Cerca

La Peugeot Asphalte: il particolare concept degli anni Novanta

Peugeot Asphalte: la barchetta sportiva sotto forma di concept

La Peugeot Asphalte: il particolare concept degli anni Novanta
Vai ai commenti
Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 16 dic 2024

Negli anni Novanta, Peugeot ha vissuto un periodo di creatività, presentando diverse concept car. Un esempio è la Peugeot Asphalte, svelata al Salone di Parigi del 1996. Si trattava di una barchetta a due posti, concepita per la guida sportiva su strada e pista.

Il nome Asphalte indicava chiaramente la sua destinazione: l'asfalto, da affrontare con sportività. La Asphalte era una vettura essenziale, a metà tra un'automobile e una motocicletta. Nel 1996, vetture sportive leggere come la Lotus Elise non erano ancora sul mercato. Peugeot, con la sua Asphalte, anticipò questa tendenza con un'auto dal peso piuma di soli 580 chilogrammi. Il motore, un 1.6 da 90 CV preso dalla Peugeot 106, era abbinato a un cambio automatico a tre marce. Questa configurazione permetteva alla Asphalte di raggiungere una velocità di quasi 200 km/h, con un'erogazione di potenza fluida e costante, simile a quella di uno scooter ad alte prestazioni.

SUGGERIMENTI PER LA PRODUZIONE

L'aspetto della Peugeot Asphalte, in particolare il frontale, colpì l'immaginazione. I fari triangolari e la bocca spalancata in un ghigno felino le conferivano un'aggressività del tutto particolare. Questo design frontale distintivo influenzò la produzione di serie Peugeot negli anni successivi, a partire dalla 206. Nonostante l'aspetto aggressivo ed essenziale, la Peugeot Asphalte non era una vettura spartana. L'aerodinamica della carrozzeria era curata, con il posto del passeggero protetto da un apposito elemento. Il telaio era in fibra di carbonio e incorporava un roll bar fisso e uno retrattile, una tecnologia che sarebbe stata poi utilizzata sulle Peugeot 206 CC e 307 CC.

Un'altra caratteristica distintiva della Asphalte era la carreggiata posteriore, che si restringeva drasticamente. Le ruote posteriori, con cerchi identici a quelli anteriori ma montati a campanatura invertita, erano così ravvicinate da farla sembrare quasi un triciclo. Questa soluzione, oltre a migliorare l'aerodinamica e a contenere il peso, conferiva alla Asphalte un comportamento stradale che puntava tutto sul piacere di guida.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento
L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Su una vettura completa , aggiungere oltre 100 kg di telaio era proprio per venire incontro a legislazione , maggior peso , etc .

Certo , non sarà un telaio in tubi quadri tagliati a 45° e saldati con un cordone a poter fare quel lavoro .
Ma la XL1 non era un'auto da 10 mila € .

La Ami/Topolino , come tutti i quadricicli , pesa uno sproposito rispetto alle prestazioni ed alla sicurezza che offre perchè è pensata per piccole produzioni, con metodi che vanno bene per 5 o 10 mila auto l'anno . La carrozzeria è tutta in plastica termoformata , che costa poco come stampi , ma è di qualita bassa come accoppiamenti e come resistenza agli urti .

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Poniamo pure che arrivi, con una batteria da 500km, a 1000kg. Non dovresti semplicemente rinforzare il telaio, probabilmente dovresti cambiare i materiali di cui è fatto, rivedere le sospensioni, l’impianto frenante. Non penso sia facilissimo. Una Citroen ami, che è fatta in plastica, pesa quasi 500kg.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa Peugeot pesava 580 kg .

Anche ad aggiungere 100 kg di rinforzi della struttura causa ultime legislazioni , rimarrebbero 300 kg di batteria , a spanne un 50/60 kWh ( quindi con una percorrenza WLTP intorno ai 300-350 km ) , pur rimanendo sotto la tonnellata .

Condiderando che le Alpine A110 sono intorno ai 1200 kg e sono ritenute molto leggere , la coesistenza di "peso piuma" e "batteria decente" , non mi pare così impossibile.

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Batteria decente o peso piuma, al momento puoi scegliere solo una di queste due

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

I mitici anni 90, quando la cinta non era obbligatoria, il poggiatesta poteva tranquillamente ucciderti e il buco nell’ozono era più grande che mai. Bei tempi, spero non tornino mai più

B
BerlusconiFica 01 Jan 1970 @ 00:00

Doveva restare dimenticata

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ideale per fare un giro con la ragazza, dopo i 3 cilindri ritorneranno anche le auto a 3 ruote, a no ne ha 4 , hanno risparmiato ne ponte posteriore

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche sulla scorta di quanto fatto con la XL1 in casa VW ( o la Aptera ) , le case europee potrebbero provare a mettere sul mercato vetture come queste , ma elettriche . Con un peso piuma ( diciamo sotto i 1000 kg con batteria decente) ed un'aerodinamica già buona di partenza, potrebbero davvero rappresentare una svolta per la mobilità semi urbana .