che con fatica, speranza e determinazione di pochi cerca il suo riscatto quotidiano nelle eccellenze.

Che tu sia turista o non, non importa una volta alla guida diventi parte del tutto, di un magma che si muove lentamente ma sempre in sincronia, dove le auto si sfiorano ma non si urtano quasi mai, dove si accelera e si passa dove in altre città è praticamente impensabile, dove un finestrino aperto può rappresentare un rischio più che una boccata d’aria. Leggenda metropolitana o realtà condivisa via social e approfondita dai quotidiani, il nuovo, ma non troppo, metodo per rubare l’auto a Napoli è la tecnica del topo morto. Avete letto bene, benissimo, e già potete immaginare di che cosa si stia parlando.

 

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La tecnica spaventosa

Un topo di fogna viene lanciato nel finestrino delle auto ferme al semaforo o bloccate nel traffico sull’Asse Mediano creando ribrezzo e paura nel conducente e tra i passeggeri. L’immagine disgustosa è già nei vostri occhi, immaginate i poveri malcapitati con un topo sulle gambe o sulle scarpe. L’istinto è quello di frenare e scendere velocemente dal mezzo, per dare spazio così al piano progettato dai malviventi che con destrezza aprono la portiera o si introducono liberamente per partire a razzo sottraendo il veicolo al legittimo proprietario che rimane sul ciglio della strada con un sapore amaro in bocca.

Questa è anche la Napoli che fa notizia, dove il bello lascia il passo a chi ruba, rapina, e violenta l’immagine di una città che fatica a rialzarsi perchè ogni volta viene ferita da fatti, da persone che mettono alla prova tutti i giorni la parte sana. Dove tra stese e coltelli, chi resta ferita è anche lei, Partenope e la sua bellezza. Segnalazioni simili sui topi, sempre a Napoli, erano già arrivate dai quartieri di San Giovanni a Teduccio e Barra nel 2018.

Un problema atavico

Napoli eccelle in tanti settori dalla sartoria, famosa in tutto il mondo, al cibo, chi non ha mai sentito parlare della formula magica dell’impasto della pizza napoletana? Eccelle nella cultura e nell’arte. Ma il Vesuvio crea altre ombre, dove la cronaca nera fa più notizia di un quadro di Caravaggio al Pio Monte della Misericordia, la Napoli violenta, la Napoli che spara e ferisce a morte, una Napoli che ruba, ma non come il famigerato Robin Hood.

Tutti oggi vogliono portare a casa un pezzo di Partenope, tornata alla ribalta grazie al cinema e al suo bel calcio, oppio dei poveri e dei ricchi, tutti vogliono respirare l’aria dei famosi Quartieri Spagnoli, vivere almeno per un giorno “alla napoletana”, tra un caffè a Mergellina e una sfogliatella a Toledo. Un buon caffè, ristretto ovviamente, e via di nuovo alla guida nel traffico congestionato della città tra smog e vicoli stretti. Ma in questi tempi così incerti e caldi, forse sarebbe meglio cambiare il filtro dell’aria condizionata e non lasciare i finestrini aperti se vi trovaste a passare in alcune zone nel capoluogo campano, in particolar modo nell’hinterland a nord e in parte della provincia di Caserta, come sottolineato anche dall’edizione napoletana del Corriere della Sera.

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