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McLaren parla italiano: obiettivo Le Mans per l’hypercar MCL-HY

C’è un po' di italianità dietro all’ultimo progetto della McLaren. La Casa britannica ha svelato le linee della MCL‑HY destinata al mondiale WEC 2027

McLaren parla italiano: obiettivo Le Mans per l’hypercar MCL-HY
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 5 mag 2026

Per sfidare Ferrari, Toyota e tutte le regine del campionato mondiale endurance McLaren ha fatto cadere i veli sulla MCL‑HY. Nell’occasione ha presentato anche la MCL‑HY GTR, hypercar da pista per i clienti più esclusivi del marchio di Woking. Un bolide, nato dall’esperienza nel Motorsport, che potrà essere guidata solo in eventi dedicati e che avrà un valore molto alto tra i collezionisti.

A differenza del modello da gara, la MCL‑HY GTR non deve sottostare ad alcun vincolo regolamentare. Derivando dalla MCL-HY da competizione, l’hypercar estremizza ogni aspetto aerodinamico puntando su un rapporto peso/potenza incredibile. Leggera, scattante, la GTR rinuncia completamente alla componente elettrica, lanciando un segnale ai puristi. Addio al MGU (Motor Generator Unit) e spazio a un 2.9 V6 biturbo in grado di erogare 730 CV. Il motivo? Peso piuma sulla bilancia e un piacere di guida non intaccato da una architettura con batteria.

Il progetto della MCL‑HY

Il progetto della MCL‑HY prende vita su telaio Dallara e rispetta il regolamento Hypercar LMDh, valido sia per il WEC sia per l’IMSA. Il motore è un V6 3.0 biturbo costruito da ATM – Autotecnica Motori, associato al sistema ibrido standard Bosch. L’auto sarà messa alla frusta nelle prossime settimane in vista dell’omologazione e del debutto nel prossimo campionato. Il team United Autosports ha già confermato i piloti titolari: Mikkel Jensen, Grégoire Saucy, Richard Verschoor e Ben Hanley.

L’hypercar da gara di McLaren deve rispettare il limite minimo di 1.030 kg, la GTR può liberarsi da ogni costrizione, sprigionando tutto il suo reale potenziale. La GTR riprende la filosofia della Ferrari 499P Modificata, ovvero hypercar derivate dal mondo endurance ma svincolate dai regolamenti. Tuttavia, la scelta di eliminare l’ibrido la rende ancora più estrema con un monoscocca in fibra di carbonio sviluppato congiuntamente dalla divisione racing e da quella automotive di McLaren.

Trasferimento tecnologico

Le sinergie hanno portato alla creazione di due veicoli che faranno felici i fan e i facoltosi appassionati di hypercar. McLaren ha previsto un programma esclusivo di due anni per gli acquirenti della GT-R, articolato su sei eventi in circuiti internazionali, con supporto completo di team ai box e coaching da parte di pro driver. Un pacchetto che renderà la GTR un oggetto del desiderio per chi ha sempre sognato di diventare un pilota. Per la prima volta dalla F1 GTR vincitrice a Le Mans nel 1995, è possibile possedere una variante dell’auto con cui il brand britannico competerà per la vittoria assoluta nel WEC e nella iconica 24 Ore di Le Mans.

Il costo è rimasto top secret, ma considerando che la McLaren W1 parte da circa 2 milioni di euro, è probabile un prezzo superiore. Soddisfatto anche l’amministratore delegato di McLaren Racing Zak Brown:

McLaren Racing ora ha tre vetture pronte a competere nelle più importanti serie motoristiche del mondo: Formula 1, INDYCAR e WEC. Questo significa che McLaren, i suoi partner, clienti e fan possono sfidare insieme la Tripla Corona del Gran Premio di Monaco, della 500 Miglia di Indianapolis e della 24 Ore di Le Mans: una storia unica che attraversa diverse serie e che ci distingue.

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