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Speciale Tesla: cosa sono le batterie "tabless" e le celle 4680 del Battery Day

La spiegazione delle batterie tabless con le celle 4680 presentate al Battery Day 2020 di Tesla

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Luigi Melita
Luigi Melita
Pubblicato il 6 ott 2020

Con il Battery Day ormai alle spalle, vediamo di andare più in profondità analizzando perché le novità presentate da Tesla sono state da molti sottovalutate. 

CATODO E MATERIALI

Le batterie non sono tutte uguali. Non lo sono nella forma delle loro celle (capitolo successivo) e non lo sono nei materiali. Il catodo è importante perché determina le qualità della batterie in termini di:

  • densità energetica
  • vita della batteria (cicli massimi)
  • prestazioni in ricarica (e in scarica)
  • sicurezza (temperatura massima a cui la cella può resistere prima della fuga termica)

L'evoluzione è costante ma nella storia delle auto elettriche moderne abbiamo visto batterie al litio con Ossido di Manganese (LMO, la Leaf di prima generazione), litio con ossido di Nickel-Manganese-Cobalto (NMC, BMW i3) o litio con ossido di Nickel-Cobalto-Alluminio (NCA, Tesla). Quando si parla di batterie al litio con "ossido di qualcosa", si descrivono i materiali che formano il catodo.

Una delle frontiere su cui si sta muovendo la ricerca, è l'azzeramento della quantità di cobalto utilizzato. La stabilità garantita dal cobalto verrà sostituita a minor costo aumentando il nickel e, tramite lavorazione, renderlo paragonabile al cobalto in termini di proprietà fisiche.

4680: L’IMPORTANZA DELLA FORMA

Tesla ha scelto fin dagli inizi la via delle celle cilindriche rispetto alle celle a sacchetto ("pouch cells", quelle della Leaf) o a quelle prismatiche (BMW i3) puntando sulla maggior densità energetica e mantenendo il vantaggio di poter supportare un maggior numero di ricariche, allungandone la vita. 

Le batterie prismatiche sono la miglior soluzione perché prodotte su specifica ma, essendo personalizzate per uno specifico modello, restituiscono minor flessibilità  e costi di produzione maggiori. Si tratta di una filosofia simile a quella delle batterie per gli smartphone che sono fatte in base allo spazio disponibile dopo aver alloggiato gli altri componenti. Le cilindriche consentono di giocare con capacità (mettendole in parallelo) e tensione (in serie) e adattarle ad ogni auto. La "morte" di una cella all'interno del modulo non influisce sulla tensione del modulo stesso ma decurta semplicemente quell'ammontare di capacità. Lo svantaggio è che la singola cella cilindrica aveva, finora, un output di corrente inferiore, riducendo quindi la potenza (corrente moltiplicato per tensione).

Ogni cella ha un guscio in metallo che protegge dalle sollecitazioni meccaniche ma funge anche da dissipatore e all'interno la stabilità è garantita grazie alla separazione multipla di anodo e catodo nell'avvolgimento. Vi ricordate il Note 7? Anodo e catodo entravano a contatto.

Le 18650 (chiamatele 1865 altrimenti Elon si arrabbia, significa un cilindro di dimensioni 18×65 mm) erano quelle della prima generazione (Roadster e prima Model S). Si tratta dei classici moduli NCA Panasonic con tanto cobalto  per il catodo (11 kg per auto) e anodo in grafite.

L'evoluzione delle 18650 ha ridotto di 4 kg il cobalto nel catodo e l'anodo è diventato misto in grafite e silicio. Il silicio (o meglio ossido di silicio) è il migliore per capacità energetica ma ha dei limiti fisici: la grafite si espande in volume del 7/10% da scarica a carica (e ha un decimo della capacità energetica), il silicio del 300/400%.

Il passo successivo è quello di Model 3 nel 2018 con le 2170, cilindri di 21×70 mm, sempre con catodo NCA ma dimezzando ulteriormente il cobalto (meno di 5 chili) ed evolvendo l'anodo "ibrido" in silicio e grafite (qui vi parlo anche di grafite e grafite sintetica).

Il Battery Day, con le 4680, ha annunciato l'arrivo di un nuovo anodo dove il silicio giocherà un ruolo ancora più importante perché Tesla è al lavoro per risolvere il problema del cedimento strutturale dopo diversi cicli di espansione, senza utilizzare le costose tecniche attuali ma riducendo il tutto ad 1,2 $ per kWh tramite un rivestimento polimerico elastico e conduttivo.

INSTABILITÀ TERMICA: LE BATTERIE ESPLODONO?

Applicata alla chimica delle batterie, l'instabilità termica (thermal runaway) è quella situazione in cui è la temperatura eccessiva ad innescare un incremento termico esponenziale a causa di reazioni a catena. In casi gravi si può verificare un'esplosione. Va notato che la deriva termica si verifica in pochissimi istanti (ordine dei millisecondi) al superamento di alcuni parametri ed è difficilmente arrestabile:  per questo motivo, tutte le misure di sicurezza sono fatte per intervenire prima dell'evento e con ampio margine

Foto qui sopra: What's Inside – YouTube

Alla base di eventi simili possono esserci sollecitazioni elettriche, meccaniche o termiche; il cortocircuito è uno degli esempi più comuni che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita con le comuni batterie: solitamente con del fumo, in casi più estremi con il fuoco. In rarissimi casi con un'esplosione.

Se non esistesse un sofisticato controllo, anche il sovraccarico potrebbe innescare un'evento termico, quando si supera la tensione massima supportata dalla cella e si innesca un aumento di temperatura rapido. Questo, fortunatamente, non può succedere perché la carica non è regolata dall'utente (che potrebbe dimenticare la batteria "attaccata alla presa") ma dal computer. Ed è lo stesso motivo per cui le batterie del fucile da softair e dei modellini elettrici le ho sempre caricate con questo:Nelle auto elettriche si combatte la possibile insorgenza di questo fenomeno proteggendo le celle da tutte e tre le tipologie di sollecitazione: il sistema di gestione monitora costantemente la parte elettrica, le lastre di rivestimento dei moduli e dell'intero pacco batteria si occupano di salvaguardare dagli urti e il raffreddamento (questo il brevetto originale di Tesla) gestisce l'incremento eccessivo della temperatura mantenendole tra i 15° e i 45° C a seconda dei parametri decisi dal costruttore e controllati dal BMS.

Semplificando: maggiore è la corrente di carica e scarica, maggiore è l'aumento della temperatura di una cella. Tecnicamente è vero ma nella realtà di un modulo va considerato anche lo stato di carica (SoC) della batteria. La gestione termica dei moduli deve tenere conto di una combinazione di corrente di carica e stato di carica perché il comportamento della cella non rispecchia necessariamente quello dell'intero pacco. 1 e 2

 Quando il raffreddamento è assente o raggiunge il suo limite, interviene comunque l'elettronica di controllo (BMS) che si occupa di limitare la potenza di carica (immessa nel sistema) o quella di scarica (dalla batteria al motore), per salvaguardare le celle. Questo è quello che accade sulla Leaf ad esempio, priva di un raffreddamento sofisticato (è ad aria e non a liquido) eppure perfettamente sicura grazie all'intervento castrante.

BATTERIE TABLESS: COSA SIGNIFICA

La batteria Tesla 4680 (più corretto dire la cella Tesla 4680) è stata presentata con tre numeri: 6 volte più potente, 5 volte l'energia rispetto alla precedente, in grado di aumentare l'autonomia del 16%, solo per il fattore di forma, senza considerare le altre novità in termini di materiali e via dicendo. Vediamo perché e come. L'energia contenuta, volgarmente la capacità, dipende dalle dimensioni: la cella è più grande, notare infatti che non si parla di densità energetica.

Gli altri punti vanno analizzati ampliando il discorso. Pur avendo un sistema di climatizzazione a liquido, la struttura del pacco batterie delle 2170 mostra chiaramente due cose: non tutte le pareti delle celle sono direttamente a contatto con la serpentina per il raffreddamento e su quelle a contatto si agisce lateralmente:

Lo sviluppo del calore nella cella è però longitudinale, per questo il nuovo design permette una miglior efficienza nel raffreddamento tramite la dissipazione, sfruttando proprio il rame e le sue caratteristiche di conduttività termica:

Il design "tabless" (qui il brevetto di Tesla) permette poi di ridurre il percorso degli elettroni di cinque volte, cosa che si scopre facilmente quando capiamo come erano fatte, finora, le celle cilindriche: avvolgimenti di "fogli" dove alle estremità troviamo due collettori di corrente (i "tab") che connettono anodo e catodo agli elettrodi esterni. In pratica queste "linguette" (una in rame e una in alluminio) fanno da tramite tra l'interno della batteria e l'esterno dove andiamo effettivamente a misurare la differenza di potenziale.

Ci sono due problemi legati ai collettori: allungano i tempi della produzione, perché è un elemento ulteriore che va applicato, e creano una resistenza che limita la corrente erogabile, insomma creano un collo di bottiglia degno delle Termopili. 

Con "tabless battery" o "tabless cell", termine difficile da tradurre in italiano, si intende il fatto che questi elementi spariscono… o meglio vengono integrati nel foglio dell'anodo. Più corretto, infatti, parlare di "batteria multi-tab" o "cella multi-tab" perché in produzione viene preformato il foglio dell'anodo (grafite/silicio rivestito in rame) affinché, quando si effettua l'avvolgimento, le estremità si trasformino in tantissime "linguette" concentriche. 

Questo permette di ridurre il percorso degli elettroni che passa da 250 mm a 50 mm nonostante le celle siano più grandi.Tutto si traduce in una minor resistenza.

Il design tabless non solo risolve il problema della potenza, incrementandola (e consentendo potenza di carica e di scarica maggiore) ma permette anche di utilizzare meno celle per ogni pacco batteria a parità di capacità (il volume della cella è maggiore) e creare moduli più leggeri perché si impiega meno materiale per l'involucro delle celle (il tubo metallico che contiene i "fogli")

Anche le temperature beneficiano della nuova struttura per via della minor resistenza e del sistema "multi-tab" che riduce quel collo di bottiglia creando una maggior dissipazione, complice un nuovo disegno del pacco batterie strutturale. Se prima si utilizzava lo schema mostrato nei capitoli iniziali, dove lateralmente si trovavano strati termicamente meno conduttivi ed era più difficile dissipare, ora si va a lavorare longitudinalmente, scaricando il calore lungo l'asse naturale del suo sviluppo all'interno della cella (quello verticale) ed "estraendolo" dove trova minor resistenza termica grazie alla spirale di collettori in rame collegati al piatto di fondo.

I TASSELLI DI UN PIANO AMBIZIOSO

Il nuovo formato, 4680, porta un incremento nell'autonomia del 16% senza considerare le altre novità nei materiali.Tesla ha già dimostrato di poter contare su un'autonomia a prova di vita reale ed è riuscita ad ottenere un degrado della batteria molto contenuto nel tempo. Di seguito i dati rilasciati dal produttore nell'Impact Report 2019 (lo trovate qui):

Sommando i dati di questo grafico relativo alle "vecchie generazioni" alle migliorie in termini di efficienza termica che consentiranno alle celle 4680 di vivere meglio e più a lungo, diventa chiaro che l'autonomia estrema non è il punto focale della strategia del produttore, quanto piuttosto un mix bilanciato di durata nel tempo, riduzione dei costi e velocità di produzione. 

Elon Musk sembra volerci dire: abbiamo raggiunto prestazioni, velocità di ricarica (le nuove celle reggono meglio la maggiore potenza) e autonomia, ora è tempo di spingere sull'acceleratore per una vera diffusione massiccia delle auto elettriche.

L'importanza del piano di Musk, se rispetterà le promesse, non si riassume in un'unica grande innovazione ma in tante innovazioni incrementali che però portano a dimezzare il costo della produzione delle celle – ed è questa la più grande novità – e aumentare l'autonomia oltre che ridurre l'energia utilizzata in produzione, ridurre l'impronta delle fabbriche, aumentare la velocità di produzione delle celle, rendere più pulito il processo di estrazione materiali, ridurre la dipendenza dal problematico cobalto e integrare le celle nella struttura del veicolo che, ciliegina sulla torta, viene prodotto in modo più efficiente e fa del pacco batterie un elemento strutturale e al contempo sicuro.

A questi punti si aggiunge la diversificazione dei catodi in base all'utilizzo e al tipo di vettura/veicolo/accumulo e lo sviluppo della tecnologia di rivestimento degli elettrodi a secco senza ricorrere a solventi.

Quando tutti i tasselli andranno al loro posto,  Tesla riuscirà a produrre l'elettrica da 25.000$, l'auto a batterie per tutti che in tanti aspettano e che non giocherà la partita grazie a batterie dalla poca autonomia o al prezzo ridotto dagli incentivi come accade oggi, ma sarà in grado di vendersi senza aiuti statali e di viaggiare con autonomie paragonabili alle odierne benzina e diesel.

I DUBBI

La promessa di Elon non è quindi quella di essere l'unico, in futuro, con autonomie paragonabili alle auto a combustione o con la guida autonoma. Musk ammette che anche gli altri ci arriveranno… prima o poi. La rivoluzione è industriale, alla lontana paragonabile con la rivoluzione di Ford agli inizi del secolo scorso: essere i migliori nella produzione con un vantaggio competitivo importante e, a parità di impronta dell'impianto, aumentare di dieci volte l'output.

Musk ha comunicato che serviranno 12/18 mesi per l'implementazione delle novità annunciate, un paio di revisioni (ognuna da 3/4 mesi) per ottimizzare il processo dell'anodo a secco sviluppato con Maxwell e 3/4 anni per arrivare a regime. L'accelerazione dipenderà anche da eventuali nuovi contributi, Tesla ha invitato chiunque abbia idee e formazione a fare domanda per lavorare con l'azienda, e bisognerà vedere se Elon riuscirà a mantenere la promessa e se i concorrenti saranno o meno in grado di recuperare terreno.

Parte del piano di Tesla, pur considerando la forte integrazione verticale, richiederà comunque l'impegno di altri attori, dai produttori di celle a quelli di macchinari; insomma l'intera filiera dovrà abbracciare il nuovo paradigma per aiutare Tesla nell'accelerazione.

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Commenti Regolamento
D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

le sta realizzando Panasonic che poi le venderà ad altri.

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

stai ancora aspettando? :P

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

già comprata nel 2021 la tesla con le 4680?

p
personaggio80 01 Jan 1970 @ 00:00

mi fido di quanto mi dici, ma lavoravo come tecnico bts per diversi operatori e molto spesso avevano 10KW in trifase e capitava spesso che il contatore saltasse se una fase assorbiva più di 4KW. Cmq se è come dici, allora si non ci sarebbero problemi.

A
Alessandro87 01 Jan 1970 @ 00:00

forse non sai che lo squilibrio ammesso per fase è di 6kw sul trifase. quindi puoi consumare anche 6kw su una sola fase :) idem se hai 10kw....puoi consumare 6kw su una fase... e altri 4 da una seconda fase...e ipoteticamente 0 dalla terza fase.

p
personaggio80 01 Jan 1970 @ 00:00

ma come sfrutti poi la trifase in casa? Tutto funziona monofase, quindi dovrai avere delle sezioni per fase. Ok una la dedichi per ricaricare la macchina, ma le altre 2? una trifase da 6KW sono 3 monofasi da 2KW, il che significa che se hai per esempio un cucina elettrica con un piatto da 2.5KW quando lo usi ti salta il contatore. Anche la macchina puoi caricarla massimo con 2KW. Il trifase a 6KW è ridicolo sei troppo limitato. Ha senso dai 10 KW in su con 3.3KW per fase. Ma una mono fase da 6KW resta la soluzione migliore perché puoi volendo usarli tutti e 6 per ricaricare l'auto

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

So che son passati 3 mesi ma vorrei chiedere questo all'autore dell'articolo: alla luce dell'aumento della capacità della singola cella, capace di immagazzinare 5 volte l'energia della cella usata in precedenza, come varia la curva di ricarica dell'auto?
Oggi vediamo che, con i supercharger v3, i 250kW di picco portano un vantaggio di 6 minuti sui 45 totali necessari per "riempire" la batteria da 100kWh con un caricatore da 150kW: questo perchè già al 55% non c'è più alcuna differenza tra i 2. Avere celle più grandi dovrebbe consentire potenze di ricarica elevate per una percentuale maggiore del totale.

F
Francesco Tognazzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarò curioso di vedere come si risolverà la questione ricarica in una normale domenica di luglio in liguria a Varazze..

A
Alessandro87 01 Jan 1970 @ 00:00

bhe anche se NON hai fotovoltaico e che quindi non ti serve produrre piu di 6kw, rimane che potresti aver bisogno di una wallbox nel garage o cortile di casa ( se li possiedi) per ricaricare una eventuale auto elettrica, potendo sorpassare i 6kw del monofase arrivando a 20kw. se poi mi dici non avrai mai l'auto elettrica, ovvio allora decade anche l'ultimo motivo della trifase.

L
LTL 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi la trifase serve se hai un impianto fotovoltaico da più di 6KWh, non capisco il vantaggio nell'avere la trifase su una fornitura da 6KWh rispetto ad una monofase se non ho il fotovoltaico

G
GinoGinoPilotino 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo fanno in molti! Anche il mio nonno poretto...

F
Francesco Zerbini 01 Jan 1970 @ 00:00

mi dispiace, come puoi leggere nell'articolo uscito qualche minuto fa queste batterie verranno implementate già nella model y prodotta a berlino con prime consegne nell'estate 2021

G
Gianni P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Un margine di 1kW per la casa?! Ma siamo seri? Solo il PC consuma 500W, praticamente non posso più accendere lavatrice/lavastoviglie/microonde/frigorifero per 10 ore al giorno?!

A
Alessandro87 01 Jan 1970 @ 00:00

in realta non è 8 ma 6, è sempre stato quello il limite, solo che su richiesta ho sentito dire che enel puo accettare fino a 10 in monofase. ma sono casi rari quelli in cui accetta. la trifase cmq parte anche da 6, stesso limite monofase. infatti è proprio 6 quella che richiedero inizialmente, per poi essere pronto cioe predisposto ai tagli superiori come 10,15 e 20, tagli fissi non esistono numeri diversi. chiedero l aumento potenza quando avro una auto elettrica quindi minimo tra dieci anni ....ma siccome devo ristrutturare casa ed ho garage, non ha senso tenrmi la monofase, per poi un domani rifare tutte le pratiche e aggiornamenti linea per trifase, meglio partirci direttamente mantenendo anche solo 6kw, ma essere tecnicamente pronti anche per i 20kw, potenza che a mio avviso servira tutta quando tra dieci venti trent anni le auto avranno tutte batterie da minimo 100kw e oltre, batteria che se scarica a terra con 6kw ci vuole 100/6= 16.6 ore, senca calcolare che se in casa hai consumi di 2kw, la wallbox automatcamente chiede 4 e cosi via, quindi i tempi si allungano ulteriormente, troppo a mio avviso. discorso diverso per chi non ha garage e vive condominio o appartamento, della trifase non ci fa nulla non avendo mai la wallbox, al limite se proprio non si ha garage puo sempre venire utile la trifase per poter montare un fotovoltaico, SUPERIORE a 6kw di inverter e pannelli. infatti serve la trifase per produrre piu di 6kw

J
Jawdj Dijadj 01 Jan 1970 @ 00:00

chi è questo mark miller? chiedo perche' commenta con numerosi profili su una mia pagina fb

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

....bene, tutti (o quasi) giovani ingegneri invasati da 1500/1800 euro al mese che fino a ieri vedevano ATLAS UFO ROBOT, con il compito di far girare ad ogni costo l'economia invadendo il mercato di vaccate...Dante Giacosa si rivolta nella tomba---Elettriche?!?...ripeto..troppo presto per esaltarsi e dinegrare tutto ciò per il quale avete "tirato la carretta" e state campando...intendo il motore termico ovviamente....e poi...un decimo del pianeta a girare in elettrico, mentre il resto a generare spazzatura ( vedi India o paesi sottosviluppati che girano ancora con le Fiat millecento)...oppure le GRANDI NAVI da crociera che inquinano più di centinaia di migliaia di veicoli a gasolio....complimenti un bel lavoro di sviluppo tecnologico....come per dire che "la casa è pulita perchè butto la spazzatura fuori dalla finestra"!!!

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

In meno...visto che le rotture meccaniche sono inferiori

N
Ngamer 01 Jan 1970 @ 00:00

articolo interessante , ora ho capito il vantaggio di questo tipo di pile in effetti non è poca roba , se ci pensi ti chiedi ma perchè non l hanno fatto prima? semplice come idea

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

ti assicuro che sono sufficienti le parole...

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

cosa c'entra la DAD?
non mischiare argomenti che non hanno nessuna connessione.
l'unica cosa che hanno in comunque questi due argomenti sono la politica: le decisioni dei politici per l'avvento della mobilità elettrica e la corruzione degli stessi per aver concesso a degli sciacalli di prendere una buona azienda statale e trasformarla di una slot machine always wins da cui spillare soldi al popolo ogni volta che tirano giù la leva.

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...si come la didattica a distanza per i nostri figli...con le connessioni ed infrastrutture inadeguate che le scuole hanno pari pari come oggi l'elettrica...

a
andyroid 01 Jan 1970 @ 00:00

come minimo se hai auto elettrica ti fai un contratto da 6kw (in altri paesi la norma e 10/15 kw), poi non e che ti serve sempre il pieno, e sempre meglio caricare tra 20% e 80%.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

mh.. non credere.
ho solo una visuale più completa della tua su questi argomenti.
solo più informazioni.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

non mi faccio di questi problemi;
può essere che tra 10 anni un'asteroide ci usi come boccia.

non per questo non si deve cercare di migliorare lo stato delle cose.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

oggi è pienamente comparabile all'uso di un'auto tradizionale per una persona con esigenze medie, sia come costo finale nella sua totale vita utile, sia come praticità.
prendere oggi un'auto elettrica, per molti, comporta solo un minimo cambio di abitudini, ma non una rivoluzione.

tra 20 anni, invece, sarà praticamente obbligatorio acquistare solo questo genere di veicoli.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

non ti do torto.
ma gli ingegneri fanno quello che il pubblico richiede.
sono gli inventori che offrono la possibilità di sviluppo dei sistemi.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

parti dalla considerazione che l'efficienza dell'auto elettrica è inarrivabile per altri tipi di motorizzazione.
a 2kW di potenza, per 5 ore, ti garantisci l'uso dell'auto per il giorno dopo per oltre 50 km (dipende dal percorso... anche 100 in città).

devi cambiare abitudine: arrivi a casa e metti in carica, per avere sempre la carica ottimale per un eventuale emergenza che ti richieda spostamenti più lunghi.

ma deve cambiare anche il mondo ed il modo d'intendere l'auto.
strade costruite pensando alla mobilità elettrica (quindi non con le colonnine, ma con la ricarica ad induzione, sotto il manto stradale che non sarà più di asfalto ma di gomma presa dai pneumatici riciclati, ad esempio); sempre meno auto di proprietà ma in sharing; sempre meno città affollate e meno spostamenti per scuola o lavoro...
devi pensare in prospettiva per i prossimi 20 anni sull'evoluzione di tante abitudini e l'avvento di tecnologie che oggi vediamo solo come avveniristiche, ma che domani saranno all'ordine del giorno (tipo oggi hai la radio in auto, domani tutti i mezzi saranno connessi alla rete, per obbligo).

oggi è come se consideri l'avvento dell'automobile in confronto all'uso del calesse... come al tempo ci sono i reticenti e come è già successo con l'automobile la diffusione di quelle elettriche seguirà un iter simile, con il ricambio generazionale della mobilità che richiederà almeno un ventennio.

ma già quelle di oggi sono sfruttabili come un'auto normale... è che l'auto endotermica ormai è al limite della sua evoluzioni; evolverla ancora significa spendere molto di più per ottenere marginali vantaggi.

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

..già..ecco perchè escono oggi degli aborti di auto...

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

..il futuro che tu racconti, sarà un futuro distopico.....guarda come siamo messi oggi.....l'umanità sarà sempre più depressa....ed alla fine si estinguerà....è il cerchio della vita....tutto ricomincerà dall'inizio......e forse quanto prima del pensabile...

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

..peccato che non posso mettere una GIF.....vedi troppoa fantascienza...ma di quella trash però.....

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...ci risiamo.....io nel mio lungo post ho SOTTINTESO che OGGI è OUT per una serie di motivi.....DOMANI potrà andare alle condizioni che ho espresso prima. PUNTO...chi voglia capire capisca...ora vado...le auto elettriche compratele VOI OGGI con tutti i disagi del caso...per uno come me che viaggia forse...DOMANI.

G
GinoGinoPilotino 01 Jan 1970 @ 00:00

No guarda .... peccato non esistano i messaggi personali

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lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

al netto dell'uso non significa granché.

c'è l'elettronica di controllo su queste applicazioni, quindi al netto dell'elettronica di controllo si può dire che butti un pacco della tesla dopo 5 anni se usi sempre la partenza Ludicrous Mode, ed è proprio per questo motivo che tesla l'ha tolta dai normali settaggi.

se la usi come un'auto normale ti dura più dell'auto, ed infatti si stima che il mercato per l'acquisto di auto elettriche usate per prelevare vecchie celle per riuso in PSU avrà un'esplosione incredibile... si parla di 10 miliardi di fatturato nel 2040.

S
Stepa 01 Jan 1970 @ 00:00

18 20 mesi, 3 4 anni..... insomma ho capito che mi posso tranquillamente comprare una diesel 😂😂😂

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lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

è decisamente scomodo risponderti, non che non si possa farlo, ma perché richiederebbe una risposta chilometrica per illustrarti parte dei punti essenziali.

comunque stima che una cella generalmente può arrivare a 20 anni, con eccezioni di altre la cui vita è stimata il 50 ed eccezioni che possono renderla quasi eterna.

è principalmente una questione costruttiva, dei materiali usati, dell'applicazione e dei parametri limite impostati e le variabili sono innumerevoli.

non siamo parlando delle celle al NiCd di 30 anni fa o alle stilo alcaline che se le lasci 2 anni in un giocattolo trasudano potassa da tutte le fenditure, ne di celle da telefonini che è tanto se ti durano 3 anni... parli di generatori elettrochimici concepiti per altre cose.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

già.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

qui si.
(tra l'altro su queste materie).

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

te lo spiego in forma semplice: l'auto elettrica è stata la prima auto concepita ed è stata messa in stand by solo per i problemi dell'autonomia, ma tecnicamente è il mezzo più semplice ed avanzato che si possa desiderare.
oggi abbiamo le tecnologie per renderlo pratico come gli altri, se non meglio.
il resto sono solo puntigli che non hanno nessun senso.

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...tutti ingegneri qui...vero????

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...tutti ingegneri...

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

tecnicamente i costruttori odierni stano circa 8 anni indietro a Tesla.
se continuano così dovranno comprare la tecnologia (e le batterie) proprio da Tesla, che in finale è l'obbiettivo che si sono prefissati, in effetti.
tesla non ha mai puntato a vendere auto.

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...il PROBLEMA, come lo chiama lei e dato dal fatto che il mondo e costituito gran parte da una massa di IGNORANTI (in senso buono ovviamente) e/o PECORONI che alla prima novità si buttano come per abbracciare il SANTO GRAAL ed una minima parte di persone che il mondo lo cambiano e lo migliorano davvero ma a tempo debito.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

parli di gente che probabilmente ha l'attenzione di un pesce e che sicuramente sarà meno intelligente della stupida AI che ci sarà nel più stupido veicolo elettrico...
parliamo del fatto che tra pochi anni scendi dall'auto e lei si va a cercare da sola il parcheggio e si attacca da sola alla ricarica...

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lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

...anche con la bicicletta e a piedi...

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

non vorrei infierire, ma il problema probabilmente è dato da quelli come te.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

primo: se rimani a secco significa che il problema è tuo nel non saper amministrare nemmeno un'auto a benzina.
secondo: fai le giuste considerazioni sul primo punto e passi al terzo.
terzo: ci pensa l'auto a ricordartelo; anzi, ci manca poco che ti telefona sul cellulare per dirtelo esplicitamente: "mettimi in carica sennò oggi non ci ritorni a casa dal lavoro!"

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...risposta equilibrata ma.......leggete quello che ho scritto a PIP

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...maggior ragione...ci sarà lavoro in più...

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

l'unica volta che sono rimasto a secco con l'auto era perché volevo proprio vedere quanti km facevo in riserva... arrivato a spinta dal benzinaio a 20 metri.
quante persone vedi che oggi rimangono a secco con l'auto a benzina?
tante ne vedrai che rimarranno senza carica della batteria, perché è semplicemente gente che non sa organizzarsi.

problema realmente poco influente, anche con auto con 200km di autonomia.

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...vedere la risposta data a PIP

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

....piano a giudicare l'intelligenza umana.....ve lo siete meritati il mondo che avete.

G
Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...primo....la diffusione dei distributori a benzina è capillare...se rimani quasi a secco fai presto a fare rifornimento. SECONDO...se rimani a secco con una elettrica...ti attacchi al XXXX prima che trovi una colonnina di ricarica....sempre se non sono tutte occupate e sempre se non hai fretta di ripartire. TERZO, parlavo dei soliti/e sbadati/e che non prestano tanta attenzione a energia residua (parlavo ad esempio degli smartphone). OGGI l'elettrico è OUT...se ne riparlerà QUANDO ci saranno colonnine di ricarica per tutti e ALMENO tante quanto quelle dei distributori classici...E SOPRATTUTTO QUANDO per una ricarica completa delle batterie si dovrà aspettare ALMENO TANTO QUANTO il tempo per un pieno di benzina. Spero di essere stato chiaro questa volta, perchè al solito la gente comune NON riesce o non vuole leggere TUTTO fino in fondo e SOPRATTUTTO capire ed interpretare in modo chiaro quello che ha letto. SARO' sorpreso se questo lungo messaggio sarà letto fino in fondo in quanto...come per le email....spesso e volentieri le persone leggono le prime righe e poi si stancano (poverini)...non capendo alla fine un XXXX del contenuto del messaggio.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

non parli di auto come la panda 30, che avevano il sensore di livello della benzina che s'incastrava quando prendevi una buca...
parli di auto che possono conoscere il percorso che fai ed, in tempo reale, sapere il traffico che c'è finanche quanti stop devi fare ai semafori e coordinarsi con la loro tempistica per arrivare con il verde...
auto connesse e con una minima intelligenza per consigliarti come comportarti...

se poi ci devi andare a fare le vasche in centro, alla fine non ci vai scarico e non ci sono problemi... basta che imposti quante volte vuoi farle.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

si parla di 5$ a cella e una cella non arriva a 1kWh....
oltretutto parli di una chimica che ha una potenza specifica volumetrica "impegnativa"... fare un pacco da 200kWh e metterlo dentro un veicolo è quasi improponibile.. troppo voluminoso.
le LiFEPO4 odierne attuali hanno una carica specifica volumetrica di circa 150W/kg, ma le attuali non sono blindate come queste ed in più questa è anche una cella dal volume molto contenuto; non se non se ne conosce effettivamente ne la chimica addizionale (perché non basta solo quella di base, ma si dovrebbe conoscere anche gli elementi addizionali che sfruttano per modificarne le caratteristiche e che possono essere contenuti anche in ppm) ne i parametri costruttivi, quindi stimare effettivamente che pacco riescono a farci è un po' complicato...

devi attenerti a quello che dichiarano: circa il 14% di percorrenza in più (non carica, ma percorrenza, che dipende da molteplici fattori), ma senza dichiarare il peso è pressoché inutile.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

la domanda è precisa e pertinente, ma la risposta è piena di innumerevoli variabili.
ti ho risposto in modo un po' più dettagliato sopra, ma il post è andato in approvazione...
comunque parti dall'idea che una cella elettrochimica, nella sua apparente semplicità, è più complessa di un motore endotermico e che quindi non è facile dare dei parametri assoluti.

l
lucusta 01 Jan 1970 @ 00:00

ogni singola cella è a se.
puoi dividere comunque grossolanamente per la tipologia di cella.
le LiFePO4 hanno un'autoscarica inferiore al 3% mensile, ma dipende sia dall'umidità di storage che soprattutto dalla temperatura, oltre che dalla specifica cella (quelle più piccole hanno un'autoscarica più vicina al 3%, con quelle "a bottone" che supera anche questo valore).
è il datasheet della specifica cella che può darti qualche parametro;
https://files.ev-power.eu/i...
qui quello delle più famose winston (ex thundersky), che però usano una chimica addizionata all'ittirio (che ne stabilizza la fase di ricarica per evitare dendriti).
di per se le LiFePO4 sono più sensibili alle temperature di esercizio, ma perché fino ad oggi si usavano con elettrolita* liquido (le nuove CALT e alcune altre oggi usano elettrolita* solido; l'asterisco l'ho usato perché in effetti il liquido non è elettrolitico, ma solo un disperdente per la mobilità ionica che, di per se è dielettrico, ossia è un isolante; non è, in pratica un trasportatore di cariche come lo sarebbe l'acido solforico nelle batterie al piombo classiche, ma trasporta la carica trasferendo propriamente atomi di litio).
le LiFePO4 hanno circa 2000 cicli o 20 anni di vita, variabili a seconda del DOD che s'imposta, con un'attestazione di carica massima che cala all'80% della nominale da nuova (il DOD è il "punto di scarica" che si vuole tenere tramite l'elettronica, ossia la percentuale di scarica dell'elettrodo, e si dovrebbe considerare sempre il valore assoluto dell'elettrodo, il peso in litio, e non il valore nominale dichiarato, che è solo un parametro arbitrario del costruttore).
datasheet più completi proprio di queste celle fornivano anche i diagrammi della la stima di cicli vita a seconda del DOD nominale adottato, dando anche 5000 cicli con un DOD al 50%, sempre ricordandosi che un ciclo di carica e scarica corrisponde alla carica equivalente a quella nominale, quindi un ciclo a DOD al 50% sono 2 cariche, in pratica.
20 anni di vita utile dipendono esclusivamente dal degrado dei materiali interni (in particolar modo il diaframma di separazione.
generalmente, quello semplice, era in polietilene non addizionato e i cicli di scarica e carica, con il calore generato, possono degradarlo in circa 15 anni, ma se vengono impostati limiti di temperature in carica e scarica si può arrivare anche a 30 anni... basta un piccolo foro nel separatore e la cella la puoi anche buttare.
questo introduce un'altro parametro, che è la resistenza alle vibrazioni e agli urti: molte vibrazioni possono indurre al degrado degli elettrodi, per la separazione del materiale (le classiche "bolle isolanti" per distacco dal foglio di conduzione) e allo stress del separatore.
un case come quello delle winston, in policarbonato, trasmette meno vibrazioni ma non è molto resistente agli urti diretti; un case in metallo potrebbe trasmettere più vibrazioni ma è sicuramente più resistente agli urti; il fatto è che se metti una calza in polietilene espanso attutisce le vibrazioni, ma aumenta la resistenza termica per la dissipazione del calore...

quindi, come avrai capito, la vita utile della singola cella dipende anche dal fattore forma, non solo dalla chimica, quindi ogni tipo di cella ha le sue proprie caratteristiche e di queste non si sa nulla di utile.

di per se, come linea guida e soprattutto sull'automotive, dove le scarice e le cariche sono molto alte, l'ottimale sarebbe di non fare concatenazioni in parallelo, ma solo una seriale.
ci vorrebbero però celle decisamente troppo grandi ed ingombranti.
in un commento sopra ci si chiedeva perché avessero usato inizialmente le 18650; la ragione è solamente per la diffusione industriale: erano le celle usate nei portatili, che si sono diffuse in tanti altri apparecchi industriali diventando uno standard di forma universale, quindi fare una piccola produzione di veicoli con queste celle era più economico che fare delle celle con un fattore forma specifico.
poi però, con l'aumento della produzione dei veicoli e adeguando quelle celle agli standard di sicurezza richiesti in un veicolo, si è optato per un fattore forma più opportuno.
vuoi che ogni cella conviene blindarla, vuoi che la tendenza è quella di fare meno celle possibili, anche queste 4680 sono, in finale, ancora piccoline, ma sempre meglio delle 18650.
un'altra considerazione per la dimensione della cella: all'aumento di volume il rapporto tra volume e superficie di un solido, per le forme convenzionali quali cilindro cubico (con diametro pari all'altezza), sfera o cubo, diminuisce, quindi più è voluminosa la cella, meno materiale devi usare per la blindatura e per tante altre cose, quindi più litio puoi impiegare e più alta sarà la sua carica specifica gravimetrica.

a proposito di carica e la potenza specifica gravimetrica e volumetrica: le LiFePO4 hanno questi parametri più bassi di quelle con cobalto, quindi anche se molto più grandi (e pesanti) non è che offrano un gran miglioramento da questo punto di vista in un veicolo; di per se hanno cicli vita maggiori, non sono inquinanti e non hanno la tendenza ad avere reazioni esplosive (poi, senza elettrolita liquido, questo problema è proprio mitigato).
sono celle più gestibili in un veicolo, ma il loro problema principale è che hanno un volume realmente elevato per offrire la giusta carica che serve ad un veicolo.

queste celle sono decisamente interessanti, ma senza dati utili se ne può apprezzare solo una minima parte delle innovazioni.

V
Vittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

c) è soggettivo, dipende dalla % di carica media della batteria

in ogni caso se garantiscono il 70% di capacità dopo 8 anni (di utilizzo) immagino che con un uso soft si possa pensare ad almeno 10-15 anni di vita "utile" (forse molti di più).

V
Vittorio 01 Jan 1970 @ 00:00
10 anni di un uso medio dell'auto


Credo che il dubbio dell'utente fosse riguardo a come si comportano le batterie al netto dell'uso.

Dato piuttosto inutile e difficile da calcolare perché dipende anche dalla carica della batteria (immagino ci sia una % di carica ideale per lasciarla ferma). Comunque immagino sia molto più di 10 anni.

J
JustATiredMan 01 Jan 1970 @ 00:00

ci metterà anche di più.. per analogia e' come avessi un rubinetto che eroga 2 litri d'acqua all'ora... lo stesso l'energia che puoi erogare dal tuo impianto casalingo 2kw e quindi in un ora 2kw/h quella è. Se hai una batteria che ha capienza 10 volte superiori, dovrai quindi aspettare 10 volte il tempo di prima.

V
Vittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Non credo si sappia. Comunque la garanzia copre il 70% di capacità dopo gli 8 anni. Immagino che nello scegliere quei valori siano rimasti molto larghi.

A
Andrea Lunigiana 01 Jan 1970 @ 00:00

I modelli base MB e Audi classe E e A6 non ti danno niente!
Model S parte da 83k € e peravere i soliti allestimenti sulle tedesche arrivi quasi a 100k...tutto il resto sono chiacchiere.
P

A
Andrea Lunigiana 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutta gente che non è mai nemmeno salita su una Model S...
Io ne ho una da 15 giorni, Long Range: in pratica guido una Porsche Carrera S4 dentro ad un salotto per 5 comodi posti con sospensioni pneumatiche, Adas eccellenti, tenuta di strada ottima (vedetevi il video dell'Ing. Massari), bagagliaio capiente. Tutto per 89.000 €: quanto una A6/classe E non cosi' accessoriate.
Bollo 0
RCA 650€/anno
Autonomia (testata personalmente) oltre 550km
Costo ogni 100km 1,2€ di caburante ( pago molto poco l'energia elettrica...)
Manutenzione ridottissima.
Aggiornamenti firmware da remoto

Etc Etc
Boh? Fate voi, io indietro non torno a meno che certi marchi non mi offrano simili prestazioni e allestimenti ad almeno un prezzo pari: tra quanto 5;6;7 anni?

a
andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Leggo adesso che sono LiFepo, molto interessante, un passo avanti un po' su tutti i fronti soprattutto in sicurezza

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

La batteria al litio degrada anche se non in uso a seconda di quanto la lasci carica. In teoria se la lasci completamente carica o scarica, anche senza usarla il degrado nel tempo è marcatamente più ampio che lasciarla ferma con carica intorno al 45% (e fresca).
Non so le lifepo4 come si comportano su questo. So solo che hanno una bassissima autoscarica e resistono a tantissimi cicli.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah, bhe, una robetta. Ottimo comunque, era un tipo di batteria promettente anche se con una densità energetica ancora un pò bassa.
Comunque è un tipo di batteria che può fare tantissimi cicli di carica e scarica ed ha una resistenza interna molto bassa (in forma 46800 poi sarà bassissima).

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sono sempre chiesto perchè non abbiano mai usato le 26650 o le 32650. Sono formati comuni.
In genere più una cella è piccola, come dimensioni, e più le è difficile dare tanta corrente.
Ci sono celle 18650 da 3Ah che arrivano, con fatica e calore, a dare 20 - 25A (le sony vtc6 o le LG HG2), E' comune invece trovare celle 26650 che danno 50A di corrente massima.
Negli ultimi anni si è poi imposto il 21700, con capacità uguali al 26650 (5Ah) ma sono ancora celle piccole, non arrivano comunque a dare 50A. Sono adatte per potenti torce magari, ma non per le auto.
Questo nuovo formato 46800 è una buona innovazione. Meno celle per batteria, meno complessità dell'elettronica, capacità di dare ed accumulare tanta corrente scaldando meno.
Speriamo anche che ci sia una migliore durata nel tempo.

C
Cristine Dkeo 01 Jan 1970 @ 00:00

mai senito parlare di Jeff Dahn il merito è suo e dei suoi collaboratori non di Musk

T
Tiwi 01 Jan 1970 @ 00:00

beh, le premesse ci sono, aspettiamo e vediamo nella pratica :D

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Test pazienza 1

F
Falloppo 01 Jan 1970 @ 00:00

Si.

L
LTL 01 Jan 1970 @ 00:00

puoi per favore spiegare più in dettaglio il motivo? Perché la trifase conviene?

Se non sbaglio sul residenziale la trifase la danno solo per potenze superiori agli 8KW, quindi da 9 in su

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Che bello!

F
Falloppo 01 Jan 1970 @ 00:00

Neanche i piedi?

s
sgarbateLLo 01 Jan 1970 @ 00:00

Genererà un campo elettrico assurdo

L
L'introverso 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti do un indizio chiude sempre i commenti con la stessa frase...

G
GinoGinoPilotino 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai dicci di più! SANTOS ?

G
GinoGinoPilotino 01 Jan 1970 @ 00:00

Ossia ? Luigi sotto mentite spoglie ? :)

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è cosi semplice, dubito che l'avrebbero risolto, inoltre la logistica complicata rimane in quanto va stoccato ad alta pressione

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

A casa puoi chiedere anche la trifase da 15kW, lo “standard” dei 3kW è solo italiano.
Una volta che ci saranno colonnine in ogni distributore non avrai di che preoccuparti.
Il risparmio economico è uno specchietto per le allodole, puoi prendere anche l’auto a metano o gpl se ti interessa solo questo

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché non passarr.
direttamente all'antigravità?
C'è già brevetto e mezzo funzionante.

Navicella spaziale triangolare – Brevetto US 20060145019 A1

Veicolo spaziale avente uno scafo triangolare con cariche elettrostatiche rotanti, disposti in linea verticale di ciascun angolo che producono un campo elettrico orizzontale parallelamente ai lati dello scafo. Questo campo, interagendo con un’onda piana emessa dalle antenne sul lato dello scafo, genera una forza per volume che combina una propulsione ad ascensore.

b
betelgeuse 01 Jan 1970 @ 00:00

milano courma con le 4680 in 56 minuti 23 secondi, leclerc is nothing

L
L'introverso 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque ho beccato chi è il Mark Miller...

N
NihilGuru 01 Jan 1970 @ 00:00

Concordo e vorrei aggiungere che Tesla NON è categoria lusso. È lusso solo agli occhi degli stolti, che credono basti il listino prezzi a determinare la categoria lusso. Una Classe S si che è lusso, seppur modesta, ma solo perché esiste ancora Rolls Royce e simili.
Continuo a preferire QUALSIASI ammiraglia piuttosto che una Tesla Model S. Soldi spesi oggettivamente bene e coerenti con la dotazione, su Mercedes (ammiraglie)

N
NihilGuru 01 Jan 1970 @ 00:00

Problemi non superati perché qualche d'uno ha ben deciso di puntare sull'elettrico. Pensa tutte quelle vagonate di soldi investiti per la elettrico se l'avessero usati per migliorare la produzione di idrogeno...

A
Alessandro87 01 Jan 1970 @ 00:00

chi ristruttura megio scelga trifase anche su appartamento da 130mq se ha annesso un garage di proprieta

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

A casa sì, il limite sarà sempre quello delle utenze residenziali e dei costi (e difficoltà di accedere al trifase per un cliente domestico). Diciamo che un 6 kW è comunque accettabile per buttare dentro poco meno di 50 kWh (meno per via dell'efficienza di ricarica non al 100% ma approssimiamo) in 10 ore notturne tenendoti un margine di 1 kW per la casa. Difficile però che ti mangi così tanta batteria in una sola giornata (in media... poi magari tu fai più chilometri e a quel punto sei costretto a usare le fast in giro). Il concetto che dovrà diffondersi è che l'auto la caricherai quando sta ferma, a casa, al lavoro, al parcheggio in strada ad un prezzo di... boh, se inferiore o maggiore lo vedremo quando ci sarà una diffusione massiccia, già oggi si inizia a parlare di calmierare le tariffe fast.

G
Gianni P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi chiarite un dubbio per favore?
Mettiamo che fra qualche anno magicamente le batterie superino tutti i limiti attuali e che quindi diventino più leggere, più capienti e più economiche.
Ma il limite del tempo di ricarica resterà per sempre, giusto? Cioè, se ho una batteria da 100kWh e la attacco a casa dove ci butto dentro al massimo 2kW per non stare al buio, ci metterà sempre 50h a ricaricarsi anche con la tecnologia più fantasmagorica?
Ok, le colonnine bla bla bla, ma rifornirsi alle colonnine costa come fare benzina, e allora mi compro un'auto a benzina

L
L'introverso 01 Jan 1970 @ 00:00

🤣🤣

e
ermete74 01 Jan 1970 @ 00:00

Complimenti, sei stato bravissimo.
Mi sono prima visto il video e poi letto per intero l'articolo.

C
Claudio M. 01 Jan 1970 @ 00:00

un luminare, che usa i soldi e non li tiene nel cassetto.

C
Claudio M. 01 Jan 1970 @ 00:00

Luigi sei stato bravissimo, mi sei piaciuto ed ho seguito e letto con molto interesse l'argomento.Bravo.

i
itom 01 Jan 1970 @ 00:00

Le Tesla 4680 sono senza Cobalto, questa è la vera rivoluzione.

T
Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00

DI NULLA !

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

quoto...

G
GinoGinoPilotino 01 Jan 1970 @ 00:00

Lui ha provato la lucid a idrogeno

N
N1C0 01 Jan 1970 @ 00:00

GRAZIE !

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

🤣🤣🤣🤣🤣

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Bravo. Bell’articolo. L’unico giornalista che apprezzo qui dentro

L
L'introverso 01 Jan 1970 @ 00:00

Le nuove celle sono LiFePO4 hanno un bassissimo self discharge oltre ad essere immuni da esplosioni e auto combustione.

L
L'introverso 01 Jan 1970 @ 00:00

Va che mo arriva il peracottaro

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci sono casistiche perché ci sono troppe variabili. E le batterie sono migliorate moltissimo negli anni quindi non puoi neppure paragonarle.

L
L'introverso 01 Jan 1970 @ 00:00

Insomma si è tralasciato che le nuove batterie hanno una chimica completamente diversa...

L
L'introverso 01 Jan 1970 @ 00:00

Si è scritto tutto tranne che le nuove batterie sono LiFePO4!

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Mitico Elon, non solo intuisce il futuro, ma è anche in grado di realizzarlo.

L
LeoX 01 Jan 1970 @ 00:00

Bellissimo articolo, complimenti!

T
Tiziano Catini 01 Jan 1970 @ 00:00

Gran bell'articolo complimenti.

G
GinoGinoPilotino 01 Jan 1970 @ 00:00

Predoi - Marsala con nuove Batterie Tesla 4650 su Roadster 20h e 1900 km

G
GinoGinoPilotino 01 Jan 1970 @ 00:00

Chapeau a tesla !

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Le batterie delle prius non erano al litio, e d il concetto di 'funzionare' è molto vago. Voglio dire, ho un Sony Ericsson t68i del 2003 con batteria al litio. Si accende, e funziona, per un'po. Ma credo abbia un autonomia di 2 ore in standby. Funziona? Si. Si può usare seriamente? No.

S
SteDS 01 Jan 1970 @ 00:00

Per quanto riguarda le recensioni di auto bravo anche il tipo alto e magro con la voce impostata che si vede ogni tanto (anzi raramente) su hdmotori, non ricordo il nome...

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo che anche 1% all'anno, non è comunque 0%. Dipende ovviamente da tanti fattori, dalla tecnologia usata, e dal livello di energia con cui rimane ferma. Se la lasci scarica per troppo tempo, puoi buttarla direttamente.

PS. Comunque mi fanno ridere i voti negativi. Cioè, non vi piace farvi domande o non avete capito quello che ho scritto?

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa, ma ci sono batterie di prius che hanno 15 anni e funzionano alla perfezione e quelle bosch durano 6 anni messe su uno scaffale? E le batterie delle ibride subiscono un abuso molto più grande delle elettriche pure, visto che vanno incontro a diverse decine di cicli di carica e scarica ad ogni viaggio...

i
il_pess 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottimo articolo, non c'è che dire. Grazie e continuate così!

S
Squall02 01 Jan 1970 @ 00:00

Wow gran bell'articolo il "like" te lo sei ampiamente meritato. Grazie, mi piace davvero leggere articoli di questo livello. (Come gli articoli di Nicola)

T
Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00
D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

La durata nel caso specifico era riferita alle batterie litio di produzione bosch. E' chiaro che la durata cambia in base al tipo di tecnologia, però sarebbe comodo conoscerla a prescindere.

E' una tecnologia relativamente 'giovane' applicata al campo automotive, quindi non si riescono ad avere statistiche affidabili per via dei numeri esigui degli ultimi 15 anni. O almeno spero sia questo il motivo.

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Altro bellissimo articolo da parte di Luigi. Continuo a sostenere che sia l'unico che debba scrivere articoli sulle elettriche e recensire auto, la differenza di qualità con tutti gli altri è fuori scala.

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

beh, allora è proprio un altro settore e non penso abbia molto senso paragonare i due veicoli solo perché hanno le ruote e entrambe hanno un costo che si aggira intorno ai 100k. Vengono acquistate per motivazioni diverse.

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Nicola e Luigi giocano in un altro campionato. Ottimo approfondimento.

T
TheDukeMB 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh dipende anche dalla tecnologia con cui sono costruite, senza entrare nel dettaglio (ma anche perchè non sono un esperto del settore), ci sono differenze di durata tra un accumulatore Ni/Pb - Ni/Cd, Li, polimeri di litio o semplcemente Zn/aria, quindi non so se quel 6/8 anni che ti hanno detto alla Bosch sia relativo ad un tipo di accumulatore o è una "media" delle tecnologie esistenti.

Riguardo alla tua domanda, probabilmente non esiste una risposta definitiva, in primis per quanto scritto sopra, poi anche per l'effettiva mancanza i esperienza applicata al campo automobilistico, mi viene solo da pensare che le celle smontate da una automobile Tesla poi finisce nei Powerwall Tesla, che mi immagino lavorino per diversi anni con voltaggi e cicli di carica a scarica ovviamente differenti, però riconosco che è un buon punto da argomentare.

T
Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00

Conta che solo i fari Mercedes hanno 2 MILIONI di specchi che proiettano la luce dove serve, e ti danno pure segnali luminosi per segnalare pericoli etc... Il parabrezza è un enorme HUD di 77", le portiere hanno luci che ti segnalano i pericoli, le sospensioni si alzano poco prima di un impatto per maggiore sicurezza, puoi controllare tutto con l'assistente vocale, puoi blindarla se sei un VIP, ci sono milioni di opzioni che Tesla non ha... È proprio un altro livello

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

non lo so, se mai dovessi avere il problema di scegliere tra quale auto delle due comprare, te lo saprò dire.

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente, frequentando corsi di formazione Bosch, mi fu detto che le batterie hanno una 'vita utile' . Che nel caso specifico era di 6-8 anni, indipendentemente dall'uso.

Quello che voglio sapere è, quant'è questa vita utile ? Mi pare che nessuno voglia dare questa risposta perche :
a) forse nessuno sa realmente, perche è ancora troppo presto
b) è una risposta scomoda

M
Mario Busso 01 Jan 1970 @ 00:00

Power bank fatto dalla stessa batteria dell'auto?
Che limitazione all'immaginazione, ogni tanto..

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vi accanite tutti contro di lui, è vero che con una tesla è difficile rimanere a batterie scariche perché mi sembra di aver letto che ti avvisa della carica residua e ti indica il posto di carica più vicino prima di rimanere a piedi, ma è anche vero che se rimani a secco con un'auto per strada, basta farsi una passeggiata fino al distributore e riempire una bottiglia!

T
Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh grazie al cavolo, ma il full optional Mercedes offre molto di più! Mica la model S ha motore termico AMG, sedili posteriori massaggianti reclinabili, 6 schermi etc etc etc con tutti quelli optional pure tesla costerebbe così o di più.. Solo che non ha proprio le opzioni per tutti quegli accessori

I modelli base delle due versioni sono pari prezzo, e a pari prezzo di base Mercedes ti da già molto di più

T
TheDukeMB 01 Jan 1970 @ 00:00

La batteria decaderà nel tempo naturalmente, quindi senza lo stress dei cicli carica-scarica o con cicli inferio, meno di quanto mostrato in foto o dai vari test sulla capacità di ritenzione in base ai Km, perchè credo che se uno si compera una Model 3, la usi regolarmente e non la acquisti come forma di investimento nel tempo.
Tra l'altro ucendo un attimo dal discorso Tesla, la vita delle batterie universalmente vengono dichiarate tramite cilci di carica scarica, non in base alle ore di utilizzo.

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché se finisce la benzina in autostrada allora l'auto ha un serbatoio magico nascosto dove prendere la benzina che gli serve per continuare...

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Una batteria al litio ferma degrada di una minima frazione rispetto a quando è in utilizzo, è uno dei tanti vantaggi delle batterie al litio. Se le tieni ferme puoi considerare il degrado come praticamente nullo

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Oh ragazzi, ma mi prendete in giro? :D

Sembra che o nessuno legga, o nessuno capisca.

Tutti propongono grafici come questo, e cioè la decadenza della capacità in base ai km percorsi.
Nessuno o quasi propone grafici in relazione al tempo trascorso.

Non mi interessa sapere di quanto decade dopo 200.000km. Lo sanno anche i muri ormai che quello influisce marginalmente sulle batterie di alta qualità.
Voglio sapere come cala la capacità dopo 5-10-15 anni. Perche il tempo è un nemico delle batterie, tanto se non più della percorrenza.
Se fai 1000km all'anno per 10 anni, quanto perde in capacità? Più, meno o uguale rispetto a farne 10000 all'anno?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

appunto...tra l'altro sono già cablate..visto che hanno i totem per le chiamate di emergenza

T
Tommyd-19 01 Jan 1970 @ 00:00

A meno che non conti le classi S di vent'anni con mezzo milione di KM direi proprio di no

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mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

e comunque sono andato a vedere i listini, una model s full optional costa 102k, una classe s full optional costa 160k. Se dopo aver comprato una model s la porti al negozio di tuning più vicino a casa, con 58k euro altro che salotto!

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Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00

Sinceramente mi pare più semplice mettere una presa ettrica di emergenza nelle piazzole piuttosto che una pompa di benzina

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Tommyd-19 01 Jan 1970 @ 00:00

L'auto a idrogeno è morta e sepolta. Forse l'idrogeno troverà qualche applicazione di nicchia tipo i treni sulle linee non elettrificate.

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TheDukeMB 01 Jan 1970 @ 00:00

Lasciando perdere che è come chiedere all'oste com'è il vino, ma questo grafico non ti da la risposta che cerchi? https://uploads.disquscdn.c...

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Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

e tesla ti risponde con un grafico e altri li puoi trovare su google...

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qandrav 01 Jan 1970 @ 00:00

Che magnifico articolo, veramente scritto benissimo e molto interessante, bravissimo Luigi.

riguardo Tesla: ottime premesse, spero manterranno i tempi

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Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00

Panteghino copione!
Solo io sono l'originale

Peraltro il mio nickname deriva dal mio cognome

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DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Va bene, ma che statistica fa ? :D

Cioè, mi sembra di aver scritto una cosa abbastanza chiara.

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Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00

A parità di prezzo, comparativamente a Tesla si!

Tesla con la scusa del minimalismo non mette nulla a bordo e non risulta accogliente... Mercedes per es. si... Ma ho detto Mercedes come esempio, idem sarebbe per Audi, Porsche, Maserati etc che sulla stessa fascia di prezzo, personalmente mi paiono molto meglio

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TheDukeMB 01 Jan 1970 @ 00:00

Lei è quello intelligente della famiglia vero?

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Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Complimenti Luigi!

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deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è il famoso tassista di Milano che ha percorso 1M di km, vediti il suo report.

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Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

preferibile l'auto ad idrogeno? la produzione dove la metti? la logistica della distribuzione? tutti problemi non ancora superati

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DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Francamente mi hanno un'po stancato i grafici che fanno vedere le 'performance' delle batterie dopo X km percorsi. Voglio vedere i grafici che mostrano come si comportano le batterie nel tempo, perche una batteria degrada anche stare ferma sullo scaffale.
Bisognerebbe vedere la capacità utile dopo 10 anni, e 20 anni. Immagino ci vorrà tempo

s
superza 01 Jan 1970 @ 00:00

Vabbè 1,2$x kW/h sarebbe meraviglioso, vorrebbe dire che un pacco da 200 kW/h per fare 800-900km senza dover per forza andare a 90 in autostrada, Costerebbe 240$ e all'utente finale, anche se decuplicano il prezzo verrebbe 2400$. C'è un ma, la densità energetica qual'è? quanto mi pesano sti 200 kW/h? il break-through tecnologico non c'è, sempre batteria al litio è, forse il valore chiave è quel 16% ed hanno ottenuto celle più leggere del 16%. Il che renderebbe gli ipotetici 200kW/h pesanti invece di 1000kg 840kg. Sempre troppo imho; finchè non alzano la densità energetica a 1kW/h x chilo l'auto elettrica rimarrà nicchia e sarà preferibile l'auto a idrogeno

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mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

perché da come scrivi sembra che tutte le Mercedes siano salotti con ruote.

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ste 01 Jan 1970 @ 00:00

ah perché con il termico uno non può rimanere a secco?

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Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

se rimani senza carburante in autostrada non è che puoi fartela a piedi fino alla prima stazione di servizio...quindi in entrambi i casi chiami l'assistenza stradale...che chi ha un pò di cervello la include nella polizza auto...saranno 15 anni che la inserisco sempre

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Windows_hater 01 Jan 1970 @ 00:00

A me non succederà mai perché ci sto attento, ma aimé sono pronto a scommettere che succederà

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

viste le stazioni di ricarica sparse un pò ovunque..rimanere senza corrente in una piazzola sull'autostrada è un pò da p1rl4

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mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

Grosse? Diciamo pure che le spara in orbita!

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Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

direi che l'assistenza stradale già ora lavora parecchio e non solo per chi rimane senza carburante...

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Windows_hater 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, immagina in autostrada in una piazzola di sosta

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

anche perchè di colonnine ce ne sono...almeno parlo della mia zona

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Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00

La classe S Mercedes costa quanto la model S tesla, ma è tutto un altro mondo!

Comunque vedo molte più classe S di model S sinceramente, ma non capisco il senso della tua domanda!

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

un cavo ed una presa?

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mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

salotti Mercedes? Conosci tanta gente che va in giro con una classe S?

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Windows_hater 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma per il secondo basta una banale tanica e riparti.. per il primo non saprei

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X Wave 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci credo finché non le vedo su strada, il tipo in oggetto è solito spararle grosse di professione.

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M_90® 🐲🎮 01 Jan 1970 @ 00:00

altrochè giovanni muciaccia :D si ma happy che fa? non lo vediamo da un pò :((

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Granduca di Populonia 01 Jan 1970 @ 00:00

...grande elettrico...quanti rimarranno per strada con batteria a terra....un pò come coloro che sbadati escono al mattino con lo smartphone al 10 % di batteria oppure coloro che arrivano nel pomeriggio tardo con solo il 10 % di carica residua (e ne conosco tanti credetemi)....prevedo grande lavoro per l'assistenza stradale. https://media0.giphy.com/me...

𝓐
𝓐𝓭𝓻𝓲𝓪𝓷𝓸 జ్ఞ‌ా 01 Jan 1970 @ 00:00

GRANDE LUIGI!

A prescindere dal contenuto, che leggerò ora :P

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Topolone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ancora 3/4 anni minimo

Nel mentre Mercedes fa già auto ibride da 100km di percorrenza in elettrico e motore termico per tragitti più lunghi che sono ad oggi la soluzione più pratica... Il tutto stando in un salotto Mercedes con interni e materiali di lusso e qualità costruttiva al top, non in una sguarnitissima e costosissima tesla in plasticaccia montata pure male