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Panasonic scommette sulle celle 4680 di Tesla

Panasonic è convinta di avere un vantaggio sulla concorrenza nella produzione di massa delle celle 4680 di Tesla; sarebbe in grado, dunque, di poter superare le difficoltà nella loro realizzazione.

Panasonic scommette sulle celle 4680 di Tesla
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 9 apr 2021

Panasonic scommette sulle nuove celle 4680 presentate da Tesla durante il Battery Day. In particolare, l'azienda giapponese è convinta di avere un vantaggio sulla concorrenza per quanto riguarda la produzione in massa di queste celle per le batterie delle auto elettriche. La casa automobilistica americana, presentandole, aveva enfatizzato le loro potenzialità. Grazie a loro sarebbe stato possibile non solo aumentare l'autonomia dei veicoli ma anche abbassare i costi. Proprio utilizzando tali nuove celle, sarà possibile portare al debutto l'attesa elettrica da 25 mila dollari di Tesla di cui tanto si specula da diversi mesi.

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DIFFICOLTÀ DI PRODUZIONE

C'è un problema, però, perché le celle 4680 sono difficili da produrre in massa. Ci sono, infatti, diverse criticità da risolvere, tanto che alcuni analisti dubitano della possibilità che si possa arrivare a realizzarle in grandi quantità. Lo stesso Elon Musk ha ammesso le difficoltà di una produzione su larga scala. Panasonic, tuttavia, punta a fare leva sulla sua grande esperienza nella produzione delle batterie che l'ha portata a realizzare sistemi di controllo particolarmente efficienti e affidabili. In breve, l'azienda è convita di poter arrivare a costruire un prodotto sicuro che soddisfi tutti i requisiti di prestazioni e di affidabilità che il mercato richiede.

Attualmente, Panasonic sta lavorando ad una linea pilota per la produzione di queste nuove celle. Le difficoltà le ha spiegate bene Akira Nagasaki, uno dei responsabili dello sviluppo delle batterie dell'azienda giapponese, all'interno di un'intervista su Bloomberg. Le celle 4680, viste le loro dimensioni, sono più inclini al surriscaldamento in quanto è più difficile dissipare il calore al loro interno. Inoltre, sempre a causa delle loro maggiori dimensioni, sono più suscettibili alle contaminazioni di impurità che possono causare un cortocircuito e quindi generare un principio di incendio.

Panasonic, tuttavia, si dice sicura di essere in grado di poter superare queste problematiche grazie alle sue competenze. Un vantaggio che ritiene di avere sulle altre aziende che stanno lavorando allo sviluppo di queste celle. Tattica o realtà? Questo lo si scoprirà nel corso dei prossimi mesi. Tesla ha urgente bisogno di queste celle per portare avanti i suoi ambiziosi piani di sviluppo. Per questo, oltre a decidere di produrle direttamente in casa, intende ancora appoggiarsi ai suoi partner come, appunto, Panasonic.

I vantaggi di queste celle sono evidenti come ha spiegato lo stesso Akira Nagasaki. Oggi, con le celle 1865 e 2170 ne servono mediante da 4.000 a 8.000 per un pacco batterie. Con le 4680 se ne dovranno utilizzare solamente circa 500, semplificando la realizzazione delle batterie e riducendo, contestualmente, i costi. Per Panasonic, riuscire a produrre in massa tali nuove celle aprirebbe anche nuove opportunità visto l'aumento delle richieste delle batterie. Infatti, potrebbe proporle anche ad altre case automobilistiche diminuendo la dipendenza da Tesla.

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Commenti Regolamento
B
BerlusconiFica 01 Jan 1970 @ 00:00

ahahah e pensa che non l'ho mai votato!! Ma l'aspetto folkloristico del personaggio è stupendo

R
RIC 5 stelle 01 Jan 1970 @ 00:00

AHAHAHAHAHAH!!!!!!
Il tuo nickname non ha bisogno di commenti :-)

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Penso che 10 anni fa i politici abbiano legiferato sulla base di ricerche tecnologiche promettenti, che in seguito si sono rivelate inefficaci.
Se non tirano qualcosa fuori dal cilindro entro 4 anni, scoppierà tutto il bubbone economico che si è creato.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Non volevo farlo, ma siccome se ne parlava come fossero il santo graal, e da quello che ho letto tecnicamente darebbero una vera svolta al settore, mi chiedo a che punto stanno, se i problemi li hanno risolti e se le vedremo in produzione su qualche auto entro qualche anno almeno

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

I brevetti sono tutti di Panasonic. Sia di queste batterie che delle altre.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non rigirare il coltello nella piaga.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla ha già ordinato il giga-scotch e il giga-sputo per assemblarle.

B
BerlusconiFica 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei meritatamente un 5 stelle

R
RIC 5 stelle 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato però che ci sei anche tu.
Anche se confrontarsi con quelli come te fa aumentare parecchio l'autostima.:-)

B
BerlusconiFica 01 Jan 1970 @ 00:00

meno male che ci sei tu

R
RIC 5 stelle 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, sono piacevolmente sorpreso.
Stavolta, solo metà dei commenti sono ignoranti, stupidi e retrogradi.
Dai,che ce la facciamo!

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

È ottimo il wafer di grafene

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

😆😆😆

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

chi sa se ci riusciranno!

B
BLERY 01 Jan 1970 @ 00:00

Preferisco le batterie allo stato liquido al grappino

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

prova

B
BLERY 01 Jan 1970 @ 00:00

Si mangiano?!

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, giusto una decina d'anni 😁

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno risolto diverse criticità, ormai manca poco al debutto.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

insieme a quelle al grafene

A
Alessio Ferri 01 Jan 1970 @ 00:00

mediamente, non mediante

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma quelle a stato solido?

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende se il brevetto c'è, e in caso ci fosse sia loro o di Tesla.
Non sarebbe comunque impossibile, dietro pagamento di una licenza

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi pare che le "difficoltà" siano di ordine trascurabile...

D
DarkVenu 01 Jan 1970 @ 00:00

Come giocar na schedina...
Sarebbe più corretto utilizzare il termine: "investe".
Click bait art, non ho resistito.

M
Matteo 01 Jan 1970 @ 00:00
Infatti, potrebbe proporle anche ad altre case automobilistiche diminuendo la dipendenza da Tesla.

Ma può farlo? Non credo possa prendere delle batterie brevettate, produrle sotto contratto e poi venderle ad altri produttori. Il vantaggio di Tesla diventerebbe una mera questione di soldi..

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo? Mi sa che non ci credono neanche loro...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

un chicco di riso

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quanto ha puntato?