Scout rimanda tutto al 2028. E non sarà elettrica
Politiche USA, Rivian e problemi meccanici tra le cause dei nuovi ritardi
Il ritorno di Scout negli Stati Uniti slitta di un anno. Il marchio Scout, che Volkswagen stava riportando in vita dopo decenni di assenza dal mercato USA, non arriverà più nei concessionari nel 2027 come annunciato. La produzione slitterà all’estate del 2028. Tante le questioni alla base di questa decisione.
Un cambio (tradimento?) d’identità
Va detto che Scout Motors non ha confermato i ritardi. Ma nemmeno li ha smentiti. Un portavoce ha fatto sapere di non avere aggiornamenti da condividere, mentre sui forum ufficiali del brand è arrivata l’ammissione che i ritardi sono possibili, ma il progetto va avanti.
Il cambiamento più sostanziale riguarda la motorizzazione. Scout non debutterà con veicoli elettrici puri. I primi modelli (un pickup e un SUV) arriveranno sul mercato esclusivamente con tecnologia range extender. La versione elettrica pura è attesa fino a circa 560 km di autonomia, mentre la variante range extender supererà gli 800 km.
Questa scelta segna una rottura rispetto alle intenzioni originali. Volkswagen aveva presentato Scout come un progetto BEV. Con l’arrivo della presidenza Trump, il credito fiscale da 7.500 dollari per l’acquisto di veicoli elettrici è scaduto il 30 settembre 2025 senza rinnovo. Le norme sulle emissioni per i motori a combustione sono state allentate e il mercato americano dei truck e dei SUV si è spostato di conseguenza. Così Volkswagen ha deciso di adeguarsi. Non è la sola. Ford ha già cancellato l’F-150 Lightning, il suo pickup elettrico, e ha annunciato una variante range extender affiancata alle versioni tradizionali a benzina.
Le conseguenze
Il problema è che cambiare tecnologia in corsa ha conseguenze concrete. La prima è di natura fisica. Nei prototipi Scout non era stato previsto lo spazio necessario per installare un serbatoio del carburante né un impianto di scarico. Il motore termico va posizionato nella parte posteriore del veicolo, e quella zona non era stata progettata per accoglierlo. Mesi di lavoro di sviluppo da rifare.
La seconda complicazione riguarda il software. L’accordo tra Volkswagen e Rivian, formalizzato nel 2024 con la creazione di una joint venture, copre esclusivamente lo sviluppo di architetture per veicoli BEV. Rivian non ha mai prodotto range extender e, stando a quanto emerge, non intende dare priorità a questo tipo di sviluppo nell’ambito dell’accordo. Il compito passa quindi a CARIAD, la divisione software di Volkswagen, che dovrà integrare il controllo del motore a combustione all’interno dell’architettura Rivian. Un lavoro aggiuntivo, non pianificato, con costi e tempi che si riflettono sull’intero progetto.
Il pickup Terra e il SUV Traveler avranno un prezzo di partenza inferiore ai 55.000€ (circa 60.000 dollari). Le prenotazioni sono già aperte per entrambi, anche se al lancio i modelli saranno disponibili esclusivamente con range extender, con una caparra rimborsabile di circa 90€ (100 dollari).
I ritardi toccano anche altri modelli. Un SUV premium Audi destinato al mercato americano, identificato internamente con il nome in codice “Rugged”, si baserà sulla stessa piattaforma Scout e sarà prodotto nello stesso stabilimento di Blythewood, in South Carolina. Anche questo veicolo, che dovrebbe montare un range extender, andrà incontro a ritardi.