Cerca

Tesla, un annuncio di lavoro allude allo sviluppo interno di batterie LFP

Un nuovo annuncio di lavoro allude alla possibilità che Tesla realizzi in casa batterie LFP

Tesla, un annuncio di lavoro allude allo sviluppo interno di batterie LFP
Vai ai commenti
Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 14 ott 2024

Tesla, lo sappiamo, sta lavorando su celle 4680 la cui produzione sta andando progressivamente a regime. Batterie molto importanti per il suo futuro e proprio di recente erano emerse indiscrezioni su possibili nuove varianti di queste celle destinate a futuri modelli.

Non è un mistero che Elon Musk intenda puntare molto sulle batterie LFP (litio-ferro-fosfato). Oltre ad essere più economiche, permettono di dover dipendere meno da materie prime preziose come nichel o cobalto. Oggi, questi accumulatori vengono forniti dai suoi partner come CATL e BYD.

Da tempo si parla della possibilità che l'azienda di Elon Musk possa arrivare a produrre direttamente celle LFP. Alla fine di marzo un rapporto di Bloomberg affermava che l'azienda stava valutando la possibilità di costruire una nuova fabbrica per le batterie assieme a CATL negli Stati Uniti, dove andare a produrre proprio celle del tipo LFP.

Adesso, c'è una novità interessante in quanto Tesla ha pubblicato un annuncio di lavoro in cui si allude a progetti per la produzione interna di questi accumulatori. Infatti, la casa automobilistica sta cercando un Senior Cell Materials Engineer per un programma che riguarda catodi al litio ferro fosfato (LFP). Annuncio che farebbe pensare che l'azienda sta cercando di sviluppare questa chimica delle batterie internamente.

Il tuo compito sarà guidare gli sforzi di convalida del team interfunzionale dei nostri materiali catodici LFP, sviluppando nuovi materiali e test elettrochimici per accelerare i tempi di qualificazione e portare le competenze del nostro team nell'interpretazione dei dati elettrochimici e dei materiali a un livello superiore.

Quanto emerso è sicuramente interessante e arriva poco dopo l'eliminazione della versione RWD della Tesla Model 3 dotata della batteria LFP dalla gamma negli Stati Uniti. Come sappiamo, questa scelta è stata fatta anche a seguito dell'introduzione di nuovi dazi per le batterie prodotte in Cina.

Produrre in casa, negli Stati Uniti, le celle LFP per le vetture vendute in questo mercato potrebbe avere senso per poter aggirare i dazi. Inoltre, si vocifera che il nuovo Tesla Cybercab possa disporre di batterie con chimica LFP e vista la tipologia di vettura non si può escludere.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento
i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

STLA medium è una bella piattaforma la e3008 fa i consumi di Model Y è con 71KWh di batteria non è affatto male.

Purtroppo costa come una Model Y e questo inficia buon parte dei vantaggi.

Ci vorrà una seconda gen di piattaforme e nuove batterie per le europee se vogliono mettersi in pari o sorpassare Tesla e cinesi.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti continuano con la piattaforma ecmp, che è vincolata alle nmc: ho visto l'anteprima della ec4-ec4x 2025 e restano tutte lw criticità della ecmp, ovvero batteria 50-54 kwh, tunnel centrale nei sedili posteriori, niente frunk e motori da 100-115 kw senza one pedal. Probabilmente anche il solito differenziale di prezzo tra versione termica ed elettrica (10k euro) permarrà nei listini

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

È chiaro che NON avendo investito nel diesel Tesla fallirà a breve, così come Toyota, Volvo, BYD ecc ecc

Tornando seri invece, LFP chiave di volta per la democratizzazione delle BEV. Gli unici che non ci sentono da questo orecchio sembrano le case europee. Tolta Stellantis che ha iniziato ad usarle sulla eC3/Panda il resto continua con le costose NMC piangendo poi le mancate vendite.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Per la qualità dell'auto, ti consiglio di vedere questo:

https://m.youtube.com/watch?v=izvdO-zdlKg

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto: vediamo i prezzi finali e speriamo siano quelli.
L'altra tematica è capire la qualità complessiva di un'auto che costa al pubblico 9K.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

La Seagull in Cina costa 9k euro
La Yuan Up costa 13k euro

Anche raddoppiano il prezzo, siamo giusti

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me quei prezzi erano pura teoria, vedremo quelli effettivi.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Pre dazi, byd aveva detto che la Seagull sarebbe arrivata a 20k, se ora arriva a 25k, vuol dire che ci ha caricato i dazi.
Se la seagull la mettono a 20k, questa da 25k potrebbe essere la Yuan Up

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe ottimo, ma mi sembrano cifre basse calcolando i dazi...

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Direi ottimo.

Nel frattempo:

BYD sta per lanciare sul mercato europeo un’auto elettrica "economica" a partire da 25.000 euro (che si spera non sia la Seagull 😅), una cifra molto competitiva che potrebbe sfidare il mercato delle auto elettriche in Europa.

Questo avverrà inizialmente in Germania nei prossimi mesi.
Nonostante i dazi imposti dall'Unione Europea per limitare l'ingresso di auto cinesi, BYD ha ottenuto dazi più bassi rispetto ad altre case automobilistiche (meno del 10%) grazie alla sua collaborazione con le autorità europee.

L’obiettivo di BYD è chiaro: conquistare il mercato europeo con prezzi che variano tra i 25.000 e i 30.000 euro, in competizione diretta con i principali produttori di auto elettriche come Tesla.
La vicepresidente esecutiva di BYD, Stella Li, ha affermato che sarà necessario meno di sei mesi per convincere i consumatori tedeschi, puntando a guadagnare la loro fiducia.