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NIO, la prima stazione per il battery swap costruita in Europa è per la Germania

La prima stazione per lo scambio batterie realizzata in Europa sarà installata in Germania

NIO, la prima stazione per il battery swap costruita in Europa è per la Germania
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 17 set 2022

NIO sta investendo molto nel suo progetto di espansione sul mercato Europeo. La casa automobilistica cinese ha già debuttato in Norvegia e si appresta ad entrare anche in altri mercati del Vecchio Continente con l'obiettivo di riuscire a ritagliarsi uno spazio. La cosa interessante è che NIO intende introdurre anche in Europa la sua tecnologia di battery swap che tanto successo ha ottenuto in Cina.

In Norvegia sono già state installate le prime stazioni chiamate Power Swap Station ed altre saranno realizzate in tutti i Paesi del Vecchio Continente dove NIO intende entrare. Per supportare questa strategia, il costruttore cinese aveva annunciato di aver aperto la sua prima fabbrica in Europa. Stabilimento non per produrre le auto ma per costruire proprio le Power Swap Station per effettuare lo scambio delle batterie.

BATTERY SWAP PRESTO IN GERMANIA

Questo sito produttivo si trova in Ungheria ed è il primo di NIO al di fuori della Cina. Il marchio cinese non ha perso tempo e ha già messo in funzione la sua fabbrica europea. Infatti, ha annunciato che la prima Power Swap Station realizzata nello stabilimento ungherese è uscita dalle linee produttive.

Tale stazione per il battery swap è stata spedita e sarà installata in Germania, altro Paese europeo su cui NIO punta molto. Ricordiamo che le stazioni per lo scambio delle batterie sono tutte automatizzate e consentono di sostituire la batteria scarica con una carica nel giro di pochissimi minuti.

La nuova fabbrica europeo chiamata NIO Power Europe Plant rivestirà, dunque, un ruolo molto importante per la strategia di espansione europea del costruttore. Al suo interno è presente pure un reparto di ricerca e sviluppo. Lihong QIN, co-fondatore e presidente di NIO, ha commentato:

L'ambiente inclusivo e positivo per gli investimenti e la cooperazione in Ungheria ha garantito il buon funzionamento della nostra fabbrica e la produzione della stazione di scambio. Aumenteremo ulteriormente i nostri investimenti in Ungheria e costruiremo un centro operativo per implementare le nostre strategie nei mercati europei.

Nella seconda metà di quest'anno, i servizi legati all'energia e i veicoli di NIO saranno disponibili in Germania, Olanda, Svezia e Danimarca.

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Commenti Regolamento
N
NonLoSo 01 Jan 1970 @ 00:00

dove ho detto che hanno lo sportellino? 😅🤦‍♂️

Ma un phon/pistola per scaldare la colla e poi si tira...o secondo te che tecnologia usano quelli che fanno sto lavoro? 😅😂😂😂

N
NonLoSo 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah per cambiare la batteria ad uno smartphone devi sventrarlo? Si vede che non hai mai visto un video su YT di come si fa...🤦‍♂️

c
csharpino 01 Jan 1970 @ 00:00

Be non è una questione ambientale ma di approccio al problema della ricarica elettrica. Anzi se vogliamo dirla tutta questo approccio necessita un numero maggiore di batterie in circolazione a parità di numero di autoveicoli, quindi di green ha poco...

c
csharpino 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi la Cina non sostiene il battery swap ma finanzia a suon di miliardi una azienda che fa battery swap.... E si, il discorso fila!!

N
NonLoSo 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma si, sigilliamo tutto e saldiamo tutto, così se ti si brucia l'ssd/ram devi buttare il computer ad esempio..

N
NonLoSo 01 Jan 1970 @ 00:00

I cavi Apple fanno pietà rispetto alla usb type-C, ed infatti su TUTTI i dispositivi tranne iphone Apple ha messo la usb-C ....

Battery swap non tanto stupidaggine, se la batteria non va, ne prendi un'altra .
se invece le celle della tua auto elettrica non vanno, rimani a piedi e devi pure pagare una bella cifra di sostituzione se la garanzia è finita .

Io vedo solo vantaggi per il cliente col battery swap, avendo un numero sufficiente di stazioni di scambio batterie

s
sopaug 01 Jan 1970 @ 00:00

ma al di là dei costi dello spazio, ne faccio proprio una questione pratica. Ok, fuori sicuramente hanno qualche chances, ma mica troppe.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero, ma non mi sembrano tanto piu' grandi di 2 box . Poi credo puntino molto sulle stazioni di servizio autostradali , dove lo spazio e' meno "premium" che in centro cittá .

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

Più che altro hanno fatto la fabbrica in Ungheria. Fabbrica che produce stazioni di swap.

s
sopaug 01 Jan 1970 @ 00:00

wow, ormai è proprio una tecnologia affermata e alla portata di tutt... Ah no, ne hanno fatta UNA. In Germania.

s
sopaug 01 Jan 1970 @ 00:00

ma soprattutto LO SPAZIO per fare queste stazioni. Tra permessi scavi ecc... Da noi non ne fanno mezza.

k
kiang lee 01 Jan 1970 @ 00:00

APPUNDO RICK CAPISCE UN GAZZO COIONE

k
kiang lee 01 Jan 1970 @ 00:00

DAL NULLA UN PAR DE KOIONI VA FANGULO VA

k
kiang lee 01 Jan 1970 @ 00:00

ALLORA PER SISTEMARE LE COSE bisognerebbe TIRARE UN TRIO DI BOMBE ATMICHE SUGLI USA E SULLA CINA QUESTI HANNO ROTTO CI STANNO AFFOSSANDO DISTRUGGENDO ECONOMICAMENTE...

l
lux85 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma è solo se la russia blocca del tutto le forniture, dicimao si stanno muovendo in anticipo per far si che gli stati in pochi giorni possano essere pronti e sapere cosa fare in caso di probelmi.
Non so cosa farà la russia, ma non credo che i paesi asiatici possano assorbire l'intera domanda che aveva il continente europeo, quindi che blocchi del tutto non lov edo uno scenario cerdibile, ma mai dier mai.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Non e' la tensione che varia principalmente , ma la corrente .

S
Sirfio 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia non fanno le cose per gli americani o altri se li mangiano i politici stessi senza dare un minimo di ritorno economico al
paese. Ricordatevi che nella prima repubblica ci stavano i nostri nonni quelli che a 40 anni andavano in pensione.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che la Cina non è partita dal nulla, ha acquisito tecnologia dagli USA, che ora si pentono di avergliela trasferita!

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Europa è in decadenza, dopo la seconda guerra mondiale l'America è diventata il centro del mondo, la potenza imperiale che prima era l'Inghilterra, l'innovazione tecnologica oggi è in mano agli americani che hanno consentito alla Cina, cedendole tecnologia, di superare l'Europa, oggi persino un bulletto di periferia come Putin disprezza l'Europa e preferisce ammiccare alla Cina.

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Mica sempre va a finire come dici.

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci avevo pensato!

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma mi spieghi dove sta scritto che sono io?!

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando ero ricco ne prendevo almeno uno alla settimana.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

È possibile che tu abbia ragione... :(

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo dicevano anche prima dell'invenzione del USB.

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti io aspetto quel momento per comprarne una.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Cosa non ti convince ?

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi riferivo ai 40-50km/giorno , perchè la soluzione di Nio mi sembra puntare molto sul viaggiatore da 500 o 1000 km in un giorno , dove metterci 5 minuti invece di un'ora ti puo' spostare appuntamenti che invece non puoi fare in altri giorni .

Se invece faccio 40 o 50 km/giorno , probabilmente e' piu' semplice ritagliarmi il tempo per fare la ricarica . Io ( in UK). , per farti un esempio , ho il supermercato vicino con 4 colonnine da 7 kw ( gratis ) e 4 high power ( a pagamento) a circa 200 metri dal supermercato . Visto che almeno 2 o 3 volte a settimana vado al supermercato , roba da mezz'ora , posso sempre parcheggiare lì se vedo che e' sufficiente , altrimenti se vedo che nell'arco di una settimana non riesco a stare "con il pieno" , allora vado a quelle high power e con mezz'ora ( mentre faccio la spesa) sono a posto per altri 10 giorni .

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse viviamo sul concetto che noi dobbiamo innovare e gli altri, forse, produrre sottopagati.
Invece dovremmo avere l'umiltà di imparare da chi dal nulla è riuscito in pochi decenni a diventare tecnologicamente competitivo

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Chiaro, ma il "bagno" è comunque dietro l'angolo

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh però quest'inverno è in previsione a livello europeo la limitazione dei kWh al contatore, non è solo una questione di incremento dei costi

c
c1p8HD 01 Jan 1970 @ 00:00

Lol! Ma quando dite queste cose siete sinceri o trollate? 😁

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Dimenticavo, sì ricordo Agassi (anche se tutte le volte penso prima al tennista) e di recente l'ho citato pure io (articolo sullo sbarco in Isra-le) dicendo che l'idea era giusta ma troppo in anticipo (come per il Segway mentre poi c'è stato il successo dei monopattini, anche se non sono la stessa cosa, ma hanno solo l'idea del piccolo mezzo elettrico di spostamento personale in comune)

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

La prima parte non ho capito la contestazione. Se uno fa 40-50 km al giorno, vorrà dire che la cambierà ogni tot giorni (una volta la settimana probabilmente) come fare il pieno, mica fai 5 euro perché viaggi poco.
Sei lì, fai il pieno per non doverci tornare più volte.
Lo scambio batterie mette nel comodo proprio chi non ha dove ricaricare, che sono i più e anche gli altri magari preferiranno adottare il sistema molto più comodo e veloce.
Si spera ovviamente saltino tutte le norme e gli obblighi folli di installare colonnine nel privato. Poi chiaro, se hanno preso un tipo di auto e non uno adatto, dovranno aspettare di cambiarla o, se possibile, farla adattare. Bisogna vedere quanto dirompente e di successo sia il sistema a scambio per immaginare quanto i due sistemi conviveranno.
Casomai c'è da vedere l'impatto delle auto senza pilota, che in effetti potranno diventare di fatto delle "battery car driverless" cioè andranno a ricaricarsi da sole con i tempi che gli servono mentre quelle cariche faranno il servizio ma nulla vieta che possano comunque essere a scambio batteria (necessiti comunque di meno roba ferma) anche perchè queste saranno il grosso del parco mezzi futuro seppure in numero molto ridotto rispetto ad oggi (proprio perché ognuna coprirà le esigenze di varie famiglie). Per arrivare a questo comunque abbiamo alcune generazioni di "auto" da ciucciarci, soprattutto per motivi burocratici e politici, oltre che difesa degli interessi esistenti (per dire, gli italiani sono in caduta libera demografica eppure continuano a costruire case per inerzia economica di gente che non sa fare altro)

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Se quella soluzione fosse realmente innovativa e valida per il 100% della clientela , potrebbe accadere ( "i barbari alle porte" ).

Ma siamo sicuri che sia così apprezzata ? Con una percorrenza media di 40-50 km/giorno e se puoi ricaricare di notte/ al lavoro / mentre vai al supermercato , quanti casi rimangono di persone che devono cambiare la batteria perche' 30 minuti sono troppi ?

Non e' detto che gli errori del passato vengano ripetuti , ma qualcuno ricorda Better Place e Agassi ?

S
STAFF 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci si mette un po' di frenafiletti e si stringono le viti.

I
Il CdC in CH2O lascia disqus! 01 Jan 1970 @ 00:00

gestite i progressi tecnologici come fossero noccioline. non so se è più la tristezza o la pena il sentimento adatto.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

A nulla, l'unico modo in cui potrebbe funzionare il battery swap, sarebbe appunto quello con batterie standardizzate ( anche di vario tipo ) e NON di proprietà, quindi a noleggio, intercambiabili tra i vari marchi di auto

P
Patrizio Battemano 01 Jan 1970 @ 00:00

chi l'avrebbe mai detto che gli europei con la bussola e la polvere da sparo cinesi avrebbero colonizzato e invaso mezzo mondo, cina inclusa. Sic transit gloria mundi non vale mica solo per gli europei o per gli occidentali, la storia è un ciclo per tutti. in questo caso è la cina che si è ripresa un po di gloria e ricchezza passata, ciò non vuol dire che l'europa si stia impoverendo, o almeno non tutti gli stati europei, l'italia se non fa qualcosa per i propri interessi e continua a fare solo quelli americani o di altri paesi europei, non avrà vita facile nel prossimo futuro

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi viene difficile trovare un vantaggio . Ti leghi comunque al sistema di swap ed ai suoi standard , quindi , per dire , lo spessore della batteria dovrá essere quello . A quel punto non ha molto senso , per la parte "fissa" , integrare di piu' .

Oltretutto , poi, avresti una parte fissa , con un suo degrado e le sue caratteristiche , mentre quella che cambi ( anche se con le stesse caratteristiche teoriche ) sara' in condizioni diverse , magari piu' vecchia , magari piu' giovane , che scalda di piu' o scalda di meno
..

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

La prima considerazione e' che , il fatto che sia possibile fare 13 swap in 1 ora non significa che il sistema possa viaggiare per sempre a quel ritmo .

Oltretutto, se non ricordo male , dalla prova di Byörn , mi pare che bisogna prenotare . Non e' che ti presenti lì e dici " che , c'avete 'na batteria ?" .

La seconda e' che, quello che mette sotto stress la batteria sono i picchi di corrente ( in carica , ma anche nell'uso normale- vedi prove al Ring ) e farlo in condizioni non ideali ( tipo quando fuori ci sono -20°C e la batteria e' a +5°C ) . Caricare a 250 kw nei primi 10 minuti una batteria da 70 kwh , per poi tagliare la corrente e scendere a 100 kw o meno , e' abbastanza deleterio . Ma se carichi con picchi massimi di 80 o 100 kw , gia' la durata si incrementa esponenzialmente ( perche' il calore prodotto e' legato al quadrato della corrente ).

Inoltre , sempre dalle prove di Byörn , mi pare che la batteria da swap te la restituiscano non al 100% , ma qualcosa meno ( credo intorno al 90 ).
Cosa che taglia di molto il tempo di ricarica , perche' la parte piu' lenta del processo di ricarica e' quello finale , dall'80-90% in poi . Infatti se vuoi fare un viaggio piu' velocemente e devi ricaricare piu' volte, conviene fermare la ricarica all'80 o 90% .

In sostanza , si la cosa buona di questo sistema, e' poter trattare meglio le batterie.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche nell'ipotesi in cui tutti o molti dei costruttori si mettano d'accordo per uno standard ( cosa che al momento non sono neanche riusciti a fare per le prese per la ricarica tra i vari Paesi ) , l'avanzamento della tecnologia e' talmente veloce che, per allora, le batterie saranno in grado di essere ricaricate in tempi paragonabili al cambio batteria . Non saranno 5 minuti , magari 10 , ma a quel punto i contro della soluzione cominciano ad essere preponderanti rispetto al resto.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Sic transit gloria mundi, chi l'avrebbe mai detto che la Germania avrebbe importato tecnologia dalla Cina, i poli terrestri si sono invertiti!

T
Tizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Era il concetto di Fiat con la Centoventi.
Una batteria fissa, per stare sui 100/150km e moduli aggiuntivi da montare come optional o affitare in caso di necessità.

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Orban semplicemente sta facendo gli interessi dell'Ungheria, tanto sa già che il suo Governo sarà attaccato dai burocrati UE, quindi non ci rimette nulla (e come NATO idem, lo stesso gioco che fa Erdogan e pure peggio, dato che nemmeno la NATO può perdersi una colonia. Ha già perso la De Facto Colombia). Prima della guerra in Ucraina, basta ricordare, Polonia e Ungheria erano già nel mirino (poi l'invasione russa ha distratto i burocrati fino al voto delle scorse ore).
Spiegata a grandi linee la situazione e le varie mosse attuali, con la Cina le cose sarebbero diverse (non è il gas russo che copre buona parte del consumo ungherese) e sarebbero meno interessi diretti da difendere per gli ungheresi (i tedeschi si prendono le stazioni, gli ungheresi le fabbriche e i macchinari)

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Io guardo passare i TGV

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Fra una ventina di anni questo metodo sarà morto e sepolto, ah ma sei tu...

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

ci fosse uno standard, ok, ma in caso contrario a che serve?

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

E se le montano già allentate?

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Un sistema ibrido?

Con parte delle batterie fisse e parte removibili?

m
mauriziogl 01 Jan 1970 @ 00:00

cosa c'entra? nel 2007 c'è stata una crisi grossa, col covid c'è stata una crisi.. allora si deve fermare il mondo? Le persone normali lo fanno, le aziende ed altri no

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Cioè fra quanti anni?

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma la gente li guarda i TG ogni tanto?

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

La Meloni ha detto che non ci sarà nessun problema.

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Vorrei vedere la faccia di Cook.

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

La Cina ci tiene così tanto all'ambiente?
Chi l'avrebbe detto.

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Fra una ventina d'anni vedrai che avranno fatto uno standard.
Non ci saranno problemi.

C
Cancelot 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma la cambi troppo spesso per farle allentare!

E
Ennio 01 Jan 1970 @ 00:00

Non proprio..

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli interessi diversi sono il vero problema, ma da dire che se arrivasse un soggetto con quella soluzione e lo facesse in maniera efficiente, gli altri rischierebbero di essere tagliati fuori e di iniziare manco a vendere le auto (altro che preoccuparsi di non avere guadagni sui brevetti). Nio qui potrebbe essere "i barbari alle porte" (anzi, hanno già fatto breccia)
In fondo è un po' quello che sta succedendo con i motorini. Il successo e l'espansione di Gogoro (per ora limitato ma ha appena iniziato) sta già costringendo gli altri a mettere da parte gli interessi particolari per "occupare il mercato" prima che sia troppo tardi.
Chiaro che le batterie dovrebbero essere le stesse (o avere un impianto che ne gestisca la diversa natura)

E
Ennio 01 Jan 1970 @ 00:00

Non la vedo una soluzione sicura..e se si allentano le viti dopo qualche anno?la batteria la perdo in autostrada?..meglio una batteria strutturale

I
Ikaro 01 Jan 1970 @ 00:00

L'energia non manca, costa "solo" di più, che in un mercato, quello elettrico, spinto da chi i soldi può spenderli incide poco

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai notato che l'Ungheria è quella che ha votato Orban che non mette le sanzioni alla Russia? Ci saranno sicuramente anche questioni di costo della manodopera e altre voce industriali ma nel caso in cui ci siano problemi tra Cina e USA l'Ungheria è il pese che meno si piegherà agli americani.

c
csharpino 01 Jan 1970 @ 00:00

Nio è cinese e la Cina ha spinto parecchio in direzione del battery swap.. In Europa a meno di cambi profondi dubito fortemente che possa prendere piede perchè si ci dovrebbe limitare parecchio nella scelta dei modelli compatibili.

a
aerdna 01 Jan 1970 @ 00:00

La crisi energetica "in Europa" colpisce in maniera forte gli stati senza nucleare (Italia e Germania).
Senza considerare che la benzina sta(va) a due euro al litro e più, e questo non solo in Italia e germania.

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

In europa ci sono nazioni che non risento della crisi, tipo la spagna o la svezia.

a
aerdna 01 Jan 1970 @ 00:00

Sul minor tempo di ricarica dipende dell'infrastruttura, più che dalla batteria in sé. Le batterie già oggi non usano terre rare (es batterie LFP), i costi non dipendono solo dai materiali.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Trovo , allo stesso tempo , la soluzione NIO , geniale ma inapplicabile in massa.

Il concetto che la batteria possa essere ricaricata lentamente ( ma costantemente ) per poi essere sostituita "velocemente" , e' geniale .

Ma trovo che sia inapplicabile su altre vetture di altri costruttori .

Primo perche' "la piattaforma" , cioe' , per semplificare , la parte telaistica della carrozzeria ( quella del pavimento , dei "vani motore" , dei longheroni per l'urto, delle basi dei vari montanti A,B,C ), e' diversa tra costruttori . E anche se alcune sono condivise , sono comunque una goccia nel mare.
Basterebbe uno standard comune . Ma chi decide chi deve buttare a mare miliardi di investimenti gia' fatti per una piattaforma che non va bene per lo standard comune ?

Secondo perchè Tesla ed altri stanno andando verso batterie strutturali , soluzione poco compatibile con " scambi sul posto" .

Terzo perche' ogni costruttore ha le sue batterie , le sue celle , la sua chimica delle celle , i suoi BMS , le sue esperienze per capire quando una cella comincia ad essere pericolosa . Come e' possibile che tutte queste conoscenze siano condivise ( per poter fare una stazione di ricarica "standard" )?

N
NonLoSo 01 Jan 1970 @ 00:00

È andata a finire che l'Europa sta ripensando di obbligare i produttori a rimettere le batterie rimovibili su smartphone.

Se si troveranno migliori tecnologie, semplicemente metteranno queste tecnologie sulle batterie sostituibili no?

N
NonLoSo 01 Jan 1970 @ 00:00

mi ricorda la Apple coi suoi cavi...
Nio farà lo stesso magari, battery swap per le proprie auto e via

c
csharpino 01 Jan 1970 @ 00:00

Si evolve male perchè se volevi prendere quella direzione lo dovevi fare anni fa con dei regolamenti europei che indirizzassero i costruttori verso quel genere di soluzione.
Oramai praticamente tutti i marchi hanno progettato le loro piattaforme e nessuna permette il battery swap..

p
piail 01 Jan 1970 @ 00:00

il futuro battery swap

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

I cellulari non hanno più le batterie removibili per spremere i clienti, mica perché sia meglio.
Qui idem... anche se hai la ricarica veloce devi portare quella potenza in ogni luogo e abbondante perché non sai in che momento arrivano le auto da ricaricare e quante.
Al contrario con il sistema a batterie, queste vengono ricaricate con meno "infrastruttura" e con turnazione e ricarica delle singole batterie più regolari.
Insomma, se non fosse per il disturbo mentale o sindrome da Gattopardo (cambiare tutto per non cambiare nulla, quindi sostituire semplicemente le pompe di benzina con una spina), le "colonnine" non sarebbero nemmeno state pensate puntando da subito allo scambio. C'è di buono che nonostante lo spreco di soldi, spazio e mangiatoie varie locali, gli allacci per le centraline possono essere trasformati per installare una postazione di scambio (ottimizzando il tutto come detto)

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

vediamo come si evolve la cosa...

s
saetta 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene Nio. Ottima notizia

d
dxdanny 01 Jan 1970 @ 00:00

Nio ha scelto l'unica strada intelligente per la mobilità elettrica fuori città. Sono sicuro avranno grande successo con la formula Battery as a service. Le altre case automobilistiche avranno enormi problemi di vendita se non adotteranno analoga strategia.

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Azienda cinese che produce in Ungheria e punta al mercato tedesco?
Di questi tempi, chissà mai cosa potrebbe andare storto

M
Margaret Thatcher 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo che chi si può permettere una macchina elettrica da €60000 non ha problemi a pagare la corrente 1 euro al kWh.

l
lux85 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema credo sia diverso, nella crisi energetica è aumentato il costo dell'energia, quindi la materia prima c'è anche se costa di più ( perchè volendo si sopperisce ma è costoso e inquinante ), mentre nella crisi dei chip, mancava proprio la materia prima, quindi tutto quello che era influenzato dalla presenza di chip rallentava, anche se la domanda era la stessa.

m
mauriziogl 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo non vuol dire che le aziende debbano smettere di investire, chi investe ora, sarà pronto alla fine della recessione

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma la crisi energetica in Europa non sta incidendo sulla diffusione della mobilità elettrica? Vedo che il mercato continua a viaggiare a pieno regime come se niente fosse. Eppure ad esempio durante la crisi dei chip conseguenze concrete ce ne sono state eccome nel settore automobilistico (e non solo, ovviamente)