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Tesla Robotaxi? Non potrà chiamarsi semplicemente "Robotaxi"

Problemi con la registrazione dei nomi presso l'ufficio brevetti

Tesla Robotaxi? Non potrà chiamarsi semplicemente "Robotaxi"
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 9 mag 2025

Il tentativo di Tesla di registrare il marchio "Robotaxi" per i suoi veicoli a guida autonoma è stato respinto dall'U.S. Patent and Trademark Office (Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti). Il motivo? Il termine è troppo generico ed è già oggi utilizzato per descrivere beni e servizi simili da altre aziende. Questo significa che l'azienda americana non potrà registrare come marchio esclusivo il termine "Robotaxi" che da anni Elon Musk utilizza per identificare i suoi futuri veicoli a guida autonoma. Dunque, queste vettura non potranno avere l'esclusiva del nome "Robotaxi".

La decisione non è comunque definitiva. Se Tesla vorrà, potrà presentare entro 3 mesi una nuova documentazione sul perché merita l'assegnazione del marchio "Robotaxi". Nel caso la casa automobilistica non dovesse presentare nuovi elementi per convincere l'ufficio brevetti, la domanda di registrazione del marchio semplicemente sarà archiviata.

Questa domanda di registrazione era relativa ad un abbinamento alle auto. Tesla ha infatti presentato un'ulteriore domanda di registrazione del marchio "Robotaxi", in questo caso relativa al servizio di trasporto passeggeri che intende lanciare con i suoi veicoli a guida autonoma. A quanto pare, al momento, su questo caso non sarebbe stata ancora presa una decisione dall'ufficio brevetti.

PROBLEMI ANCHE CON CYBERCAB

Tesla non si è limitata a voler registrare il marchio "Robotaxi". Infatti, l'azienda di Elon Musk ha presentato una domanda anche per il nome "Cybercab". Anche qui ci sono problemi in quanto la domanda è stata bloccata dato che altre aziende stanno cercando di registrare marchi "Cyber" simili. Tra queste, un'azienda che ha depositato numerose domande di registrazione relative ad accessori aftermarket per il Cybertruck.

Tesla ha anche presentato domande di registrazione per il termine "Robobus", che sono ancora in fase di esame. Insomma, la casa automobilistica sta trovando difficoltà nella registrazione dei nomi che utilizzerà per i suoi veicoli a guida autonoma e per il servizio di ride-haling. Intanto che la burocrazia fa il suo corso, la casa automobilistica sta continuando a lavorare sullo sviluppo della Full Self Driving che sarà il baricentro del suo servizio di trasporto a guida autonoma. Se non ci saranno ritardi, a giugno dovrebbe partire il progetto pilota che si svolgerà nella citta di Austin, in Texas.

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Commenti Regolamento
S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

È un'altro dei report che indica come il petrolio non potrà sostenere la mobilità mondiale per decenni come molti credono. Anche i giacimenti arabi sono in via di esaurimento, si tenta di trivellare a profondità sempre maggiori e sempre più al largo degli oceani, ma ormai i prezzi di estrazione sono difficilmente pareggiati dal prezzo attuale di mercato, di conseguenza ilnpetrolio salirà di molto nel medio-periodo, nonostante i nuovi giacimenti nel golfo del Messico o in Africa, scoperti recentemente.
Quindi, al di là di qualsiasi considerazione ambientale, l'umanità farà i conti con la probabile carenza di energia fossile da qui a 30 anni e le rinnovabili sono le uniche che possono compensare l'eventuale ammanco energetico

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Si chiamerà Fabbrica Vedove.

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

RoboCab o CyberTaxi sono liberi?

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Oltra a fatto che fai propaganda fuori tema, fai pure affidamento su un dato, il breakeven, che ha ben poco senso (come ti ho dimostrato tramite un articolo del Financial Times che descrive come sia folle fare affidamento su di esso) e che è stato smentito, nel suo valore, anche da autorità americane come ti ho già fatto notare, nella persona del Segretario all'energia:
"I produttori di shale oil statunitensi potrebbero aumentare la produzione anche se i prezzi del petrolio scendessero a 50 dollari al barile, poiché il settore continua a innovare e ad aumentare l'efficienza, ha dichiarato al Financial Times il Segretario all'Energia statunitense, Chris Wright."

Sei al limite della fake news, anche se al momento la inquadrerei come il riportare a modo di pappagallo una propaganda che ha ben attecchito su di te.
Il fatto che tu ignori completamente qualunque informazione non si allinei al tuo pensiero, anche essa provenga da fonti ufficiali, ritengo sia in modo lampante bias allo stato puro.

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Finirà che basterà aggiungere una lettera, magari identificativa tipo T per Tesla, quindi T-Robotaxi, dato che in effetti ormai è un nome generico senza.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

No, parlo di quella news che diceva che per i dazi, il Robotaxi veniva sospeso, e quindi in molti si sono messi a dire che era una scusa per cancellarlo, in quanto non fattibile. (I dazi hanno allungato i tempi)

T
TheDukeMB 01 Jan 1970 @ 00:00

GTA (GranTaxiAutomatic)
ForzaMotorTaxi
Tesla Taxi gear solid

T
TheDukeMB 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia potrebbe registrarlo come "NonVailPosTaxi".

n
nop 01 Jan 1970 @ 00:00

Propongo RoboVTaxi con la V obbligatoriamente maiuscola e scritta nera

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Un'altra occasione, per fare un commento costruttivo sprecata...

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Si chiama off topic non a caso

N
Non lo so 01 Jan 1970 @ 00:00

deve riempire le sue giornate, sta tutto il giorno qui a commentare

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Credevo la funzione OT servisse ad altri tipi d'interventi.
Internet è proprio cambiato

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo la dimostrazione del robotaxi è stata proprio in linea con quando aveva annunciato nei mesi prima

D
Dante Marchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

Io La chiamerei Trider G7.

D
Dante Marchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma io mi aspettavo CyberTaxi.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Io La chiamerei TaxiRobot

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho scritto che é OT.

A cosa serve?

Fare informazione, su ciò che sta succedendo lato transizione e ciò che c'é attorno

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Proprio come la scorsa volta, che era una scusa per cancellare tutto, quando poi non é stato cosi?

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Perfetto ha trovato la scusa per giustificare il ritardo del lancio del servizio

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

E OT a cosa serve?

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Noto che hanno poco fantasia con i nomi.

OT: Diamondback Energy, il maggior operatore indipendente nel bacino di Permian, l’area più ricca di petrolio non convenzionale del Paese, tra Texas e New Mexico, segnala che la produzione statunitense di shale oil ha probabilmente raggiunto il plateau e prevede un’inversione di tendenza già entro il secondo trimestre del 2025.

Il calo produttivo è attribuito a una combinazione di fattori macroeconomici, operativi e geologici:

- Prezzo del greggio: il WTI spot è sceso sotto i 60 $/bbl, livello minimo dal 2020 (escludendo due trimestri post-2004), insufficiente a sostenere il break-even operativo medio del settore shale.

- Cost inflation: l’incremento dei costi, in particolare per casing e materiali in acciaio (+10% nel Q1), è aggravato dai dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti.

- Contrazione operativa: riduzione del 15–20% delle frac crews attive (concentrate nel bacino del Permian) e stima di un -10% delle drilling rigs entro fine trimestre.
Diamondback dismetterà 3 impianti di perforazione e una frac crew.

- Capex revision: il budget annuale è stato tagliato di 400 milioni di dollari, portandosi a 3,4–3,8 miliardi $; produzione 2025 prevista in calo a 857–900 kbopd vs 883–909 precedentemente stimati.

- Strategia finanziaria: priorità a buyback e deleveraging rispetto al reinvestimento in nuove perforazioni, coerente con un approccio shareholder-first e una maggiore disciplina di bilancio rispetto al passato.

- Limiti geologici: secondo il CEO uscente Travis Stice, le attuali sfide di reservoir quality e depletion superano i benefici ottenibili da ulteriori efficienze tecnologiche.

Infine, la capacità di risposta rapida a rimbalzi di prezzo, storicamente supportata dai DUC (Drilled but Uncompleted wells), è ora ostacolata dai maggiori costi e dai vincoli logistici legati alla supply chain.
Il settore shale entra dunque in una fase di maturità operativa con margini di espansione strutturalmente ridotti.

Edit: Per evitare fraintendimenti, tutto ció che é stato riportato qui sopra (OT), é al 100% roba affermata Diamondback Energy, non ho aggiunto nulla di personale.

Per facilitarvi il check eccovi il link associati:

FT: https://www.ft.com/content/9e9192ba-02f1-4034-aaf0-200270d0f6d7

WSJ: https://www.wsj.com/livecoverage/stock-market-today-tariffs-trade-war-05-06-2025/card/u-s-shale-production-is-likely-to-decline-warns-major-driller-P0bd2u6FEpb7Wg9vQ8uC