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Suzuki S-Presso 2026: la citycar "furba" che forse all'Italia servirebbe

Un mini-SUV da 3,57 m, 18 cm da terra e 67 CV. Nei mercati dove c’è costa circa 9.000 €, ma l’Europa resta esclusa.

Suzuki S-Presso 2026: la citycar "furba" che forse all'Italia servirebbe
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 25 feb 2026

Sulla carta è una citycar, nella sostanza strizza l’occhio ai crossover in formato tascabile. La Suzuki S-Presso (2026) sta tornando sotto i riflettori per un motivo semplice. Costa pochissimo, almeno nei mercati dove viene venduta. Convertendo le cifre di listino, si finisce intorno ai 9.000 euro. Ed è facile capire perché se ne parli.

Alta da terra 18 cm, con protezioni in plastica e look “da piccolo SUV”, è un’auto decisamente particolare e interessante. Compatta nelle misure, ma con quell’aria robusta che oggi piace parecchio. Peccato che, almeno per ora, l’Europa resti fuori dai giochi.

Piccola fuori, “furba” dentro

La S-Presso arriva dall’India, sotto l’ombrello Maruti Suzuki, e punta tutto sulla sostanza. E’ corta (3,57 metri), sfrutta bene lo spazio a bordo e sulla scheda tecnica si presenta come una cinque posti, con un bagagliaio da 239 litri. Dati concreti, di quelli che nel traffico e nella spesa quotidiana contano più delle promesse.

E viene spontaneo pensare all’Italia. Un’auto così, piccola e con la seduta alta, starebbe davvero a suo agio tra centri storici, strade strette e paesi dove spesso le manovre sono un test di pazienza.

Una formula che da noi avrebbe senso, oggi, purtroppo resta fuori dai listini. E con le utilitarie “accessibili” che si stanno riducendo sempre di più, l’idea che non venga venduta in Italia ha proprio il sapore dell’occasione mancata.

Consumi e prezzo top: ma l’Europa resta a guardare

Sotto il cofano niente fuochi d’artificio. C’è un 1.0 tre cilindri aspirato da 67 CV e 89 Nm, abbinabile a un cambio manuale o a un robotizzato, entrambi a cinque rapporti. Sul fronte consumi, i dati dichiarati parlano di 20,9 km/l col manuale e 21,7 km/l col robotizzato.

La dotazione può sorprendere in positivo sul comfort (in alcuni mercati c’è infotainment con Android Auto e Apple CarPlay, cerchi da 14", clima e altro), mentre sulla sicurezza si capisce subito che il contesto normativo è diverso. Dotazione essenziale, coerente con mercati dove i requisiti sono meno stringenti rispetto all’Europa.

E poi c’è lui, il dato che fa più rumore. In Cile viene indicato un prezzo di 10.490 dollari (meno di 9.000 euro al cambio riportato), con promozioni/finanziamento che possono scendere fino a 8.990 dollari (circa 7.600 euro). In altri Paesi come Filippine e Sud Africa si parla dell’equivalente di poco più di 9.300 euro.

Insomma, una citycar travestita da mini-SUV, leggera (circa 770 kg a vuoto), concreta e super economica. E proprio per questo viene spontaneo il pensiero finale. In Italia avrebbe un senso enorme, forse più che altrove. Ma non la vedremo nei nostri concessionari. Almeno per ora.

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