Nissan Leaf, dopo 10 anni cambia batteria con 5.000 euro: ora segna 500 km di autonomia
La prima serie della Nissan Leaf può essere definita un’auto generazionale, avendo cambiato i paradigmi del car market elettrico
La Nissan Leaf, acronimo di Leading, Environmentally friendly, Affordable, Family car, auto familiare amica dell’ambiente economica ed accessibile, venne lanciata sui mercati di Giappone e Usa nel dicembre 2010. L’auto elettrica si aggiudicò subito il premio di Green Car Vision Award, nel 2011 il premio European Car of the Year e il premio Auto dell’anno e nel 2011-2012 il premio Car of the Year Japan. Nel giro di poco, la 2 volumi divenne l’auto elettrica più venduta al mondo, toccando quota 50.000 unità nel 2013.
Con il passare del tempo il numero crebbe a dismisura con 30.000 esemplari immatricolati solo in Usa, davanti a Giappone con 28.000, all’Europa con 12.000 con Norvegia in prima linea con più di 4.600 unità vendute. Pur non avendo una estetica rivoluzionaria la Leaf aveva una forte personalità con un frontale con un design a “V” e dei grandi gruppi ottici a LED con un caratteristico riflesso blu all’interno. L’aerodinamica era stata studiata per offrire un maggiore risparmio energetico ed un rendimento più elevato.
Sostituzione della batteria
All’inizio la Leaf vantava un motore elettrico AC sincrono da 80 kW (109 CV). Nel 2013 venne adottato un nuovo motore più efficiente e leggero. La batteria era assemblata dalla Automotive Energy Supply Corporation (AESC), attraverso una joint venture tra Nissan, NEC e NEC Energy Devices a Zama, in Giappone. Oltre che prestazionale, il pacco batteria si è rivelato essere anche molto resistente, smentendo coloro che parlavano di una durata limitata a 5 anni.
Dopo molto tempo qualsiasi batteria si degrada ma vi sono delle soluzioni che consentono di ridare nuova vita al veicolo e persino accrescere le prestazioni originali. Un esempio arriva dal racconto di un proprietario di Nissan Leaf, che ora vanta un’autonomia paragonabile a quella di una Tesla. Dopo 10 anni di utilizzo per 5.000 euro aggiuntivi ha raggiunto un risultato eccezionale. Escogitare delle soluzioni alternative per prolungare la vita alle EV è diventato un vero e proprio business, per questo vi consigliamo di dare una occhiata alla storia riportata nel filmato del canale YouTube Joël 牛来 e Vidency.
C’è vita oltre la batteria originale
La prima serie di Leaf soffriva di un degrado della batteria più accentuato per la mancanza di un sistema di raffreddamento. Le celle della batteria tendevano a rovinarsi se esposte ad alte temperature, soprattutto in caso di ricariche rapide ripetute. Una Leaf del 2016 con 113.000 km all’attivo, con un pacco da 30 kWh, poteva garantire un’autonomia concreta di circa 60 chilometri per carica.
Il protagonista ha scelto di sostituire la batteria con una soluzione completamente nuova dal produttore cinese VIVNE. Il nuovo pacco con una capacità di 62 kWh è composta da celle all’avanguardia della CATL. Senza particolari modifiche si è riuscita ad adattare pur presentando una altezza superiore di 2,5 cm e subito l’autonomia è schizzata a 260 chilometri, nonostante la batteria fosse al 44% della carica. Con una batteria completamente carica, l’autonomia visualizzata sul display è di circa 500 chilometri. La spesa di 4.950 euro non è banale, ma l’esperimento testimonia l’enorme potenziale delle prime EV di qualità lanciate sul mercato.