Hyundai: vendite 2025 in crescita in Europa, bene le auto elettriche
Hyundai chiude il 2025 in crescita in Europa: elettrificazione in aumento, quote stabili e risultati solidi in un mercato sempre più competitivo
Il 2025 si chiude con il segno più per Hyundai Motor Europe, ma senza effetti speciali. In un contesto di mercato tutt’altro che favorevole, il costruttore coreano ha messo insieme 603.542 immatricolazioni complessive nell’area EU35 (Unione Europea, EFTA, Regno Unito, Europa orientale e Turchia) arrivando a una quota del 4,2%. Numeri che non stravolgono gli equilibri, ma che confermano una crescita costruita nel tempo.
Il contributo principale arriva dai modelli elettrificati. Il perimetro xEV chiude l’anno con un +24% nei volumi, sostenuto soprattutto dai veicoli elettrici a batteria, in crescita del 48%. Più moderato, ma comunque positivo, l’andamento delle versioni ibride e ibride plug-in, che segnano un +11%. Nel complesso, il mix EV in Europa si attesta al 18%, un dato che fotografa una transizione ancora in corso, ma ormai strutturale.
Il messaggio che emerge dai numeri è piuttosto chiaro. Hyundai continua a spingere sull’elettrificazione, ma lo fa senza strappi, cercando di tenere allineata l’offerta alle reali dinamiche del mercato europeo, tra domanda in evoluzione e pressioni competitive sempre più forti.
Una crescita che passa dai numeri reali
Oltre ai dati sulle motorizzazioni, il 2025 racconta anche un allargamento concreto della base clienti. Le vendite ai privati sono cresciute del 2%, mentre il canale flotte ha registrato un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Segnali chiari di un marchio che riesce a parlare a pubblici diversi, mantenendo una proposta coerente sia per l’utente finale sia per le grandi aziende.
La strategia di elettrificazione, ormai pienamente operativa, non è rimasta confinata a pochi modelli di nicchia. Al contrario, ha accompagnato l’intera gamma, contribuendo a rafforzare la percezione del brand come attore credibile nella transizione energetica europea.
I mercati chiave: dall’Italia alla Germania, passando per il Regno Unito
Guardando ai singoli Paesi, il 2025 di Hyundai è fatto più di conferme che di exploit improvvisi, ma con diversi segnali sopra la media del mercato. In Italia, ad esempio, la quota resta ferma al 3,0%, per un totale di 47.046 immatricolazioni. Un dato che, preso da solo, dice poco. Molto di più racconta invece la composizione delle vendite: il mix xEV è superiore di nove punti percentuali rispetto alla media nazionale, spinto soprattutto dagli elettrici, dove modelli come INSTER hanno iniziato a farsi spazio in modo concreto.
Il discorso diventa ancora più netto se si guarda alle full-hybrid. In Italia le HEV pesano per il 27% del mix Hyundai, più del doppio rispetto a un mercato che si ferma intorno al 13%. Numeri che spiegano perché il brand continui a intercettare una fascia di clienti ancora prudente sull’elettrico puro ma ormai lontana dal termico tradizionale.
Nel Regno Unito, invece, il quadro è diverso ma altrettanto significativo. Con 93.124 unità vendute, Hyundai ha messo a segno il secondo miglior risultato di sempre nel Paese, guadagnando tre posizioni e passando dal nono al sesto posto nella classifica generale. Un avanzamento che arriva in un mercato competitivo e storicamente selettivo.
La Germania resta uno snodo centrale. Qui Hyundai ha chiuso l’anno con 92.890 unità e una quota del 3,3%, risultando il marchio asiatico più venduto. Ancora una volta è l’elettrico a fare la differenza: le immatricolazioni EV sono cresciute del 49%, portando il mix al 27%. In Spagna, infine, il 2025 segna un nuovo massimo storico: 64.467 unità, quota di mercato al 5,8% e una quarta posizione ormai consolidata, non più episodica.
Buone notizie anche dalla Francia, dove Hyundai è entrata nella top 10 dei brand con una quota del 2,8% e 45.623 immatricolazioni. Qui le versioni full-hybrid hanno inciso per il 35% delle vendite, superando nettamente la media di mercato del 22%. In Turchia, infine, le vendite sono cresciute del 10%, raggiungendo 67.368 unità e il sesto posto assoluto nel mercato delle autovetture.
Modelli, premi e investimenti: le basi del futuro europeo
Il successo della strategia elettrica si riflette anche nelle performance dei singoli modelli. INSTER si è posizionata al secondo posto tra i veicoli elettrici di segmento A nella regione, con 33.917 unità vendute, ed è stata premiata come World Electric Vehicle of the Year 2025. A questo si aggiunge il riconoscimento ottenuto da IONIQ 9, nominata Premium Car of the Year 2026 in Germania.
Tucson, disponibile con motorizzazioni HEV, PHEV e ICE tradizionale, si conferma leader nel canale privato dei C-SUV europei, con una quota di mercato del 5,3%. Guardando avanti, Hyundai ha già annunciato il lancio di cinque nuovi modelli elettrificati nei prossimi 18 mesi, tre dei quali nel segmento B, a partire dalla futura IONIQ 3.
L’Europa, per Hyundai, non è solo una questione di listini o di nuovi modelli da lanciare. È anche (e soprattutto) una storia fatta di stabilimenti che lavorano, numeri che si accumulano negli anni e investimenti che non fanno notizia finché non diventano decisivi. Nel 2025, ad esempio, l’impianto di Nošovice, in Repubblica Ceca, ha superato quota cinque milioni di veicoli prodotti. Un traguardo che dice molto più di quanto sembri: continuità produttiva, know-how consolidato e una presenza industriale che ormai fa parte del tessuto europeo dell’auto.
Più a sud, a Izmit, in Turchia, l’aria è quella delle fasi di passaggio. Lo stabilimento si prepara ad avviare, entro la fine dell’anno, la produzione del primo modello elettrico, la IONIQ 3. Un cambio di passo concreto, che segna l’ingresso del sito nella filiera EV dopo anni di produzione tradizionale.
Dietro questi passaggi ci sono scelte industriali precise e investimenti che pesano. In Germania, l’espansione del centro di ricerca e sviluppo con il nuovo Square Campus ha aggiunto 25.000 metri quadrati alle strutture esistenti, sostenuta da un investimento di 150 milioni di euro. A Izmit, invece, la trasformazione dell’impianto per accogliere la produzione di veicoli elettrici, batterie ad alta tensione ed elettronica di potenza comprese, ha richiesto 250 milioni di euro. Anche Nošovice non si è fermata, con nuovi ampliamenti dedicati all’assemblaggio delle batterie EV. Dal 2008 a oggi, il conto complessivo degli investimenti supera i 2 miliardi di euro.