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La proposta provocatoria di FIAT: 500, Panda e Grande Panda più lente per ridurre ADAS e prezzi

Olivier François propone di limitare la velocità massima delle citycar FIAT per evitare l'installazione di sistemi ADS inutili e costosi

La proposta provocatoria di FIAT: 500, Panda e Grande Panda più lente per ridurre ADAS e prezzi
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 14 gen 2026

Auto più lente per eliminare gli ADAS superflui e abbassare i prezzi? Questa è l’idea, meglio definirla come una provocazione, di Olivier François, CEO di FIAT, riportata dai colleghi inglesi di Autocar. La proposta? Il numero uno della casa automobilistica sarebbe ben favorevole a limitare la velocità massima delle sue citycar a meno di 120 km/h come alternativa all’installazione di costose tecnologie di sicurezza che ritiene inutili per la guida a bassa velocità. Infatti, Olivier François ha evidenziato che la maggior parte degli ADAS obbligatori per legge sono progettati per migliorare la sicurezza a velocità più elevate, quindi ha poca rilevanza per auto come la 500la Panda e la Grande Panda, che vengono guidate principalmente in città.

INUTILE AUMENTO DEI PREZZI

Il numero uno di FIAT va avanti aggiungendo che l’installazione di questi dispositivi comporta solamente un inutile aumento del prezzo, con scarsi benefici per il consumatore. Dunque, limitare la velocità massima potrebbe essere una soluzione più conveniente. Del resto, sono auto che nella maggior parte dei casi vengono guidate essenzialmente in città e quindi limitare la velocità di punta non rappresenta un problema.

Fondamentalmente pensiamo che, con tutte queste regole, la parte più insostenibile risieda nelle city car e nella guida urbana, perché tutte queste auto sono piccole, democratiche ed economiche, acquistate dai giovani e così via per gli spostamenti quotidiani in città. Faccio fatica a capire perché dobbiamo installare tutto questo hardware super costoso: sensori, telecamere, riconoscimento della segnaletica stradale… Tutto questo è un po’ inadeguato, un po’ folle e ha contribuito ad aumentare il prezzo medio di un’auto da città del 60% negli ultimi cinque o sei anni.

Ecco perché Olivier François apprezza l’idea della Commissione Europea di creare una categoria dedicata alle piccole auto che dovrebbe prevedere meno paletti normativi per poterle portare sul mercato più facilmente e con costi più accessibili.

UN RITORNO AL PASSATO?

Non credo che le citycar del 2018 o del 2019 fossero particolarmente pericolose. La nostra proposta era letteralmente quella di dire facciamo un passo indietro rispetto al sovraccarico delle auto con componenti costosi.

Insomma, un passo indietro per poter proporre le piccole auto a prezzi più accessibili. Una strada è quindi quella di limitare la velocità massima.

Se prendiamo la velocità massima media legale in Europa, è di 118 km/h, quindi oltre i 118 km/h è spesso illegale, e la maggior parte dei radar, ADAS e tutto il resto sono stati sviluppati per far sì che le auto superino di gran lunga il limite di velocità. Limiterei volentieri le mie city car, le mie auto più piccole, a quello che oggi è il limite massimo di velocità legale. È già un limite. È strano che io debba sovradimensionare le mie auto per superare il limite di velocità legale.

SERVE UN CAMBIO DI REGOLE

Dalla provocazione si passerà ai fatti? Lo vedremo, certo è che per poter ridurre la presenza degli ADAS sulle auto, anche in caso di riduzione della velocità massima, servirebbe un cambio di regole a livello europeo dato che le normative sono ben chiare e oggi prevedono una dotazione minima obbligatoria.

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