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Aviazione e crisi climatica, i professionisti lanciano l’allarme

Un gruppo di professionisti ha lanciato un forte allarme sulla mancanza di progressi dell’industria aeronautica nella lotta contro la crisi climatica.

Aviazione e crisi climatica, i professionisti lanciano l’allarme
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Linda Brunelli
Linda Brunelli
Pubblicato il 7 mag 2025

Le emissioni di gas serra legati al settore dei trasporti, in particolare quelle dell’aviazione, rappresentano una sfida considerevole per l’ambiente. Proprio per questo motivo, un gruppo di professionisti ha lanciato un forte allarme sulla mancanza di progressi dell’industria aeronautica nella lotta contro la crisi climatica. 

Il collettivo, chiamato Call Aviation to Action, è formato da ingegneri, piloti, dirigenti e altri operatori del settore che condividono una crescente frustrazione verso un modello industriale ritenuto insostenibile. Denunciano una grave disconnessione tra la passione per il volo e la consapevolezza del suo impatto ambientale, chiedendo una trasformazione radicale del sistema, a partire dal controllo della crescita dei voli.

VISIONE TROPPO OTTIMISTICA

Secondo i fondatori del gruppo, l’industria dell’aviazione si affida a una visione eccessivamente ottimistica della futura tecnologia per tagliare le emissioni, mentre continua a basarsi su un modello di business che necessita di un’espansione costante del traffico aereo. 

Karel Bockstael, co-fondatore del gruppo ed ex vicepresidente per la sostenibilità di KLM, ha dichiarato che il settore deve essere ripensato affinché possa tornare a dare un contributo positivo al mondo. Ha inoltre criticato duramente l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO), l’ente ONU incaricato di gestire le emissioni dell’aviazione – escluse dagli impegni climatici nazionali – accusandola di aver fallito nel suo compito.

La principale iniziativa dell’ICAO, nota come CORSIA (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation), prevede che le emissioni di CO₂ generate oltre un certo livello vengano compensate attraverso l’acquisto di crediti di carbonio. Tuttavia, i critici ritengono che questo meccanismo sia poco efficace e poco ambizioso, poiché consente alle compagnie aeree di continuare ad aumentare le proprie emissioni delegando ad altri settori il compito di ridurle, invece di intervenire direttamente sulle proprie attività. 

AGIRE SUBITO

Il gruppo avverte che, senza interventi decisi, entro il 2050 il settore aereo potrebbe rappresentare fino a un quarto delle emissioni globali prodotte dall’uomo. Nonostante l’amore condiviso per il volo, i professionisti coinvolti temono che l’attuale traiettoria condanni l’aviazione alla rovina, soprattutto se sarà necessario introdurre regolamentazioni esterne sempre più severe.

Anche altri gruppi di lavoratori dell’aviazione, come Safe Landing, si uniscono all’appello. Tom Reynolds, pilota di linea e membro del gruppo, sottolinea che la crisi climatica rappresenta un rischio evidente e richiede una risposta immediata. Secondo lui, con il giusto coraggio politico, investimenti mirati e una visione innovativa, è possibile costruire un futuro sostenibile per il settore.

Le emissioni per passeggero del trasporto aereo sono le più alte in assoluto tra tutti i mezzi di trasporto, e il fenomeno è spinto in gran parte dai viaggi frequenti di una piccola élite. L’1% della popolazione mondiale è responsabile del 50% delle emissioni del comparto. Gli attuali piani climatici dell’industria, secondo Climate Action Tracker, risultano “criticamente insufficienti”. Il gruppo Call Aviation to Action spera di rompere il silenzio che regna tra i professionisti del settore e di accelerare il cambiamento attraverso una mobilitazione collettiva.

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Commenti Regolamento
S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi pare che il problema delle ferrovie italiane sia ben noto da tempo.

A
Angelo Donà 01 Jan 1970 @ 00:00

Correggo : Il trasporto aereo superfluo è quello a corto raggio diciamo entro i 500 chilometri e tra città ben collegate attraverso l'alta velocità ferroviaria. Chat gpt mi dice che ci sono 35 voli che collegano Milano e Roma ogni giorno. Ora o sono tutti pieni zeppi di passeggeri internazionali che fanno scalo oppure c'è evidentemente un problema. Anzi Fiumicino-Milano centrale siamo sotto le 4 ore in treno quindi anche per chi fa scalo si potrebbe benissimo cancellare il collegamento aereo.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

"Trasporto aereo SUPERFLUO", penso che dopo questa non ci sia niente da commentare oltre...

A
Angelo Donà 01 Jan 1970 @ 00:00

Spostare 1 miliardo di persone all'anno in aereo inquina circa un terzo rispetto a spostarne 1 miliardo a settimana. Direi che il grafico avvalora la tesi di quanto il trasporto aereo sia superfluo e dannoso. La commissione europea farebbe bene a tagliare i voli stupidi . Solo dall'aeroporto di Venezia vedo 6 destinazioni entro i 500 km, tutte ben collegate via treno tra l'altro. Poi però arriva la Francia che piange Airbus, i sindacati dei lavoratori degli aeroporti, i tassisti ecc a lamentarsi.

A
Alexxx 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto, bisogna per forza arrivare al limite per capire che andare avanti così è poco sostenibile?

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

La storicità dell'auto lo decide l'età non il modello

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

ah la PUNTO sarebbe storica? ahahahah

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Qui sono comprese tutte le auto non solamente le auto storiche

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00
M
Maury94 01 Jan 1970 @ 00:00

Ormai si può viaggiare con i visori 3D, vergognoso che si permetta ancora di spostarsi oltre i 15 minuti dal proprio domicilio.

C
Cromage 01 Jan 1970 @ 00:00

F2F non è mai paragonabile ad un web meeting...
1 volte al mese è davvero poco, si viaggia anche molto di più...

C
Cromage 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non erano le auto storiche ed inquinanti il problema !??!?!

K
KillerPenguin 01 Jan 1970 @ 00:00

altri settori, cosa sarebbero? C'hai la nota?

A
Alexxx 01 Jan 1970 @ 00:00

Bisognerebbe in primis riconsiderare le politiche aziendali di molte realtà che utilizzano aerei come fossero biciclette per mandare le loro persone in capo al mondo 1 volta al mese giusto per avere "contatti" con i clienti in modo diretto, anche quando ormai ci sono le videochiamate , per dirne solo una
E' solo un piccolissimo esempio di come tante scelte sconsiderevoli, raggruppandole, possano contribuire a peggiorare le cose.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Quegli aerei consumano meno di tutte le auto + camion in Europa:
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S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Ssssh che poi si svegliano sudati...

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Qui altro spaccato:
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S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Niente di più falso (i dati non sono recentissimi, ma fanno capire la proprorzione):
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L
Luigi Lodoli 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà, in termini di emissioni di CO2, presa solo come mero esempio, l'Europa produce il 10% di quella mondiale e in Europa, i trasporti, tutti, producono il 10% di quella totale europea. La parte del leone nella produzione da CO2 la fanno industria e allevamento. Così a spanne, credo che a livello planetario l'inquinamento prodotto dagli aerei sia davvero uno "zerovirgola". Però è divertente ugualmente leggere certi articoli e magari immaginare, che dopo gli scaldapizzette a quattro ruote, possano arrivare anche gli scaldapizzette volanti! :-D

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi Raccomando non usate la Fiat punto per fare la spesa che inquina.. https://uploads.disquscdn.c... https://uploads.disquscdn.c...

M
Matteo 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo sanno anche i sassi che aerei e navi sono tra i principali "responsabili" dell'inquinamento, però a noi rompono i maroni con le auto elettriche.