Elon Musk frena sul Tesla Semi autonomo: prima le auto poi i camion
Lo sviluppo del sistema senza conducente per i mezzi pesanti slitta a fine anno. Spazio prima ai grandi volumi, mentre partono i Megacharger e gli incentivi
Tesla non punterà sulla guida autonoma per il Semi prima della fine del 2026 o dell’inizio del 2027. Lo ha confermato Elon Musk durante la presentazione dei risultati finanziari del secondo trimestre 2026. La priorità resta completare il software FSD (Full Self-Driving) per i modelli di massa come Model 3 e Model Y. Solo quando le auto avranno raggiunto una guida autonoma completa e non supervisionata, il team d’ingegneri sposterà le sue risorse sull’elettrico “pesante”.
La priorità ai grandi volumi e la “Marcia dei Nove”
Dividere la squadra di sviluppo in questa fase sarebbe un errore strategico secondo Musk. Il motivo è numerico. Anche entro fine anno, i volumi del Semi saranno troppo bassi rispetto al resto della flotta circolante.
Focalizzarsi sui modelli ad alto volume serve a superare quella che il CEO definisce la “Marcia dei Nove“. Si tratta della scalata tecnica per portare il sistema dal 99,9% di affidabilità alla sicurezza totale senza conducente. In questo processo, ogni “9" aggiunto dopo la virgola richiede uno sforzo pari a tutto il lavoro svolto fino a quel momento. Togliere risorse alle vetture da grande serie rischierebbe solo di rallentare il traguardo finale.
Carenza di autisti e sicurezza nel trasporto merci
Il ritardo non ridimensiona l’importanza del progetto. Musk considera il Semi autonomo uno snodo cruciale per la logistica americana, un settore che soffre di una pesante e cronica carenza di camionisti.
Trovare conducenti disposti a coprire le tratte a lungo raggio è sempre più difficile negli Stati Uniti. Automatizzare i camion servirebbe quindi a coprire i vuoti dell’organico, oltre a ridurre i tassi di incidentalità e migliorare le condizioni di lavoro complessive per chi sta su strada.
La produzione in Nevada e l’infrastruttura Megacharger
I tempi del software dovrebbero comunque coincidere con l’aumento dei volumi produttivi. Il report del Q2 2026 conferma che il nuovo stabilimento dedicato ai Semi in Nevada è attualmente in fase di avvio impianti (commissioning), con le prime uscite di serie previste entro la fine del 2026.
Sul fronte delle ricariche, la rete ad alta potenza inizia a uscire dalla fase sperimentale. A Bloomington è stata aperta la prima stazione pubblica di Megacharger, il sistema ad altissimo amperaggio pensato per fare il pieno alle batterie dei camion in tempi compatibili con le soste di legge.
L’impatto economico sulle flotte commercializzate
Anche senza la guida autonoma, i numeri del Semi iniziano a pesare sul mercato grazie alle sovvenzioni statali. In California, sommando i vari incentivi ambientali, il prezzo d’acquisto del veicolo può scendere fino a circa 50.000 dollari. Il Porto di Los Angeles spinge ancora di più, arrivando a coprire fino a 300.000 dollari per singolo mezzo.
Per chi gestisce flotte commerciali, il quadro inizia a farsi concreto. Un mezzo fortemente incentivato, una rete di ricarica dedicata in espansione e la prospettiva di eliminare il costo del conducente sul lungo periodo.