Il nobile scopo di una famosissima hit anni ‘90: prevenire gli scontri stradali
Un celebre brano di Robert Miles è stato composto per prevenire le "stragi del sabato sera", fenomeno di particolare rilevanza sulle strade italiane negli anni '90.
Gli anni ’90 portano con sé il ricordo di brani dance iconici e indimenticabili, ma anche l’ombra di un fenomeno tragico che segnò profondamente le strade italiane in quel decennio: le “stragi del sabato sera”.
Una strage ogni fine settimana
In quegli anni, molto più di oggi, nel fine settimana migliaia di giovani facevano trasferte anche fuori regione per andare a ballare nei migliori locali e, a fine serata, si mettevano al volante per affrontare lunghi viaggi di ritorno verso casa. La stanchezza dopo ore di ballo, l’adrenalina accumulata e purtroppo anche l’uso di sostanze e alcol, si trasformavano in una combinazione letale alla guida. Le conseguenze furono drammatiche: a metà del 1996, le stime parlavano di circa 2.000 vittime di scontri stradali dall’inizio del decennio, di cui una buona parte durante i fine settimana.
La prevenzione attraverso un brano
Proprio in questo difficile contesto, l’indimenticato DJ e compositore italiano Robert Miles, pseudonimo di Roberto Concina, decise di usare il suo talento alla console con un obiettivo chiaro: provare a salvare la vita dei giovani frequentatori dei club, italiani e non solo. Nel 1995 rilasciò “Children”, un brano composto come strumento pratico di prevenzione degli scontri stradali a fine serata.
L’intuizione di Miles fu geniale: creare un brano che potesse essere utilizzato dai DJ come chiusura delle serate in discoteca con il fine di calmare i ragazzi prima che si mettessero al volante della loro auto per il rientro a casa. Pioniere del genere “dream trance”, il brano abbandonava il beat aggressivo in favore di un ritmo morbido e di una melodia al pianoforte ipnotica e malinconica, capace di indurre riflessione e un senso di pace. Abbassando i livelli di adrenalina, la musica preparava i giovani a un viaggio in auto più lucido e tranquillo, contrastando la spregiudicatezza e le condotte azzardate al volante.
L’origine del titolo
Oltre al nobile scopo di aumentare la sicurezza stradale, l’ispirazione del brano venne anche da un episodio della vita personale dell’artista. Di rientro da una missione umanitaria nei territori della ex-Jugoslavia, il padre di Robert Miles mostrò al figlio delle foto di bambini vittime innocenti della guerra nei Balcani, che si combatteva in quegli anni. Quelle immagini scossero profondamente il compositore, che decise di scrivere un pezzo intitolato appunto “Children”.
Il ringraziamento dei genitori delle vittime
All’epoca, l’iniziativa di prevenire le stragi del sabato sera attraverso un brano fu accolta positivamente dalle autorità e dalle associazioni dei genitori delle giovani vittime di scontri stradali. Oggi, ascoltare “Children” in auto significa non solo apprezzare una pietra miliare dell’eurodance anni ‘90, ma anche viaggiare con un sottofondo musicale nato per proteggere chi guida.