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Perché il Tesla Cybercab non viaggia di notte

Elon Musk ammette che la tecnologia di guida autonoma basata solo su telecamere fatica a rilevare gli animali al buio, riaprendo il dibattito sull'assenza dei sensori LiDAR e radar.

Perché il Tesla Cybercab non viaggia di notte
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 5 ott 2026

Sebbene la promessa della guida autonoma totale rimanga uno dei pilastri della visione di Elon Musk, il Tesla Cybercab sta incontrando delle criticità che ne hanno limitato l’operatività e che hanno riacceso il dibattito sulla scelta tecnologica adottata dal costruttore.

In particolare, ad Austin il servizio di robotaxi ha subito delle limitazioni di orario ben precise, in sostanza un’interruzione anticipata nelle ore notturne precedentemente fissata alle ore 22.00 e ora spostata alle 23.00. La motivazione alla base di questa cautela nelle ore più buie ha sorpreso analisti ed appassionati, sollevando dei dubbi sull’approccio di Tesla alla guida autonoma e sulla sua sicurezza in situazioni complesse, anche alla luce dell’inchiesta in corso da parte della NHTSA.

Le spiegazioni di Elon Musk

A chiarire pubblicamente le ragioni per cui il servizio non opera a pieno regime durante la notte è stato lo stesso Elon Musk. Con un messaggio sul proprio profilo su X, il CEO ha spiegato che la principale criticità del suo sistema di guida autonoma riguarda l’individuazione di piccoli ostacoli in presenza di due condizioni coesistenti:

  • la scarsa illuminazione;
  • il basso contrasto visivo.

Musk ha citato in particolare la difficoltà di evitare animali di piccola taglia, facendo l’esempio dei gatti di colore grigio sull’asfalto in piena oscurità. Una dichiarazione che però evidenzia un importante limite tecnologico a bordo del Cybercab. I sistemi di guida autonoma basati esclusivamente sulle telecamere commerciali, denominati “Tesla Vision”, evidenziano la loro debolezza proprio quando la luce naturale diminuisce. Le telecamere sono sensori di tipo passivo che dipendono dalla luce ambientale riflessa dagli oggetti e dal contrasto cromatico con lo sfondo. In presenza di un piccolo animale scuro o grigio che si muove sull’asfalto altrettanto scuro, la quantità di informazioni visive catturate dai sensori ottici diventa molto ridotta, rendendo complicato per la rete neurale distinguere l’ostacolo dallo sfondo.

Waymo usa anche Lidar e radar

Al contrario di Tesla, la concorrenza – Waymo in primis – ha scelto da tempo un approccio differente, fondato su un hardware integrato che include sensori attivi come il LiDAR ed il radar. Il LiDAR funziona emettendo impulsi laser invisibili e misurando il tempo impiegato dalla luce per ritornare al sensore, ricostruendo una mappa tridimensionale millimetrica dell’ambiente circostante. Questo sistema non necessita di illuminazione esterna e prescinde dal colore o dal contrasto dell’oggetto, rilevando qualsiasi ostacolo che si sollevi dalla superficie stradale. Waymo – i cui vertici in passato avevano criticato la tecnologia di Tesla pur senza citarla – ad esempio, impiega una suite composta da 13 telecamere, 4 LiDAR e 6 radar sui propri veicoli, garantendo un’operatività autonoma continua per 24 ore al giorno.

Tesla conferma la sua scelta: solo telecamere

Negli ultimi anni, Elon Musk ha contestato l’utilità del LiDAR, arrivando a definirlo una tecnologia superflua e sostenendo un approccio alla guida autonoma che si avvale esclusivamente su telecamere e reti neurali avanzate. Nel corso del tempo, Tesla ha persino rimosso i radar tradizionali nel 2021 ed i sensori ad ultrasuoni nel 2022 dai propri veicoli di serie, puntando esclusivamente sul solo segnale visivo. La recente ammissione sui rischi notturni riporta al centro del dibattito la reale e concreta necessità di integrare sensori ridondanti per garantire la massima sicurezza stradale in ogni condizione climatica o di luce.

Oltre agli aspetti tecnici, la limitazione oraria solleva importanti interrogativi anche sul piano commerciale ed operativo. Al momento del lancio del servizio robotaxi ad Austin, le corse erano inizialmente previste dalle ore 6:00 fino a mezzanotte, mentre ad oggi la copertura serale risulta ancora ridotta rispetto ai piani commerciali iniziali. La sfida per Tesla resta quindi quella di dimostrare che l’approccio basato solo su telecamere possa raggiungere i livelli di affidabilità necessari per la guida notturna senza conducente.

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